Archive | giugno, 2008

Cucina Etnica

25 Giu

Ti piace ogni tanto sperimentare la cucina etnica? Credi che un ristorante giapponese sia sempre un ristorante giapponese? Sai quante sono le cucine cinesi e quale è quella che mette in pratica il ristorante sotto casa? Conosci qualche cosa della cucina africana o quella del Sudamerica?

Ebbene per la rubrica “Promo mai Prono” ho il piacere di invitarti a due occasioni imperdibili per sperimentare la cucina etnica preparata anche per te da alcuni amici che sono nel nostro territorio.

Il primo appuntamento con la cucina del Senegal è offerto dagli amici dell’associazione “Dabafrica” che cucineranno per noi piatti come fataya, bissap, cuos cous o riso con carne e verdure, banane fritte si svolgerà sabato 28 giugno presso gli impianti sportivi del comune di Masera (VB)

Il secondo invece è con la cucina sudamericana, in particolare con quella dell’Equador sarà preparato per noi dal servizio di ristorazione gestito dai detenuti del carcere di Verbania “Gattabuia” presso Villa Olimpia Sabato 19 luglio alle ore 20

Ti aspetto, è scoppiata l’estate, esci dal guscio “lumacone”!

SERATA CHIAPAS

24 Giu
Dopo l’incontro ufficiale e l’inaugurazione della mostra per i quali molti lettori di questo blog hanno ricevuto l’avviso. Sabato sera abbiamo fatto con gli amici un “Serata Chiapas” organizzata su due piedi ma molto gradevole. Non ne farò un resoconto completo, così come non mi soffermerò sulle rivendicazioni del popolo del Chiapas, di cui pure si è parlato con chi le vive “sul campo” tutti i giorni.
Mi limiterò, come lo stile di questo blog, ad alcuni colpi di “pennello”, alcune spigolature. Chi vuole saperne di più può consultare i link del sito dell’associazione Tatawelo.
Comincio a presentare i nostro ospiti:
Jorge Santiago, teologo e antropologo messicano, fondatore del DESMI (Desarrollo Econòmico Social de los Mexicano Indìgenas) associazione impegnata nell’economia solidale e nel sostegno alle comunità indigene del Chiapas dal 1969;
Francesca Minerva, giornalista freelance, responsabile dell’Associazione Tatawelo per il progetto di sostegno alla produzione di caffè dei contadini del Chiapas.

Sul Chiapas abbiamo scoperto che:

  • come da noi non mancano le “etichette”, per cui gli abitanti del nord dello Stato sono chiamati “gli svizzeri del Chiapas” sono molto più attivi, organizzati intraprendenti;
  • è vietato fare uso di alcol (figuriamoci di droghe) per prevenire la violenza sulle donne;
  • dal ’94, anno nel quale il movimento zapatista per l’autonomia del Chiapas si è posto all’attenzione mediatica, molti “occidentali, mossi dai sentimenti più diversi, solidarietà, condivisione, passione civile, movimentismo, ma anche curiosità e un confuso senso di ribellione contro il potere, si sono recati in Chiapas. Ai nativi si sono presentati i soggetti più “pittoreschi” con bracciali borchiati, capelli dritti, creste colorate, ecc … che hanno contributo a creare in uomini, in fondo nativi della foresta, una visione “distorta” del mondo occidentale;
  • il passamontagna dei militanti zapatisti non ha nulla a che vedere con quello dei nostri extraparlamentari degli anni ’70, rappresenta una rivendicazione di identità per il popolo nativo del Chiapas “invisibile” per le autorità del Paese.
Sul caffè abbiamo scoperto che:

  • se non vi è un’organizzazione cooperativa chi compra il caffè dal contadino è “il Coyote” un piccolo commerciante che pratica dei prezzi “a strozzo”;
  • un sacco di caffè pesa quasi 70 chili e, dopo essere stato raccolto, deve essere portato a spalla dalla foresta alla capanna, un percorso anche di 2/3 ore;
  • il caffè del Chiapas, di varietà arabica, deve crescere rigorosamente all’ombra, è richiestissimo per la sua qualità, non ha dunque problemi di commercializzazione, ma di giusta remunerazione del lavoro (in maniera non dissimile, solo con accenti molto più marcati a quanto avviene per i nostri agricoltori)

Sul “nostro caffè”, quello che abbiamo prefinanziato, abbiamo scoperto che:

  • è chiuso in un container da 17.000 chili sta solcando l’oceano insieme a due suoi “gemelli” diretti nei paesi nord europei;
  • prima di poter essere messo “al sicuro” nel container è stato oggetto di un paio di furti;
  • è stato esportato per la prima volta direttamente dalla cooperativa che lo produce. Le autorità messicane hanno a lungo ritardato i permessi per l’esportazione perchè non trovavano al proprio domicilio (una capanna nella foresta senza numero civico) il Presidente della cooperativa che, ovviamente, stava riempiendo nella piantagione il suo sacco da 70 chili quotidiano.

Sul Messico abbiamo scoperto che:

  • c’è gente industriosa che ha un gran voglia di lavorare, di crescere e di migliorare;
  • ci sono politici, di tutti gli schieramenti, che promettono e non mantengono;
  • la birra messicana “Corona” si è comprato il marchio americano “Budweiser”, salvandolo dal fallimento;
  • in molte cittadine del Messico si effettua la vendita ambulante di detersivi alla spina, sono più economici e non si producono enormi quantità di contenitori di plastica che devono essere smaltiti.

Grazie a tutti coloro che sono intervenuti e a voi che avete avuto la pazienza di leggere fino a qui queste righe sconclusionate.

Libertà è partecipazione

19 Giu
Ci siamo lasciati con una citazione di Gaber e da un’altra citazione del “Signor G” ripartiamo. Lo faccio prendendo spunto da una critica di Flaminia al mio ultimo post “Destra e Sinistra” nel quale sono stato accusato, sulla mail privata, con l’eleganza che si addice ad una Signora, di qualunquismo.

Vorrei dire invece che è proprio il contrario, è proprio di impegno che volevo parlare. Dell’impegno che porta qualcuno a “fare” delle cose che coinvolgano anche gli altri, non necessariamente in politica. La mia cittadina “vive” grazie all’impegno di coloro che organizzano il teatro, la società sportiva, il cineforum, i gruppi di acquisto, ma anche di quelli che si “sbattono” per settimane per cercare una data che vada ben a tutti per la cena con gli amici.

Tra quelli “che fanno” ci metto anche quelli che fanno politica con passione, non per farsi vedere, perché credono che le cose possano cambiare … veramente.

Scendendo nel quotidiano tra coloro “che fanno” aggiungerei anche quelli che quotidianamente e con costanza separano i rifiuti, risparmiano energia, non sprecano l’acqua, ecc…

Tutte queste persone si differenziano dalle altre per il fatto di non essere solo “consumatori”, perché non si fanno semplicemente “servire”, con merci, servizi, favori, ecc.. perché il corrispettivo della società dei consumi è il prezzo, anche se questo non è detto che sia esclusivamente espresso in un elemento di natura monetaria.

La versione mediatica del “consumatore” è quella dello “spettatore” (o “ascoltatore” per chi usa mezzi meno evoluti) ma anche in questo caso c’è la possibilità si esprimere la propria critica con un uso selettivo dell’elettrodomestico. In questo link una serie di filmati “artigianali” che vi possono dare un’idea di come una trasmissione intelligente, ironica, graffiante come “Caterpillar” di radio 2 può riuscire a coinvolgere gli ascoltatori a mettersi in gioco nel CaterRaduno.

Destra Sinistra

6 Giu
Sono sicuro che questa mail stupirà più di un lettore del mio blog, specialmente quelli che mi conoscono. In un Paese dove tutto è di destra o di sinistra, ricordate la vecchia canzone di Gaber?
In un Paese in cui anche la droga è “politicizzata”, la cocaina è di destra e l’eroina è di sinistra (sarà per questo che i consumi sono in calo?) In questo Paese in cui solo i programmi politici non hanno una “parte” ma sono un “pastone indistinto”, un misto di buonismi e di rigori verbali, desidero tessere le lodi dell’impegno, della serietà e della passione anche se sono portati avanti da chi non la pensa come me.
Sto parlando del nuovo Ministro alle Politiche giovanili Giorgia Meloni.
Me ne aveva già parlato bene che si occupa di questi temi e che frequenta i “Palazzi Romani” per motivi professionali. Mi sono rivisto con lui qualche settimana fa per elaborare il lutto della trombata elettorale, eravamo nell’unico lembo desertico del continente europeo e … pioveva, tanto per dirvi che le cose non sono più come una volta. Le certezze, anche climatiche o meteorologiche, sparite!
In quell’occasione, sparando a zero su tutta una serie di personaggi che stavano riaffacciandosi alla ribalta del palcoscenico tragicomico della politica italiana, il mio amico aveva “salvato” il Ministro, appena nominato, Giorgia Meloni. Credo di aver commentato con un “La vedremo alla prova dei fatti” e di non aver dato un gran peso alla cosa.
In questi giorni sto leggendo il libro “Se li conosci li eviti” di Travaglio/Gomez (ho deciso di alzare le mie transaminasi) che riporta nelle prime pagine l’elenco (in verità sparuto) dei politici “buoni” da salvare della precedente legislatura, ecco cosa si diceva, in tempi non sospetti, cioè ancor prima che ci recassimo al voto, di Giorgia Meloni:
Leader di Azione Giovani, vicepresidente della Camera a ventinove anni, non ha scontato neppure per un giorno il prezzo della prevedibile inesperienza, presiedendo con fierezza e autorevolezza l’aula di Montecitorio. Non ha l’auto blu da ben prima che si cominciasse a parlare di “casta”. Ha aperto le feste di An anche a personaggi lontanissimi da loro. Ha presentato proposte di legge per i giovani e per incentivare la natalità. Si è battuta per l’autodeterminazione del Sahara occidentale. Ha saputo dire parecchi no ai vertici del suo partito. Ha dichiarato di avere iniziato a fare politica a quindici anni grazie a Mani Pulite e alla lezione di Paolo Borsellino: non accade di frequente, a quell’età e in quel partito. Una delle poche donne che esisterebbero in politica anche senza quote rosa.
Anch’io, per ragioni professionali, ho a che fare con politici, sia pure a livello locale, di destra e di sinistra. Ne ricordo, in particolare uno con il quale, sia pur nella diversità delle reciproche opinioni e non senza qualche contrasto, ho avuto modo di collaborare molto positivamente. Anche i miei collaboratori ne hanno un buon ricordo.
Allora forse questa volta Gaber non aveva ragione: non tutto è di destra o di sinistra l’intelligenza non ha un colore politico. Per la verità Gaber giungeva alle medesime conclusioni anche per qualcos’altro, ecco un passo della canzone ” … ma un figone resta sempre un’attrazione che va bene per sinistra e destra”. Se volete riascoltarla …