Archivio | gennaio, 2012

L’ADRO

27 Gen

Si chiama Oscar Lancini è il sindaco di Adro, un piccolo comune in provincia di Brescia, è noto per essere aver fatto tappezzare dal Sole delle Alpi la scuola elementare appena costruita* e per aver vietato la mensa a bambini di genitori morosi per 10mila euro complessivi.

Per la prima “bravata” è già stato condannato dal Tribunale di Brescia ad esporre la bandiera italiana e quella dell’Unione Europea e obbligato dal Ministro dell’Istruzione a togliere i simboli padani piazzati dappertutto. Per far ciò si utilizzeranno comunque soldi pubblici a prescindere dal fatto che escano dalle casse del Comune o dello Stato.

Alla seconda ci ha messo una pezza, saldando il conto della mensa scolastica per i genitori morosi, in imprenditore locale che porta il suo stesso cognome.

Pochi giorni fa il Capo dello Stato ha nominato il Lancini imprenditore “Cavaliere della Repubblica”. A proposito delle onoreficenze pubbliche avevo già espresso la mia posizione in un post, ma questa volta mi schiero con Napolitano senza riserve, abbiamo un disperato bisogno di esempi positivi.

Non la pensa così l’imbrattatore di scuole pubbliche che ha scritto al Capo dello Stato una lunga lettera tra l’altro dice “Ci vergognamo di averla come Presidente”. Io non mi vergogno affatto.

*Il sole delle Alpi stampato su ogni cosa mi ha fatto tornare in mente la breve stagione dei “cazzi volanti” quando alle superiori in classe di “Rossana” c’era stato un periodo in cui si disegnavano questi simpatici “articoli” con le ali su ogni diario, libro, foglio che fosse rimasto, anche solo per un attimo, incustodito e presentasse un margine libero. La stagione ebbe vita breve e cessò quando un diario venne intercettato da un mamma più bacchettona delle altre.

PROMO MAI PROMO: “TIPI TOSTI”

24 Gen

Cari lettori del blog, questa volta il post della serie “PROMO MAI PRONO” lo faccio per me me stesso.

Sono stato molto in dubbio se farvi questa segnalazione ma, devo confessarvi che mi lusinga molto essere stato intervistato da Cinzia Ficco per il suo sito “Tipi Tosti” (benchè io spesso io mi senta più “bollito” che “tosto”).

Cinzia mi ha fatto l’onore (giuro di non averla pagata per questo) di avermi messo nella sua galleria di personaggi fuori dal comune, alcuni dei quali (non è il mio caso evidentemente) che che io  non stenterei a definire veri propri “eroi positivi del quotidiano” altri, cito solo Raphael Rossi e Andrea Segrè, l’inventore di Last Minute Market, veramente eccezionali.

ECCO IL LINK CON IL POST PER CHI HA VOGLIA DI LEGGERLO

Contingenza e soggetto a parte credo che questo Paese abbia bisogno di esempi positivi e che Cinzia con il suo lavoro porti un piccolo mattone per ricostruire l’orgoglio ferito di una nazione.

P.S. certo, nessuno è perfetto e poi fra tanti Tipi Tosti, ci scappa dentro anche una “Faccia Tosta” pazzo scatenato che sale sul Monterosa con una gamba sola!

Cirano per “M’illumino di meno”

22 Gen

Anche quest’anno “Cirano”, sempre più affaticato dalla consapevolezza del peso delle sue contraddizioni (confesso che spesso me ne vado dall’ufficio senza spegnere la luce) sostiene la campagna M’illumino di meno di “Caterpillar”Se cercate un motivo in più per risparmiare energia ascoltate  l’inno/monito degli “SFORMAT” un gruppo di ragazzi tra i 16 e 19 anni nei quali risiede un pochino del patrimonio genetico del mio amico Luciano   (cercate qui “Sformat” alla lettera S”)

 

UFFICIO

17 Gen

Una fotocopiatrice di poche parole: laKonica

Promo mai prono: “TOMPOMA” la stampella 3.0

13 Gen

1.0 Ricordo il mio primo “incontro” con le stampelle. Apparivano spesso accanto alle immagini di piccoli mutilati affisse alle scuole elementari per informare i bambini di non toccare oggetti sconosciuti che potevano essere bombe ancora inesplose. Si chiamavano “grucce“,  “sottoascellari”  per distinguerle dai più allegri appendiabiti. Eravamo nell’Italia degli anni sessanta, quella del boom economico e demogafico ma che ancora affondava le sue fondamenta su macerie e distruzione, le stampelle allora erano le stesse con le quale veniva rappresentato Enrico Toti nell’iconografia patriottica classica, mentre si scaglia contro il nemico.2.0 Negli anni settanta le stampelle mi diventano più familiari, nasce mio fratello Renato, con una grave focomelia ad un arto inferiore, le stampelle sono il suo “mezzo di locomozione” e per noi un continuo inciampo, lasciato in ogni angolo della casa. 

Ho imparato in quegli anni che con le stampelle si può fare ogni cosa, come andare in montagna e sciare.  Alcune di queste sono meno edificanti, ad esempio partecipare con un ruolo non secondario alle zuffe fra compagni di scuola, altre sembravano impossibili, perchè prevedevano l’uso contemporaneo di gambe e mani, come giocare a basket.

A quel tempo la stampella si chiamava “canadese”, aveva abbandonato l’appoggio ascellare per scaricare il peso del corpo su polso e avambraccio (e, occasionalmente, anche anche l’anca come nel caso del basket di cui si è detto, per tirare o passare la palla).

3.0 Ma se hai un handicap e non vuoi condurre una vita particolarmente sedentaria hai bisogno della “Ferrari” delle stampelle, che possa consentirti il massimo dell’indipendenza e della versatilità  con il minimo dell’impaccio. Ecco perchè e nata “TOMPOMA“.

Questo video vi spiega dove sta la differenza:

Perchè dunque la stampella deve essere un limite quando si possono fare cose del genere anche con l’appoggio di una gamba sola? coppa-d-africa-per-amputati.html (vi dovete “beccare” qualche secondo di pubblicità ma ne vale la pena)

Se ne va, Malinconico.

10 Gen

Alla fine ha dato le dimissioni quella sorta di “prezzemolino”, buono per tutte le stagioni. tutti i governi, tutti gli incarichi del sottosegretario  Malinconico.

Carlo Malinconico Castriota Scanderbeg, questo è il suo nome completo, In passato ha ricoperto vari uffici pubblici e para tali, tra i quali, dal luglio 2008 al novembre 2011 presidente della Federazione Italiana Editori Giornali. Entrato a far parte del governo Monti con la delega a Sottosegretario all’editoria alla fine ha dato le dimissioni per una vicenda di “alberghi pagati a sua insaputa” portata a galla da “Il fatto quotidiano”.

Di Malinconico non fa un ritratto particolarmente edificante Sergio Rizzo ne “Il Corriere della sera” del 10 gennaio 2012, tra i suoi tanti impegni aveva persino trovato il tempo di sostenere la causa di una altro membro del Governo Filippo Patroni Griffi per l’acquisto dall’INPS di un “palazzo pericolante” con vista sul Colosseo.

Questa storia ci insegna alcune cose:

  • quanto sia importante una stampa libera, non legata ad alcun potentato, che possa portare all’attenzione dei cittadini fatti anche privi di rilevanza penale ma che siano semplicemente fenomeni di malcostume
  • quanto sia importante che nessuno possa dubitare, oltre che della “Moglie di Cesare” (non solo perchè è in grado di ricostruire la spesa per il cenone)  a maggior ragione, dei collaboratori di Cesare, specialmente se Cesare sta chiedendo a tutti i cittadini molti sacrifici;
  • quanto la decadenza dei costumi non colpisca direttamente solo la politica ma anche chi vive di e con la politica

Scontato il riconoscimento del Presidente del Consiglio per il “senso di responsabilità dimostrato” al quale si unisce anche Cirano con il suo saluto, Malinconico.

Pensavo fossero le ultime …

9 Gen

Sono passati da un pezzo i tempi in cui, con tre o quattro allenamenti alla settimana più la partita facevo fuori un paio di scarpe da basket all’anno, ora mi durano di più molto di più!

E’ vero devono sopportare qualche chilo di troppo rispetto al peso forma ma alle scarpe poco importa se 80 kg si sviluppano per 195 cm o per 180, 80 kg sono un peso più che accettabile per loro.

Le ultime erano un paio di “And 1” comprate in saldo al Decathlon. Quando avevo acquistato le precedenti, un paio di “Nike”, questa marca neppure esisteva! Mi sono durate almeno 5 anni, come quelle che avevo prima.

E’ pur vero che verso la fine del campionato di prima divisione del 2008, nella prospettiva di “dimettermi” da giocatore agonistico ero intervenuto per farle tirare fino a fine maggio introducendo del silicone trasparente nella camera d’aria creata per ammortizzare il tallone che si era lacerata, ma è altretanto vero che l’intervento era venuto così bene che la mie scarpe mi avevano accompagnato fino al 2011.

Ricordo ancora l’ultima di campionato, una partitaccia in casa nella quale ero stato umiliato in velocità da un ragazzino delle giovanili messo in campo dall’allenatore avversario per “fare esperienza”. Alla fine però con i miei compagni dello Stresa Basket avevo festaggiato e tutti, con gande sprezzo del pericolo, mi avevano firmato le scarpe. Era l’anno dei miei cinquanta e, sinceramente pensavo che quelle scarpe bianche e rosse, anche se non avrei smesso di accarezzare la palla a spicchi, sarebbero state le ultime.

Ieri invece siamno andati a Milano al planetario, le ragazze volevano onorare il regalo di Natale fatto alla loro mamma, sarà stata l’eternità di quella volta celeste riprodotta sulla cupola, sarà l’amico Sergio ritrovato in Sicilia che, neppure lui ha appeso le scarpe al chiodo, oppure, meno romanticamente, saranno stati i saldi di feste concluse, sia quel che sia, mi sono comprato un nuovo paio di scarpe da basket.

Le ultime comunque rimarranno quelle firmate a fine partita nel 2008, saranno quelle che appenderò al famoso chiodo d’oro che da tanto tempo è lì fisso nel muro ad attenderle. Alle nuove compagne dei miei piedi da parquet, chiedo solo il miracolo di portarmi fino alla “pensione del cestista” e, se non saranno loro, ne verranno delle altre, per far smettere di piangere la Fornero delle palestre!

E ora devo darmi da fare a ritrovare la forma perduta dopo gli stravizi natalizi …