Archive | dicembre, 2012

ODE AL “SALMONE” DI EDOARDO BENNATO

30 Dic

Nell’edizione originale al femminile ma il significato non cambia:

T E N E T E V E L O ! ! !

(io torno alla mia acquaponica)

IL SALMONE E IL SALTO IN ALTO

29 Dic

E’ dura la vita per i pesci che nuotano nella acque agitate della politica! Guardate che fine ha fatto il povero “trota”, per fortuna ora ha trovato pace dedicandosi all’agricoltura (quando si dice braccia rubate) e speriamo non debba essere più a libro paga del contribuente.

Si stanno avvicinando le primarie del PD ed un altro pesce d’acqua dolce cerca di fare il gran salto per entrare in Parlamento, mi verrebbe naturale definirlo un “salmone”, uno di quei pesci che affrontano pericoli e fanno molti tentativi per risalire la corrente e raggiungere le acque calme per riprodursi.

Il nostro “campione” delle primarie locali si presenta qui. Aveva già tentato il colpo in passato  ma non era mai stato premiato dall’elettorato.

Questa volta il tentativo si presenta sotto i migliori auspici:

  • il PD al “vento in poppa”;
  • per effetto del “Poercellum” a seguito degli accordi regionali nostro territorio è stato assicurato un posto privilegiato nell’ordine di entrata al Parlamento;
  • per rimanere nella metafora il nostro candidato ci ha visto lungo e pare avere preso la corrente giusta, quella di Bersani, s’intende;

Personalmente “Cirano” ha già espresso il proprio parere rispetto alle qualità e l'”esperienza” basilare che dovrebbe avere una persona per rappresentare i propri concittadini in Parlamento. Ritengo di non dover aggiungere altro.

Vinca il “migliore” ed auspico che, come dichiarato dal responsabile organizzativo del partito: “Chi non passa non verrà recuperato”.

P.S. il lettore più attento si chiederà: “Cosa c’entra il salto in alto?”  Questo è il secondo auspicio: mi auguro peril futuro che, come avviene nell’atletica leggera, si ponga un limite al numero dei tentativi per il salto in alto.

FRANCESCO GUCCINI E UNA PICCOLA STORIA DI TENACIA GIOVANILE

26 Dic

Mia figlia mi ha raccontato questa storia che ho trovato commuovente e siccome riguarda proprio l’autore di “Cirano” non posso fare a meno di raccontarvela.

Nella sua classe dell’ultimo anno del liceo classico c’è un piccolo gruppo di appassionati di Francesco Guccini. Già questa è una bella cosa, che racconta di un messaggio che stende un piccolo ponte fra le generazioni. In particolare è “Giovanni” (il nome è di fantasia, ho giurato di non rendere riconoscibili i protagonisti per poter raccontare la storia) ad essere un vero conoscitore del Maestro di Pàvana, al punto tale di aver scelto Guccini come tema per la sua tesina di diploma.

Finisce il liceo e quest’anno “Giovanni” si iscrive all’Università a Bologna e trova casa con altri amici e “Silvia” (anche qui il nome è di pura fantasia) una compagna di classe. Una sera, passando un quartiere di osterie, sente cantare all’interno, riconosce una voce che gli pare familiare, si fa coraggio ed entra. Era Francesco Guccini che cantava con un gruppo di amici ad una festa privata.

“Giovanni” non fa tempo a riprendersi dallo stupore che il proprietario del locale lo invita in maniera gentile ma ferma ad uscire perchè quella sera l’osteria non era aperta al pubblico dal momento che era impegnata,appunto, per una festa tra vecchi amici.

“Giovanni” si lascia docilmente accomapagnare alla porta insieme a “Silvia”, ma non riesce ad andarsene, rimane lì, fuori al freddo ad ascoltare quella voce in lontananza. Tutto questo probabilmente a “Giovanni” è sufficiente, “Silvia” invece non comprende ma non abbandona l’amico “Giovanni” in mezzo alla strada. Passano i minuti, passano le ore con “Giovanni” estatico e “Silvia” paziente sul selciato.

Alla fine la porta dell’osteria si apre, i ragazzi vengono invitati ad entrare, accolti dal calore del locale e da quel gruppo di amici un paio di generazioni più grandi di loro.

Dedico a “Giovanni”, ma anche alla dolce “Silvia” un pezzo adatto alla circostanza:

P.S. anche per Guccini un’occasione di riscatto dopo la brutta figura fatta con la mia amica Rosanna

LA POLITICA NON E’ UN LAVORO

24 Dic

Si sta avvicinando il momento di scegliere quali saranno i nostri rappresentanti in parlamento. Addirittura per i partiti come il PD che organizzeranno le primarie a livello locale, dal loro esito, per effetto del “Porcellum”, saremo  già a fine anno in grado di sapere, con ragionevole approssimazione, quali saranno gli eletti in Parlamento.

Se vogliamo evitare di metterci nelle mani dei soliti “professionisti della politica” sono convinto che dobbiamo chiedere a ciascuno dei candidati un “curriculum professionale” per vedere che cosa hanno fatto nella vita per mantenersi e per mantenere la loro famiglia, per quale mestiere si sono preparati, hanno studiato, in quale attività si sono impegnati; perchè saranno loro a difendere il nostro lavoro del futuro. Abbiamo il “diritto” di sapere se sono adeguati!

Se sono stati insegnanti vorrei parlare con i loro alunni, per sapere se sono stati presenti, motivanti, appassionati nel comunicare il loro sapere. Se sono stati severi ma equi nei loro giudizi, perchè così saremo noi cittadini del valutare il loro operato.

Se sono stati operai vorrei sapere dai loro datori di lavoro se sono stati fermi nel pretendere un giusto salario e allo stesso tempo attivi nell’impegno e dai loro compagni se hanno saputo condividere con loro la fatica di tutti i giorni, senza sottrarsi, magari con l’alibi di qualche consesso rappresentativo, se sono stati generosi e disponibili a fornire un aiuto a chi ne aveva bisogno.

Se sono stati artigiani o imprenditori vorrei vedere il loro elenco clienti, per poterli  intervistare,  per vedere se sono soddisfatti. Vorrei poter vedere i loro lavori e magari anche i loro bilanci, per evitare di scoprire che il loro “amore” per la politica sia una copertura per risultati fallimentari.

Ma soprattutto non vorrei mai vedere, quindi non voterò mai, chi della politica ha fatto un mestiere e con le elezioni cerca un promozione. Non voglio vedere funzionari di partito, professionisti dell’incarico fiduciario, sindaci di professione, delegati cooptati dalla politica in quel vasto sottobosco di organismi associativi tra enti, non voglio vedere sindacalisti di mestiere, funzionari di associazioni di categoria emanazione o riflesso di questo o quel colore.

A questi signori dico “Basta, abbiamo già dato”!

Citazione da “Cirano” di Francesco Guccini:Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti, venite portaborse, ruffiani e mezze calze …

EMISSION ZERO: APPUNTAMENTO CON IL SOLSTIZIO D’INVERNO

21 Dic

DSC01243

Compie tre anni oggi l’impianto fotovoltaico di “Cirano” e “Rossana”, solo noi potevamo installare un impianto che ricava energia dal sole proprio nel solstizio d’inverno!

Il compleanno è un’occasione per fare un bilancio. Il primo anno avevamo prodotto 4784 kWh, mentre il secondo anno ne avevamo prodotti 5584. Si saranno stancati i pannelli di produrre energia, saranno decadute le cellule al silicio? Nulla di tutto questo, quest’anno di kWh ne abbiamo prodotti 5820.

Produciamo molto di più di quello che consumiamo, dobbiamo continuare a trasferire i nostri consumi energetici sulle fonti elettriche. L’anno prossimo si parte dalla BEPA!

RODITORI DELLA REPUBBLICA

16 Dic

A leggere le cronache sembrano “Gruppi d’acquisto” piuttosto che gruppi politici, soltanto che in questi caso la “S” che chiude l’acronimo non sta per “Solidali” ma per “Scrocconi”!

Gaber se la prendeva chiamandoli, sprezzante, “Roditori della Repubblica”. Si riferiva ai politici che  minavano i valori fondanti della Repubblica nata dalla Costituzione per miseri interessi di parte, leggine fatte apposta per arrecare vantaggio ad alcune categorie,  favori, raccomandazioni.

Certo non avrebbe mai pensato che i “Roditori della repubblica” una volta riprodotti e moltiplicati, dopo avere occupato ogni ganglio della organizzazione pubblica rivolgessero il loro interesse a “scroccare” ogni cosa. Rovistando nei loro stomaci ingordi, proprio come si fa con gli animali per per avere indizi sulla loro vita “in natura” troviamo:

  • coni gelato
  • lecca-lecca
  • ovetti-Kinder
  • una clessidra
  • la salsiccia del macellaio,
  • caffè con brioche da 1 euro e 60 al bar,
  • birra
  • «gratta e vinci»
  • farmaco e il relativo ticket da 21 euro (per il rimborso si può chiudere un occhio sulla privacy)
  • fuochi d’artificio
  • 127 € se ne sono andati per le ostriche
  • tartufi, vino champagne
  • cornici
  • ingrandimenti fotografici
  • creme di bellezza

Nel capitolo “grigio fumo” (mi verrebbe da dire “fumo di Londra*”, ma in questo caso si dovrebbe parlare di fumo Milano o fumo Italia o, peggio ancora, di Italia in fumo) del materiale di rappresentanza trovano spazio 75 cravatte in seta, 3 sciarpe in cashmere, 7 foulard in seta.

Un Tizio, permettetemi di qualificarlo così, mette in conto alla collettività un pranzo di nozze per 100 persone e intervistato alla TV risponde: “Non ricordo devo verificare”. Vuoi vedere che salta fuori che l’hanno fatto “A sua insaputa!?!”

Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?, Fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza? (Cicerone, 1 Catilinaria)

________________________________________________________________

* Nel linguaggio della moda, in funzione attributiva, color fumo, tonalità di grigio più o meno intenso (grigio fumo, nero fumo, fumo di Londra) che richiama il colore del fumo: un paio di calze grigio fumo; un vestito fumo di Londra (Enciclopedia Treccani)

ACCIDENTI AL NOTAIO SVIZZERO!

14 Dic

Gliel’avevo scritto: “Non mi mandi le spese di bollo che ho sostenuto per i documenti che le ho inviato fino ad ora, faccia tutto in un’unica soluzione”.

Invece niente, un paio di giorni fa mi trovo una cartolina nella buca delle lettere, perchè ormai il postino passa di rado e non suona mai. L’avviso diceva “Raccomandata”, provenienza: ROMA.

Oggi esco prima dall’ufficio, faccio mezz’ora di coda alla posta, mi chiedono la carta d’identità per ritirare la raccomandata e mi dicono se volevo incassare subito: era un maledetto vaglia da 15,14 €!!!

Per evitare di dover ritornare rispondo che lo incasso subito, mi chiedono il codice fiscale, fortunatamente lo so a memoria, l’impiegata si lamenta lo stesso: è piu facile farlo leggere alla macchina che scriverlo sotto mia dettatura.

Paradosso: un postino che non fa il suo dovere (non suona per accertarsi che ci sia qualcuno in casa) e per fare alla svelta lascia solo l’avviso di raccomandata, mi costringe ad uscire prima dal lavoro e fare mezz’ora di coda all’ufficio postale dove un’altra impiegata mi redarguisce perchè non avevo con me il codice fiscale, non perchè lo prescrive una norma, ma perche ciò le avrebbe consentito di risparmiare tempo.

Da queste parti le Poste funzionano così così, ma potrà mai capirlo un notaio svizzero?

Eppure noi sappiamo riderci sopra, guardate cosa ho trovato in rete cercando il logo di “Posteitaliane”.