Archive | settembre, 2010

MANOVRA ECONOMICA … ALTRO CHE CANONI IDRICI

30 Set

Il fatto quotidiano ci informa che nascosto tra le pieghe degli articoli che compongono il puzzle della manovra economica c’è un “codicillo” (art. 15  comma 6 ter, lettera d, sono andato a vedermelo perchè sono “tignoso”) che consentirà alle province di entrare nelle società che gestiscono le centrali idroelettriche con quote dal 30 al 40 %.

Il “giochino” è a costo zero per lo stato ed è fondato sulla possibilità  di rinegoziare  con i giganti del settore  le concessioni in via di scadenza (quindi non tutte subito, la riforma produrrà tutti gli effetti in quindici anni) Dunque se i gestori accetteranno l’ingresso delle Province, la durata delle loro concessioni sarà prorogata di sette anni, altrimenti si farà una nuova gara aperta a tutti.

Non sono un esperto di concorrenza ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensa l’UE della trovata con la quale si seppellirebbero di danaro piccole province come quella in cui vivo. Mi chiedo, molto più terra a terra, se gli amministratori locali, una volta indossate le casacche dei “consiglieri di amministrazione”, saranno in grado di esercitare efficacemente il loro nuovo ruolo.

Ma di quanti soldi si tratta? L’articolo de “Il fatto quotidiano” parla, complessivamente, a regime, cioè da qui a 15 anni, di un “tesoretto” di 1,4 miliardi di euro. Se i conti sono esatti vorrei stimare la pioggia di danaro che cadrà su una provincia come la nostra. L’articolo prevede che in Valtellina arrivino,  sempre a regime, 400 milioni di euro  e da subito 70 milioni. Se la nostra provincia producesse un quarto di quell’energia sarebbe  inondata, è il caso di dirlo, con oltre 17 milioni di euro all’anno, che diventeranno 100 milioni a regime.

Si potrebbero fare dei calcoli più precisi sapendo esattamente quanta parte dei 42.357 Gwh di energia idroelettrica prodotta nel nostro Paese provengono dal Verbano Cusio Ossola. C’è qualcuno che ha sotto mano un atlante economico e vuole dare un’occhiata?

Che davvero stia arrivando un fiume di danaro? Speriamo di non esserne travolti. Estote parati

COMPETITIVITA’: L’ITALIA ARRANCA, TUTTA INSIEME

28 Set

La Commissione Europea ha appena pubblicato l’indice di competitività regionale. Il nostro Paese non fa una gran figura,  Anche nelle aree del nord considerate”ricche” alcuni indicatori mostrano i segni dei un declino.

Ancora una volta a trascinarci verso il basso sono la qualità della nostra Pubblica Amministrazione e del nostro sistema formativo. L’indice misura la qualità delle istituzioni, così come percepita dai cittadini, e l’efficacia del sistema educativo di base (fino alla scuola secondaria di primo livello), in termini di capacità acquisite dagli studenti.

Anche in regioni tradizionalmente “forti” come Lombardia e Piemonte la qualità dei servizi offerti dal “pubblico” non fa un bella figura (sarà forse che non basta qualche spot sulle sagre di paese a fare “marketing territoriale”?). Se la cavano meglio aspetti relativi alla sofisticazione del sistema produttivo,  come il livello di occupazione e creazione di valore aggiunto in settori high-tech e la presenza di distretti industriali.

Per ogni approfondimento vi rinvio all’articolo su “La voce” periodico di informazione economica on line.

Corrispondenza dall’estero

23 Set

Come il poeta che sente il bisogno di sciacquare i panni in Arno, “Cirano” ha sentito il bisogno di fare un salto a Bergerac.

E’ così che con Rossana me ne sono partito per qualche giorno alla volta della valle della Dordogna. Non arriverò mai a Bergerac! Mi sono fermato qui, ma proprio qui, una delle case che vedete (non il castello) è quella da cui vi scrivo in questo momento.

In Francia si chiamano “Chambre d’hotes” e offrono ospitalità ai turisti, anche se non tutte sono speciali come quella dove mi trovo ora, ascoltando Mozart in sottofondo, ticchettando sulla tastiera appoggiata su un tavolino antico, in un salotto con un camino bellissimo di 2 metri per 1 e mezzo.

Proprietari e gestori di questo “piccolo Paradiso ricostruito in una scatola di fiammiferi” sono Barbara e Andrea, due italani che hanno deciso di cambiare vita e realizzare il loro sogno di offrire un’ospitalità “calda” che non fosse quella delle brioches confezionate e della marmellata “Hero” in scatolette monoporzione.

Ci sono splendidamente riusciti ed ora noi siamo qui a godere del loro successo!

Ogni fotografia che trovate sul loro sito si tramuta, una volta attivati a destinazione, in realtà,. La cura dei particolari non è frutto dell’attenzione per uno scatto ma quotidianità, quasi routine.

La Dorgogna scorre a cento metri dalla casa ma lo fa in modo silenzioso, in fondo alla valle quasi a non voler rompere l’equilibrio di questa metavigliosa tranquillità.

Arrivati dopo un lungo viaggio abbiamo potuto guatare la table d’hotes offerta dai nostri ospiti, conversando in italiano e francese con altri commensali, quasi che le due lingue aumentassero i sapori.

Sabato andrò con Andrea al mercato di Sarlat a scegliere i prodotti per la tavola al mercato, sarà un’occasione speciale per conoscere, accompagnato da un esperto, i migliori sapori del Périgord. Gli amici più stretti preparino le papille!

Concludo questa corrispondenza con le parole di Marcel Proust: “Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi”

Lascia o raddoppia?

17 Set

Mercoledì, in occasione del question time, il Ministro Calderoli è stato interpellato sulla sua proposta e dell’onorevole Bossi (il “medio” più lungo del west) lanciata alla festa delle lega di Venezia di traferire i ministeri dalla Capitale in altre città del Paese

L’interpellante in questione voleva sapere, con toni piuttosto allarmati,  se era nelle intenzioni del Governo spostare i ministeri da Roma.

Il ministro ha fatto onore ai manifesti elettorali della lega, quelli con l’indiano “pellerossa”, parlando con lingua biforcuta (nel senso di ambiguo ed ipocrita) e dicendo che in quell’occasione i due Onorevoli Ministri si erano espressi non come rappresentanti del governo ma come Leader di partito.

Insomma, qualcuno lo devono pur prendere per le terga e spero proprio che il soggetto in questione siano proprio gli iscritti alla lega, ci mancherebbe che ci mettessimo a duplicare oltre le lingue anche i Ministeri (perché nessuno crede che si riesca a “sradicarli” dalla Capitale).

C’è ancora posto per qualche idea, chissà che qualche politico locale non si candidi per la sede del “Ministero della Fuffa”.

Riflessioni sulla Pubblica Amministrazione oltre Brunetta e Ichino

10 Set

Il mio amico “Attila”, compagno di blog conosciuto in rete, ci propone le sue riflessioni sulla Pubblica Amministrazione italica. Sono interessanti e divertenti (per chi apprezza il brivido di ridere sul ponte del Titanic).

Per stessa ammissione di Attila non si sa se il libro verrà mai alla luce ma propongo il primo capitolo ad amici e colleghi perché, come diceva Friedrich Nietzsche “Ciò che non uccide (mi) fortifica”. Buona lettura.

‘O GASOOOOLIO!

7 Set

Recentemente ho avuto modo di fare la simpatica conoscenza di una persona che ha un oleificio di famiglia nel Lazio. Abbiamo chiacchierato del più e del meno poi il discorso è caduto sul risparmio energetico e sulle energie alternative.

Dopo aver parlato degli interventi che ho fatto a casa mia (rif. Cerca “Emission Zero”) mi ha detto che è stato messo a punto un meccanismo simile al “Conto Energia” anche per riciclare i residui di lavorazione degli oleifici. Volendo verificare la possibilità di installare l’impianto anche nel proprio oleificio l’amico ha fatto una ricerca per andare a vedere un impianto in funzione; ne ha trovato uno in Campania.

Dopo aver preso un appuntamento ha potuto visitare l’impianto e, alla fatidica domanda: “Ma è conveniente l’investimento?” si è sentito rispondere: “Eccome no, quando abbiamo terminato i residui di lavorazione delle olive jamme ‘o gasoooolio!”

Che Paese siamo: truffare la collettività bruciando gasolio per produrre “energia pulita” e vantarsene pure, certi di non venire mai “pizzicati” perché i controlli non esistono. E’ evidente che se le cose funzionano davvero in questo modo devo organizzarmi per farmi dare la corrente dal vicino nelle giornate di pioggia.

Si potrebbe mettere in piedi un meccanismo del genere: lui la paga dall’ENEL 15, io gliela ricompro a 20 e la rivendo al GSE a 45. Tutto perfetto, che c’è di male, farei anche l’interesse nazionale di alzare la soglia di energia verde prodotta dal Paese.

D’altronde se con la famosa delibera del Comitato Interministeriale Prezzi che ormai ha preso il nome in codice di “CIP6” è possibile incentivare gli impianti che producono energia elettrica con fonti rinnovabili “e assimilate” e per questa via riconoscere un prezzo maggiore a quello di mercato a chi brucia la spazzatura per produrre energia, prelevando i danari attraverso un sovrapprezzo del 6/7 % sulle bollette della luce che paghiamo, perché non posso mettere in campo un provvedimento di legittima difesa.

LA MANOVRA ECONOMICA E LA LEGGE DEI GRANDI NUMERI

3 Set

Tra i tanti disastri che porta con sé la manovra economica, diventata definitivamente legge dello Stato lo scorso 30 luglio, forse per la “legge dei grandi numeri” qualche colpo l’ha azzeccato, è proprio di uno di questi colpi che vi voglio parlare.

La “manovra” ha infatti reso possibile il rifornimento “casalingo” per le auto alimentate a gas metano. L’articolo della legge che compie il miracolo è il 51 “Semplificazione dell’installazione di piccoli impianti di distribuzione di gas naturale”.

La norma consente l’installazione in tutte le case di piccoli compressori come questo, più sicuri di un frigorifero, con i quali, lentamente, di notte, potete farvi da soli il pieno alla vostra auto alimentata a gas metano.

Attualmente i distributori di gas metano per auto sono relativamente pochi nel nostro Paese, soprattutto non sono diffusi in tutto il territorio (ad esempio nella nostra provincia ce n’è uno solo) e ciò frena molto la diffusione di veicoli in grado di utilizzare questo combustibile poco inquinante e sicuramente economico.

Quanto si può risparmiare in un anno, calcolatevelo da soli, quanto costa un compressore per fare il pieno a casa propria, attorno ai 4800 più IVA euro ma bisogna tenere conto che potrebbe essere utilizzato per fare il pieno a più mezzi, magari in una situazione “condominiale”.

In Trentino Alto Adige, regione a statuto autonomo, una locale azienda di distribuzione del gas già commercializza un compressore, si chiama “Phill” di fabbricazione canadese, che consente di rifornire la propria auto di gas metano. Il prezzo non è certo alla portata di tutte le tasche ed è per questo che lancio l’idea al Maria Cristina, esperta in gruppi d’acquisto, per vedere se sia possibile fare una “cordata” di compratori per spuntare prezzi più accessibili.

Un’altra soluzione potrebbe essere quella adottata in Francia dove, non essendoci una rete di distribuzione di gas metano, ti vendono l’auto con il suo distributore compreso e tu puoi pagare, anche a rate, l’una e l’altro. Il momento è quello giusto, le case automobilistiche sono in ginocchio per il crollo delle vendite, proponiamo loro un ottimo contratto … collettivo s’intende!