Archive | agosto, 2013

TASER, ma non potevano chiamarla in un altro modo?

29 Ago

La “TASER”* è la nuova Service Tax che sostituirà l’IMU. A parte il pietoso minuetto delle larghe intese (o delle poche pretese) sull’abolizione o non abolizione della tassa sugli immobili, quello che ne è venuto fuori è l’ennesimo compromesso al ribasso che non sa né di me né di te, con il condimento finale di chiamarla tassa sui servizi, di solito pietosi e intermittenti, erogati dalla grande mano pubblica. Pazienza, ci siamo abituati alle prese in giro.

Quello a cui non eravamo ancora avvezzi è di farci prendere per il culo anche sui nomi delle tasse, non avevano ancora avuto l’ardire di chiamare una tassa con il nome di un attrezzo che ti paralizza con una scossa elettrica.

TASER è infatti l’acronimo di Thomas A. Swift’s Electronic Rifle, dove Tom Swift è il nome del personaggio di un fumetto, facente riferimento a dei dispositivi classificati come armi da difesa “meno che letali” che fanno uso dell’elttricità per far contrarre i muscoli del soggetto colpito.

Mi limito a contrarre i muscoli facciali in una smorfia di raccapriccio!

Per vedere l’effetto che fa bisognerà provarla:

* aggiornamento: pare che ci sia stata un’immediata retromarcia sul nome

A PASSO FOLUNGO CON ALICE

26 Ago

Ieri, complici una bella giornata e qualche giorno di vacanza dall’Università di mia figlia Alice, abbiamo deciso di salire con le BEPAs al passo Folungo. Veramente avrei dovuto andarci con “Rossana”, ma lei subito dopo ferragosto ha pensato bene di partire per l’Australia e io mica potevo stare in casa ad aspettarla …

Decidiamo di partire poco sotto Piancavallo per evitare di fare fuori tutta la batteria sull’asfalto, ci facciamo dunque portare da mia nipote Viviana fino a quota 1.200 metri in modo da poter ritornare fino al piano in bici.

Viviana (sx) Alice (dx)

Viviana (sx) Alice (dx)

Dopo aver rimontato le ruote anteriori qualcosa non va, un pattino del freno tocca contro il cerchione, dopo un po’ di tira e molla ci accorgiamo di aver invertito le ruote dei mezzi (in gran parte identici). Ho infatti sostituito i penumatici da mountain bike con quelli da trekking per avere maggiore scorrevolezza sull’asfalto, cosa che rendeva praticamente indistinguibili le due ruote!

Si riparte, direzione Alpe Colle e Pian Vadà. Sul tracciato della storica via linea Cadorna di cui ho parlato in una altro post. Incontriamo i resti dell’ospedaletto militare, ormai in rovina, mi consola pensare che non ha mai ospitato feriti d’arma da fuoco.

Ospedaletto militare "disoccupato"

Ospedaletto militare “disoccupato”

Continuiamo a salire giulivi, indulgendo al nostro narcisismo:P1000800Ma la “bestia” è là in cima che ci aspetta a quota 1711 metri di altitudine, ci attende questa strada:

Passo Folungo

Passo Folungo

Sotto di noi gruppi di baite, ormai abbandonate da anni, mostrano le “rughe” del tempo ma, come autentiche Signore della montagna rurale, non perdono il loro fascino.

Baite nel Parco Nazionale della Valgrande

Baite nel Parco Nazionale della Valgrande

Intravvediamo il bivacco in cima al passo, recentemente ristrutturato a cura del Parco Nazionale della Valgrande, sorge nel luogo in cui c’era il vecchio rifugio distrutto durante i rastrellamenti nazi-fascisti del 1944P1000807La fatica aumenta ma la meta s’avvicina, ancora un tornante e una rampa con pendenza intorno al 10%, resa più difficoltosa dai sassi che sono stati trasportati dagli acquazzoni che non vengono più raccolti dalla “cunetta” ormai satura di materiale

Bivacco di Passo Folungo

Bivacco di Passo Folungo

Ci scambiamo le BIPAs perchè la mia, dovendo trasportare 80 kg, comincia ad essere in riserva sparata, le passo allora i poco più di 40 di Alice e salgo sul nuovo “cavallo elettrico” con quasi tutte le tacche della carica a disposizione ne approfittiamo per godere del meraviglioso colpo d’occhio frutto della nostra fatica prima di raggiungere la cima

Alice ammira il panorama

Alice ammira il panorama

Eccoci, obiettivo raggiunto!

Bivacco

Bivacco

Il tempo si mette al brutto, speriamo di non prendere l’acqua o, peggio, di non fare la fine delle capre che ogni tanto vengono “arrostite” dai fulmini che su queste cime non scherzano

Nuvoloni minacciosi in direzione del monte Zeda

Nuvoloni minacciosi in direzione del monte Zeda

Giusto il tempo per mangiarci un panino e per l’ultima foto “trofeo” e si scende a capofitto fino al pianoP1000826Alla fine abbiamo percorso 45 km, e “strizzato” le batterie fino all’ultima scintilla di corrente. La discesa era intervallata da un breve tratto in salita che Alice ha fatto a bici esaurita con il solo apporto muscolare e qualche spintarella del papà che “ciuciava” gli ultimi residui di corrente dal proprio mezzo!

Per i dettagli tecnici del percorso, non disponendo di tecnologie GPS soofisticate, rinvio a questo sito di MTB che riporta un tracciato in gran parte sovrapponibile al nostro.

PUBBLICITA’ INDECENTE

23 Ago

Poco fa mi sono fatto forza e ho deciso di guardare un video sull’Huffington Post che mostra una ragazzina siriana che si riprende dopo avere inalato gas nervino.

Non ho avuto il coraggio di vedere le foto dei morti, molti bambini, allineati gli uni accanto agli altri pubblicati nei giorni scorsi, ma questo video, che è insieme tragedia e speranza, avevo deciso di guardarlo.

E’ stato allora che è successa una cosa indecente, mi sono dovuto sorbire 15 secondi di pubblicità del “Galbanino”, è stato come ricevere una pugnalata dalla merce che non rispetta le persone.

Di solito metto il link alle fonti che cito nei post, questa volta non lo faccio, vi risparmio l’orrore di manicaretti con il formaggio che fonde sulle tragedie umane!

Abbiamo gli amministratori che ci meritiamo (forse)

21 Ago

La conferma che (forse) siamo amministrati da chi ci meritiamo ci arriva da Nocera Inveriore (SA) dove un assessore comunale è stato “pizzicato” da una telecamera mentre lanciava un sacchetto di spazzatura dell’auto.

La notizia la trovate qui, ce la porge il Corriere del Mezzogiorno. Pare che l’amministrazione comunale sia riuscita almento fino ad ora a mantenere segreto il nome dell’assessore, come se facesse la differenza! Inutile dire che l’amministratore incivile ha scritto una lettera ai vigili urbani per dire che il sacchetto dell monnezza è stato lanciato “a sua insaputa”!

M’immagino già le pressioni sull’integerrimo agente di polizia municipale perchè non applicasse la sanzione di 500 € …

Mettiamola in musica:

VISITA GERIATRICA (non per me, datemi tempo!)

9 Ago

Appuntamento alle ore 8,40, ci accoglie subito un’infermiera molto gentile che è già al corrente del nostro caso. Mi stupisco, sono anni che non bazzico per ospedali, vuoi vedere che è cambiato qualcosa in mia assenza?

L’attesa però è in uno stanzone enorme, sul quale si affacciano parecchi ambulatori. Il rapporto aero-illuminante è insufficiente, tale da non consentire a nessun medico dell’ASL di rilasciare alcuna autorizzazione sanitaria, ma qui siamo a “casa loro” e dobbiamo portare pazienza.

Rimediano comunque … ventilatori piazzati ai lati della stanza e potenti luci al neon sul soffitto … un girone dantesco!

Inizia l’attesa, si fanno le 9,00 e mia mamma con un’allegria tipica dell’anziano un po’ “andato” al quale si perdona tutto intercetta l’infermiera e le chiede: “Crede che riusciremo ad essere a casa per Natale?” La mamma viene condita via con un sorriso e una battuta.

Alle 9,20 l’infermiera si sente in dovere di dirci che il dottore sta arrivando, ha telefonato, è per strada, ha avuto un contrattempo.

Alle 9,30 mia mamma si è già dimenticata della battuta di prima, ferma di nuovo l’infermiera e le chiede ancora se pensa che ce la faremo ad essere a casa per Natale: nuovo sorriso e nuova battuta in risposta, ma questa volta l’angolo della bocca appare più tirato.

9,35 arriva il medico tutto trafelato, saluta e s’infila nello studio, dopo poco ci chiama, ha già visto gli esami, conferma la terapia per i prossimi 6 mesi, una firma sul documento con le indicazioni terapeutiche, una firma sul foglio di giustificazione per la mia assenza dall’ufficio “antimeridiana” alle 9,40 siamo fuori.

In fondo non è cambiato molto da quando l’ultima volta ho avuto bisogno delle cure dell’ospedale!

Pedalando sulla “Linea Cadorna”

2 Ago

Erano gli inizi del Novecento quando, temendo che i tedeschi potessero invadere la Svizzera e assalirci alle spalle, gli italiani inaugurarono la stagione delle “Grandi Opere” (belliche) e fortificarono con strade militari, casematte, caserme, eccetera tutte le alture di confine; dalle mie parti il tratto che va dalla bassa Ossola fino alle sponde del Lago Maggiore. L’opera, che prese il nome dal generale Cadorna, si rivelò inutile sotto il profilo bellico, mentre qualche beneficio lo ebbe sotto quello occupazionale, impiegando numerose maestranze locali.

La “Linea Cadorna” inutile allora, si sta rivelando preziosa per il turista di oggi, consentendogli facili escurisioni e splendide vedute ai turisti di passaggio, anche a quelli muniti di velocipede.

Percorsi segnalati

Percorsi segnalati

Domenica scorsa, per sfuggire alla canicola, abbiamo caricato le nostre BIPA’S in macchina e ci siamo diretti alla volta di Piancavallo, da lì, inforcati i mezzi “assistiti”, siamo saliti alla volta dell’alpe Colle per dirigerci, seguendo la vecchia strada militare recentemente restaurata, verso Archia.

Lucia nel tratto Colle-Morissolo

Lucia nel tratto Colle-Morissolo

Senza alcuna fatica abbiamo percorso la strada che alternava splendide vedute a freschi boschi di faggio facendo un bell’anello riprodotto nell’immagine

Tornati a Colle abbiamo preso il sentiero che ci ha portato al Morissolo e siamo rientrati a Piancavallo per quella via.

Veduta lago dal tratto Morissolo - Piancavallo

Veduta lago dal tratto Morissolo – Piancavallo

Lucia è poi risalita in auto con la sua BIPA, mentre io sono rientrato a casa percorrendo tutta la discesa con le chiome al vento … (ops!!!)P1000526