Archive | settembre, 2013

SUSSIDIARIETA’ 1: metodo e merito

21 Set

Si sta approssimando la tornata elettorale amministrativa, è tutto un fervore di contatti, candidature, programmi, promesse, che non mi ha mai appassionato, men che meno di questi tempi.

In passato sono stato “avvicinato” da questo o quello con annusamenti e ammiccamenti che hanno lasciato i miei interlocutori delusi, questa volta preferisco prevenirli: “Non sono disponibile a schierarmi”.

Tuttavia non vorrei che questa mia mancata disponibilità fosse scambiata per insensibilità verso le tematiche che riguardano la buona gestione della cosa pubblica, tutt’altro. A ciascuno il suo ruolo, i politici facciano i politici, i tecnici facciano i tecnici, la confusione (quando non un vera e propria “campagna acquisti”, come avviene in alcuni casi) fa solo danni.

Per dimostrare che sono sensibile al tema di una buona gestione dei beni comuni ho preparato una serie di slides, molto semplificate e, per quanto possibile, calate sulla realtà territoriale in cui vivo che riguardano il tema dell’amministrazione locale secondo il paradigma della sussidiarieta.

Le slides appariranno di tanto in tanto in tanto in questo blog inframezzandosi con altri temi di cui si occupa di consueto “Cirano” e saranno contraddistinte dalla parola “Sussidiarietà” nel titolo. Al termine della serie presenterò “credits” e articoli di approfondimento. Per ingrandire le immagini, cliccaci sopra. Buona lettura.scheda 1scheda 2

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EXPO 2015, PROTOCOLLI E CHIACCHIERE …

10 Set

Si avvicina il 2015, anno in cui si svolgerà l’Expo di Milano dal tema affascinante: “Nutrire il pianeta energia per la vita”. In questo contesto mi aspetterei che il tema delle produzioni agricole ottenute attraverso il riuso di spazi urbani dismessi possa assumere centralita nel dibattito.

In effetti sembrerebbe poroprio così leggendo il Protocollo d’intesa per la diffusione e valorizzazione degli orti urbani denominato sinteticamente -Progetto nazionale orti urbani-“ sottoscritto il 20 febbraio 2013 tra il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF), l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) e Italia Nostra (ne avevo già parlato in questo post).
 
Nel documento si legge ancora:

“Le Parti s’impegnano tra l’altro a promuovere presso le istituzioni competenti (tremo sempre quando leggo questa locuzione) il – Progetto Nazionale Orti Urbani – favorendo lo sviluppo di attività per la creazione di orti nelle aree urbane e preiurbane, impegnando terreni agricoli inutilizzati, aree industriali dismesse, terreni adibiti a verde pubblico ed ogni altra superficie assimilabile … con le seguenti finalità … avvicinare i cittadini alla realtà agricola, stimolando nel contempo la coesione sociale … favorire la riqualificazione delle aree dismesse … ostacolare il consumo di territorio e mitigare le situazioni di marginalitò e degrado …”

Fine dei documenti ufficiali. Passiamo alle applicazioni concrete: un paio di amici che hanno letto il protocollo d’intesa si recano presso la principale organizzazione di categoria agricola, hanno intesta una splendida idea (non quella di Cesare Ragazzi) vorrebbero avere indicazioni su come portarla avanti. Siamo in un copoluogo di provincia, nella stessa regione in cui si organizzerà l’Expo 2015. Nessuno sa nulla del protocollo d’intesa un funzionario risponde che si, questi protocolli si scrivono perchè si devono fare, ma la realtà è un’altra … Insomma c’è davvero il rischio di fare la fine della “Splendida idea” di Cesare Ragazzi.

Dopo una ricerca in rete, ecco quanto è stato fatto fino ad ora, siamo dunque in attesa che “quanto prima sia portato all’attenzione della Conferenza Stato-Città e Autonomie locali”.

Ci troviamo di nuovo di fronte all’ennesimo “Effetto annuncio”? Cioè che un protocollo, un progetto, un’iniziativa finiscono quando vengono “strombazzati” in qualche conferenza stampa?

Ora Flavio Zanonato che ha firmato a Padova quel protocollo d’intesa per conto dell’ANCI, per uno di quegli strani casi della vita, siede sull’importante poltrona del Ministero per lo Sviluppo Economico, chissà se si ricorda del documento che ha firmato alcuni mesi or sono in altra veste?

Il Ministero guidato ora da Zanonato si occupa anche di Start Up Innovative, chissà che in occasione dell’expo possano nascere anche da noi imprese come Urban farmers di Basilea o soggetti che, agevolati nell’insediamento in spazi degradati delle nostre immense periferie, possano produrre verdure non solo a km 0, ma anche a consumo di terreno 0, riqualificando le aree e dando lavoro.

IL GIOCO DEL “CAPO”

3 Set

Sul blog wwworkers de “Il fatto quotidiano” ho trovato un interessante post che descrive una sorta di “Sindrome da capo inadeguato” che colpisce i lavoratori. Riporto di seguito le dieci figure-tipo di capo e lancio un sondaggio per vedere qual’è quello più “gettonato”. Ecco i profili:

Profilo uno: l’egoriferito, ovvero un capo arrogante, che mette in mostra in ogni occasione la sua tracotanza ed ha un costante bisogno di incrementare il proprio ego;

Profilo due: il codardo, ovvero un capo che non assume nessuna responsabilità e spesso si nasconde dietro al lavoro degli altri collaboratori;

Profilo tre: il micro-manager, ovvero un capo che crede di sapere come gli altri dovrebbero fare il loro lavoro, che non si fida del lavoro dei collaboratori e che spesso impone un proprio ”modus operandi” sui singoli passaggi del lavoro;

Profilo quattro: l’incapace, ovvero un capo che è stato promosso oltre le proprie capacità e non ha idea di come svolgere il lavoro, avendo anche perso tutto il rispetto dei subordinati e dei collaboratori;

Profilo cinque:  il super-amichevole, ovvero il capo che impropriamente e ad ogni costo vuole essere il migliore amico dei collaboratori;

Profilo sei: il cattivo comunicatore, ovvero il capo che non è in grado di comunicare in modo efficace, sia nel caso debba comunicare una strategia aziendale o sia debba gestire risposte sulle performance individuali dei collaboratori;

Profilo sette: il plagiatore, ovvero il capo che prende il merito per il lavoro di altri o si appropria delle loro idee e le presenta come frutto della sua attività (soprattutto al suo superiore);

Profilo otto: il negativo, ovvero il capo che non dice mai nulla di positivo e trasforma tutto in problematico, generando astio e tensione nella squadra;

Profilo nove: l’egocentrico, ovvero il capo che non si preoccupa delle persone che lavorano per lui e non è interessato ad aiutare nessuno fuorché se stesso;

Profilo dieci: il criticone, ovvero il capo che è veloce a criticare gli errori dei collaboratori ma non è altrettanto in grado di fornire un feedback rapido e costruttivo.

Come avete capito si tratta di un “divertissement” assolutamente anonimo rispetto al quale auspico la partecipazione anche dei miei collaboratori. La realtà è peraltro molto pià complessa e non può essere tratteggiata solo con 10 profili lapidari, ad esempio il vostro capo non potrebbe essere rappresentato in maniera adeguata senza ricorre almeno alla metà delle tracce evidenziate! 🙂