Archivio | marzo, 2013

Convenienze, Camuffamenti, Cadute della Politica

14 Mar

Per ragioni professonali incrocio spesso politici che appartengono ai ranghi bassi di quel grande circo che lavora “per il bene del Paese”. Un mondo fatto di persone semplici e sincere ma anche di gente che di politica non ci campa ma “arrotonda” una vita più povera di valori che di risorse economiche.

Di questo “Circo Barnum” non potrò mai scordare un personaggio, talmente millantatore ed inaffidabile, da essere marginalizzato persino dai suoi compagni di palcoscenico, gente che come lui condivide un professione fatta di ammiccamenti, piccoli favori, convenienze, vantaggi personali, accordi sottobanco, conoscenze, promesse, interessamenti,  note spese,  rimborsi,  indennità,  gettoni di presenza, ecc …

Quando dico che non lo potrò mai di dimenticare ho in mente, fra i mille, chiari come se fossero accaduti ieri nella loro surrealità, due episodi:

Il primo siamo negli anni ’90 a Bruxelles, l’amministrazione pubblica per la quale lavoravo aveva deciso di trovare un punto d’appoggio presso le istituzioni europee nella convinzione che ciò potesse giovare nell’ottenimento di finanziamenti, un gruppo di politici e  funzionari tra i quali ci sono anche io parte per una “missione esplorativa”. Il programma prevedeva una visita nel palazzo della Commissione Europea. A un certo punto in una tappa di trasferimento percorriamo un lunghissimo e ampio corridoio, probabilmente durante la pausa pranzo degli impiegati perché non c’era nessuno. Il nostro personaggio è ultimo della fila a coppie, rapido come un furetto si infila in un ufficio rimasto aperto e ne esce con un faldone. L’ho visto più volte, in seguito armeggiare gli stessi documenti millantando le sue importanti relazioni con gli uffici della Comunità, li girava e rigirava, scritti in una lingua a lui incomprensibile, per fare balenare sotto gli occhi dell’ingenuo interlocutore le bandiere con le stelle d’oro in campo azzurro e i timbri di chissà quale ufficio della Commissione. Tutte le volte non potevo fare a meno di pensare a que povero impiegato che non avrà più trovato chissà quali documenti!

Cambio di scena, Milano, palazzo della Rappresentanza italiana della Comunità, convegno su chissà cosa. La mia amministazione manda un tecnico, Cirano e due amministratori, il nostro “amico”, che conosciamo già e un suo collega molto più anziano. Il rituale si compie, stanco e ripetitivo come sempre: relatori, “lucidi”, interventi, la parola al pubblico, si anima solo all’annuncio del buffet. Dopo il “rompete le righe” io esco nell’atrio adiacente la sala, con la mia “borsa d’ordinanza”, non amo sgomitare per abbuffarmi al buffet, mi sto guardando in giro quando vengo richiamato in maniera concitata in bagno dal nostro “personaggio”. Penso subito che l’amministratore anziano si sia sentito male, mi precipito, il politico “rampante” (o ruspante fate voi) aveva rubato la bandierina della commissione che stava sul tavolo con tanto di piedistallo e me la infila in borsa, abbozzo una difesa ma sono paralizzato dalla paura e intimidito dalle gerarchie (ero gggggiovane!!) mi rendo in questo modo complice del furto portando fuori dal palazzo il “trofeo per conto terzi”!

Perchè racconto oggi queste cose?  Perchè ho letto sul giornale locale che il “nostro”, dopo essersi avvicinato a tutti i partiti dell’arco costituzionale, a seconda dei periodi e delle convenienze, oggi sarebbe vicino al movimento grillino! Mi viene in mente il titolo di un vecchio film.  Spero che l’elemento di novità che il movimento rappresenta, pur con tutte le criticità insite nell’organizzazione capitanata da Beppe Grillo, non venga sporcato da personaggi come quello di cui vi ho raccontato e che l’organismo abbia gli anticorpi per difendesi da batteri di vecchia politica che potrebbero portarlo presto alla decomposizione. Personalmente mi metto nell’allegra compagnia di Stefano Benni e Roberto Benigni che auspica un accordo su valori alti e punti programmatici chiari che possa portare il Paese fuori dalle secche ma, attenzione, “alla larga dalle paludi”, sono piene di rettili!

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Abbiamo una B…

4 Mar

Niente banche, come si “bullava” qualche tempo fa l’on Fassino al telefono. Da sabato abbiamo invece ma BIPA, acronimo di BIcicletta a Pedalata Assistita. E’ una decisione che avevamo maturato qualche tempo fa e ne avevo fatto cenno in un post. Nel periodo trascorso mi sono documentato in rete e alla fine il dado è stato tratto.

IL BUDGET
Il “budget ecologico-salutistico” 2013 era complessivamente di 3000 €, con il quale acquistare sia il mezzo di “Cirano” che quello di “Rossana”.
Con quella cifra dovevamo fare i conti con il “maledetto ultimo miglio”: 1200 metri di strada in salita che ci separano dalla riva del lago con un dislivello di 110 metri e che, pur donandoci una bella vista tutto l’anno, sono difficilmente digeribili per una BIPA. Non ci si poteva affidare ad una BIPA qualunque o, peggio ad una cinesata, bisognava mettersi nelle ruote di una “specialista”.
Abbiamo seguito sul forum tutti i modelli recensiti (eccone alcuni) Abbiamo letto con attenzione tutti i pro e i contro (talvolta anche accesi) sulla filosofia Frisbee, che, devo dire, a noi invece ha convinto.

LE PROVE
Ieri siamo tornati a casa con due Frisbee, una Miki e una Dolomites, per metterle alla prova con l’ultimo miglio. Gianni, il concessionario, ci aveva detto che “Rossana”, con i suoi 50 kg, sarebbe salita meglio di me; ma aveva la Miki, la meno “dotata” delle due cavalcature. Inoltre io credevo ancora di poter contare sulle mie gambe da cestista che, sebbene ora dedite alla pratica amatoriale di questo sport, non sono state poste completamente in disarmo. Se dovessi descrivere con una parola la situazione, questa parola sarebbe “UMILIAZIONE”. Mentre io sgambettavo in seconda sulla salita superiore al 10% (senza peraltro alcuna fatica) con la mia nera fiammante e aggressiva, “Rossana” saliva agile nella sua seconda (ma di solo 3) della sua bianca e “grassa cittadina” che montava un irridente cestino della spesa!
Non aggiungo altro per non coprirmi di ridicolo, se non che nel pomeriggio siamo saliti con giubbotto e berretto di lana come due ciclisti dell’oratorio fino a 700 metri e abbiamo superato in salita due “omini in lycra” in perfetta tenuta, i quali, mentre li passavamo ci hanno scherzosamente urlato “Così non vale”. Mi sono girato sorridendo e avrei voluto rispondere: “Perchè lasciare che il sole si eserciti solo con la fotosintesi” (il riferimento era ai nostri precedenti interventi “statici” di riconversione nell’uso dell’energia), ma la battuta verrà buona per la prossima occasione.

LA SCELTA
Grazie a “Pix” il principe dei collaudatori del forum Jobike, avevamo un dossier di documentazione che ha stupito il concessionario Frisbee (e che alla fine gli abbiamo lasciato); anche perchè ci ha fatto una proposta che non ci siamo fatti scappare. La Dolomites che abbiamo provato non era nuova, era il regalo (sbagliato) dei nipoti ad un nonno, giovanile ma evidentemente non abbastanza per cambiare la sua attuale BIPA con una così aggressiva. Aveva percorso 4 km e non era stata ancora “immatricolata” presso la casa costruttrice (è stato fatto a mio nome). E’ venuta via per 1.100 Euro, qui trovate il prezzo di listino (e quello convenzionato per i correntisti della Cassa Rurale di Fiemme -beati loro-). A questo punto per “Rossana” il budget poteva permettere qualcosa di più della Miki. Nulla di così aggressivo come quello toccato al “testosteroico Cirano” ma una BIPA con la quale affrontare, all’occorrenza, qualche strada bianca. Abbiamo optato per una Fresbee Atlas qui recensita: http://www.jobike.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=16546
che ci è sembrato facesse al caso nostro.
Speriamo ora che arrivi presto e soprattutto che arrivino sole e caldo per consentirci di sgambettare insieme sulle colline.