Archive | gennaio, 2015

ACRONIMI

30 Gen

Recentemente sto lavorando ad alcune idee progettuali sui programmi di Cooperazione Terrioriale Europea preparando dei “draft” da esporre sulle bacheche virtuali dei portali specializzati alla ricerca di partner.

La prima cosa che ti chiede la maschera di caricamento è l’acronimo del progetto. Dev’essere qualcosa che attiri l’attenzione e che al tempo stesso sia capace di rappresentare i contenuti dell’idea che si vuole proporre. Sarà forse per questo che ho prestato particolare attenzione a questo articolo, apparso sul quotidiano “la Stampa” nel quale si passano in rassegna le sigle più astruse della burocrazia. Vi consiglio di leggerlo, seguendo il link, perchè è godibilissimo!

Il pezzo in questione ha scatenato in me un misto di sorriso ed amarezza pensando alla triste prigione dell’inutilità nella quale va sempre più rinchiudendosi la burocrazia di questo Paese che sta perdendo il contatto con la realtà.

Tuttavia la burocrazia dello Stato centrale o quella della élites europee non non avvicina neppure gli obbrobri di certi acronimi di periferia. Palma d’oro in questo campo l’affiderei all’Azienda Sanitaria del Verbano Cusio Ossola, conosciuta con l’acronimo di ASL VCO! Le lucide menti dei vertici di questo ente sono riuscite a coniare l’acronimo “SITRPO”, una parola impronunciabile come certi nomi slavi, ma che che da quella parti almeno possono beneficiare delle č e delle š dolci.

SITRPO” sta per Servizio Infermieristico Tecnico della Riabilitazione della Prevenzione e della Professione Ostetrica … tutti dentro in un orrore impronunciabile e incomprensibile, al quale tuttavia non manca il suo bel “Dirigente”!

Pronunciando (o cercando di pronunciare) “SITRPO” non posso fare a meno di pensare alla bellissima città di Trieste, toglietele tutte le vocali che rendono musicale il suo nome a otterrete Trst, in Sloveno, che richiama all mente la parola “Triste” … proprio come certi acronimi.

TELEFONINO

18 Gen

Molti si stupiscono che io non usi il telefonino; quando mi pongono direttamente la domanda mi rendo conto che per loro la mia spiegazione non è sufficiente. I più, per controbattere, espongono le ragioni di un eventuale soccorso improvviso; sono sopravvissuto senza telefonino alla mia fase di “vita spericolata”, dovrei porarlo con me adesso che ne ho meno bisogno.

Certo qualche volta potrebbe essere utile, ad esempio se mi viene qualche dubbio al supermercato, oppure ricordo una volta che sono rimasto a piedi con la mia vecchia 500 giardiniera del 1961, ma me la sono cavata lo stesso.

“Ma tento sei sempre attaccato al computer!” Dice qualcuno. Certo ma lo decido io, quando e come e, solo se mi va (quasi sempre per la verità) leggo i messaggi di posta elettronica, non vengo “acchiappato” in ogni momento dalla soneria del cellulare.

Ho trovato in rete un filmato sulle occasioni che si perdono stando attaccati sempre al cellulare, non si adatta al mio caso specifico, guardandolo potrete certamente capire il perchè, ma rende sicuramente l’idea.

Buona visione … e buona poesia a tutti.