Archive | maggio, 2010

UN SACCO DI FRAGOLE

31 Mag

Le sapevate che l’umile ma succulenta fragola appartiene alla famiglia delle “Rosaceae” la stessa del frutto dell’amore per eccellenza? Sembra impossibile eppure è così e proprio come le sue “sorelle maggiori”, anche le fragole dal punto di vista estetico fanno la loro porca figura!

Io ho deciso di coltivarle in sacchi neri, cuciti con il tessuto antialga in polietilene, lo stesso che si usa per stendere nelle serre. La fragola infatti è un frutto molto esigente in quanto a concimazione, grande consumatrice di elementi nutritivi. Inoltre andrebbe coltivata ogni anno in un posto diverso, comunque non va mai lasciata per oltre due anni nello stesso posto perché genera il fenomeno della stanchezza del terreno.

Il ho fatto così: ho riempito i scacchi neri di per tre quarti di letame di cavallo ben maturo e per un quarto di terriccio del cumulo del compost ho piegato il lato aperto del scacco un paio di volte e poi l’ho fissato con la macchinetta per i punti che si usa per i fogli di carta. Ho quindi posizionato il sacco nel posto che ho ritenuto ideale (nel mio caso in cima al un muretto al sole) e ho praticato i buchi fondendo con attenzione la plastica con un “lanciafiamme” che uso per il pirodiserbo. Ho quindi piantato le fragole.

Eccole in questa foto in piena fioritura:

La fragola nei scacchi cresce benissimo, l’unica attenzione che bisogna usare alle piantine è quella di non fare mancare mai l’acqua, specialmente durante l’ingrossamento dei frutti. Per questo motivo io ho usato una striscia gocciolante per l’irrigazione.

Coltivata in questo modo la fragola ha bisogno di poche attenzioni, a parte l’irrigazione regolare, sarà necessario verificare ogni tanto che nelle aperture da dove spuntano le fragole in si insedino piantine infestanti, ma questo soprattutto nelle prime fasi delle coltura, poi le piantine, una volta preso vigore faranno da sé.

Ora a frutti ingrossati, in questo momento in particolare non deva mai mancare l’acqua:

Proteggendo con cura i frutti con una rete anti uccelli potete portare le fragole al giunto punto di maturazione, raccoglierle e mangiarle immediatamente. Le potrete gustare già pulite e dolcissime.

Una volta riprodotte le fragole per la stagione successiva collocando dei vasetti pieni di terra sotto gli stoloni che portano le nuove piantine sarà possibile vuotare i scacchi,  che ormai conterranno  uno splendido terriccio finissimo e profumato, nell’orto o per rinvasare le piante d’appartamento.

BookCrossing

26 Mag

Si chiama BookCrossing si può abbreviare in BC  ma in italiano ha assunto anche altri nomi, ad esempio “giralibri”, “liberalibri”, “libri liberi”, ecc…

Consiste nel lasciare in giro, di solito in città, un libro in modo che tutti possano leggerlo. Più o meno come avveniva all’oratorio con i giornaletti per farsi le seghe solo che anziché rischiare di diventare ciechi si va nella direzione opposta, quella di rischiararsi la mente!

La trasmissione di radio tre “Fahrenheit” ha lanciato un suo BookCrossing a livello nazionale che ha chiamato “Passalibro”, la mia amica Pamela invece ha deciso di farlo a livello cittadino. L’iniziativa partirà sabato 29 maggio,  alle 18,00, in via Baiettini a Verbania, il civico volutamente non ve lo dico perché toglierebbe un po’ di “mistero” alla caccia al tesoro del libro.

Ci saranno libri per tutti, anche per bambini, con i titoli offerti da Valentina De Poli, direttrice di Topolino. Non mancheranno neppure libri in inglese, siamo o non siamo “Capitale dei laghi”.

Ovviamente partecipare non costa nulla, diversamente non la promuoverei nella mia rubrica “Promo mai prono”,  chi ha un libro da far circolare lo porti scrivendo sulla prima pagina una cosa del tipo “Libro lanciato da … partito dal “book” di Pamela il giorno …” sarà un modo per saper se i nostri semi della conoscenza avranno fatto un lungo cammino.

Certo non sarà facile “rimettere in libertà” un libro che contiene un pensiero autografo di uno dei molti amici noti che sostengono l’iniziativa, ma sarà sempre possibile comprare un libro identico e liberare quello al posto del testo che vorremo trattenere.

All’iniziativa hanno dato il loro contributo autorevoli esponenti dell’ “Intelligenzia del sorriso” tra i quali: Alessandra Appiano, Guido Silvestri (Lupo Alberto), Gianfranco Manfredi, Rosella Simone, Patrizia Wachter, Orsetta De Rossi, Gino e Michele, Alberto Patrucco, Fausto Vitaliano, Michele Serra, Antonio Ricci, Zuzzurro e Gaspare, ma anche del mondo musicale Roberto Vecchioni, Carmelo Labionda, Sergio Conforti (Rocco Tanica), Patrizio Fariselli (Area) oltre che della cultura e della società: Lella Costa,  la “Libreria delle donne” di  Milano e  Emergency ong.

Madrina del lancio sarà  Alessandra Casella e non mancherà certamente la presenza di alcuni autori e personaggi noti. Il brindisi augurale, sarà con l’ottimo vino friulano di Roberto Picèch.

Non mancate e non venite senza un libro

Paperopoli e Topolinia

23 Mag

L’amministrazione di Topolinia chiede ed ottiene da quella di Paperopoli un contributo per sistemare una strada. Si tratta di una vecchia strada storica, per ristrutturare la quale  l’amministrazione di Topolinia fa un progetto ma, prima di iniziare i lavori, deve ottenere due autorizzazioni: quella del servizio che tutela i Beni Culturali e quella del servizio Geologico.

La prima autorizzazione deve essere concessa dalla stato dei Topiepaperi, la seconda da un servizio della stessa Paperopoli. E’ il mese si settembre e Topolinia scrive al servizio Beni Culturali dello stato di Topiepaperi e a Paperopoli per richiedere le autorizzazioni che servono.

Nonostante che nello stato di Topiepaperi ci sia da vent’anni una legge che regola il procedimento amministrativo e, tra l’altro, dice che il “Responsabile del Procedimento”:

a) valuta, ai fini istruttori, le condizioni di ammissibilità, i requisiti di legittimazione ed i presupposti che siano rilevanti per l’emanazione di provvedimento;

b) accerta di ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti all’uopo necessari, e adotta ogni misura per l’adeguato e sollecito svolgimento dell’istruttoria. In particolare, può chiedere il rilascio di dichiarazioni e la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete e può esperire accertamenti tecnici ed ispezioni ed ordinare esibizioni documentali;

c) propone l’indizione o, avendone la competenza, indice le conferenze di servizi di cui all’articolo 14;

d) cura le comunicazioni, le pubblicazioni e le modificazioni previste dalle leggi e dai regolamenti;

e) adotta, ove ne abbia la competenza, il provvedimento finale, ovvero trasmette gli atti all’organo competente per l’adozione.

della autorizzazione a Topolinia non si sa nulla.

Viene la primavera e con essa il momento di iniziare i lavori ma le autorizzazioni non sono attivate, allora iniziano le lettere e le telefonate ai Beni culturali, nessuno sa nulla, la pratica si è persa, mancava un riferimento alla legge o forse no … Il dott. De Pigris dopo molte suppliche concede un appuntamento ai funzionari di Topolinia. Partono in quattro, fanno 150 km ma il dott. De Pigris è impegnato, non può riceverli. “Ma come, ci aveva dato appuntamento lui!?” Nulla da fare, i quattro funzionari partiti col cappello in mano fanno a ritroso i 150 km percorsi all’andata e se ne tornano a mani vuote.

Non va meglio sul versante dell’autorizzazione di Paperopoli, due uffici, quello del dott. Indolenti e quello dell’arch. La Pausa si rimpallano le responsabilità. A nulla serve far osservare che il contributo concesso dalla loro Amministrazione rischia di non poter essere utilizzato. Le carte non si trovano, poi si trovano ma sono state archiviate, fino al colpo di teatro finale: l’autorizzazione geologica non deve essere rilasciata dal servizio specifico di Paperopoli ma, sulla base di cui nessuno sa nulla, dal corrispondente servizio della stessa Topolinia, in pratica da un collega del funzionario che sta disperatamente cercando di portare a buon fine l’impresa.

Storia di ordinaria burocrazia nella quale solo i nomi sono inventati.

Incontro internazionale di Basket tra “Capitali dei laghi”

18 Mag

Non senza un certo imbarazzo per quella scritta “Verbania Capitale dei Laghi” realizzata  in ottemperanza all'”autoproclamazione del Sindaco” nell’aiuola all’ingresso dell’abitato di Intra, abbiamo ospitato una squadra di Over Basket finlandese proveniente da Tampere.

Tampere infatti è la terza città finlandese, ha poco più di 200 mila abitanti e si trova, come vedete dall’immagine, in un Paese che di laghi se ne intende.  L’incontro, svoltosi sabato nella palestra del liceo Cavalieri è stato vinto da noi del “Bergania” ed è stato organizzato dagli amici di Bergamo per festeggiare il cinquantennale della loro società.

Motore dell’evento il “Mitico” Narciso: un uomo mille conoscenze, una vita sui parquet di mezza Italia a massaggiare gemelli e a raddrizzare schiene. Andare dal massaggiatore è un po’ come sedersi sul lettino dell’analista e Narciso riesce a ad entrare in sintonia con tutti. Ha stretto amicizia con i più bei nomi del basket italiano, ne cito solo due dei più recenti affinché possano essere compresi anche da chi come noi non si occupa di basket d’antiquariato: Lino Lardo e Trent Whiting. Insomma per dirla in una parola Narciso è un “personaggio”

Oggi Narciso è il nostro massaggiatore ufficiale e solo lui sa quanto ce ne sia bisogno!!!

Fuori dalla palestra gli amici di Tampere hanno voluto subito la rivincita, questa volta col bicchiere in mano … e hanno vinto loro! Adesso ci stiamo allenando per la rivincita che faremo in Finlandia, in campo non so come andrà ma noi stiamo cercando di migliorare il nostro “terzo tempo” non nel senso del basket ma in quello del Rugby, chissà se ce la faremo.

Al di la del risultato un bell’incontro di amicizie fra culture diverse riunite in un’Europa che stiamo ancora costruendo. Anche questo è un piccolo mattone.

P.S. Un grande ringraziamento al nostro Coach, Angelo che, venuto appositamente da Cremona, visto il carattere fortemente amichevole della partita si è adattato, per l’occasione a fare l’arbitro.

Egemonia morale della sinistra

13 Mag

Ricordo qualche anno fa, durante i tornei estivi, alla squadra che aveva perso tutto davano la coppa fair play, nessuno sapeva cosa voleva dire ma nel sentimento comune quelli erano “brocchi ma bravi”.

Ho assistito recentemente ad un dibattito (per certi versi una rissa) sul caso Scajola nel quale un giornalista vicino al centro destra ha rinfacciato a D’Alema di aver pagato per anni un affitto irrisorio a un Ente previdenziale per occupare un appartamento al centro di Roma. La reazione è stata del tutto inconsulta, il D’Alema compassato e meditabondo che tutti conoscono è stato spazzato via da un atteggiamento furioso. Era chiarissimo l’imbarazzo per un accostamento forse audace, sicuramente malizioso, ma che poteva essere fatto solo perché il comportamento del politico non è, come dovrebbe essere, assolutamente cristallino.

Sull’argomento ritorna NfA con un post di Alberto Bisin al quale non voglio aggiungere nulla.

Morale: nel paese dove tutto è alla rovescia, a cominciare da un valore come l’onestà, la sinistra perde elezioni a ripetizione. Una sinistra come quella di Berlinguer potrebbe (forse) in questo frangente vincere la coppa Fair Play, ma questa sinistra non può vincere neppure quella!

TRIONFO VIOLETTO

10 Mag

Il nome è ben augurale e mette allegria ma no sto parlando di un movimento di cittadini stanchi di non contare nulla per la politica degli intrallazzi, sto parlando di un “fagiolino” si proprio quello che i lombardi chiamano “cornetto” ed è una pianta che appartiene alla famiglia delle leguminose.

La particolarità del “Trionfo violetto” sta appunto nel colore, viola, dei baccelli. Ecco come viene descritto nella scheda predisposta da un produttore di sementi di qualità:

Seme paglierino. Pianta alta circa 2 metri, resistente alle malattie; prospera bene sia in montagna sia in pianura; produzione precoce ed abbondante di baccelli diritti, lunghi 22-25 cm., larghi cm. 1,5 circa di gusto eccellente e senza fili. Il colore molto attraente violetto scuro si trasforma in un bel verde lucente durante la cottura.
Periodo di semina: da aprile a giugno.
Come si semina: direttamente a dimora, a file o a buchette.
Seme occorrente: da kg 1 a 1,5 per mq 100 di terreno.
Distanze: 80-100 cm tra le file; cioè 6-8 piante per mq.
Consigli pratici: questi fagioli necessitano di sostegni.

Coltivandolo da ormai diversi anni, di mio aggiungerei che, diversamente dai comuni fagiolini dal gusto più “erbaceo” il sapore del “Trionfo violetto” è più “burroso”, anche se condito solo con un filo d’olio. Da provare.

Anche nel caso del “Trionfo violetto, come per altri fagioli nella coltivazione io uso la tecnica della pacciamatura. Mi sono procurato un Telo di tessuto apposito, lo stesso che usano i fioristi per appoggiarci i vasi, facile da installare, con i quadrati di demarcazione per fare le file diritte e permeabile all’acqua per irrigare la superficie senza creare ristagni. Nel telo ho fatto tre file di buchi parallele ed equidistanti, bruciandolo con attenzione con il “lanciafiamme” per il pirodiserbo (meglio ancora andrebbe quello piccolino che serve per fare la crème brulée). Dopo aver preparato con cura il terreno e steso il telo pianto in ogni buchino un semino (scrivo come una maestra delle elementari ai primi tentativi di educazione sessuale).

Non è detto che il nostro simpatico fagiolo decida proprio di uscire dal buchino che gli abbiamo preparato, dovrebbe farlo cercando la luce, la natura l’ha programmato per questo, ma ci sono sempre i “tipi bizzarri”. Voi pero nella prima fase della crescita, quando vi accorgete che i due cotiledoni spingono sotto il telo, potete ancora aiutare il vostro fagiolino a riprendere la retta via (il retto buco) accompagnandolo delicatamente con le dita.

L’operazione dei cotiledoni dei fagioli “traviati” è molto delicata. Spesso, specialmente se non si interviene nelle primissime fasi della crescita, trafficando con le dita nel buchino si rompe la piantina. Se se ne perde una ogni tanto non è un fatto grave ma se, tra mancate germinazioni e fallimenti dei tentativi correzionali, rimangono vuoti più buchi di seguito è un peccato. Volendo essere precisi dunque è bene prepararsi un piccola “riserva” per intervenire in caso di fallimenti (fallanze si direbbe con un termine tecnico, ci tengo perché sono sicuro che ci sono almeno tre agronomi che seguono questo blog). Contemporaneamente alla semina in campo, metto a dimora qualche seme di fagiolo anche nei contenitori alveolari, quelli per le piantine, uso quelli più piccoli che mi consentono di trapiantare la piantina di fagiolo nel buchino, qualora fallisse il semino. Se ho delle perdite tra i fagioli piantati in pieno campo intervengo, come un “Napoleone dell’orto”,  gettando nella mischia la guardia imperiale!

In chiusura voglio tornare ad un precedente post sulla consociazione biologica: ecco un’immagine delle lattughe primaverili ad un discreto stadio di sviluppo in consociazione con pomodori e peperoni che sono stati appena trapiantati. le lattughe saranno già nel piatto quando le altre verdure saranno abbastanza cresciute per poter dar loro fastidio

Puerto Escondido

3 Mag

Alice ora è a Puerto Escondido, terminati i suoi sei mesi di volontariato è libera di girare e conoscere il Paese. Per qualche giorno ora è finita “spiaggiata” nella località balneare resa celebre dal film di Gabriele Salvatores.

Lontani i freddi giorni invernali in cui si arrampicava sulle montagne del Chiapas e veniva coinvolta in un toccante ricordo della comunità mixteca per un eccidio di 49 persone ad opera delle bande paramilitari.

Il Messico dove è ora Alice è completamente diverso da quello povero e rurale delle montagne, dove i contadini si recano ogni mattina all’alba nella foresta e ne tornano la sera dopo ore di cammino con un sacco da 70 kg di caffè che finirà spesso nelle fauci dei cosiddetti “Coyotes” (intermediari senza scrupoli che fanno il giro dei produttori, comprano il caffè, di solito a prezzi stracciati, e lo rivendono alle grandi multinazionali).  Contro questo sfruttamento si batte da anni il DESMI insieme agli amici dell’associazione TATAWELO dai quali da qualche tempo anche noi comperiamo il caffè importato direttamente.

Ma torniamo da Alice Puerto Escondido, tanto per non perdere l’abitudine a faticare non se ne sta “sciallata” in spiaggia per tutto il tempo ma, approfittando di quattro giorni di festività locali, ha trovato lavoro in una pizzeria.

Ma dico Alice, se volevi lavorare in una pizzeria non era meglio che continuavi a dare una mano alla “sciura Rosa” del “Sirena”???