Archivio | agosto, 2014

Incontri ravvicinati di n. tipo

31 Ago

Ho scoperto cosa fossero gli “incontri ravvicinati” tanti anni fa con un fortunato film di Steven Spilberg dove si parlava di quelli del “terzo tipo”.

Vengo ora a sepere che ce ne sono di molti altri tipi, quello che vi voglio raccontare appartiene forse ad uno di questi.

Stavo tornando dall’ufficio in bicicletta, la incontro proprio mentre mi accingo ad affrontare la salita, mi saluta fresca e sorridente:

  • Come stai?
  • Benissimo!
  • Dove stai andando?
  • A Intra a fare un giro, mi annoiavo!
  • Poi come torni a casa?
  • Con la corriera!
  • A che ora?
  • Non so cercherò l’orario!
  • Cià che avviso Sergio che ti da un passaggio per il ritorno …

Sergio non risponde né al fisso né al cellulare, non posso riaccompagnarla a casa in bicicletta, provo con Renato: “Ho un cliente, ma portala da me, quando mi libero le do un passaggio”

Ci incamminiamo, facendo quattro chiacchiere, capisco che è sempre meno orientata, non sa più dove abito, non saprebbe raggiungere da sola la casa di Renato, confonde il nome di mia moglie con quello di una delle mie figlie (questo capita anche a me sob!). Insomma anche lei sta avendo il suo “incontro ravvicinato”, quello con il suo amico tedesco … il Prof. Alzheimer, come diciamo scherzando anche con lei, che ride e ribatte “Scemi!”

Il cammino si fa più faticoso, le fanno male i piedi, ora non va più né avanti né indietro. Decido di metterla in sella alla mia bici spingendola a mano, l’operazione è difficoltosa, con l’avanzare degli anni e la caduta degli interessi il cibo ha reclamato molte più attenzioni … è in sella ora si deve solo spingere.

Ha paura ma ha fiducia si fa accompagnare e distrarre dalle mie battute, solo ogni tanto quando c’è qualche sussulto caccia le unghie nella mia schiena …. Arriviamo da Renato che  la fa accomodare in ufficio, la porterà da me più tardi.

Dopo un paio d’orette arriva Sergio, era tornato dal lavoro si era dimenticato di nascondere il mazzo di chiavi e si era buttato esausto sul letto. La mamma le ha prese e provate tutte fino a trovare quella che le avrebbe dato quell’effimera libertà che oggi si è conclusa con l'”incontro ravvicinato”.

Tutti sappiamo però che presto o tardi verrai rapita nel mondo alieno del Prof. Alzheimer, è forse per questo che ci stai salutando in anticipo con il tuo sorriso svampito e canzonzine e filastrocche  ripetute, come quando eravamo bambini!

Arrivederci … so già che se dicessi in tua presenza attaccheresti, con voce ancora intonata la canzone di Umberto Bindi, quindi questa volta lo faccio io:

 Il fotografo olandese Alex ten Napel, con incredibile bravura, ha colto l’attimo fotografico degli “incontri ravvicinati” ecco la toccante galleria.

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Appuntamenti di fine estate

25 Ago

L’estate sta finendo (come cantavano  profetici i “Righeria” nel 1985) io ne approfitto per ricordarvi un paio di appuntamenti di cui ho parlato in questo e in altri blog:

Se i fuochi artificiali, da Arona alla cascata del Toce li avete visti tutti è arrivato il momento di “accendere” la mente!

Amico di penna …

15 Ago

Avevo già parlato di Valerio in occasione della sua prima opera letteraria e mi ero dichiarato molto positivamente sorpreso; ora era chiamato ad una conferma, lo ha fatto con il suo nuovo romanzo “Occhidacqua”.

Per la verità quando definisco Valerio “amico di penna” me la tiro parecchio perchè i miei scritti stanno ai suoi libri come la “lallazione” sta al linguaggio adulto, ma mi piacciono le buone compagnie!

E’ molto difficile descrivere lo stile di Valerio, forse la parola più adeguata è “sorprendente”. Leggere un suo romanzo è per me un po’ come quando da bambino guardavo in un caleidoscopio,  ruotavo lo strumento appariva una nuova immagine, quaisi mai quella che mi aspettavo!

Tre scenari diversi s’intrecciano nella storia, tre narrazioni si dipanano nel medesimo capitolo, una vicina che richiama luoghi familiari, le altre lontane nello spazio e ancor più lontane, nel tempo e nella più realistica delle fantasie.

Invito gli amici di “Cirano” a venire alla presentazione del libro sabato 6 settembre alle 18 all’Antica Cava di Ornavasso, chi non potesse venire si fidi, passi direttamente in libreria già da adesso, arrivato a pagina 40 si dimenticherà di avere una vita sociale fino a pagina 364.

“Occhidacqua”: lo strano caso di Ingrid Borg