Archive | marzo, 2011

Un paesaggio che mi è caro e che conosco bene …

29 Mar

Guardate questo disegno:

si, lo so non è un gran che, non state a sottilizzare, lo ha fatto “Rossana”, in prima media. Il tema era: disegno un paesaggio che mi è caro e che conosco bene …

Rossana non conosceva affatto quel paesaggio, se l’era inventato di sana pianta, l’aveva forse buttato giù in maniera svogliata, per riempire le due ore del “compito in classe”.

Guardate ora questa foto:

E’ la nostra casa dopo la ristrutturazione, la somiglianza è impressionante, anche nei colori, che sono stati sbiaditi dalla scannerizzazione del disegno originale. Se poi si tiene conto dell’insieme Rossana ha azzeccato nel suo disegno predittivo anche la posizione del frutteto e dell’orto. Solo la strada d’accesso non è coerente: i bambini sono portati a pensare che la strada sia sempre davanti a loro, col tempo comprendono che, molte volte, a casa come nella vita, l’accesso è per via laterale.

Benvenuta a casa dunque Rossana!

P.S. Se vi interessa sapere quale voto abbia meritato lo “scarabocchio dell’oracolo” lo trovate nell’immagine qui sotto, in alto a destra. 🙂

 

25 anni dopo …

24 Mar

Ricordo perfettamente dove ero 25 anni fa, quando ci fu l’incidente nucleare di Černobyl‘, mi stavo per sposare e mentre cadeva la pioggia radioattiva ero intento a verniciare le perline che ornavano la mia casa di allora. Presi anche un bel po’ d’acqua per l’occasione.

Ho trovato in rete un documento che ricorderà anche a voi quella giornate drammatiche (almeno ai non giovanissimi):

Chiedo scusa per la sintassi. 🙂

Vi invito a ricordare quei giorni, pensando cosa potrebbe accadere tra 25 anni ed andare a votare per i referendum, portando con voi prima ragione e poi emozione.

Siamo nati per soffrire …

22 Mar

Lo storico Roberto de Mattei interviene a Radio Maria sulla catastrofe in Giappone inanellando perle di questo tipo:

“Le grandi catastrofi sono una voce terribile ma paterna della bontà di Dio” …  “Se la terra non avesse pericoli, dolori, catastrofi, la terra eserciterebbe su di noi un fascino irresistibile …” …  “Le catastrofi sono esigenza della giustizia di Dio, della quale sono giusti castighi …” … “Che cosa furono il diluvio, il fuoco che cadde su Sodoma e Gomorra, quello che si abbattè su Ninive, se non castighi di Dio…” Qui sotto per chi ha il fegato di ascoltare i nove minuti di intervento su Radio Maria

Chi è questo “Carneade” della scienza che ha scritto testi fondamentali a sostegno della teorica creazionista dell’universo lo potete scoprire cliccando sul link a Wikipedia che ho inserito nel post.  Quello che è drammatico, ma perfettamente in linea con l’aria che tira in questo Paese, è che de Mattei è vicepresidente del CNR, il più grande Ente di ricerca italiano.

MACEDONIA TRICOLORE

17 Mar

Ecco la “macedonia tricolore”  che ha preparato “Rossana” per una cena tra amici.

Questo Paese ci piacerebbe così, una “macedonia” di persone diverse che dia più sapore alla vita.

Volendo si potrebbe argomentare ancora qualcosa sulla frutta utilizzata per comporre il tricolore:

IL ROSSO è ribes: frutto dei nostri boschi (in particolare questo del mio giardino) “aspro” ma sincero, non ha bisogno di molte cure, cresce spontameamente e si adatta a ogni terreno.

IL VERDE è kiwi: viene dall’altra parte del mondo ma si è adattato perfettamente qui da noi dove è stato accolto con favore non solo sulle tavole dei consumatori ma anche nei frutteti dei nostri agricoltori.

IL BIANCO la banana: ci insegna che proprio non possiamo fare tutto da soli, nello specifico una macedonia è molto più buona se ad essa partecipa l’avvolgente carnalità dei frutti del Sud del Mondo

MEGLIO ATTIVI OGGI CHE RADIOATTIVI DOMANI

16 Mar

Dopo il terremoto in Giappone e l’incidente nucleare he ne è seguito il mondo s’interroga sulla sicurezza delle centrali.

In Europa, in particolare, Paesi noti per la loro precisione come la Svizzera viene sospeso il processo di approvazione per tre nuove centrali nucleari in attesa della revisione degli standard di sicurezza. Anche in Germania, tra i leader mondiale per la tecnologia, guidata da un governo di centro-destra, chiudono subito 2 impianti nucleari e viene sospeso per tre mesi l’iter che doveva portare al prolungamento della vita tecnica per altri 14.

Il commissario Ue all’Energia, Gunther Oettinger, ha definito una ”apocalisse” la tragedia in Giappone e viene deciso di effettuare un test di sicurezza sulle centrali nucleari.

In un momento così grave e in questo contesto, il “Paese all’incontrario”, quello in cui viviamo, che al momento è privo di centrali, dopo l’incidente di Černobyl‘ di 25 anni fa, decide di andare avanti sulla strada della costruzione di nuove centrali nucleari.

Lo fa contro l’opinonione nelle Regioni, che queste centrali dovrebbero ospitiare, che già prima dell’incidente giapponese, tutte, di destra e di sinistra, erano state contagiate dall sindrome di NIMBY. Lo fa con il ministro allo sviluppo economico Romani che dichiara che “E’ inimmaginabile tornare indietro su un percorso già attivato” (è risaputo che solo i cretini non cambiano idea). Ma lo fa anche con  il Ministro dell’ambiente Prestigiacomo, anche lei schierata a favore del nucleare secondo le direttive di “Al Tappone”.

Ho volutamente “linkato” fin qui solo notizie d’agenzia per evitare che qualcuno potesse pernsare che volessi dare un “taglio politico” all’informazione. Detto tutto ciò una posizione bisogna prenderla dicendo ancora “NO ALL’OPZIONE NUCLEARE” come abbiamo fatto da ragazzi con i referendum del 1987.

Anche oggi come all’ora “Meglio attivi che radioattivi”, nonostante (o a maggior ragione proprio per questo) vi sia un Governo ipocrita che nega al 17 marzo il carisma di una festa piena, pretendendo di annullarne gli “effetti economici” e butta via 300 milioni di euro negando l’election day che avrebbe accorpato amministrative e referendum.

Tempo di semine

12 Mar

Tornato anticipatamente dalla montagna per un impegno di lavoro giovedì, approfitto del venerdì successivo per fare il “cambio di stagione” nell’orto. Spuntati gli broccoli, raccolte le residue cicorie, raccolto ancora qualche cavolo, ho provveduto a rimuovere le pacciamature, scoprendo il terreno che, nelle aiuole riparate dai teli è rimasto ancora soffice.

Quest’anno mi aspetta una novità, accanto alla mia vecchia vanga a punta quadra che mi è fedele da 25 anni ho deciso di introdurre un po’ di meccanizzazione. Per questo motivo durante l’inverno ho comprato una piccola motozappa. Dopo molti tentennamenti ho optato per una versione elettrica. Si tratta della più potente che ho trovato in comercio 1300w, l’ho presa elettrica in primo luogo perchè abbiamo deciso di far convergere tutto il nostro fabbisogno energetico sulle fonti elettriche per sfruttare appieno il nostro impianto fotovoltaico, in secondo luogo perchè non ha bisogno di alcuna manutenzione, né operazioni di “rimessaggio” durante la stagione invernale.

Dopo aver rimosso i teli di pacciamatura ho dunque provveduto a stendere il “compost” prodotto durante i mesi passati sulle prose, non prima di aver salvato i miei amici lombrichi che stavano lavorando nella parte superiore del cumulo, deponendoli nel mucchi a fianco. Una volta stesa la sostanza organica che darà nuovo nutrimento e “struttura” alla terra impoverita dalle colture, ho incorporato il tutto con la nuova arrivata, la motozzappa elettrica. Il risultato finale è stato ottimo, la fatica minima (se si esclude quella di trasportare il compost dal luogo di produzione e di stenderlo sulle prose), la soddisfazione tanta. Avevo qualche dubbio che la motozzappa non fosse sufficientemente potente, ma su un terreno già lavorato da anni, privo di sassi e ricco di sostanza organica  si è  invece  comportata splendidamente.

Dopo avere pareggiato le prose con il rastrello vi ho steso sopra il “tubo poroso” che consente un’irrigazione localizzata delle colture sotto il telo pacciamante e quindi i teli di pacciamatura. Uso ancora un telo di polietilene preforato che mi aveva regalato mio cugino Marco, cotivatore diretto in Romagna, lo uso, lo riuso e quando inizia a danneggiarsi lo piego in due per il lungo e le utilizzo per non far crescere le erbacce sui vialetti di camminamento. Solo quando è veramente “frusto” mi decido a buttarlo via nella raccolta differenziata della plastica.  In ogni caso sto via via introducendo il tessuto “antialga” che i vivaisti utilizzano nelle serre (qui lo vedete nella versione “a sacco” per la coltivazione delle fragole), dura molto di più e può essere riutilizzato per anni.

A preparazione ultimata il terreno si presenta così (la foto mostra il lavoro non ancora completamente ultimato), con tutte le parti coperte per impedire la crescita delle erbaccie, ridurre l’evaporazione e contenere la costipazione del suolo a causa delle intemperie e pronto ad accogliere, da destra verso sinistra, piselli, patate, fagioli e fagiolini, lattughe tutte colture attentamente avvicendate secondo una razionale “rotazione agraria” di cui tengo traccia di anno in anno sul mio computer.

 

 

Parto per la montagna con in bocca il sapore del mare

5 Mar

Parto per la montagna per alcune giornate sugli sci ma porto con me il sapore del pesce freschissimo che ieri ho ricevuto dagli amici della cooperativa Maestrale di Marina di Carrara.

Avevo parlato di loro, in particolare di un equipaggio tutto al femminile della Maremi II. Ieri sono venuti a portarmi il pesce pescato nella notte, direttamente in ufficio, proprio Rady e il “mitico” presidente Beppe, un vulcano di idee.

Li ho trovati particolarmente motivati per il lavoro che stanno facendo, creare un’alleanza fra produttori e consumatori, fondata su qualità e conoscenza reciproca è forse la strada giusta per remunerare correttamente l’impegno nella produzione saltando i passaggi, spesso parassitari, del commercio.

GUARDATE RADY E LE SUE COMPAGNE DI PESCA IN QUESTO SERVIZIO PER LA RUBRICA “OCCHIO ALLO SPRECO” DI STRISCIA LA NOTIZIA.

Certo, tutti dobbiamo rimboccarci le maniche, con idee, disponibilità reciproca, nuove tecnologie, siano esse di comunicazione o di trasformazione dei prodotti. Mi ha molto sorpreso sapere da Beppe che consegna il suo pesce agli amici del GAS di Livorno, a cento metri dal mare ma 74 chilometri più a sud, semplicemente perchè i pescatori di quella località non si sono dati da fare e si fanno “strozzare” dai grossisti locali.

Non deve essere facile per gli amici della “Maestrale”, dopo una notte di pesca caricare il prodotto e fare il giro delle città del nord ma il prezzo che spuntano è molto conveniente, tanto per loro quanto per noi, per non parlare della qualità e del servizio.

Sto persino pensando di cambiare regime alimentare, basta con il regime padano-alpino, meno polenta “cunscia”, meno “furmac Gurgunzola” e più omega 3 a catena lunga, come dice la mia amica “Manto”.

Ma, dieta o non dieta, quello che più conta è aver messo una altro tassello alle “Win win strategies” del cambiamento del modo di consumare,  di produrre di tessere relazioni.