Archivio | giugno, 2010

Al bando la Nutella

28 Giu

Sui giornali di qualche giorno fa è apparsa la notizia che la “Nutella” rischia di essere messa al bando perché ipercalorica. La notizia in sé ha del ridicolo ma è indicativa di come sta cambiando il mondo.

La “Nutella” è nata ufficialmente nel 1964 ma la sua storia e figlia di un’intuizione  caratteristica degli imprenditori italiani. La nonna della nutella si chiamava “pasta giandujot”, una pasta di cioccolato e nocciole “inventata” nel 1946  come reazione all’esplosione del prezzo dei semi di cacao a causa delle tasse eccessive.

Nel 1951 nasce la “Supercrema”, una crema spalmabile che potremmo definire la “mamma della “Nutella”. Erano tempi di “vacche magre”, pensate che la pubblicità vantava proprio l’enorme quantità di calorie di cui era portatrice la “supercrema”.

Nel 1963 la “Supercrema” diventa “Nutella”, col passar degli anni, le calorie si trasformano da pregio in difetto e, proprio come il colesterolo, rischiano di “uccidere” il prodotto.

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Tra poco faranno il “Ministero per la cura delle caccole”

20 Giu

In fondo il Signor B. è un creativo, non per niente viene dal mondo della pubblicità. Se si presenta un problema c’è sempre una norma o un incarico ad hoc che può risolverlo.

L’ultima trovata è quella della promozione a Ministro di Aldo Brancher. Incontriamo per la prima volta nel 1993, quand’era il vice di Confalonieri alla Fininvest Comunicazioni, fu prelevato e sbattuto a San Vittore su richiesta del Pool di Milano, in base alle accuse di Giovanni Marone, segretario del ministro della Malasanità Francesco De Lorenzo.

Marco Travaglio (il comunista) ci fa sapere dalle colonne de “Il fatto” che Brancher fu “condannato   in primo e secondo grado a 2 anni e 8 mesi per finanziamento illecito e falso in bilancio. Poi, in Cassazione, il primo reato cadde in prescrizione, mentre il secondo fu amorevolmente depenalizzato dal governo Berlusconi, di cui era sottosegretario lo stesso Brancher”.

Colui che ora è diventato Ministro si fa beccare di nuovo con le mani nella marmellata. Nel 2005 la Procura di Milano trova un conto alla Banca Popolare di Lodi intestato alla sua compagna Luana Maniezzo con un affidamento e una plusvalenza sicura di 300 mila euro in due anni. Un regalino di Fiorani, come spiega lo stesso banchiere ai pm.

E’ ancora Travaglio che ci dice che “Il 26 giugno sarebbe dovuto iniziare al Tribunale di Milano il processo a  carico di Brancher per appropriazione indebita, processo finora rinviato per i suoi impedimenti parlamentari (tipo una imprescindibile missione alla Fiera di Hannover). Ma niente paura, ora che è ministro il processo non partirà nemmeno, grazie alla legge sul legittimo impedimento. L’amico B. l’ha salvato appena in tempo.”

Volete un altro esempio? Uno piccolo piccolo? Il Ministro Brunetta. Si candida a Sindaco di Venezia: squilli di trombe, rulli di tamburi, votate Brunetta, porterà a Venezia i soldi di Roma. La Lega non ci casca e non lo appoggia, gli squilli di trombe si trasformano in strilli di trombato, Orsoni, il candidato del PD, viene eletto al primo turno!

Che cosa pensa di fare il “creativo” signor B. ? Piazza il Ministro tascabile come delegato del Governo per riformare la legge speciale per la città lagunare. Come dice Gian Antonio Stella: come se il governo delle destre avesse deciso di mandare in laguna, sessantasette anni dopo quel Giobatta Dall’Armi che concluse il suo mandato alla caduta del fascismo, una specie di nuovo podestà.

Morale: se è pur vero che esiste sempre un “piano B” non è detto che si debba per forza avere un governo che agisce con il “lato B”.

ACQUA LIBERA

17 Giu

Il mio amico “Uezzo”, un inguaribile romantico, ha fatto un spot a favore dell’acqua libera. L’ho trovato particolarmente poetico e quindi lo pongo alla vostra attenzione

Vorrei cogliere l’occasione per lanciare un concorso a premi, vincono tutti coloro che indovineranno dove si trova la fonte alla quale si abbevera il protagonista dello spot.

Volete anche un premio???  Un bicchier d’acqua … libera, ovviamente!

TRUFFA ALLA NIGERIANA

14 Giu

La “Truffa alla nigeriana” non è quella praticata da quattro muratori bergamaschi ad una procace e stimata “professionista” di colore sulla statale briantea. La “Truffa alla nigeriana” ha mille varianti, alcune delle quali possono essere perpetrate a mezzo della posta elettronica.

Il mio amico Flavio, un po’ svizzero e un po’ italiano, mi ha raccontato questa storia di truffa alla nigeriana, pregandomi di diffonderla tramite il blog per evitare che faccia vittime. L’idea di un “blog di servizio” mi è piaciuta, ecco cosa mi ha detto … (esiste anche una versione in tedesco ma quella ve la risparmio).

Flavio ha inserito un annuncio sul portale tutti.ch (omologo di subito.it) per vendere un iPhone 2G 16GB. Non c’è nulla di particolare: foto e prezzo, con breve descrizione.

Viene quindi  contattato da un potenziale acquirente  che chiede se è ancora disponibile l’iPhone e lascia email e numero di telefono (britannico). Flavio non ci pensa molto, risponde che l’oggetto è ancora da vendere ed attende risposta (non facendo alcun accenno  a costi di spedizione/sdoganamento, ecc.).

La risposta, quasi immediata, è corredata dal racconto del desiderio, da parte del  potenziale acquirente (credo si presentasse come un “pastore” anglicano o simile) di comprare l’oggetto per la figlia che sta in Nigeria, come regalo di compleanno. Vuole pagare l’intero importo indicato (NON CHIEDE DI TRATTARE!?!) prega inoltre di effettuare la spedizione con DHL perché il compleanno si avvicina. Chiede quindi i dettagli per fare il pagamento.  Per dovizia di particolari e per i più curiosi, il potenziale acquirente  allega anche la foto della figlia (struggente quadretto, non è vero?!?)

Seguono saluti, indirizzo mail e telefono, che qui riporto per evitare di incontrare il medesimo soggetto:

Best Regard,
Miss Fran waledesu.
waledesu@hotmail.com
+447024031892″

A Flavio il dubbio si è acceso proprio per la mancanza di ogni accenno  di trattativa sul prezzo indicato nell’offerta (di solito TUTTI cercano di contrattare). Buttato quindi l’indirizzo hotmail in google  trova esclusivamente UN SINGOLO link: http://www.scammeralert.info/recent-mudahmy-scam-case-mrsegzieraf-segzierafgmailcom/

In effetti si trattava  di uno “scammer“, di cui Flavio ha rischiato di essere vittima. Inutile dire che non vi è stata nessuna ulteriore risposta alle mail.  Il giorno seguente si è verificato un altro tentativo di scam, al quale Flavio non ha assolutamente risposto.

Consiglio spassionato: Google è vostro amico, usatelo per ogni cosa, anche se c’è un microscopico sospetto di irregolarità.

P.S. Si capisce che il mio amico Flavio ha la “testa svizzera” perché ha sentito l’esigenza di condividere con altri la propria esperienza per evitare ulteriori vittime, anziché farsi “i ..zzi suoi”. C’è un altro motivo che fa di Flavio uno “svizzero”, tre anni fa ha lasciato un posto “sicuro” ma che non valorizza merito e competenze nella Pubblica Amministrazione italiana per accettare un lavoro in Svizzera, forse più incerto, ma nel quale saprà certamente esprimere tutto il suo potenziale professionale.

Finale: con precisione tutta elvetica Flavio ci regala qualche altro indirizzo al quale stare alla larga, per esempio: gotteylambert@gmail.com che scriveva dall’IP 41.202.70.154, che WHOIS ci dice appartenere a:
OrgName:    African Network Information Center
OrgID:      AFRINIC
Address:    03B3 – 3rd Floor – Ebene Cyber Tower
Address:    Cyber City
Address:    Ebene
Address:    Mauritius
City:       Ebene
StateProv:
PostalCode: 0001
Country:    MU

E ora sta “giocando” con un altro scammer, per vedere fin dove si arriva. In questo caso, l’IP è degli USA (Ohio) ma lui dice di essere a Yamoussoukro, capitale della Costa d’Avorio. L’email di quest’ultimo tizio compare in menzioni su truffe (o tentate tali) di vendita di auto usate…

E poi non dite che non vi avevamo avvisati!

🙂

PROTEZIONE INCIVILE

9 Giu

Non mi riferisco alle dichiarazioni di Mr. B a proposito del fatto che la Protezione Civile non andrà più in Abruzzo fino a quando ci saranno le inchieste dei magistrati. Questa notizia, veramente squallida, la trovate oggi in edicola (ovviamente domani sarà smentita, si parlerà di fraintendimento, di soliti giornalisti comunisti e faziosi).

Il mio riferimento è, più in generale, alla totale elusione delle regole che fa capo alla Protezione Civile. La Corte dei Conti si è formalmente espressa contro la possibilità che la Protezione Civile si occupi dei Cosiddetti “Grandi Eventi”, con procedure speciali, senza gare d’appalto, con il corollario di orrori di cui si può leggere su tutti i giornali e questi se ne “impippano” bellamente.

L’ultima novità in fatto di “extraterritorialità giuridica” della Protezione Civile è rappresentato dal fatto che, in barba ad ogni regola che limita fortemente le assunzioni nella Pubblica Amministrazione, assumeranno 178 persone (147 amministrativi, 18 tecnici, 13 dirigenti)

Con quali criteri e procedure? Quelli del “pronto intervento”: decreto legge il 30 dicembre, circolare il 28 maggio, domande entro il 14 giugno, massima riservatezza … citofonare Francesca!

Mr B. e le tasse

7 Giu

E’ di questi giorni la notizia della nuova “spremuta di contribuente” per replicare ad una crisi fino a ieri negata.  La ricetta è sempre la stessa colpire chi è più visibile perché tassato alla fonte, sparare proclami di lotta all’evasione, un pizzico di condono, con la novità del blocco dei rinnovi dei contratti pubblici ed il taglio delle retribuzioni sopra una certa soglia.

Per carità, sopravviveremo anche a questo, ma perché appena al varcati i nostri confini le cose funzionano in un altro modo. Sto parlando del Canton Ticino in Svizzera, una ventina di km da dove abito io. Leggetevi questo gustoso pezzo di Pino Corrias.

Contro la manovra i magistrati hanno già proclamato una giornata di sciopero, in un primo tempo ho pensato “Ah, allora è vero che sono politicizzati, con gli stipendi che prendono, anche se gli tagliano un po’ la quota eccedente i 90.000 € all’anno di stipendio non è poi un dramma” ma poi mi sono documentato e tra le tante cosette in cui mi sono imbattuto  questo è uno degli articoli più “intriganti”.

Ma insomma Mr B. (non siamo ancora allo stralunato personaggio della TV inglese ma ci stiamo arrivando) non aveva dichiarato che se le tasse superano una certa soglia rappresentano un furto di Stato contro il quale è possibile esercitare una legittima difesa? Tutto falso, le solite invenzioni di giornalisti “comunisti” come ci ha recentemente spiegato il Presidente del Consiglio alla trasmissione “Ballarò” buttando giù il telefono per evitare il contraddittorio. Meno male che c’è la rete, che tutto registra e tutto ripropone, se volete farvi un’idea personale su chi mente cliccate su questo link.

Le due “verità” sulla disoccupazione

3 Giu

Il dato ufficiale sulla disoccupazione nel nostro Paese parla di un valore intorno all’8,8 – 8,9 % per cento, al di sotto della media europea (si badi bene che la “media europea non è più una media a 15 stati “forti”, ma a 27).

Esiste però un altro dato, di cui nessuno parla e che non considera un peculiarità tutta italiana, quella dei “cassa integrati”, che a fini statistici sono equiparati agli occupati. Inoltre c’è un’altra categoria di persone, definiti “inoccupati” che, pur essendo in età lavorativa non cercano neppure più di lavorare, gente che, insomma, ha “perso ogni speranza”. Anche queste persone, che risiedono in particolare al Sud, non vengono calcolate fra i “disoccupati” ma da un punto di vista statistico vengono considerate persone che, per loro scelta, hanno deciso di non lavorare (casalinghe, benestanti, ecc…).

Il valore della disoccupazione nel nostro Paese che tiene conto di cassintegrati e inoccupati schizza al 15,8; ben oltre la media europea, come ci spiegano  in questo post  Giulio Zanella e Michele Bordin due dei “cervelli in fuga” di Noise from America.

Una volta che si hanno ben chiari questi riferimenti appare ancora più drammatico il fatto che il “tasso di disoccupazione giovanile”, cioè tra coloro che non possono ancora definirsi “sfiduciati”, schizza quasi al 30%. E’ pur vero che da un punto di vista di potere di spesa tutta questa disoccupazione è “mitigata” da forme di lavoro precario, nero, sommerso, che tuttavia scaricano sulla collettività le spese assistenziali oggi e quelle previdenziali domani.

Fino a quando reggerà il “Sistema Paese”?  Estote parati che se crolla di colpo il “cerone di plastica dell’ottimismo”, come è successo per la crisi, negata per oltre un anno al di là di ogni evidenza e poi scoppiata tra le mani all’improvviso, ne vedremo delle belle.