Archivio | settembre, 2009

IL CAMPIONE AUTOSELEZIONATO

28 Set

Un recente articolo del settimanale “L’Espresso” e, in maniera più approfondita, alcuni articoli apparsi su organi di informazioni economici on line “Noise from America” e “La voce”, tornano sul tema della lotta all’assenteismo condotta dal ministro Brunetta.  Me ne sono occupato anche sul blog in un post di qualche giorno fa. Non desidero entrare nella polemica sulla correttezza della valutazione dei dati econometrici, che lascio a chi ne sa più di me, nè nel fatto che una presenza al lavoro di un numero superiore di personale possa portare o meno ad un incremento della qualità dei servizi, anche su questo ho avuto modo di esprimere in passato la mia opinione. In questo post desidero rifarmi ad una recente esperienza formativa per parlare del “campione autoselezionato”.

Settimana scorsa ho partecipato ad un corso sul “Project Cycle Management” centrato sull’impiego degli strumenti messi a disposizione dall’Unione Europea organizzato dal Centro Internazionale di Formazione dell’ILO. Il corso era finanziato dal Settore Affari Internazionali e Comunitari della Regione Piemonte, che aveva mandato l’invito a parteciparvi ad una lista di soggetti, pubblici e privati, che si occupano di progammi a gestione diretta dell’Unione, ma anche di progetti con Paesi in via di sviluppo sostenuti da altre fonti di finanziamento.

Al corso c’era stata un’iniziale preadesione massiccia, seguita da un filtro a favore di coloro che avessero potuto garantire la presenza per tutta la sua durata. Attraverso questa “procedura” si è autoselezionato un campione composto per 3/4 da donne, con una netta prevalenza di persone giovani. Questo campione, sicuramente non rappresenta il campione dei pubblici funzionari, ma neppure quello del lavoro in genere. Lascio perdere  ogni affermazione lusinghiera sulla preparazione generale dimostrata dai miei compagni di corso, che doveva essere una “precondizione” per poter accedere all’opportunità formativa, ma, anche in questo caso, il livello dimostrato non era certamente in linea con un ipotetico generico campione “occupati giovani”.

Che cos’è accaduto; il campione si è “autoselezionato” attraverso la richiesta di partecipare al corso e ribadendo di volervi accedere assicurando la massima presenza. Fin qui tutto troppo semplice…

Ora su questo campione autoselezionato vorrei introdurre un altro elemento di complessità, completamente svincolato dalla formazione per la quale ci siamo incontrati.

Nelle pause di relax tra una sessione di lavoro e l’altra, un gruppetto di noi si è ritrovato a parlare della trasmissione radiofonica “Caterpillar”. Per chi non la conoscesse, uno splendido mix di ironia, impegno, umorismo e confronto. Ebbene, la stragrande maggiornanza del “campione autoselezionato” conosceva la trasmissione, la seguiva fedelmente, ne conosceva i meccanismi, le campagne, i raduni (anche se magari non vi aveva partecipato come il sottoscritto). Alcuni di noi ne avevano solo sentito parlare perchè non avevano la possibilità di ascoltarla nell’orario di messa in onda ma erano fedeli ascoltatori della sua “cugina del mattino” intitolata “Il ruggito del coniglio”.

Un campione autoselezionato per interessi professionali si è dunque ritrovato nuovamente selezionato nello stesso modo sulla base del profilo degli ascolti radiofonici.

Un abbraccio a tutti i miei compagni di corso che leggeranno questo post.

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EMISSION ZERO: banche e assicurazioni

25 Set

Diceva mio padre, una vita da imprenditore passata a far transitare pagamenti tra tre o quattro banche per evitare “sconfinamenti” dal conto, che “Banche e Assicurazioni sono associazioni a delinquere legalizzate”. Purtroppo, visto che in molti casi non si possono evitare, vediamo di farci meno male possibile.

Vi ricordate la leggenda degli Orazi e dei Curiazi? Le banche fanno così quando i clienti vanno là, ad uno ad uno, con il cappello in mano, li infilzano come tordi! Quando si tratta con le banche o si è molto grossi oppure bisogna farlo in modo collettivo, rappresentare gli interessi di un gruppo che diventa “appetibile”. Il rapporto convenzionale spuntato dal Gruppo  d’acquisto che fa capo aa “Alcatraz” ha puntato proprio su questo, oltre che della condivisione delle ragioni di fondo da parte di Banca Etica.

Vediamo in sintesi cosa propone e cosa chiede Banca Etica: I tassi  (quelli fissi) aggiornati alla fine d’agosto, li trovate su un  precedente post.

  1. Banca Etica è… Banca Etica, cioè l’unico istituto di credito che aderisce a valori che non siano solo quelli mirati ad arricchire gli azionisti! E che è anche una banca “verde”, che con il suo “Progetto Energia” persegue riduzione dei consumi, tutela dell’ambiente e valore sociale, facilitando la creazione di comunità energetiche autosufficienti e sostenibili.
  2. Offre la possibilità di poter chiedere un finanziamento con mutuo chirografario (cioè senza necessità di dare garanzie) della durata di 20 anni! Con la possibilità di scegliere se a tasso fisso o variabile. Banca Etica offre anche un prodotto diverso dal solito mutuo, cioè un fido in conto corrente (si chiama Conto EnergEtico), che arriva fino a 21 anni, e che in pratica permette di pagare il finanziamento mano a mano che il GSE paga il contributo del Conto Energia.
  3. Grazie alla forza del Gruppo d’ Acquisto, gli interessi che si andranno a pagare sono più bassi di 0,1 punti percentuale rispetto a quelli normalmente praticati da Banca Etica, e cioè: fino a 10 anni spread dello 0,65 %, da 10 a 15 anni dello 0,75 %, da 15 a 20 anni dello 0,90 %. Questo spread è uguale sia che si scelga il tasso fisso sia per quello variabile. Lo spread per il Conto EnergEtico è sempre 0,90.

A fronte di questi notevoli vantaggi Banca Etica chiede una contropartita: di diventare loro soci, con un costo (dovuto all’acquisto di un lotto minimo di 5 azioni da € 55,50) di € 277,50. L’informativa si può leggere qui: http://www.mercidolci.it/fotovoltaico/diventare_socio_Banca_Etica.pdf

Così come il mutuo anche l’assicurazione non è obbligatoria, basta, nel primo caso avere tutto il capitale, nel secondo assumersi il rischio in proprio. Non credo proprio valga la pena visto il premio che è stato trattato per ciascun aderente dal Gruppo d’acquisto.

In sintesi per assicurare un impianto fotovoltaico montato sul tetto si spendono tra i 12 e i 13 € al kW  (di picco, nel mio caso per 4,14) all’anno, con una franchigia del 5%, con un minimo di 200 €. In pratica, pagando un piccolo premio annuale di circa 50 € ci mettiamo  al sicuro anche dall’eventualità che una grandinata (ma deve essere proprio catastrofica perchè in caso contrario i pannelli resistono benissimo) mandi in pezzi il nostro prezioso impianto.

EMISSION ZERO: la scelta del contraente per i pannelli fotovoltaici

21 Set

Una volta presa la decisione di installare pannelli fotovoltaici si pone il problema di scegliere il migliore prodotto e l’installatore più qualificato. Inoltre, collegate all’investimento tecnologico vi sono tutta una serie di esigenze “buropratiche” ed assicurative che è bene non sottovalutare.

Già mesi fa internet pullulava di proposte, ora anche le televisioni locali agitano le sirene dell’affare, molte ditte che fino a ieri si occupavano di altro, dai serramenti agli impianti elettrici hanno aperto un sezione “sistemi fotovoltaici”. Ho trovato  persino la possibilità di ricorrere all’autocostruzione (ci si capisse qualcosa nella tecnologia).

La risposta l’abbiamo trovata nel “Gruppo d’acquisto”.  Con i G.A.S. (Gruppi d’acquisto Solidali) ormai ci compriamo qualsiasi cosa, formaggi, caffè, carciofi, conserve, olio, vino, possibile che non ci fosse qualcosa che facesse al caso nostro. Con una breve ricerca in rete ci siamo imbattuti in alcuni siti interessanti,  dopo una serie di approfondimenti, ci è sembrato che la proposta che abbiamo trovato  sul sito di Jacopo Fo facesse al caso nostro.

Ho seguito on line tutto il convegno dell’ing. Fauri sui vantaggi del fotovoltaico, abbiamo verificato che la proposta fosse veramente completa, sollevandoci da ogni incombenza burocratica e deciso di farci fare un primo studio di fattibilità  (gratuito e non vincolante) compilando un form e inviando un paio di disegni. Non neghiamo anche di esserci guardati anche un po’ di impianti in giro per l’Italia, realizzati con il gruppo d’acquisto.

Dopo avere valutato positivamente le risposte ottenute siamo passati alla “fase 2” quella che prevedeva un piccolo impegno economico da parte nostra: 480 euro per uno studio di fattibilità approfondito. Per realizzare lo studio “sul campo” è venuto a trovarci l’ing. Flavio, che si occupa degli impianti del “Gruppo” per il Nord Ovest. Ricordo che era l’estate dello scorso anno, Flavio era venuto in moto approfittando per fare una visita alla figlia impegnata in un campo scout sulle pendici del lago. I 480 € spesi ci autorizzavano a fare qualsiasi domanda e, credeteci, ci abbiamo dato dentro!

Ricordo in particolare di aver chiesto a Flavio che convenienza avessimo a fare gli impianti ora, utilizzando la tecnologia dei pannelli in silicio policristallino, carissimi, quando fra qualche anno si sarebbe parlato di film plastici da stendere sul tetto per produrre energia. La risposta ricordo che fu completa e articolata, ma ciò che più mi colpì è che ci disse che i primi impianti sperimentali per la produzione di energia elettrica fotovoltaica in silicio policristallino sono stati impiantati dall’ENEA in Sicilia 38 anni fa (ora 39) e funzionano ancora attorno all’80% della loro potenza, nessuno può dire altrettanto, al momento, della durata dei film plastici che potranno entrare in produzione tra qualche anno!

Nei  mesi successivi Russia e Ucraina si sono messe di nuovo a litigare  a proposito del gasdotto che porta le forniture in Europa e devo dire che abbiamo seriamente pensato di renderci indipendenti dall'”amico Putin” sovradimensionando l’impianto fotovoltaico per alimentare una pompa di calore per il riscaldamento. Alla fine abbiamo scelto una soluzione intermedia, che coprisse abbondantemente i nostri consumi attuali e potesse alimentare una soluzione  “aperta”, ad integrazione del riscaldamento, che per ora sarà alimentato dai pannelli di un impianto solare termico e da una caldaia a condensazione.

La proposta che “Merci Dolci” ci ha fatto per il gruppo di acquisto legato ad Alcatraz, dopo il sopralluogo e i calcoli di Flavio ci verrà a costare, compresa IVA 25.411,10 per un costo al kWp di 6.138 € chiavi in mano! Si tratta tutto di materiale prodotto in Italia, con le massime garanzie, sia sui pannelli che sugli inverter, che sulla componentistica. Il saldo della fornitura lo dovrò fare quando questa inizierà a produrre il primo kWh!

Tutto sommato il costo è più o meno lo stesso ma è meglio che comprare un’auto nuova, quella che abbiamo funziona ancora benone, quindi perché non aspettare ancora qualche anno che diventi competitiva l’auto elettrica. Intanto ci siamo organizzati per il “pieno”!

La convenzione con Alcatraz prevede oltre al mutuo chirografario con Banca Etica di cui ho già accennato in precedenza e sulle cui caratterisctiche mi soffermerò in un post successivo. Ove parlerò anche dell’assicurazione dell’impianto che fa parte del “pacchetto” trattato da Alcatraz per gli aderenti al gruppo d’acquisto.

LA PORCA

16 Set

Dicesi “porca“,  in orticoltura, a proposito di un’aiuola rialzata nella quale coltivare le verdure, preservandole dai ristagni d’acqua.

In effetti la porca si può chiamare anche “prosa”, questo nome è forse più comune, almeno dalle nostre parti ma, volete mettere quanto attiri di più, specialmente in questi tempi di escort, intitolare un post “La Porca”.

Il punto è: perché di un’aiuola si fa una porca? La risposta sta nella meteorologia, rialzare un’aiuola, quindi farla diventare una porca, serve a non far marcire l’insalata e non, come invece avviene in altri ambienti, ad assicurarsi appalti e favori.

La porca non costa niente, solo un po’ più di fatica, si tratta di attuare il procedimento inverso a quando da ragazzi scavavamo la trincea attorno alla tenda per evitare che si allagasse in caso di pioggia. Nel caso della porca invece  di scavare si rialza la parte del terreno da seminare rispetto a quello circostante in modo che l’acqua scorra tra una porca e l’altra e si disperda senza danno.

porca 1porca 2Ecco nelle foto  le porche del mio orto, sono forse poco attraenti per il maschio medio ma vi assicuro molto efficaci per evitare che le colture si danneggino.

Morale orticola: la realizzazione della porca porta con se molti vantaggi e non è dannosa per la l’mmagine, a differenza nella frequentazione della medesima nel  Jet set in cui, se la porca è di recente realizzazione ti attiri l’attenzione di magistrati, comunisti e giornalisti. Se invece è “stagionata” solo di comunisti e giornalisti (che sono poi la stessa cosa).

BIZZARRIE DELLA TRASPARENZA

14 Set

“Se non puoi convincerli, confondili” recita un adagio furbacchione. Non so se la sua origine sia da attribuire alla categoria dei venditori a domicilio di aspirapolvere o a quella degli esperti in trattative sindacali.

“Se non puoi convincerli, confondili” sembra anche essere diventato il motto anche del nostro ministro tascabile per la pubblica amministrazione e l’innovazione. Ormai è più di un anno che ci innonda di dati sulla sua “cura da cavallo” per la Pubblica Amministrazione e sui suoi risultati miracolosi. Oggi “L’Espresso”, noto giornale comunista da prendere con le molle, ci informa che i dati sono gonfiati spiegandoci perché.

Ma se c’è da diffidare, come è ovvio, de “L’Espresso” (dovete vedere cosa non esce dalla loro mensa aziendale, roba che neanche i cinesi …) un po’ più affidabili potrebbero essere i gli economisti di Noise from America, sul loro sito il ricercatore dell’Università di Pisa Giulio Zanella ha modo di dire, tra l’altro, che le cifre di Brunetta “aprono una finestra solo su una parte del panorama della nostra pubblica amministrazione: quella migliore” (leggi la replica di Zanella al Ministro). In altre parole, gli “asini” non rispondono e quindi non vengono valutati!!

La norma che impone alle pubbliche amministrazioni di pubblicare i tassi di presenza/assenza del personale è l’articolo 21 primo comma della legge 69 del mese di giugno che recita: “Ciascuna delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, ha l’obbligo di pubblicare nel proprio sito internet curricula vitae, gli indirizzi di posta elettronica e i numeri telefonici ad uso professionale dei dirigenti e dei segretari comunali e provinciali nonché di rendere pubblici, con lo stesso mezzo, i tassi di assenza e di maggiore presenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale A parte capire cosa significa “rendere pubblici … i tassi  … di maggiore presenza” (sembrerebbe quasi che quelli di “minore presenza” non debbano essere noti) nel mio piccolo io sono andato a vedere le risposte di due amministrazioni del capoluogo in cui abito: la Provincia e il Comune.  Il comune di Verbania pubblica i dati con il nome dell’ “Unità organizzativa dirigenziale Nome e Cognome  del dirigente” (non si può essere pertanto certi se i numeri siano  riferiti alla persona fisica del dirigente o alla unità da lui diretta), la Provincia pubblica una tabella un po’ più completa che ci dice il settore di riferimento, il numero dei dipendenti e i giorni lavorativi complessivi alla base del calcolo. Nell’introduzione inoltre la provincia ci spiega che: “ i dati mensili relativi alle percentuali di assenza del personale sono calcolati computando tutti i giorni di mancata presenza lavorativa (malattia, ferie, permessi, aspettativa, congedo obbligatorio ecc.)”

Entrambe le tabelle con la pubblicazione dei dati si riferiscono al mese di luglio, poco significativo perché si tratta del mese in cui si concentra, assieme ad agosto, la maggior parte delle ferie!! E’ come se pubblicassimo i dati sulle presenze alla FIAT durante le vacanze estive!

Cittadini, utenti, clienti, aspettatevi un significativo miglioramento a fine settembre, quando saranno disponibili i nuovi dati dell’osservatorio Brunetta! A quel punto saranno tornati quasi tutti dalle ferie e potremo realizzare un “significativo balzo in avanti”!

A parte il dato quantitativo “strabico”, nulla però vi sarà detto sugli elementi qualitativi che dovrebbero caratterizzare il lavoro pubblico, elementi che porebbero trovare accoglimento in un bilancio che sia veramente “sociale”, cioè leggibile da tutti i cittadini, accompagnato da relazioni chiare ed esaustive e da una contabilità analitica ed economica che dia conto della “produttività” reale delle risorse pubbliche. A me francamente interessa poco avere tutti in ufficio se tutti insieme guardano lo stesso puntino nel muro, devono raccogliere più volte le medesime informazioni, sanno usare il computer come una macchina da scrivere.

Ma questa è un’altra storia, me ne sono occupato qualche tempo fa con un post e un link ad un’associazione che, in proposito,  “mette il coltello nella piaga”

EMISSION ZERO: SI INIZIA!

10 Set

PICT0083Si inizia, finalmente. Mi sento emozionato come un bambino il primo giorno di scuola. Come un bambino che non sa ancora quanta fatica lo aspetterà nei prossimi mesi e anni anch’io troverò ad attendermi qualche mese di polvere, calcinacci e rumore.

PICT0081Mi sono tolto la soddisfazione di immortalare anche il “colpevole” dei ritardi mentre scarica i primi pezzi delle impalcature. Sto scherzando, ovviamente, Sergio è il proprietario della piccola impresa edile che ho voluto fortemente e aspettato lungamente perché so che lavora bene e con scrupolo e aprire una casa in cui si abita è un po come scegliere un chirurgo per un’operazione, si cerca “il migliore”!

PICT0084Il ponteggio non è ancora stato montato, le tegole sono (per fortuna) ancora tutte al loro posto e già il cielo minaccia acqua, speriamo di non essere perseguitati per tutta la durata del cantiere dalla nuvola del ragionier Fantozzi.

Si comincia e voi potrete seguire tutto da casa,  ridere della mia (nostra) donchisciottesca impresa o partecipare via etere al nostro disagio, senza nessun supplemento di prezzo. Tutto è gratis come i pesci rossi che nella loro boccia di vetro danno spettacolo.

Vi è una differenza tuttavia tra noi e i pesci nella boccia, loro sono inconsapevoli della loro situazione e del loro destino noi, almeno per quanto riguarda la decisione del risparmio energetico, l’abbiamo scelto, deliberatamente, con l’auspicio di aprire piccolo sentiero.

Io speriamo che me la cavo, come recita il titolo di un libro di un maestro napoletano e come direbbe un mio collega che zoppica sui congiuntivi.

🙂

Maxi Basket

7 Set

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Negli stessi giorni in cui nel basket, quello con la A maiuscola della lega A dilettanti, la Fulgor si è guadagnata gli onori della cronaca e le pagine dei giornali passando il turno in Coppa Italia, un altra Pallacanestro, quella over 40 di Verbania si aggiudicata il torneo nazionale di Milano 3.

Nata per gioco da un’intuizione di Beppe la squadra over 40 ha cuore verbanese, spalle bergamasche e testa perugina! Come nelle favole infatti una fanciulla che incontra il suo “principe azzurro” (un ragazzo d’oro, anzi “orobico”) ha fatto in modo che si conoscessero Marco, all’anagrafe Mirko e Beppe. I due non hanno mai smesso di giocare a basket ma per entrambi erano finiti da tempo gli “anni verdi”. Così, per gioco, ognuno di loro ha coinvolto i propri ex compagni di squadra in questa avventura iniziata a febbraio quando, approfittando del “bidone” tirato dalla squadra di Cantù all’organizzazione del torneo di Bologna in occasione della Coppa Italia, Verbania, con il nome di Verbania-Cantù ha preso parte alla competizione mancando la finale per soli 5 punti!

L’avventura ha talmente divertito i nostri cestisti brizzolati che si sono ritrovati altre volte, con alterne fortune, per il torneo nazionale  di Cesenatico e in occasione di amichevoli cestistiche e di “forchetta”.

Nessuno avrebbe mai pensato di vincere nulla fino al torneo di questo fine settimana. Vinta la prima sabato mattina contro la fortissima Latina, acciaccata dagli infortuni e messa in ginocchio dalle assenze, è stato il turno di una delle due milanesi. I padroni di casi sono stati domati nei primi due tempi con una serie impressionante di “bombe” da tre di Mario, ma soprattutto di Diego. Con un vantaggio di quasi venti punti a metà partita è stato un gioco da ragazzi controllare fino alla fine.

Nell’intervallo tra la prima e la seconda partita  abbiamo potuto assistere allo scontro tra “titani” delle titolatissime squadre di Bologna e Napoli;  la prima che poteva fregiarsi del contributo di giocatori provenienti dalle serie maggiori, la seconda della freschezza di 2 o 3 giocatori,  frutto di un’interpretazione tutta partenopea del regolamento, che gli “anta” li intravvedevano ancora da lontano! La partita è stata vinta da Napoli di un’incollatura.

Veniamo alla finale di domenica, il quintetto napoletano è d’ordinanza, tutti over 40, subito li mettiamo sotto di 5 punti con un tiro da tre e un paio di sospensioni da fuori area alle quali riescono solo parzialmente a replicare. Il nostro coach perugino “Angelo” schiera il quintetto migliore che riesce a rimanere punto a punto con gli avversari anche quando questi, capito che non sarebbe stata una passeggiata, mettono dentro i loro “fanciulli dai capelli corvini”. Cambiano i ritmi, le mani di Verbania devono correre dove non arrivano le gambe, la complicità di qualche drammatizzazione di troppo dei nipoti di Mario Merola e di un certo strabismo arbitrale fa in modo che i nostri migliori si carichino di falli.

E’ il momento delle cosiddette “seconde linee”, che tali non sono quando si tratta di amici, tutti offrono gambe e polmoni per la causa e la Napoli degli scugnizzi non dilaga, porta il suo vantaggio a più 8 , ma viene ripresa da  un paio di bombe estratte come dal cilindro di un prestigiatore da parquet e tabelloni.

L’intervallo è sempre il momento più critico quando si tratta di basket “perigeriatrico” ma Napoli non sa che Verbania ha già giocato la sua arma segreta: Narciso! Narciso è un grande, massaggiatore vero, quello della pallacanestro bergamasca della serie A e di tanti altri sport praticati ai massimi livelli. Amico degli orobici è venuto a “tenerci insieme” con le sua arti magiche. Aveva già cominciato prima della gara fasciando alcune caviglie e frizionando cosce e schiene malandate, continua nell’intervallo e durante la gara come un “medico di battaglia” che sostiene i propri uomini dediti al combattimento.

La partita riprende, sempre più infuocata, con Latina che è sempre stata la sua bestia nera fuori causa Napoli non ci sta a farsi soffiare la vittoria dagli ultimi arrivati. I nostri migliori continuano a caricarsi di falli e sono costretti ad uscire, fuori un Diego è l’altro a “salire in cattedra” e piazzare un paio di tiri dalla media distanza che ci fanno rimanere lì, incollati. Napoli continua ad essere beneficiata da falli a favore, forse ci sono, ma il cronista non riesce a vederli tutti, probabilmente a causa del sudore salato che scivola dalla fronte e, non trattenuto dai capelli, scende a bruciargli gli occhi. Verbania è ormai decimata ma resiste e Napoli non mette dentro che solo una parte dei tiri dalla lunetta guadagnati. Inoltre anche il tiro dalla distanza inizia a fare cilecca, la stanchezza non ha età! Sotto le plance difensive le spalle orobiche tagliano fuori all’unisono con i movimenti sincronici della falange macedone, per i partenopei non c’è spazio a rimbalzo!

Siamo al gran finale, sotto di due a pochi secondi dalla fine i nostri eroi non riescono a metter il canestro del sorpasso, ci prova più volte Adriano dalla lunga ma ha le polveri bagnate, Diego e Mario sono in panca e poi non hanno la stessa mano del giorno precedente. Proprio negli ultimi secondi Adriano si ricorda del nome da condottiero che porta è prova l’ennesima “bomba” che, questa volta si, fa centro!!

Più uno ad una manciata di secondi dal fischio di chiusura. C’è ancora il tempo per una rabbiosa reazione napoletana ma Beppe prende palla e subisce fallo, si va ai liberi, il primo va fuori di suo, il secondo probabilmente sbagliato “di mestiere” per impedire la rimessa da metà campo degli avversari. Due secondi non bastano per avvicinarsi al nostro canestro, il tiro della disperazione scagliato da tre quarti di campo si spegne, irridente, sul muro del palazzetto. Coach Angelo allunga la sua striscia vincente.

Napoli dovrà riprovare al prossimo anno, la Verbania Lombardo-Umbro-Piemontese alza la coppa della 5 edizione del torneo “Memorial Morandotti” entrando nell’albo d’oro insieme alle due squadre uruguaiane che l’hanno vinta nelle prime due edizioni e a Bergamo che ha vinto le altre due.

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