Archivio | maggio, 2014

SINDACO SUBITO, SANTO POI

29 Mag

Poteva essere diversamente? In un piccolo comune della Calabria, Feroleto della Chiesa, è stato eletto sindaco Papa Francesco, la notizia la trovate qui.

Un modo come un altro per rendere quasi profetica la canzone di Giorgio Gaber

Sempre in tema di Calabria e calabresi ho trovato anche questa “chicca” del 1953. Dopo un’alluvione in quella regione a Suna, presso la colonia Motta, sono stati ospitati per 6 mesi dei bambini calabresi.

Ecco il documentario che ne trasse nel 1953 Ermanno Olmi, con i commenti “stucchevoli” del tempo. Chissà se ora il “doppiaggio” lo facesse un Salvini o un Borghezio

Il privato è politico … e viceversa

28 Mag

Negli anni settanta si diceva che il “privato era politico”, nel senso che la politica non poteva trascurare le istanze private, cioè personali, sessuali e familiari dell’individuo.

Oggi, almeno in un caso, è possibile dimostrare anche il contrario. Proprio oggi, dopo un voto amministrativo locale che non ha saputo (voluto) affrontare di petto, in maniera creativa ed originale, il problema (mostruoso) del CEM, almeno nel privato c’è chi è in grado di dimostrare che una approccio creativo, di pensiero laterale e “antitetico”, fatto cioè da qualcuno che è in grado di trasformare in “risorsa” una condizione di debolezza, è in grado di dare un segnale “politico”.

La vicenda non ve la racconto io (o meglio l’ho già fatto in passato) facciamocela raccontare da “Il Corriere della Sera” Cirano tiene per se un commento amaro: la storia ha un “lieto fine” che non è né a Verbania e neppure in Italia, il “lieto fine” della storia è in Germania … quindi chiediamoci se, per caso, non è anche colpa nostra!

TOMPOMA

”Ghost Workers”

21 Mag

Si chiama ”Ghost Worker” l’operazione della Guardia di Finanza che ha scoperto una truffa da 13 milioni di Euro ai danni dell’INPS.

Il raggiro, che coinvolge 3000 lavoratori “fantasma”, parecchie aziende agricole calabresi e una trentina di “organizzatori”, è un perfetto esemprio di win win strategy del crimine, un gioco in cui tutti ci guadagnano, eccetto l’istituto di previdenza pubblica (particolare peraltro trascurabile).

Funzionava così: i finti braccianti agricoli pagavano una “quota” affinchè venissero loro riconosciute le giornate di lavoro che danno diritto al trattamento previdenziale, assicurativo e l’indennità di disoccupazione, secondo il seguente tariffario: 700 euro per 51 giornate, 1400 euro per 102 giornate e 2100 euro per 153 giornate.

I datori di lavoro conniventi potevano scaricare dalle tasse i lavoratori “virtuali” e facevano lavorare nei campi, in condizioni spesso disumane, immigrati clandestini che pagavano in nero una miseria.

Gli organizzatori del raggiro (difficile pensare che non potessero contare su complicità di tipo politico-mafioso) si intascavano la mazzetta.

Ci guadagnavano tutti, in un gioco truffaldino in cui nessuno perdeva. Sarà forse questa la ragione per cui, benché coinvolgesse a vario titolo migliaia di persone, è andato avanti per parecchio tempo.

Quousque tandem!

Maria Gaetana Agnesi

17 Mag

Silenzio: parla Agnesi” recitava il claim pubblicitario di una pasta, recentemente fallita!

Di un’altra “Agnesi”, Maria Gaetana parlava il doodle di Google ieri, incuriosito sono andato a dare un’occhiata e ho scoperto la storia di una donna eccezionale.

Maria Gaetana interrompe un percorso di vita  fatto di successi per inventarsi un welfare ante litteram che prenderà il nome di “Pio Albergo Trivulzio”, di cui diventò la direttrice, proprio come quel Mario Chiesa che fu “beccato” mentre cercava di sbarazzarsi delle mazzette attraverso lo scarico del cesso!

Già Mario Chiesa, “a volte ritornano”, come primo Greganti e Gianstefano Frigerio, anche loro protagonisti della stagione di “Mani Pulite” e ora presi con le mani nel sacco per le mazzette legate all’Expo.

Altro che silenzio! Parliamone, perchè ritorni a parlare Agnesi.

 

 

Due asterischi

4 Mag

La chiamo “Culo di pietra” con un’espressione che, negli anni Ottanta, veniva riferita a Cesare Romiti, amministratore delegato del Gruppo Fiat, per designare un individuo dalle capacità di lavoro pressoché infinite. Eppure dopo ogni esame ha un “filino d’ansia”, su come sarà il risultato, sul fatto che poteva fare meglio, sulla terza (o quarta, quinta, sesta …) domanda, ecc …

Figuriamoci quando, dopo un’attesa di circa un mese ha visto che tutti i suoi comapgni avevano un voto mentre in corrispondenza del suo nome campeggiamvo due minacciosi asterischi, accompagnati dalla scritta: “Prendere contatti con la docente per un colloquio”.

Il “filino d’ansia” cresce come l’albume scosso dalle fruste dello sbattitore eletttrico, fino a diventare angoscia, sarebbe stato anche panico se quella volta (stranamente) non fosse stata sicura di avere  fatto bene l’esame scritto.

Immediatamente contatta la docente, con una mail che mi fa leggere scritta in perfetto burocratese, avrei scelto un accento più ironico ma subito mi ricorda l’infausto episodio della mia carriera scolastica quando feci lo “spiritoso” alle esame di statistica (e poi dicono che i figli non ascoltano i genitori …).

Siamo sotto le feste e i giorni passano senza che alla mail venga dato riscontro,  per sdrammatizzare con Francesca (la mamma in seconda) si fa un gioco sui possibili motivi per i quali invece di un voto c’erano due asterischi, escono le seguenti ipotesi:

1. Ho scritto troppo
2. Ho scritto male
3. Pensa che ho copiato (non l’ho fatto ovviamente)
4. Ha capito la genialità della mia mente e mi vuole dare una laurea ad honoren
5. Mi vuole come sua assistente
6. Trova divertente tenere in sospeso una persona a caso
7. Ha confuso la data del pesce d’aprile
8. È una sensitiva e lo fa per mettere alla prova la mia ansia
9. Sono sfigata
10. Le è caduto il caffè sul compito mentre lo correggeva
11. Ha perso il compito e non sa come dirtelo
12. È lesbica, ti ha notato e ha trovato la scusa x incontrarti
13. Prima di darti la lode preferisce vederti di persona
14. Prima di darti la lode vuole chiarimenti su una domanda che hai scritto in modo incomprensibile
15. Quello vicino a te ha copiato il tuo compito a tua insaputa e lei pensa che sia stata tu a copiare (versione copiatura più ansiogena della tua)
16. La prova le è talmente piaciuta che vuole darti la tesi
17. Ti vuole proporre un lavoro di ricerca sociale
18. Durante il compito sei entrata in trance e hai dato un altro esame che vuole tenere buono lo stesso
19. Sul compito (in preda all’ansia) ti sei qualificata come Eliana Brignoli e vuole verificare se sei veramente tu
20. Hai sostenuto delle tesi originali che vorrebbe discutere con te.

Finalmente il messaggio della docente definisce l’appuntamento per il colloquio. Il giorno in cui è fissato per l’incontro arriva un secondo messaggio che suonava pressappoco così: “Signorina, avevo perso la seconda parte del suo compito, ora l’ho ritrovata, il voto è 30, se legge questa mail non è più necessario che venga al colloquio”.

Elena legge il messaggio ma decide di fare come se niente fosse e di presentarsi comunque al colloquio per ascoltare le giustificazioni (e magari anche le scuse) dell’insegnante. La docente arriva con trenta minuti di ritardo, le comunica il risultato e la congeda in modo spiccio.

CONSIDERAZIONI

Hai commesso una leggerezza (perso sia pur temporaneamente un documento) creando un disagio ad un utente, quantomeno presentati in orario all’appuntamento e scusati per il disguido, questa è la differenza tra un Civil Servant di matrice anglosassone e una baronia bizantina sulla quale è improntata gran parte dell’amministrazione di questo Paese.