Archivio | giugno, 2009

Cavalieri della Repubblica

26 Giu

Ha un bel dire Napolitano che bisogna trovare punto di riferimento nelle istituzioni “che hanno bisogno di necessario rispetto”, sono proprio gli uomini delle istituzioni ce la stanno mettendo tutta per circondare di ridicolo le “Istituzioni” che dovrebbero incarnare. E, si badi bene, non sto parlando dei massimi livelli dello Stato, quelli ormai li abbiamo persi, oscurati dagli “alza bandiera alla Topolanek” mi riferisco al senso delle piccole cose, quelle che portavano il rispetto per le istituzioni tra la gente dei paesi.

A questo proposito ho recentemente scoperto che una delle onoreficenze dello Stato, quella di “Cavaliere della Repubblica” è stata attribuita a persone di mia conoscenza, vere caricature del genere umano, individui risibili che, pur conoscendo bene, faccio finta di non incontrare per non avere il fastidio di dover salutare!

Me le figuro ora coperte di medaglie come certi generali, sergenti ingrassati, delle “Repubbliche delle banane”, in un Paese così certo che anche Gheddafi fa la sua “porca figura”!

Povera Italia se attribuisce “onoreficenze” a soggetti di un simile spessore!

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Emission zero: è il momento di indebitarsi per il risparmio energetico

24 Giu

Contagiato dal New Green deal di Obama e sentendomi come un bonsai di Marchionne in verde ho pensato di investire tutti i soldi che dispongo e di indebitarmi per altrettanti per contenere le spese energetiche della mia abitazione e produrre energia col solare fotovoltaico. E per giunta si tratta di una trasformazione contagiosa …  ho convinto tutta la mia famiglia e siamo partiti.

Non siamo mica diventati tutti matti all’improvviso, ci sono tutti i presupposti, etici, ecologici ed economici alla base della nostra scelta, vediamo di passarli in rassegna.

Fortunatamente la nostra situazione economica e professionale ci consente di disporre di un piccolo capitale che, altrettanto fortunatamente, non abbiamo mai investito in azioni Parmalat, Cirio, in bond argentini o nei loro cugini nordamericani. Ho sempre avuto una personale antipatia per gli speculatori e non fanno eccezione quelli di borsa. Il nostro lavoro è tutto sommato sicuro e non prevediamo all’orizzonte diminuzioni delle entrate.

D’altro lato il crollo della domanda mondiale non potrà essere certo sostenuto dall’incremento della spesa di una singola famiglia ma siamo fermamente convinti che la somma di tanti sforzi micoreconomici unanimemente indirizzati verso obiettivi ecosostenibili può essere in grado di modificare le la qualità dei consumi. Almeno ci si prova!

Anche il taglio dei tassi di riferimento aiuta chi intende “osare” la strada dell’indebitamento. Ormai i conti deposito on line (le uniche forme di risparmio che abbiamo mai azzardato) riconoscono un interesse attorno all’1,5%, mentre i tassi per i migliori mutui, in particolare per quelli a tasso variabile, si posizionano tra il 2,80 e il 3,20 % (fonte Altroconsumo maggio ’09)

Per chi intende installare il fotovoltaico c’è anche la possibilità di “farselo pagare dalla banca” in pratica, nei casi peggiori le affittate il tetto e lei ci fa il guadagno, mentre in quelli più vantaggiosi lei paga l’investimento evitandovi di anticipare e a voi rimane qualcosina. In entrambi i casi a voi rimane l’impianto fotovoltaico che, se di buona qualità, avrà avuto solo un calo massimo della potenza dopo 10 anni tra lo 0 e il 10 % e dopo 25 anni, al massimo del 20%. Ma le “pulci” al fotovoltaico le rimandiamo au un post specifico. Alcune banche, come ad esempio Banca Etica, hanno elaborato prodotti finanziari ad hoc per gli interventi ecocompatibili.

C’è poi l’effetto “pensione integrativa”. Siamo sempre stati un po refrattari ad impegnarci in forme di pensione integrativa e abbiamo fatto bene, perché fino ad oggi i rendimenti sono stati quasi sempre molto deludenti. Ora però con il solare fotovoltaico e il “conto energia” abbiamo la possibilità di metterci una pensione ecologica sul tetto. In pratica possiamo finanziare l’impianto in 10 anni con una rata di poco superiore alla resa dell’impianto, tra dieci anni, terminata la rata del finanziamento, ci resta la resa del conto energia, la nostra “pensione integrativa”!

Conclusione: abbiamo dunque creduto ci fossero motivi sufficienti, per le tasche e per il nosto modo di vedere il mondo,  per impegnarci nell’impresa … è bastato fare un po’ di conti!

Caterraduno

16 Giu

Quasi tutte le volte che racconto a qualcuno del “Caterraduno“, il ritrovo annuale degli ascoltatori della trasmissione di Radio 2 “Caterpillar” (ma se non la conoscete è meglio che smettiate di leggere questo post), mi rendo conto di non essere riuscito a restituire pienamente l’atmosfera che si respira nella settimana di Senigallia.

Il “Caterraduno” è in concentrato di ironia, divertimento, impegno, satira, partecipazione, comunità, senso civico, messo in pratica per una settimana da persone che non si conoscono ma che in fondo si “riconoscono” in un sistema di valori e di modi di essere, mai esplicitati ma estremamente presenti “sottotraccia” e rappresentati nella forma mediatica dai conduttori Cirri e Solibello.

Non mi interessa fare il “pippone” sul Caterraduno di quest’anno, chi c’era non ha bisogno di parole, per chi non c’era le parole non sono sufficienti. Voglio però restituire due “fotografie”.

La prima ha a che fare con i ruoli professionali: la trasmissione è condotta da due Front men di straordinaria abilità, ma quello che ancor più colpisce è la meravigliosa unità della redazione e dello staff tecnico. Una squadra competente e motivata, un gruppo di “amici nella professione” coeso, appassionalto, motivato. Una vera squadra, che lavora e si diverte, partecipando alla trasmissione, agli eventi, alla festa, ben oltre lo stretto dovere professionale. Un motivo di speranza per quelli che, come il sottoscritto, lavorano in una struttura pubblica.

L’altro aspetto che vorrei sottolineare è quello della “solidarietà”, in fondo Caterpillar sarebbe una trasmissione di successo anche senza l’impegno nella raccolta fondi per lo “start up” di cooperative promosse dalla associazione “Libera” per dare lavoro e prodotti sui terreni confiscati alla Mafia. Ho preso parte ad una commuovente asta nella quale sono stati venduti  beni donati dagli ascoltatori. Ad un certo punto due coppie si sono asta libera“alleate” per concorrere all’acquisto di una culla di design, super tecnologica, ma arrivati all’importo di mille euro i giovani si sono resi conto di non avere ulteriori risorse per assicurarsi l’oggetto. E’ stato in quel momento che Cirri e Solibetto hanno invitati i presenti a fare una cordata per aiutare le due giovani coppie ne loro acquisto. E’ saltato fuori in cappello in cui ognuno metteva il proprio contributo, poi il cappello non è più bastato e centinaia di mani di persone in piedi accalcate da ore sotto il sole o sedute per terra passavano banconote di ogni taglio al loro vicino di posto, un perfetto sconosciuto, che a sua volta passava di mano il danaro affinché giungesse a destinazione per l’offerta. In un quarto d’ora di convulso passaggio di danaro  sono stati raccolti cinquemila euro! Soltanto per la culla.

In quel momento sembrava di assistere allo sforzo di un popolo che si passa le banconote come si fa con i sacchetti di sabbia per creare un argine contro l’alluvione o ad un esercito di formiche “taglia foglie” programmate dalla natura per difendersi ad un nemico comune: la Mafia in tutte le sue declinazioni, da quelle più violente a quelle più subdole, che si insinuano nelle Istituzioni con i vestiti buoni e i modi “per bene”.

E’ stata un’esperienza coinvolgente vedere nei volti delle persone sul palco la commozione, la gratitudine, l’orgoglio specchiarsi negli occhi resi lucidi dalle lacrime di gioia a stento trattenute.

Grazie Caterpillar

LETTERALTURA

5 Giu

All’esercito dei lettori che di mestiere fa il “correttore di bozze” è bene che spieghi subito che non mi sono inciampato con le “ditone” sulla tastiera scrivendo il titolo. Per chi non è dei luoghi  si chiama proprio così il festival di letteratura di montagna, viaggio e avventura che si terrà a Verbania dal 24 al 28 giugno.

Da quest’anno il festival è diventato internazionale, essendosi gemellato con una rassegna di letteratura di montagna che si tiene a Brig, in Vallese, subito dopo il passo del Sempione.

Anche per questo motivo me ne sto occupando professionalmente, non in chiave “artistica” s’intende, nemmeno in quella organizzativa, ma sotto il profilo gestionale e non è cosa da poco coniugare mafaldala rigidità di una Pubblica Amministrazione, i vincoli e i controlli posti dai programmi dell’Unione Europea nell’uso delle risorse con la rapidità delle scelte, i cambiamenti, le situazioni improvvise che l’organizzazione di un evento porta con sé. Se non ci credete chiedetelo a Mafalda (il nome è di copertura) che collabora con me nell’impresa.

Insomma l’avrete capito che si tratta di un post della serie “Promo mai prono” con la quale mi sono posto l’obiettivo di promuovere le iniziative che, a mio insindacabile e partigiano giudizio, meritano di essere seguite.

Se siete dunque appassionati di montagna, viaggi, avventure, anche solo sui libri, il consiglio è quello di venire a Verbania dal 24 al 28 giugno dove vi attende  un ricco programma di incontri, spettacoli, sport, ecc…

Se invece siete della zona potete candidarvi per contribuire al buon funzionamento della macchina organizzativa, ricordate che la vera accoglienza non sta tanto negli alberghi quanto  nella gente.

Se ve la sentite compilate questo modulo che trovate qui e inviatelo via fax al n° 0323-581233 oppure consegnatelo a mano presso la Libreria Margaroli  o la sede di LetterAltura c/o Hotel  Il Chiostro in viaF.lli Cervi 14 a Verbania Intra entro il prossimo 10 giugno.

Vi aspetto.cirano

‘ANTA AGONISTI

4 Giu

Dopo il precedente post, nel quale mi sono soffermato a “cazzeggiare” sul recupero della costa adriatica anziché raccontare di come era andata al torneo di Cesenatico sono stato seppellito di mail di protesta dei numerosissimi fan della squadra, in particolare delle assatanate groupies che mi chiedevano di relazionare sulla cronaca dei fatti. Eccomi dunque!

La qualificazione ai quarti si è giocata nelle tre partite del girone. Persa la prima con la fortissima Bologna, non ci rimaneva che l’obbligo di vincere le altre due per accedere ai quarti.

PICT0029Ma veniamo al primo match. Dopo un viaggio apocalittico, durato 7/8 ore ci fiondiamo in campo ancora piegati in due dal sedile dell’auto. La partita è sempre lì, punto a punto, che si accende in ripetute fiammate di agonismo.

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Che in campo non si scherza se ne accorge subito Lorenzo che, entrato per darmi il cambio, se ne esce dopo meno di 10 secondi con il labbro tagliato a causa di una gomitata.

Non tutti riescono a giungere in tempo per la partita, è il caso del giocatore di origine slavo-bergamasca Mirko (ritratto nella prima foto in un bel “rosa turistico”) che non potrà dare il suo apporto sotto le plance. La partita finirà dunque sotto di 5!

Il giorno dopo erano in programma due partite, bisognava vincerle entrambe se volevamo passare ai quarti di finale che si sarebbero svolti l’indomani. PICT0076Anche il tempo non induceva all’ottimismo ma, coach Angelo prende in mano la situazione e ordina il ritiro “in colonia” e il silenzio stampa, una frugale cena e a letto. La squadra doveva rimanere concentrata sulle partite! Alle ferree regole riesce a sfuggire una sparuta pattuglia di potapota che non si nega una pantagruelica grigliata in un ristorante consigliato da un gestore di bagni del posto.

Il giorno dopo il pubblico è aumentato, si è aggiunto anche Diego, un “pivottone” bergamasco, compagno di squadra dei rinforzi orobici, purtroppo al momento fuori gioco per problemi muscolari. Dopo una partita tiratissima e una bagarre finale, la prima, contro Milano, la portiamo a casa di un solo punto. PICT0070Mentre nella seconda con Macerata si ripete quello che è accaduto a Bologna, i nostri avversari crollano nel finale, sotto di 6. Dalla seconda giornata abbiamo dovuto fare a meno di Lorenzo che, rientrato dopo la botta al labbro è stato steso “definitivamente” da un colpo alla schiena e costretto a camminare tutto storto sostenuto da un ombrello, pur conservando sempre il suo buon umore. Ma alla fine un po’ tutti ricordavamo le “botte” di una celebre pubblicità della cera Grey a Carosello.

Nonostante l’agonismo, in qualche momento anche acceso, i rapporti con gli avversari in campo sono sempre stati improntati alla massima correttezza e lealtà sportiva. Sarà forse anche per questo che siamo già stati invitati al prossimo torneo che si terrà a settembre a Milano.

Siamo dunque ai quarti di finale, iniziano i primi ammutinamenti fra il pubblico che pensava di potersi godere la spiaggia romagnola nei momenti di pausa invece è costretta dalla pioggia a fare vita ritirata. Inutile dire che qualcuno giunge ad auspicarsi la sconfitta per poter ripartire subito per il lago dove il bel tempo la fa da padrone.

D’altra parte dover affrontare Latina ai quarti (finalista a Bologna) non lascia molto spazio all’ottimismo. Ma proprio per questa partita succede un fatto eccezionale, inaspettato, mitologico. PICT0105Rinasce dalle sue ceneri, ringiovanito e scattante, Lorenzo, che tornerà a giocare con noi nell’ultimo minuto della partita. In realtà non è proprio lui, si tratta di Riccardo, suo figlio maggiore, ma i piedi sono gli stessi, le stesse due “pinne giganti ” che ci ricordavamo da ragazzi!PICT0110PICT0087

Termino il post con le mie scuse pubbliche a Giorgio, che nella foto finale ho fatto mettere dopo di me. Chiedo perdono, sono proprio io il più piccolo (a parte, per ora,  Riccardo e Niccolò)DSC00300

Vorrei salutarvi con una citazione di Michael Jordan: “Avrò segnato 11 volte canestri vincenti sulla sirena e altre 17 volte a meno di 10 secondi dalla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di 9000 tiri. Ho perso quasi 300 partite. 36 volte i miei compagni di squadra mi hanno affidato il tiro decisivo e io l’ho sbagliato. Nella mia vita ho fallito molte volte, ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”. E’ tutta qui la magia del basket, che si rivive ogni volta che si entra in campo, anche quando gli ‘anta sono suonati da un pezzo.

 

Torna a vivere la “Terra di nessuno”

2 Giu

In uno dei tratti di italica costa a più alta densità di ombrelloni, quello tra Milano Marittima e Cesenatico, c’è un “buco nero”, lasciato da uno forma di turismo ormai abbandonata: le colonie estive.

google colonieIn questa zona, lunga circa un chilometro si trovano veri e propri casermoni alti fino a tre piani, di un’edilizia spesso di cattiva qualità, tirati su in fretta e alla buona per portare al mare i figli del popolo nel periodo del boom economico.

E’ proprio in questo territorio, fino a poco fa in uno stato di vero e proprio abbandono che sta nascendo una nuova forma di turismo, quello sportivo-balneare.

PICT0077Sono stato con gli amici del basket over 40 lo scorso fine settimana ad un torneo di “consolazione” dopo la disfatta di Gressoney, che non ci ha permesso di qualificarci ai campionati italiani assoluti di Rimini, in uno di questi casermoni in corso di riconversione, la “Colonia della Cassa Edile di Potenza”.

I lavori sembrava fossero stati sospesi per rendere agibile temporaneamente il secondo piano, c’era polvere di cemento un po’ dappertutto, i fiori piantati da poco ai lati dell’ingresso erano testimonianza più dell’intenzione di ingentilire lo “scatolone” che prova del successo estetico dell’operazione, ma credo che la strada sia quella buona.

PICT0085Presso la struttura centrale di Eurocamp, squadre di giovani si sfidavano in tornei di calcio, pallavolo, basket, ecc… Nella hall tre televisori a schermo piatto diffondevano, ora la semifinale di basket Montepaschi Siena Benetton Treviso, ore il Gran Premio di motociclismo, ora le partite del campionato di calcio. La programmazione estiva prevedeva stages per tutti gli sport, con il volto dei grandi campioni a fare da richiamo. Il cibo spartano ma non mediocre, il servizio che ora giudicheremmo “sciatto” ma al quale qualche decennio fa non avremmo fatto caso.

In questa atmosfera da “festa dello sport” il risultato: qualificazione ai quarti di finale e sconfitta onorevole contro la fortissima squadra di Latina (finalista a Bologna) passa in secondo piano, quello che conta sono le giornate di sport vissute con gli amici e le nostre famiglie.

Per l’economia locale conta invece avere recuperato ad un uso che è insieme produttivo e sociale in pezzo di costa adriatica altrimenti “abbandonato”.