Archivio | ottobre, 2012

A VOLTE RITORNANO …

31 Ott
Basket “anzianotti”

Ieri pomeriggio suona il cellulare, mi sorprendo perchè di solito rimane muto per settimane intere, dall’altra parte è Sergio un “vecchio” compagno di squadra di tanti anni fa, scappato da Verbania non appena è riuscito ad avere il trasferimento e tornato in Sicilia. L’avevo presentato in un post alcuni mesi or sono.

Sergio era in città, aveva alcuni giorni liberi ha preso un aereo ed è sbarcato a Malpensa per fare una salto nel luogo in cui ha insegnato per tanti anni. All’ora di pranzo si trovava a Suna, decide di andare a mangiare all’Antica osteria del Monterosso, il proprietario ha una fisionomia familiare, riconosce il lui la sagoma un po’ appesantita del mitico “Lucertola” indimenticata ala della locale squadra di basket.

Tra un piatto e l’altro affiorano vecchi ricordi e nuovi legami; “Lucertola” è il mio attuale fornitore di trote per l’acquaponica. Sergio si fa dare il mio numero di telefono, in pochissimi ce l’hanno, una chiamata e inizia un pomeriggio di “Amarcord” sportivo e non solo.

Prendiamo il caffè insieme, subito dopo Sergio, come si fa per ogni “resurrezione” che si rispetti, mi mostra le stigmate. Solleva il pantalone fino al polpaccio e quindi i mutandoni d’ordinanza che lo fasciano fino alle caviglie e scopre prima il taglio di circa 5 centimetri che gli hanno praticato una ventina di anni fa per rincorrergli il tendine di Achille che aveva ceduto di schianto. Poi fa la stessa cosa dall’altra parte per mostrare i postumi di analogo incidente avvenuto l’anno scorso; qui il taglio è lungo quasi una spanna e la convalescenza durata un proporzione.

Chi da bambino non ha mai giocato con una fionda; il Sergio cestista era così, generoso ed esplosivo, lanciava sé stesso oltre ogni ostacolo, ma le “fionde”, si sa, hanno quel difetto, con l’uso continuo si rompe l’elastico e quello di Sergio si chiama appunto tendine d’Achille.

Ora alla nostra “cavalletta del parquet” non rimane che tirare da fermo ma non ha perso l’attitudine a “fare squadra” e, soprattutto, “spogliatoio”. Si occupa di teatro con una compagnia amatoriale e occasionalmente fa da spalla a qualche esperienza professionale. Le sue spiccate qualità a creare il gruppo lo hanno condotto anche ad insegnare in una scuola sulle pendici dell’Etna, dove non c’è bisogno di forgiare grandi scienziati ma di interessare i ragazzi perchè non abbandonino gli studi. Questo Sergio lo sa certamente fare, oggi con il teatro, come sapeva trascinarci con il basket a vincere a fil di sirena  le partite che ci vedevano all’intervallo sotto di oltre venti punti. Nessuno di noi è diventato un campione ma molti sono uomini veri, che non si scoraggiano ai primi contrattempi oggi nella vita come allora in campo.

Mi rivolgo ora al gruppo di cestisti “Anzianotti” che leggono questo post, bisogna proprio organizzare una squadretta ed andare a trovare Sergio l’anno prossimo. Lui non tornerà più.
Nonostante, memore del freddo patito in tanti anni di “confino” sul lago, avesse calzato per l’occasione i vecchi mutandoni di lana e la maglia pesante a maniche lunghe, era troppo turbato del repentino calo di temperatura, dai 22 gradi dei dintorni di Catania ai 4 o 5 di queste parti. Eppoi i tendini di Achille li ha rifatti entrambi e, anche se qui l’hanno operato molto meglio, ora è a posto!

MARRA CASH

20 Ott

La notizia, apparsa sun un periodico locale è la seguente: “Affitta il lavoro del marito per tutto il fine settimana al proprietario di una piantagione di mirtilli, per potersi pagare un viaggio con le amiche a Marrakech”.

Il giornale cui mi riferisco è la “menzogna illustrata” e questo è un esempio estremo di come si può costruire un grande falsità partendo da alcuni elementi veri e combinandoli con loro con una buona dose di fantasia.

Cosa c’è di vero:

  • Rossana con 8 sue amiche sta trascorrendo un fine settimana lungo nella splendida cittadina nordafricana;
  • Cirano lavorerà effettivamente, senza compenso,  tutto il weekend piantando nuove piantine di mirtillo e altri piccoli frutti;

Cosa c’è di falso:

  • Cirano farà questo lavoro liberamente, senza essere costretto da nessuno;
  • Cirano non avrà una ricompensa monetaria ma il piacere di aver aiutato due amici (tecnicamente “cognabili”) ad avviare una piccola attività agricola;
  • Rossana non è andata a Marrakech speculando sul sudore di Cirano ma per festeggiare, con le sue amiche i cinquant’anni di molte di loro. In realtà l’evento s’inquadra un un lungo ciclo di festeggiamenti inziato dieci anni fa con l’iniziativa “Quarant’anni e non sentirle” proseguito ora con “Cinquant’anni e non vederle” con l’accodo e la collaborazione dei rispettivi coniugi!

Quali considerazioni possiamo trarre da questo “giochino”: con un po’ di fantasia e un po’ di mestiere si possono manipolare i fatti in maniera pressocché totale. C’è chi lo fa per lavoro, ad esempio gli avvocati, chi lo fa sporcando il proprio mestiere, ad esempio i giornalisti, c’è chi lo fa facendo pagare ai cittadini il conto, come avviene per una gran fetta dei politici che presenta i porci comodi: spese, cene, intrallazzi, colpi bassi, vendette personali, come intrapresi per il “bene del Paese”.

Tra qualche mese saremo noi a dover scegliere chi chi ci governerà, conoscere il “giochino” è già assumere una piccola posizione di vantaggio! Buon viaggio Rossana, buon viaggio Italia!

Aqualung: PPPP

18 Ott

La mia ditta quattro P (Pianto Pesci Pesco Piante) ha assunto nei giorni scorsi una quindicina di lavoratori con contratto a chiamata.

Gente “viscida”, sfuggente,  sempre pronta a mangiare qualsiasi cosa! D’altra parte anche io come “datore di lavoro”, non mi sono comportato molto bene, le ho assunte, si tratta di manodopera in prevalenza di genere femminile, con un contratto di lavoro interinale. Rimarranno sul posto di lavoro ad alimentare il sistema di acquaponica fino al prossimo mese di maggio, poi, quando l’acqua comincerà a riscaldarsi, dovrò liberarmene e la “paga” sarà poco piacevole (per loro), anche se gustosa per me.

Prima che qualcuno equivochi devo precisare si aver “assunto” una decina di esemplari di trota marmorata del Toce e qualche trota fario, delle dimensioni tra i 20 e i 30 centimetri, per un peso complessivo attorno ai 5 kg.

Si sono immediatamente trovate bene in uno dei “fish tank” che alimenta la coltivazione e, se tutto va come deve andare, ai primi di novembre ne aggiungerò delle altre. Nonostante la “retribuzione” poco convenzionale che riserverò alle “poverette” a fine servizio (per non farle soffrire inutilmente con l’inevitabile riscaldamento dell’acqua del circolo) le trote sono molto contente di cambiare “datore di lavoro”, mi hanno infatti raccontato che il precedente le “spremeva”.Scherzi a parte ringrazio molto Stefano e Paolo dell’allevamento Ossolana acque per il loro consigli e la loro disponibilità e colgo l’occasione per informarli che, a una settimana dal trasloco, le loro trote stanno benissimo.

LOMBARDIA

14 Ott

Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo Zambetti.

Io non perdono e tocco. Cirano

12 OTTOBRE 1492

12 Ott

Questa data è una di quelle che un bambino cresciuto alle elementari dell’insegnamento “a memoria” non scorderà mai!

Più curioso invece è inseguire i pensieri che vengono alla mente quando si viene sottoposti a particolari sollecitazioni. Immaginate la macchinetta per fare i pop corn, per un po’ si accende e non succede nulla poi, di colpo, i chicchi scoppiano e di aprono come le idee.

Ecco cosa mi e accaduto stamane:

  1. leggo la data, mi accorgo che non è un giorno qualsiasi, è il 520 anniversario della scoperta dell’America;
  2. decido di “festeggiare”, a modo mio, ascoltando la “Sinfonia dal Nuovo Mondo” di Dvořák, è un opera musicale alla quale sono molto legato perchè ricordo che l’ascoltavo sempre a casa di mia nonna;
  3. mi rendo conto che è stata composta nel 1893, e che mia nonna, che era nata nel 1902,  l’ascoltava come un classico del suo tempo;
  4. due generazioni dopo è come se noi ascoltassimo “Yesterday”. Chissà se fra qualche anno mio nipote o mia nipote, sentendomi ascoltare un pezzo dei Beatles, s’innamorerà della “musica classica”

Bah, intanto vi faccio un regalo, Happy Birthday America:

ORTI CIVICI E NEOFEUDALESIMO

7 Ott

Chi segue  da qualche tempo questo blog ormai sà che a “Cirano” piace darsi da fare in giardino a “ravanare” tra le verdure. Ho la fortuna di poterlo fare nel mio terreno ma per chi sta in città si stanno moltiplicando le esperienze degli “Orti Civici”.

In questo reportage finanziato dal basso, attraverso il progetto “Pubblico Bene” l’esperienza degli orti civici nel comune di Bologna.

story

Guardando questa inchesta mi viene alla mente una visone di “neofeudalesimo” in cui i signorotti locali, i vassalli, valvassini e valvassori di regioni, province e comuni, espressione di un potere corrotto fin nella periferia sfruttano le fatiche quotidiane dei “servi della gleba” per il loro personale arricchimento. Sono così, drogati da potere e ricchezza che ritengono di aver preso quello che spettava loro, anche quando, Fiorito ce ne dà una prova, cumulavano i compensi per tre cariche, Non possono più rinunciare all’orgia di danaro pubblico come nel caso del “povero” assessore alla Regione Lombardia, tentano operazioni di maquillage moralizzatore ma vengono clamorosamente ampiamente sorpassati dal governo tecnico che taglia loro più di quanto sarebbero stati disposti a fare da soli e sono pure costretti a “sorridere”, mostrando disponibilità, per rimanere attaccati al potere e non essere travolti e “spazzati via” dall’indignazione della gleba. Ovviamante non sto parlando della totalità dei nostri amministratori (pardon, neofeudatari) ma non si può dire che il fenomeno non sia generalizzato!

Ma torniamo agli orti. Nella nostra città ci sono due torrenti le cui zone immediatamente vicine al greto sono state, da decenni, occupate abisivamente da persone che le coltivano, senza regole, a proprio esclusivo vantaggio. Ricordo di aver spedito, durante la campagna elettorale, ormai quasi una decina fa, ad un candidato sindaco,  un progetto circostanziato che faceva tesoro di quanto avveniva in altre città più avanti di noi, era il mio modo per contribuire al successo di un politica “progressista”, non ho neanche ricevuto una risposta, neppure di circostanza!

Di orti civici ne ho parlato in altri post, chi fosse interessato. Ad oggi le cose stanno così: noi abbiamo i greti dei torrenti ancora occupati abusivamente mentre in altri posti gli “orti civici” sono un’esperienza ormai consolidata!

Er Batman

3 Ott

Un sugoso pezzo di Bruno Tinti su perchè “Er Batman” deve stare in prigione! (qui l’originale). Datemi pure del “giustizialiasta”, se volete ma la misura è colma!

Er Batman è stato arrestato. E non nel momento giusto: con la crisi carceraria che è arrivata al suo momento ciclico (troppo difficile da prevedere che, buttati fuori 20 mila delinquenti con amnistia e indulto, comunque dopo 5/6 anni ne arrivano altri 20 mila tra vecchi e nuovi; e siccome le carceri sempre quelle sono…) trovare una cella di metratura adeguata sarà un’impresa. Comunque adesso Fiorito è in galera. Perché il clamore mediatico sulle feste dei maiali travestiti da maiali ha spinto la magistratura a trovare un capro espiatorio? Perché faide interne hanno prodotto denunce calunniose o comunque focalizzate sull’avversario più debole o più pericoloso (Battistoni che denuncia il suo rivale politico)? Perché la magistratura utilizza per l’ennesima volta il processo penale come una clava contro la parte politica a lei invisa, nel quadro di un progetto volto a destabilizzare il paese? Niente di tutto questo. Fiorito è in galera perché è stato stupido e si è fatto beccare mentre rubava.

2/7/2012. Dai conti del gruppo consiliare partono 13 bonifici per complessivi 100.500 euro. Ordinante Fiorito. Beneficiario Fiorito. I soldi vanno in parte a Banche di Tenerife (sei bonifici) e in parte a banche italiane (sette); tutti su conti di cui Fiorito è titolare o beneficiario economico. Ma perché 13 bonifici e non solo 2, uno alle Canarie e l’altro alla banca X italiana? Perché il Dl 143/1991, art. 1, prevede che non si possono trasferire quattrini in misura superiore a 12.500 euro. Invece, deve aver pensato Fiorito, se io trasferisco poco meno di 8mila euro per volta, nessuno mi chiede niente e io intasco i soldi fresco come un quarto di pollo.

L’infelice non sa che su queste cose veglia l’Unità Investigazioni Finanziarie (Uif), dipendente dalla Banca d’Italia, che non si fa prendere in giro da bonifici frazionati; soprattutto se aventi lo stesso ordinante e lo stesso beneficiario. Così l’Uif ha fatto qualche addizione e ha trasmesso il tutto alla Guardia di Finanza che ha denunciato il cattivone alla Procura di Roma. Tutto nella norma: reato, polizia che becca il reo, denuncia, processo. Il reato? Peculato ovviamente; i soldi erano del gruppo consigliare. Indegno ma formalmente istituzione pubblica. Soldi pubblici, dunque; e, se te ne appropri, commetti peculato, appunto.

Ma, con tanti ladri liberi e giulivi, perché Fiorito, che è più giulivo di tutti, deve stare in prigione? La risposta sta nel-l’art. 274, comma 1, lett. a) del codice di procedura: inquinamento probatorio. Che sarebbe quando uno distrugge o falsifica prove. E Fiorito c’è cascato in pieno: se ne fosse stato tranquillo, adesso potrebbe continuare a sproloquiare sulle sue grandi responsabilità e su inevitabili ma piccoli errori commessi in buona fece; invece sottrae due celle riunificate alle esigenze della sicurezza pubblica. Che è successo? La Procura, all’inizio delle indagini e come ogni Procura che si rispetti, ordina di perquisire la residenza di Fiorito, in via Catania 69. La Gdf ci va e non trova nessuno; anzi, sembra che lì Er Batman proprio non si veda mai. I finanzieri hanno una bella pensata, per la verità un po’ inflazionata, tanto che ormai non ci crede più nessuno. Telefonano a Fiorito e gli dicono che hanno bisogno di notificargli un atto. “Per piacere dove possiamo portarle la copia e fargliela firmare? Non vorremmo disturbarla troppo”. Il nostro sente puzza di bruciato e risponde: “Via Micheli 92. Questo è il mio domicilio reale. Ci vediamo là”. La Gdf ci va. Nel frattempo però Er Batman, secondo le migliori tradizioni, usa un accesso riservato (altro portone nello stesso stabile) per accedere alla sua Bat caverna: l’appartamento dove qualche arma segreta e qualche foglio compromettente sono conservati. Elude la presenza dei finanzieri, entra in casa e comincia ad azionare i tritacarte. Dopo un po’ i finanzieri si spazientiscono, Fiorito non si vede. “Pronto, ma dov’è, noi siamo qui, al 92 di via Micheli”. “Ma come, io sono a casa, salite”. La Gdf sale e trova una quintalata di striscioline di carta. Se le prendono e raccontano la storia al pm che, naturalmente, chiede al Gip di arrestare l’inquinatore. Delle prove, non dell’ambiente (anche se tanta carta al vento …).

Severi? Forse. Pessimisti? Sicuro. Nel 2004 la Procura di Frosinone chiese il rinvio a giudizio di Fiorito, allora sindaco di Anagni, per tentata concussione. Non corruzione: dammi i soldi e io ti faccio ottenere quello che vuoi. Concussione: se non mi dai i soldi io non ti farò mai ottenere quello che vuoi. Insomma un ricatto, un’estorsione. Ancora, se è colpevole, non si sa; però uno che inquina le prove, già indagato per un reato grave, che si porta via sfrontatamente una bella sommetta, secondo la legge, i pm, i gip e il buon padre di famiglia (che 100mila euro se le suda e le guadagna in media ogni 3 anni) in prigione ci sta proprio bene.

Il Fatto Quotidiano, 3 Ottobre 2012