Archive | marzo, 2010

Accendilo tu questo sole ch’è spento …

30 Mar

“Accendilo tu questo sole ch’è spento…”  cantava Gianni Morandi nel 1967 (qui con Fiorello in una recente esibizione)

Sto parlando del sole che illumina il mio impianto fotovoltaico. L’agenzia delle entrate aveva stabilito in una risoluzione (13/E/2009) che il contributo per gli impianti fotovoltaici installati da privati, sotto i 20 kWp, collegati all’abitazione principale fossero “irrilevanti” ai fini fiscali.

Successivamente la legge 99/2009 ha introdotto la possibilità di vendere al gestore l’energia prodotta e non consumata perchè in eccesso rispetto al proprio fabbisogno annuale (spesso bazzecole). Dunque, facendo i conti della serva: per ogni kW prodotto ricevo un contributo i 45 cts, per ogni kW autoconsumato risparmio 15 cts, ma se non autoconsumo lo stesso kW e lo vendo mi danno 11 cts, tassati però all’aliquota marginale, in pratica mi danno 7,26 cts. Risultato, mi tengo i miei kW e me li consumerò in futuro, quando avrò la possibilità di trasferire una parte del mio fabbisogno di energia dalle fonti fossili a quelle fotovoltaiche (piastre a induzione, auto elettrica, ecc…).

In realtà io me la prendo col sole ma vedo grigio per un altro motivo che ha a che fare con le elezioni in Piemonte e con quello 0,46% che separa Bresso da Cota, uno 0,46%, è inutile negarlo, strappato dal movimento 5 stelle di Beppe Grillo.

Mi sento come un giocatore di una partita di sette e mezzo, ho il mazzo e un sette, i miei avversari chiamano, si accontentano di quello che hanno e stanno fermi, io ho già vinto, voglio strafare, chiamo lo stesso perchè voglio la figura per fare sette e mezzo e raddoppiare la posta, invece mi esce un bel due!

Spiego la metafora: avevamo una Regione che tutto sommato non aveva lavorato male, abbiamo voluto inserire qualcuno che fosse da pungolo e da controllo all’azione politica di Bresso, abbiamo pescato il due di Cota e perso tutto! Volevamo l’Emilia Romagna, tutto sommato buona amministrazione nella quale i cittadini vogliono contare di più, ci troveremo ad avere una Campania, la Campania del Nord, questa si che è una “bufala”!

Ora si che è il momento di ascoltare Morandi, la canzone si intitola “Se perdo anche te”,  e dice tra l’altro: ” … piango l’amore di un’unica donna che non ho, forse più …”

Contro il logorio della vita moderna …

25 Mar

Ricordate Ernesto Calindri in un “Carosello” di tanti anni fa sorseggiare un liquore al carciofo, seduto in messo al traffico “contro il logorio della vita moderna”?

Lo stesso spot è stato recentemente ripreso e rimodernato da Elio e le storie tese. Alla nostra cagnetta Kòda piacciono molto frutta e verdura, ma ciò che adora veramente sono i carciofi, eccola all’opera, un breve filmato perchè possiate apprezzare la tecnica e sopraffina. Da notare come ferma la foglia con la zampa dal lato della punta  per poter staccare con i denti la parte carnosa

Bella non è certamente bella (solo Elena è di parere contrario) … ma le manca la parola.

P.S. il prossimo post sul cane  faccio quando riesce a risolvere un’equazione di secondo grado

Fiducia nella dirigenza o dirigenza di fiducia?

22 Mar

Si chiama “Spoils System” e trae origine dall’espressione “The victor go the spoil”, ai vincitori va il bottino. Lo spoils system non è necessariamente sinonimo di abuso ma nel nostro Paese il termine può essere tranquillamente sovrapposto a quello, ben più conosciuto di “Clientelismo”.

Nei Paesi a “democrazia adulta” lo Spoils system  è da più parti criticato ma non è vissuto come un “tarlo” che corrode la società. Gli uomini di fiducia della nuova fazione al potere sono comunque persone di parte ma competenti. Chi le ha nominate sa che devono far funzionare la cosa pubblica, non possono permettersi di fallire perché il fallimento dei loro funzionari sarà il loro fallimento.

D’altra parte i funzionari selezionati dal potere faranno ogni cosa per dimostrare la loro imparzialità nei confronti del rispetto delle regole e la loro competenza. Chi li ha scelti insomma non ha fatto loro un regalo, ne ha riconosciuto il merito.

Uno dei casi più evidenti di spoils system lo abbiamo nella vicina Svizzera in cui tutti i funzionari del pubblico ministero sono di nomina governativa (come i procuratori del Ministero pubblico federale, nominati dal Consiglio federale) o parlamentare (come i procuratori dei singoli stati, nominati dal gran consiglio). Ve lo immaginate cosa potrebbe succedere da noi se le cose stessero così? Avremmo mai avuto una Carla del Ponte?

Nel nostro Paese lo Spoils System serva più che altro a selezionare “Utili idioti” al di la di ogni colorazione politica, che servono ad assecondare il signore o signorotto locale.

L’esito finale dello Spoils System degli idioti all’italiana non può che essere quello descritto da Michele Anais in un suo recente intervento su “La Stampa” intitolato “La Repubblica dei corrotti” .

Se si vuole avere un quadro invece della Pubblica Amministrazione locale può essere invece interessante un articolo di Luigi Olivieri, Dirigente della Provincia di Verona.

Il principio del “dirigente si fiducia” spesso cozza in maniera radicale con i principi di buon andamento e imparzialità della P.A. sanciti dalla art. 97  della Costituzione va in controtendenza con il principio di separazione fra il potere di indirizzo e di controllo dell’azione amministrativa che spetta alla politica e quello di gestione che spetta alla dirigenza.

Come sostiene Olivieri nel suo intervento sul sito “Lavoce.info” occorre avere il coraggio di recidere questo cordone ombelicale che lega dirigenza a politica se si vuole intraprendere la strada di un seria lotta alla corruzione.

Se ne è accorto anche il Ministro Brunetta che con il Decreto Legislativo 150/09 che modifica in più punti le Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche ha indebolito sensibilmente la possibilità di interventi di carattere fiduciario della politica sulla dirigenza … almeno sulla carta.

Le rotazioni nell’orto

18 Mar

Giuro che non l’ho fatto apposta, non mi sono dedicato all'”erotismo orticolo”. E’ assolutamente un puro caso, ma quest’anno le “patate” e i “piselli” sono capitati le une vicino agli altri.

Sono anni ormai che faccio un disegno delle prose dell’orto per evitare che due coltivazioni uguali o simili capitino troppo spesso nello stesso posto. Non mi fido, credo sempre di ricordare dove ho messo le colture negli anni precedenti ma riesco a farlo con certezza solo per un anno poi la memoria si fa confusa. Allora mi sono fatto un bel disegnino in scala usando un semplice file di word e archivio tutto.

Ho anche scoperto che google offre anche qualcosa di più “raffinato” si chiama sketchUp 7 ma per il momento lo trovo ancora un tantino troppo macchinoso.

Dunque, per evitare malattie e cali produttivi nel vostro orto è opportuno ricorrere alla rotazione delle colture.  Mai, per nessuna ragione, fare seguire due volte di seguito due colture di solanacee (patate, pomodori, melanzane, peperoni), ma controproducente è anche coltivare due volte di consecutivamente anche piante appartenenti alla famiglia delle curcubitacee (melone, cetriolo, anguria, zucche e zucchine) che sono, tra l’altro, forti consumatrici di nutrienti.

Alternare dunque tutte le volte che sia possibile queste colture alla leguminose (piselli, fagioli, fagiolini e fave) che sono in grado di aiutare a fissare l’azoto nel terreno.

Un altro consiglio che mi sento di dare agli appassionati dell’orto è quello di, tutte le volte che è possibile,  incorporare al terreno letame o compost ben maturi.  Se infatti la concimazione chimica (azoto, fosforo e potassio, oltre a una serie di microelementi necessari in quantità minori) possono essere aggiunti in diversi modi, è altrettanto importante curare la struttura fisica del terreno e per questo i nostri amici bovini o equini sono insuperabili.

Se poi avete uno spazietto in giardino per il cumulo delle sostanze organiche il gioco è fatto, molti meno sacchi neri da portare al cancello e un terriccio profumato e friabile per le vostre piantine

Per saperne di più.

Un gran contenitore ma pochi contenuti

16 Mar

“Se non puoi convincerli, confondili!”

Deve essersi ispirato a questo celebre motto di Harry Truman, 33° Presidente degli Stati Uniti, il Ministro Brunetta quando ha istituito il registro degli incarichi di direzione, coordinamento, collaudo e manutenzione delle opere pubbliche. L’elenco è consultabile qui suddiviso per anni dal 2006 al 2009.

Il sito è straordinariamente avaro di informazioni, come denuncia il quotidiano “Italia Oggi” in un articolo Alessandra Ricciardi apparso venerdì 12 marzo. Dei pochi dati che compaiono sono parecchi quelli che non presentano l’importo pattuito. Del fiume impetuoso di milioni di Euro spesi per collaudare opere pubbliche (autostrade, porti, scuole, G8, mondiali di nuoto, ecc …) non viene esposto che un modesto rio in secca!

Pensate che il Grand Commis Angelo Balducci in tutto questo periodo avrebbe effettuato un solo collaudo, per giunta senza percepire alcun compenso! Un missionario, altro che “Gentiluomo del Papa”!

MI VERGOGNO

12 Mar

Non riesco a non provare un forte senso di vergogna per quello che sta succedendo in questo Paese, una vergogna di essere italiano che ricordo di aver provato in un’altra occasione, tanti anni fa a Parigi.  Ero al museo du jeu de pomme, pieno di italiani che mettevano le dita sulle opere e i custodi facevano fatica a contenerli. A un certo punto un “tizio” si rivolge a me con una domanda ed io, per la vergogna di rivelare che ero italiano, gli ho risposto in francese!

Oggi la vergogna è più forte, non è una questione “paesana” tutta “pizza e mandolino” è una faccenda importante, riguarda il rispetto delle regole che è fondamento del vivere civile. Un rispetto che non deve essere imposizione ma intimo sentimento, strada maestra!

Squalificare le regole a mera “burocrazia”, non da parte del “furbetto” che vuole saltare la coda alla posta ma dal capo del Governo è gravissimo!

Lino mi ha mandato un testo del 1945 attribuito ad Elsa Morante, ne ha parlato anche il “mio amico!” Michele Bordin sul sito NfA  (leggetelo) in realtà si tratta più che altro di medley di scritti raccolti insieme a i quali è stato dato un linguaggio più moderno e penetrante (l’ho scoperto grazie al blog “Allegria di naufragi). Ebbene anche se il giudizio finale non cambia questa “manipolazione” mi ha messo a disagio. Figuriamoci la continua e sistematica mistificazione dei fatti ad opera di un giornalismo mercenario.

Quanto il danaro renda servi coloro che siano privi di coerenza e senso dell’onore ve lo dice il secondo testo riportato da Bordin, tratto da un’intervista dell’odierno Ministro dell’Interno apparsa su “La Padania del 3 ottobre 1999.

La chiosa di questo post è nei fatti di questi giorni e nella violenza verbale esercitata sul Capo dello  Stato per forzarlo alla firma del “decreto interpretativo”. La notizia è così evidente nella sua drammaticità che l’abbiamo trovata anche sui giornali italiani (almeno quelli meno legati alla “Voce del Padrone”). Bordin ci riporta uno stralcio di quella apparsa su “El Pais” (è in spagnolo ma …  comprensibilissima).

Conclusione in musica:

Le ragazze

10 Mar

Non ho alcuna difficoltà a riconoscerlo, le ragazze sono mediamente più brave e preparate, lo sono a scuola, lo sono sul lavoro, lo sono nel reagire le difficoltà, lo sono nella serietà e nell’impegno della vita di tutti i giorni. Fidatevi, ve  lo dice un esperto: tre ragazze in casa e anche il parco “animali da compagnia” appartiene al genere femminile.

Come sempre però c’è qualche “blasonata eccezione”:

Le donne votano dal 1946 ma la Carfagna non lo sa di Silvia D’Onghia su “Il fatto quotidiano

Ieri avevamo titolato: “Dite alla ministra chi è la ministra”. Oggi aggiungiamo: dite alla ministra di studiare qualche data, tanto per non fare pessime figure planetarie. Sì,   perché  Mara Carfagna, in arte ministro per le Pari opportunità, a un esame di storia sarebbe bocciata senza appello.

8 marzo, “Punto di vista”, approfondimento delle 23 del Tg2. In studio, oltre al conduttore, Maurizio Martinelli, la ministra Carfagna e Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente di Telefono Rosa. Si parla di donne, naturalmente, ma siccome è meglio non parlare della condizione femminile in Italia (sennò che festa sarebbe?), l’argomento è la legge sullo stalking. Ottimi risultati, per carità. Ma le chicche arrivano negli ultimi due minuti. La ministra   accenna: “Sacche di maschilismo ancora ci sono, ma le donne sono ovunque: al governo, in Parlamento,ai vertici di Confindustria, persino tra i senatori a vita”. Chissà perché tutte le altre continuano a lamentarsi. Poi la Carfagna fa sfoggio della sua cultura: “In Italia paghiamo un grande ritardo: le donne hanno guadagnato il diritto di voto soltanto nel 1960, fino al 1919 erano sottoposte ad autorizzazione maritale, il delitto d’onore è stato abolito nel 1980, la riforma del diritto di famiglia è del 1970”. Se non fosse per il ‘19, diremmo che non ne ha azzeccata una. Ministro, le donne in Italia (per fortuna) votano dal ‘46, la riforma del diritto di famiglia è del ‘75, l’abolizione del delitto d’onore dell’‘81. Ma, almeno per la tv, non si potrebbe preparare un po’?