Archivio | maggio, 2015

Capitolo 1: INTRODUZIONE ALL’ACQUAPONICA (seconda parte)

31 Mag

1.4 Realizzabilità di un sistema acquaponico

L’acquaponica combina due dei sistemi più produttivi nei loro rispettivi campi, quello dell’acquacoltura a ricircolo e di coltura idroponica che si sono ampiamente diffusi nel mondo in virtù dei loro elevati rendimenti, l’utilizzo più razionale dei rispettivi elementi costitutivi, il suolo e l’acqua, per la possibilità di tenere sotto controllo i fattori inquinanti, una razionale gestione dei fattori produttivi, l’alta qualità dei prodotti e una maggiore sicurezza alimentare.

BOXBOX 2
In alcune condizioni, tuttavia, l’acquaponica può essere troppo complicata e costosa e, in ogni caso, richiede un attento utilizzo dei fattori della produzione.
La coltura acquaponica è una tecnica che ha il suo posto nel più ampio contesto dello sviluppo sostenibile di forme di agricoltura intensiva, soprattutto nelle applicazioni su scala familiare, offre la possibilità di disporre di una produzione di verdure e pesce anche in luoghi e situazioni l’accesso al suolo agricolo sia difficile o impossibile.
La sostenibilità dell’acquaponica va dunque valutata sotto il profilo ambientale, economico e delle dinamiche sociali.
Dal punto di vista economico i sistemi acquaponici richiedono un investimento iniziale consistente, a cui seguono però bassi costi di gestione e rendimenti combinati costituiti sia da pesce che da verdure.
Sotto il profilo ambientale, un sistema acquaponico impedisce l’uscita degli effluenti dell’acquacoltura che sono un fonte potenziale d’inquinamento. Allo stesso tempo, consente una maggiore controllo dell’acqua per la produzione. L’acquaponica non si affida a sostanze chimiche per la fertilizzazione e il controllo di parassiti o erbe infestanti, ciò rende liberi gli alimenti da potenziali residui.
Relativamente agli aspetti sociali l’acquaponica è in grado di offrire una qualità della vita migliore perché il cibo è coltivato localmente secondo le tradizioni culturali dei produttori seguendo tecniche appropriate. Allo stesso tempo, l’acquaponica può integrare strategie le sostentamento e garantire cibo e piccoli redditi alle famiglie povere e a quelle prive di terreni agricoli. La produzione a livello familiare di alimenti, l’accesso ai mercati e l’acquisizione di competenze sono strumenti preziosi per garantire la responsabilizzazione e l’emancipazione delle donne nei paesi in via di sviluppo e l’acquaponica può fornire una base per una crescita socio-economica sostenibile. L’acquaponica rappresenta anche una fonte preziosa di proteine; le proteine del pesce sono una preziosa integrazione alle esigenze alimentari di molte persone, le proteine infatti sono spesso carenti nelle famiglie di coloro che praticano l’orticoltura di sussistenza su piccola.
L’acquaponica inoltre è particolarmente indicata laddove la terra è costosa, l’acqua è scarsa, e il suolo è povero. Deserti e zone aride, isole sabbiose e giardini urbani sono le posizioni più adatte ad insediamenti acquaponici. L’acquaponica evita problemi associati con il compattamento del suolo, la salinizzazione, l’inquinamento, le malattie e la “stanchezza del terreno”. Analogamente, l’acquaponica può essere utilizzata in ambienti urbani e peri-urbani dove terreno è poco o per nulla disponibile, fornendo un mezzo per coltivare colture intensive su piccoli balconi, cortili, all’interno delle abitazioni sui tetti.
Tuttavia, questa tecnica può essere complicata e le applicazioni su piccola scala difficilmente potranno fornire tutto il cibo per una famiglia. I sistemi acquaponici sono costosi; il loro proprietario deve installare un completo del sistema di acquacoltura e di un sistema idroponico, questo è un importante elemento da tenere in considerazione quando si avvia un sistema acquaponico. Inoltre, il successo nella gestione richiede una conoscenza olistica e la manutenzione quotidiana dei tre separati gruppi di organismi coinvolti. Deve essere misurata e gestita la qualità dell’acqua. Sono necessarie competenze tecniche per costruire e installare i sistemi, soprattutto per quanto riguarda gli impianti idraulici e di cablaggio.

L’acquaponica potrebbe rivelarsi diseconomica e inutile in luoghi con ampio accesso alla terra, suolo fertile, spazi adeguati e acqua a disposizione. Le comunità agricole locali potrebbero trovare l’acquaponica eccessivamente complicata quando lo stesso cibo potrebbe essere coltivato direttamente nel terreno. In questi casi, l’acquaponica può diventare un costoso hobby, piuttosto che un sistema di produzione alimentare dedicato. Inoltre, l’acquaponica richiede la disponibilità costante ad alcuni input. È richiesta l’energia elettrica per tutti i sistemi acquaponici descritti in questa pubblicazione e reti elettriche inaffidabili e/o un costo elevato di elettricità può rendere l’acquaponica irrealizzabile in alcune località. Gli alimenti per pesci devono poter essere acquistati regolarmente e si deve poter disporre di facile accesso alle sementi, alle piante e ai pesci (avannotti).
Questi input possono essere realizzati direttamente dal coltivatore acquaponico (pannelli solari, produzione di mangimi per pesci, piscicoltura e vivai di giovani piante), ma queste attività richiedono ulteriori conoscenze tempo per la gestione quotidiana e ciò può essere troppo oneroso e per un sistema su piccola scala.
Detto questo, un sistema acquaponico di base funziona in un’ampia gamma di condizioni e le unità possono essere progettate su scale adatte a soddisfare il livello conoscenze abilità e l’interesse di molti agricoltori. Vi è una vasta gamma di disegni di sistemi acquaponici, che vanno dall’high-tech alla tecnologia più accessibile e da un alto per il livello di prezzi a costi ragionevoli. L’acquaponica è molto adattabile può essere sviluppata con materiali e conoscenze locali, adattata alle condizioni culturali e ambientali dei diversi luoghi. L’acquaponica richiederà sempre una persona o gruppo di persone dedicate e interessate per mantenere e gestire il sistema ogni giorno, di una formazione informazione di base che è disponibile attraverso libri, articoli e comunità online, nonché attraverso corsi di formazione, operatori di divulgazione agricola e dell’assistenza di esperti. L’acquaponica è un sistema combinato, il che significa anche che sia i costi che i benefici sono amplificati. Il suo successo deriva dalla produzione locale, sostenibile e ad alta intensità di pesci e verdure, la sua redditività potrebbe essere anche superiore alle due componenti considerate separatamente. Ciò nella misura in cui l’acquaponica venga realizzata in luoghi appropriati, avendo ben presente i suoi limiti.

1.5 Breve storia della moderna tecnologia acquaponica

L’idea di usare i rifiuti fecali e le escrezioni complesse del pesce per fertilizzare le piante
esiste da millenni, sono state le prime civiltà sia in Asia e Sud America ad applicare questo metodo. Attraverso il lavoro pionieristico del New Alchemy Institute e altre istituzioni accademiche nordamericane ed europee dalla fine del 1970 e con ulteriori ricerche nei decenni successivi, questa forma elementare di acquaponica è evoluta nei moderni sistemi di produzione alimentare di oggi. Prima dei progressi tecnologici degli anni 80, la maggior parte dei tentativi di integrare idroponica e l’acquacoltura avuto un successo limitato.
Gli anni 1980 e 1990 ha visto progressi nella progettazione del sistema, nella biofiltrazione e nell’identificazione del rapporto ottimale pesce/impianto che ha portato alla creazione di sistemi chiusi che consentono il riciclo delle acque e l’accumulo di nutrienti per la crescita delle piante. Nei suoi primi sistemi la North Carolina State University (USA) ha dimostrato che il consumo di acqua nei sistemi integrati era solo il 5 per cento rispetto a quella utilizzata negli stagni di allevamento di tilapia. Questo studio, è da annoverare tra le iniziative chiave che hanno dimostrato l’evidenza dell’adeguatezza dei sistemi di acquacoltura e idroponici integrati per l’allevamento di pesci e la coltivazione di ortaggi, in particolare nelle regioni aride e povere di acqua.
Anche se in attività dal 1980, l’acquaponica è ancora un metodo relativamente nuovo di produzione di cibo con solo un piccolo numero di centri di ricerca e di pratica in tutto il mondo dotati di un’esperienza acquaponica completo. James Rakocy è stato un leader del settore per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo attraverso il suo lavoro presso l’Università delle Isole Vergini (USA). Egli ha sviluppato le interazioni vitali e i calcoli per massimizzare sia produzione di pesce che quella delle verdure, pur mantenendo un equilibrato ecosistema.
In Australia, anche Wilson Lennard ha prodotto i calcoli chiave e piani di produzione per altri tipi di sistemi. In Alberta, in Canada, la ricerca di Nick Savidov nel corso di un periodo di due anni ha prodotto risultati che dimostrano che i sistemi di produzione acquaponica avevano una produzione significativamente superiore di pomodori e cetrioli quando venivano soddisfatti i livelli di alcuni nutrienti chiave. Mohammad Abdus Salam del Bangladesh Agricultural University si è invece dedicato allo studio dell’acquaponica di tipo familiare e legata all’agricoltura di . Queste ricerche, così come molte altre, hanno aperto la strada a vari gruppi di professionisti che supportano e formano aziende che stanno cominciando a nascere in tutto il mondo.
La lettura delle opere chiave sull’ acquaponica è suggerita alla fine di questa pubblicazione.

1.6 Le attuali applicazioni dell’acquaponica
In questa sezione finale del capitolo si discute brevemente di alcune delle principali applicazioni dell’acquaponica viste in giro per il mondo. Questa lista non è affatto esaustiva, ma piuttosto una piccola finestra sulle attività che utilizzano il concetto acquaponica. Nell’appendice 6 è possibile trovare ulteriori spiegazioni per analizzare in quali contesti le soluzioni acquaponiche siano maggiormente praticabili.

1.6.1 Acquaponica domestica e di piccole dimensioni
Unità acquaponiche con una vasca per i pesci da 1 a 3 mc sono considerate su piccola scala, e sono adatte per la produzione di una famiglia,

FIGURE 1.6 Domestic backyard aquaponic unit in an arid area

FIGURE 1.6
Domestic backyard aquaponic unit in an arid area

Le unità di queste dimensioni sono state sperimentate e testate con successo in molte regioni nel mondo. Lo scopo principale di questi impianti è la produzione di cibo per la sussistenza e l’uso domestico, come molti altri sistemi possono avere vari tipi di verdure. Negli ultimi cinque anni, i gruppi, le associazioni acquaponiche, i forum si sono notevolmente sviluppati e ciò è servito a diffondere consigli e informazioni su queste unità di piccole dimensioni.

1.6.2 Impianti acquaponici commerciali e semi commerciali
A causa dell’elevato costo di avviamento iniziale e della limitata esperienza generale su questo tipo di scale i sistemi acquaponici commerciali e/o semi-commerciali sono poco numerosi

FIGURE 1.7 Medium sized commercial aquaponic system

FIGURE 1.7
Medium sized commercial aquaponic system

Molte imprese commerciali hanno fallito perché i profitti non potevano soddisfare le richieste del piano di investimenti. La maggior parte di coloro che si dedicano a questo tipo di coltura praticano la monocoltura, in genere per la produzione di lattuga o basilico. Anche se molti istituti accademici negli Stati Uniti d’America, in Europa e Asia hanno costruito grandi unità, la maggior parte sono dedicati alla ricerca accademica piuttosto che la produzione alimentare e non sono progettati per competere con altri produttori del settore privato. Ci sono diverse aziende agricole di successo in tutto il mondo. Un gruppo di esperti delle Hawaii (USA), ha creato un sistema commerciale a tutti gli effetti. Sono stati anche in grado di ottenere la certificazione biologica per la loro unità (attualmente non è possibile ottenerla in Europa per colture fuori terra NdR), consentendo loro di raccogliere un ritorno finanziario più elevato per la loro produzione. Un’altra grande operazione commerciale attorno all’acquaponica si trova a Newburgh, New York, fa profitti attraverso molteplici fonti di reddito da diverse specie di pesci e vegetali e attraverso una strategia di marketing di successo rivolta i ristoranti locali, negozi e mercati alimentari e altri dedicati all’alimentazione bio.
Per qualsiasi impresa di successo è necessario predisporre business plan dettagliati con approfondite ricerca di mercato su quali siano le piante e i pesci più redditizi nei mercati locali e regionali

1.6.3 Istruzione
Impianti acquaponici su piccola scala sono portati avanti in vari istituti scolastici tra cui, scuole primarie e secondarie, college e università, scuole speciali e per adulti, centri di formazione, così come le organizzazioni comunitarie di base

FIGURE 1.8 Combined aquaponic unit for educational purposes. (a) nutrient film technique; (b) media bed; (c) deep water culture; (d) fish tank

FIGURE 1.8
Combined aquaponic unit for educational purposes. (a) nutrient film technique; (b) media bed;
(c) deep water culture; (d) fish tank

L’acquaponica viene utilizzata come veicolo per colmare il divario tra le conoscenze generali della popolazione e quelle relative alle tecniche agricole sostenibili, comprese le attività accessorie come la raccolta dell’acqua piovana, il riciclo dei nutrienti e la produzione di alimenti biologici, che possono essere integrate all’interno dei piani formativi. Inoltre, la natura interdisciplinare dell’acquaponica è in grado di fornire opportunità di apprendimento di argomenti di ampio respiro quali l’anatomia e la fisiologia, la biologia e la botanica, la fisica e la chimica, così come l’etica, la cucina, e gli studi di sostenibilità generale.

1.6.4 Interventi di sicurezza alimentare e umanitari
Con l’avvento dei sistemi acquaponici altamente efficienti, è cresciuto l’interesse per la tecnica nei paesi in via di sviluppo. Esempi di coltivazioni acquaponiche e varie iniziative si possono vedere alle Barbados, in Brasile, Botswana, Etiopia, Ghana, Guatemala, Haiti, India, Giamaica, Malesia, Messico, Nigeria, Panama, Filippine, Thailandia e Zimbabwe.

FIGURE 1.9 Small-scale aquaponic unit

FIGURE 1.9
Small-scale aquaponic unit

Pare proprio che vi sia un considerevole numero di iniziative acquaponiche nell’ambito umanitario. Inoltre, sistemi acquaponici su piccola scala fanno parte di alcune iniziative di agricoltura urbana e peri-urbana, in particolare con le organizzazioni non i governative e altri soggetti interessati alla condizione alimentare urbana ed alla nutrizione, ciò in virtù della possibilità di essere installati in molti differenti paesaggi urbani. In particolare, l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite (FAO) ha condotto un progetto di sistemi acquaponici su piccola scala sui tetti in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza – in risposta alla cronica carenza cibo e ai problemi di sicurezza nutrizione in quella regione.

FIGURE 1.10 Rooftop small-scale aquaponic unit

FIGURE 1.10
Rooftop small-scale aquaponic unit

FIGURE 1.11 Rooftop small-scale aquaponic unit

FIGURE 1.11
Rooftop small-scale aquaponic unit

Ad oggi, i progetti pilota e la successiva diffusione sono crescita vi sono esempi in tutto il mondo. Tuttavia, molti tentativi sono di natura opportunistica, in molti casi non riescono a sostenersi da soli.
Negli ultimi anni c’è stato un aumento di conferenze sil tema dell’acquaponica in tutto il mondo. Inoltre, l’acquaponica è sempre più una parte delle conferenze sull’acquacoltura e sull’idroponica. In molte di queste esposizioni vengono delineati le preoccupazioni ed esposta la sensibilità tra i ricercatori di ambienti e materie diversi, responsabili politici e parti interessate per trovare soluzioni sostenibili per garantire una crescita duratura e una maggiore produzione alimentare per una popolazione mondiale in crescita.

Capitolo 1: INTRODUZIONE ALL’ACQUAPONICA (prima parte)

26 Mag

Proseguiamo la traduzione del manuale “Small-scale aquaponic food production – Integrated fish and plant farming” edito edito dalla FAO …

1 INTRODUZIONE ALL’ACQUAPONICA

Questo capitolo fornisce una descrizione completa del concetto di acquaponica, una tecnica per combinare idroponica e acquacoltura in un sistema che coltiva piante in acquacoltura di ricircolo
acqua (Figure 1.1 e 1.2). Si forniranno informazioni sullo sviluppo della cultura fuori suolo e dell’acquacoltura in generale. L’acquaponica è una specializzazione colturale che unisce queste tecniche, verranno affrontati i principali temi collegati e fornita una breve storia del suo sviluppo. Inoltre verranno presentati dei principali punti di forza e di debolezza della produzione alimentare con il sistema acquaponico oltre ad analizzare i luoghi e i contesti in cui presenta maggiori vantaggi o limiti. Infine, verrà fornita una breve descrizione delle principali applicazioni dell’attuale acquaponica.

FIGURE 1.1 Tilapia in an aquaponic fish tank

FIGURE 1.1
Tilapia in an aquaponic fish tank

FIGURE 1.2 Plants grown using aquaponics

FIGURE 1.2
Plants grown using aquaponics

1.1 Idroponica e coltura fuori suolo

La coltura fuori suolo è il metodo di coltivazione agricola senza l’uso del suolo. Invece del suolo sono utilizzati, vari substrati inerti. Questi “media” forniscono sostegno alle piante e trattengono l’umidità. I sistemi di irrigazione sono integrati all’interno dei “media”, introducendo una soluzione nutritiva direttamente a favore dell’apparato radicale delle piante. La soluzione fornisce tutti i nutrienti necessari per la crescita delle piante.

Il metodo più comune di coltura fuori suolo è l’idroponica, che prevede la coltivazione di piante sia su un substrato che in un mezzo acquoso con radici nude. Ci sono molti disegni di sistemi idroponici, ognuno con proprie specificità, ma tutti i sistemi condividono queste caratteristiche di base (Figura 1.3).figura 1.3

L’agricoltura fuori suolo è attuata per ridurre le malattie e parassiti terricoli interessano in particolare le monocolture. Nei sistemi idroponica infatti le piante non entrano in contatto con parassiti terricoli e le malattie proprio perché evitano l’interazione tra piante e del suolo, i “media” che svolgono la funzione del suolo possono essere sterilizzati e riutilizzati nelle le colture. Il riutilizzo di substrati è particolarmente vantaggioso per le specifiche esigenze della produzione intensiva. Alcuni substrati funzionano molto meglio del suolo, in particolare in termini di capacità di trattenere l’acqua e di fornitura di ossigeno alla zona radicale. Gli agricoltori hanno anche migliorato le prestazioni degli impianti attraverso un maggior controllo su diversi fattori cruciali per la crescita delle piante. La disponibilità di nutrienti alle radici delle piante è governata meglio e controllata in tempo reale, portando le produzioni a livelli quantitativi e qualitativi più elevati.
Inoltre, la maggior parte dei metodi di coltura senza suolo usa una frazione dell’acqua necessaria per produzione tradizionale sul suolo perché la soluzione nutritiva viene riciclata. L’agricoltura fuori suolo poggia su elevati standard scientifici, economici e tecnologici che si sono sviluppati nell’agricoltura degli ultimi 200 anni.

In generale, ma prevalentemente in nazioni sviluppate nei climi temperati, vi è stata una crescente domanda, colture fuori stagione, in ambiente di coltivazione protetto, di alto valore. In parte, questo è il risultato di un diffuso miglioramento del tenore di vita. Questo aumento della domanda ha portato alla espansione molti sistemi di coltivazione protetta per incrementare la capacità di produzione e prolungare la fornitura di colture durante tutto l’anno. All’interno dei sistemi protetti, le colture possono essere coltivate anche in terra, tuttavia, per essere competitiva con le colture in campo aperto, la produzione ha dovuto essere più intensiva per compensare i maggiori costi di produzione relativi all’ambiente agricolo controllato. Il risultato è stato un cambiamento delle modalità di produzione, dal terreno alla cultura fuori suolo per affrontare le mutate esigenze colturali.
L’approccio alle tecniche fuori suolo offre alternative alla tossica sterilizzazione del terreno per controllare i parassiti e agenti patogeni e può aiutare a superare i problemi della “stanchezza del suolo” tipica delle pratiche di monocultura.

Al di là dei suoi rendimenti significativamente più elevati rispetto ad agricoltura tradizionale, l’agricoltura fuori suolo è anche importante per il suo minore consumo di acqua e una maggiore efficienza nell’uso dei fertilizzanti, tutto ciò rende la tecnica agricola idroponica più adatta nelle zone aride o nelle regioni o dove la dispersione dei nutrienti è un problema per ragioni sia ambientali che economiche. La coltura idroponica poi è una soluzione indispensabile nelle zone in cui non siano disponibili terreni coltivabili, come le zone aride, quelle soggetta ad un’elevata salinità, nonché in ambienti urbani e suburbani o comunque quando vi sia una competizione per la terra e l’acqua o le condizioni climatiche sfavorevoli richiedano la l’adozione di sistemi di produzione intensivi. L’alta produttività in piccoli spazi rende un metodo interessante per la sicurezza alimentare e per lo sviluppo dell’agricoltura di micro-scala a km zero.

In sintesi, le quattro ragioni principali per cui la cultura fuori suolo è in espansione sono: la diminuzione presenza di malattie terricoli e patogeni, il miglioramento delle condizioni di crescita che possono essere manipolati per raggiungere condizioni ottimali e portare ad un incremento delle rese, la maggiore efficienza nell’uso dell’acqua e del fertilizzante e la possibilità di sviluppare l’agricoltura in luoghi in cui non siano disponibili terreni adatti.

Una delle principali preoccupazioni per quanto riguarda la sostenibilità dell’agricoltura moderna è la completa dipendenza dai produttori di fertilizzanti chimici per la produzione di cibo. Questi nutrienti possono essere costosi e difficili reperire in taluni luoghi del Pianeta e spesso derivano da tecniche produttive che rappresentano una sostanziale fonte contributo di biossido di carbonio (CO2) legato all’agricoltura. La fornitura di molti di questi nutrienti essenziali è in via di esaurimento ad un ritmo rapido, con proiezioni di scarsità globali entro i prossimi decenni. La coltura idroponica è molto più efficiente in termini di consumo di acqua ed nutrienti rispetto all’agricoltura tradizionale,ma la sua gestione è più complicata, inoltre vi è la necessità di disporre di energia elettrica per far circolare o ossigenare l’acqua. Non richiede tuttavia carburante arare terreno, non richiede energia supplementare pompare elevati volumi di acqua per l’irrigazione non necessita di diserbo e non si distrugge la materia organica del suolo attraverso pratiche agricole intensive.
I costi iniziali, i materiali da costruzione e la dipendenza di energia elettrica saranno limitazioni importanti anche per quanto riguarda l’acquaponica, ma in questo caso la necessità di fertilizzanti chimici è completamente rimosso.

 1.2 Acquacoltura

L’acquacoltura è l’allevamento in cattività e produzione di pesci e altri animali acquatici e specie vegetali in condizioni controllate. Metodi di produzione in acquacoltura sono stati sviluppati in diverse regioni del mondo e hanno dovuto quindi adattarsi alle condizioni ambientali e climatiche di queste regioni.
Le quattro principali categorie di acquacoltura includono sistemi idrici aperti (ad esempio gabbie), cultura di stagno, vasche a flusso continuo e sistemi di ricircolo di (RAS). In un RAS (Figura 1.4) l’acqua di allevamento viene riutilizzata per il pesce dopo una pulizia e un processo di filtraggio. Sebbene un RAS non sia il sistema di produzione più economico a causa dei costi più alti di investimento, di energia e di gestione, è una tecnica che può notevolmente aumentare la produttività per unità di terreno ed è la tecnologia di risparmio idrico più efficiente in piscicoltura. Il RAS è il metodo più adatto per lo sviluppo integrato di sistemi di acquacoltura agricola in relazione al possibile uso di sottoprodotti legati alla concentrazione di nutrienti nell’acqua, impiegabile per la produzione di colture vegetali.figura 1.4

L’acquaponica si è sviluppata traendo origine dall’accumulo benefico di nutrienti che si verifica in un’acquacoltura di ricircolo (RAS) e, pertanto, è il l’oggetto principale di questo manuale.
L’acquacoltura è una fonte sempre più importante della produzione globale di proteine, infatti, rappresenta quasi la metà del pesce consumato nel mondo ed ha la potenzialità di contenere la pressione sulla pesca del mondo e ridurre in modo significativo l’impatto dei sistemi di allevamento terrestri, meno sostenibili nella fornitura di proteine animali agli esseri umani. Tuttavia due aspetti dell’acquacoltura debbono essere migliorati per accrescere la sostenibilità di questa tecnica agricola. Uno dei problemi principali per la sostenibilità dell’acquacoltura è il trattamento delle acque reflue ricco di sostanze nutritive, che è un sottoprodotto di tutti i metodi di acquacoltura. A seconda della norme ambientali stabilite da ciascun Paese, gli agricoltori devono farsi carico del trattamento o dello smaltimento degli scarichi, che può essere sia costoso e arrecare danni all’ambiente. Senza effettuare alcun trattamento il rilascio di acqua ricca di nutrienti può portare all’eutrofizzazione così come alla crescita eccessiva macroalghe e altri scompensi ecologici e danni economici. La coltivazione di piante utilizzando gli scarichi dell’allevamento ittico è un metodo per prevenire il suo rilascio nell’ambiente di rifiuti e ottenere benefici economici aggiuntivi da coltivazioni con costo zero, come sottoprodotto ottenuto attraverso l’irrigazione, zone umide artificiali e altre tecniche. Sotto il profilo delle sostenibilità un’altra preoccupazione è che l’acquacoltura è basata molto sulla farina di pesce che, pescato in grandi quantità, vada ad incidere negativamente sulla catena alimentare marina. E’ importante dunque poter accedere a mangimi alternativi a quelli che impiegano farine di pesce per l’acquacoltura.
La maggior parte di questa pubblicazione è dedicata al riutilizzo degli scarichi di acquacoltura come elemento di valore aggiunto, mentre le alternative nell’alimentazione del pesce verranno discusse nella sezione 9.1.2.

1.3 Acquaponica

L’acquaponica è l’integrazione in un sistema di ricircolo acquacoltura e idroponica in un unico sistema di produzione. In sistema acquaponico, l’acqua passa dalle vasche dei pesci attraverso filtri, per giungere ai letti di crescita delle piante e poi tornare di nuovo al pesce (Figura 1.5). Nei filtri, i rifiuti di espulsi dal pesce vengono rimossi dall’acqua, prima con un filtro meccanico che rimuove i rifiuti solidi e poi attraverso un biofiltro che elabora i rifiuti disciolti. Il biofiltro prevede una successione di batteri per convertire l’ammoniaca, che è tossica per i pesci, in nitrato, più altri nutrienti accessibili per le piante. Questo processo è chiamato nitrificazione. figura 1.5

L’acqua (contenente nitrati e altre sostanze nutritive) quindi viaggia attraverso le radici delle piante che crescono nel letto, le piante assorbono i nutrienti e infine l’acqua ritorna al serbatoio di pesce depurata. Questo processo permette a pesci, piante e batteri di prosperare in simbiosi e di lavorare insieme per creare un sano ambiente di crescita gli uni per gli altri, ciò a condizione a condizione che il sistema sia correttamente bilanciato.
In acquaponica, gli effluenti dell’acquacoltura vengono deviati attraverso letti di crescita e non scaricati nell’ambiente, mentre allo stesso tempo vengono forniti i nutrienti per le piante da una fonte conveniente, non chimica e sostenibile. Questa integrazione elimina alcuni dei fattori diseconomici e inquinanti di acquacoltura e idroponica considerati singolarmente.
Al di là dei vantaggi derivati da questa integrazione, l’acquaponica ha dimostrato che le sue produzioni vegetali e di pesce sono confrontabili con la coltura idroponica e i sistemi ricircolo di acquacoltura. L’acquaponica può essere più produttiva ed economicamente fattibile in certe situazioni, soprattutto dove la terra e l’acqua sono limitate. Tuttavia, l’acquaponica è più complicata e richiede costi avvio superiori. La maggiore produzione deve dunque compensare i costi di investimento più alti necessari per integrare i due sistemi. Prima impegnarsi in un sistema grande o costoso è opportuno produrre un business plan completo che prenda in considerazione sia gli aspetti economici, che quelli ambientali, sociali e logistici. Sebbene la produzione di pesce e verdure sia l’elemento più visibile di un impianto acquaponico è essenziale capire che si tratta di gestire un ecosistema completo che comprende tre principali gruppi di organismi: pesci, piante e batteri.

TRADUZIONE DEL MANUALE ACQUAPONICO DELLA FAO

23 Mag

Non so mai quando troveremo il tempo di arrivare fino in fondo ma iniziamo, con questo post, a tradurre il Manuale “Small-scale aquaponic food production. Integrated fish and plant farming.” edito dalla FAO realizzato da Somerville, Cohen, Pantanella, Stankus e Lovatelli, Anno 2014.

Ne avevamo già parlato qui ma molti lettori ci hanno chesto di poterlo leggere in italiano. Poichè la FAO che lo consente per scopi divulgativi e senza fine di lucro, dunque esattamente per quelli che sono i nostri fini statutari, proviamo a cimentarci, compatibilmente con i nostri mille impegni.

Non avremo dunque una periodicità definita nell’esposizione dei vari capitoli, faremo quello che possiamo e quando possiamo*, negli scampoli di tempo che ci “regala” la nostra incalzante quotidianità.

(*) parafrasando il Maestro di Pàvana: “Traduco quando posso e come posso, quando ne ho voglia e senza applausi o fischi …”

Caratteristiche del documento

Questo documento tecnico presenta le attuali conoscenze che si riferiscono all’acquaponica, concentrandosi sugli impianti di scala ridotta. La pubblicazione è suddivisa in nove capitoli e nove appendici, con ogni capitolo dedicato a un determinato aspetto di un sistema aquaponico. Si rivolge ad un pubblico di consulenti agricoli, esperti di acquacoltura di organizzazioni non governative, animatori di comunità, aziende e privati – in tutto il mondo (nel nostro caso traduciamo, evidentemente per un pubblico italiano NdR). L’intenzione è quella di portare una comprensione generale dell’acquaponica a persone che in precedenza hanno avuto conoscenza solo di un aspetto, siano essi esperti di acquacoltura senza esperienza in idroponica, o viceversa.

La pubblicazione non fornisce un approccio di tipo “prescrittivo” all’acquaponica, è invece un’esposizione di risorse che comprende la descrizione e la discussione dei principali concetti necessari per avere sufficienti competenze relativamente ad un impianto acquaponico. Una vasta gamma di soggetti possono trovare interesse attorno al tema dell’acquaponica, in particolare coloro il cui obiettivo programmatico incorpora almeno uno dei seguenti temi: sostenibilità, agricoltura, metodi flessibili di produzione alimentare, nazionale, urbano o peri-urbano, sicurezza del cibo.

Non è strettamente necessario disporre di competenze ed esperienze con vegetali e/o con la produzione di pesce, anche se ciò agevolerebbe notevolmente la lettura del documento. La pubblicazione è redatta con un linguaggio adatto alla comprensione da parte di persone non tecniche e tocca diversi temi legati all’acquacoltura, alla coltura idroponica, chimica dell’acqua, all’equilibrio degli ecosistemi, nonché relativamente agli aspetti tecnici di impianti idraulici e di costruzione. La sfida è quella di fornire un ponte che agevoli la comprensione comune del vasto mondo dell’acquaponica, illustrando dettagli tecnici di profondità notevole, senza consentire la pubblicazione di diventare ingombrante e inutilizzabile.

Il documento è il frutto di esperienza pratica su piccola scala e di sistemi acquaponici commerciali ed è stata sviluppata a scopo formativo in modo che gli agricoltori, anche alle prime armi, possano beneficiare delle conoscenze e delle esperienze sul tema.

La FAO con questa pubblicazione intende contribuire al raggiungimento di molteplici obiettivi strategici nelle sue principali aree di intervento e nelle iniziative regionali. I piccoli sistemi acquaponici rafforzano gli interventi nei territori in cui vi sia carenza idrica e sostengono il lavoro a favore di un’intensificazione agricola attraverso l’uso efficiente delle risorse.

Sintesi dei contenuti

Questo documento tecnico inizia con l’introduzione del concetto di “acquaponica”, partendo dalla storia del suo sviluppo e cercando di individuare una sua collocazione all’interno della più ampia categoria delle colture fuori suolo nell’agricoltura moderna. 

Si discuterà dei principali concetti teorici legati all’acquaponca, tra cui il ciclo di azoto, il processo di nitrificazione, il ruolo dei batteri, il concetto di bilanciamento impianto acquaponico. Si passerà poi a trattare di elementi importanti legati ai parametri di qualità dell’acqua, acqua test e all’approvvigionamento dell’acqua per i sistemi acquaponici, nonché di metodi e tecniche di progettazione dei sistemi: letti di crescita su supporti inerti (Media based), tecnica basata su uno spruzzo o scorrimento di soluzione nutriente (NFT) e la cultura in acqua profonda (DWC). La pubblicazione illustra in dettaglio i tre gruppi di organismi viventi (batteri, piante e pesci) che compongono l’ecosistema acquaponico e presenta anche le strategie gestionali e la risoluzione dei problemi, così come una serie di argomenti correlati, in particolare mettendo in evidenza fonti locali e sostenibili modi di attivazione di impianti acquaponici.

La pubblicazione comprende anche nove appendici che presentano altri argomenti chiave: la condizione delle comuni piante coltivate in acquaponica; i controlli chimici e biologici, parassiti e malattie comuni, malattie comuni dei pesci e sintomi correlati, cause e rimedi; strumenti per calcolare l’ammoniaca prodotta e supporti biofiltrazione necessari per una certa densità di pesce in rapporto con la quantità di mangime somministrato; produzione di mangimi per pesci fatta in casa; indicazioni e considerazioni per definire correttamente un impianto acquaponico; una analisi costi-benefici di una produzione su piccola scala; una guida completa alla costruzione di impianti di piccole dimensioni di ciascuno dei tre metodi acquaponici. Verrà infine presentato un breve riassunto della pubblicazione concepito come un volantino supplementare per la disseminazione, la sensibilizzazione e l’istruzione.

PUBBLICATO SUL SITO WWW.AKUADULZA.NET

Buona lettura dai soci di “Akuadulza”.

IO STO CON “CARLIN” (nel senso di Petrini)

21 Mag

Anche l’acquaponica ha il suo spazio ad EXPO, le foto che seguono sono state scattate nel padiglione del Belgio.

Ma è veramente una coltivazione acquaponica o una sorta di Disneyland per le verdure?

Mettiamo a confronto le sfavillanti luci a led del Lunapark acquaponico belga con le foto dell’incontro nella serra passiva acquaponica del presidente di “Akuadulza”. IMG_0873 (3)IMG_0870 (4)Che ci “azzeccano” direbbe “zio Tonino”!

Ora pensate per un attimo all’idea che di Expo aveva Slow Food “un orto verde e ricco, circondato da una cascina aperta e semplice, tutta in legno di larice. Un’oasi che celebra i valori della terra e l’uso intelligente delle risorse. Un padiglione innovativo e leggero, con i contenuti al centro e non il contenitore”

Basta guardare le immagini per capire quale sia l’idea acquaponica dell’associazione “Akuadulza”.

Ecco che ne pensa Carlin Petrini

VISITORS

19 Mag

IMG_0870 (4)Oggi una delegazione del Comune di Verbania ha visitato l’acquaponica del presidente di “Akuadulza”, è stata l’occasione per esporre una versione “zippata” di informazioni sull’acquaponica.

IMG_0873 (3)C’erano due assessore e qualche consegliere/a di non so bene quale commissione, tutte persone conosciute, almeno di vista, oltre al mio amico “Otto” che siede in Consiglio comunale.

Mai come nel caso dell’acquaponica è il caso di dire “Se son rose fioriranno”! Un po’ perchè in acquaponica crescono bene anche i fiori, volendone dare un’interpretazione ornamentale, un po’ perchè le fragole, che qualcuno ha gustato, appartengono alla famiglia delle rosacee!

DESERTI E PARADISI ALIMENTARI

16 Mag

Si chiamano “deserti alimentari” i luoghi in cui è difficle trovare un cibo diverso da quello etichettabile come “cibo spazzatura”.

Il blog americano walkscore classifica le città americane in base al grado di desertificazione alimentare.

Ma che cos’è un deserto del cibo? E’ un ambiente urbano in cui non è possibile trovare a distanza di camminata  una rivendita di cibo sano, ma solo cibo spazzatura. Chi vive in questi deserti e trova solo cibo pronto ricco di grassi, calorie, sale o zucchero è a maggiore rischio di obesità o di altre malattie legate alla cattiva alimentazione, come il diabete o i disturbi cardiaci.

Walkscore ha preparato una classifica delle città americane in base alla quota di popolazione che vive a meno di cinque minuti a piedi da un punto vendita di cibo salutare (alimentari freschi non trattati industrialmente).

Ho provato a mettere in Walk Score il mio indirizzo è risultato un “deserto alimentare”, evidentemente non sanno che la mia vicina mi porta le uova, che mi coltivo tutte le verdure e produco quasi tutto il pesce che mi serve  e che “esporto” agli amici piantine in quantità con l’acquaponica, infine che spesso compro il formaggio genuino direttamente dal contadino tramite il gruppo d’acquisto.

Dunque ci sono posti, “paradisi alimentari” si potrebbero chiamare, nascosti, che nessun “nerd” potrà scovare con ricerce basate su google maps, dove le persone hanno un pezzetto di terra e coltivano l’orto, c’è ancora qualcuno che ha le galline e ti porta le uova e ci si scambia semi e piantine.

L’acquaponica in città potrebbe essere come un’oasi nel deserto alimentare, la si può installare un po’ ovunque, basta conoscere gli elementi base per il suo funzionamento, potrebbe colonizzare spazi industriali non più in uso che potrebbero essere restituiti alla collettività per un riuso civico.

Pensavo anche a questo mentre leggevo questo interssante articolo della rivista di agraria sui paesaggi periurbani

(pubblicato anche in: http://www.akuadulza.net/)

CIRANO NON HA PIU’ TEMPO PER IL SUO BLOG …

15 Mag

Mi sono infilato in mille cose da fare e non ho più tempo da dedicare al blog “Io non perdono e tocco”. Per non farlo “morire” ho deciso di pubblicare i post che preparo per il sito di “Akuadulza”, che gestisce il portale italiano di acquaponica.

Cercherò di diversificare i post ma sarò, necessariamente, un po’ monotematico, se l’argomento non vi interessa potete smettere di seguirmi.

Incomincio con un consiglio per una “vacanza intelligente”

Sei appassionato di acquaponica? Abiti nel Nordest del Belpaese? Vuoi farti una vacanza alternativa? Vuoi visitare una città piena di fascino?

Una o più di queste ragioni possono spingerti a partecipare ad un corso di base sull’acquaponica che si terrà presso l’Università di Lubiana. Ovviamente dovrai dare una ripassatina al tuo inglese!

SCADENZA CANDIDATURA 25 MAGGIO 2015

Per saperne di più: essential-aquaponics-training-school-1