Archive | gennaio, 2013

I “MARIO” E LA COMPAGNA ACQUISTI DI B.

31 Gen

Il primo l’aveva corteggiato per oltre un anno, da quando l’aveva sostituito con il Paese sull’orlo del baratro. Aveva tentato dapprima di condizionarlo, poi di portarlo dalla sua con lusinghe e promesse, quindi, quando questo alla fine aveva deciso di “salire in politica”, aveva proposto di farne il capo dei “moderati”, facendo lui un passo indietro (figuratevi!).

Per il secondo aveva addirittura già pronto un posto da Presidente della Repubblica ma lui, da tecnico, l’ha elegantemente “mandato a stendere”.

Non gli è rimasto che comprarsi il terzo, al Manchester City non ne volevano più sapere, ne aveva combinate troppe, d’altra parte era in saldo, costava meno si sette mesi di “stipendio” della sua ex moglie. E pensare che non molto tempo prima aveva dichiarato: https://www.youtube.com/watch?v=damnQkG849Y

Morale: “Mario” è l’articolo più di moda della politica in questo Paese ma, per fortuna, non tutti i “Mario” sono in vendita, né nelle vetrine del centro né in quelle di periferia!

Potrei comunque suggerire a B l’acquisto di un’altro Mario, questo: Il suo primo mestiere è quello di idraulico e potrebbe dare una mano a turare le falle di una barca che affonda!

BUONI E CATTIVI “DI DEFAULT”

24 Gen

Qualche tempo fa avevo scritto un post sui dirigenti del CNEL, che, alla faccia di tutto quello che si sente dire della valutazione nella Pubblica Amministrazione, avevano ricevuto una valutazione massima tutti uguali di default!

Visto l’andazzo che gira anche dalle parti dove bazzico io credevo che questo fosse un po’ l’andamento generale che coinvolge quasi tutte le PA, tranne forse qualche caso virtuoso.

Figuratevi la mia sorpresa quando ho letto sul giornale di un caso esattamente opposto

Italia Oggi 22-01-2013

Italia Oggi 22-01-2013

Nella Pubblica Amministrazione di questo grande e creativo Paese, ci sono dunque i “buoni” e i “cattivi” di default. Così abbiamo tenuto fede alla media del pollo di Trilussa e alle palle di Brunetta!

E’ ARRIVATA LA RISPOSTA DEL DIRETTORE DELLA SEDE DELL’INPS: un classico, il comuter non funzionava (affermato due volte in 10 righe, troppo per essere credibile) il funzionario non aveva segnalato il guasto (è il assoluto il primo dipendente pubblico a cui piace essere valutato negativamente).

Comunque leggetela pure, se c’è qualcuno che crede alla profezia dei Maia e a Babbo Natale perchè non credere anche a questo: valutazione inps replica

 

LA “DIFESA” DEL POSTINO (ovvero le ristrutturazioni pagate dall’utenza)

16 Gen

Vi racconto una piccola storia di “paese”.

Abito in una frazione di un comune con meno di 2500 abitanti dell’Italia nord occidentale. Comunello efficiente, ordinato, servizi che funzionano … tutti o quasi, ora, in tempi di tagli le cose cominciano a scricchiolare.

Nella mia frazione tutte le mattine viene consegnata la posta, sembra di essere in Svizzera (geograficamene quasi ci siamo) nella mia buca delle lettere pressocché quotidianamente trovavo una lettera, una rivista … una pubblicità! Avevo persino deciso di abbonarmi ad un quotidiano anziché fermarmi in edicola.

Poi le cose cambiano, le poste “privatizzano”, l’ufficietto della frazione resiste, non viene soppresso, ma inizia a diventare un incrocio fra una banca ed una merceria, vende di tutto, dai gadget ai prodotti finanziari ai poveri vecchietti che vengono a ritirare la pensione.

La consegna delle lettere a domicilio comincia ad essere “strana”, spesso non c’è nulla, altre volte la cassetta delle lettere è piena e rigurgita riviste.

La seccatura più grossa è quella delle raccomandate, il postino non si dà neppure la pena di suonare per vedere se c’è qualcuno in casa per poter ritirare il documento, sicuro di non trovare nessuno compila la cartolina al caldo del suo ufficietto e te la infila nella casella in modo che tu debba passare dalla sede a ritirare la busta. Sulla cartolina c’è scritto che se non ti rechi entro 5 giorni per il ritiro devi anche pagare la giacenza!

Quel “dritto” del postino ha fatto questo giochino anche sabato scorso quando siamo stati tutto il giorno in casa in tre! Sono andato lunedì a ritirare la raccomandata all’ufficio postale e il postino era fermo fuori con la macchina carica di buste. Ritiro la mia raccomandata e mi rivolgo all’impiegato (un amico che con una pazienza e una dedizione ammirevole aiuta tutte le signore nel paese a compilare ora una raccomandata ora un vaglia, ecc…) lamentandomi del sevizio. Indicandomi il postino mi dice: “Guardalo là, ma sappi, prima di prendertela con lui che gli hanno allungato il giro, lo fanno salire fino a … non è mica tutta colpa sua”.

Ho guardato il postino, con la sua pettorina gialla, il baffetto sottile e lo sguardo furbo e mi sono detto perchè prendersela con l’ultimo anello della catena!

Questa storiella di paese è un po’ una metafora di un Paese (questa volta con la maiuscola) in cui le ristrutturazioni sono calate dall’alto,  fatte da persone incompetenti, tracciate e non seguite nel loro sviluppo. Queste ristrutturazioni “alla carlona” danno origine ad adattamenti difensivi (quando non a dei risentimenti) di cui è solo l’utenza a pagarne il prezzo!

Più difficile ma certamente più proficuo sarebbe andare a scovare le sacche di inefficienza, separare il pubblico dipendente produttivo e competente da quello che si fa “trascinare”, tenere il motore e tagliare la zavorra del sistema. Fermandoci alla superficie, non approfondendo i meccanismi di funzionamento degli apparati (a tutti i livelli) si tengono insieme l’acqua pulita e quella sporca e il cittadino/utente deve bersi sempre la solita “brodaglia” che paga con le proprie tasse, almeno fino a quando si riuscirà a fargliela trangugiare

EMISSION ZERO. Dimezzare i costi di riscaldamento: si può!

13 Gen

Era un po’ che non facevo un post della serie “EMISSION ZERO”. In questa fredda domenica di gennaio, nella quale mi sono messo a tirare i conti delle spese di gas, ho un motivo per farlo: dopo la ristrutturazione energetica dell’edificio ho quasi dimezzato i consumi!

Per chi non avesse seguito i post della serie “EMISSION ZERO” nel blog, era il 2009 quando “Cirano” e “Rossana” decidono di indebitarsi per una radicale ristrutturazione energetica della loro casa. (tutti i post degli interventi digitando “emission zero” nel motore di ricerca interno al blog).

Gli interventi per il contenimento delle spese di riscaldamento sono stati due: cappotto in sughero da 10 cm e sostituzione della vecchia caldaia con una a condensazione e intergrazione del solare termico.

I nuovi impianti sono entrati in funzione alla fine del 2010, ecco i confronti dei consumi di gas negli ultimi tre anni:

  • 2010    >  2067 mc
  • 2011    >   1275 mc
  • 2012    >   1202 mc

Tenete conto che dopo l’intervento la superficie della casa riscaldata è un po’ aumentata e anche la temperatura (quella delle camere in particolare) è decisamente confortevole. Considerate anche delle detrazioni che stiamo ancora scalando dalle imposte, proprio un buon affare!