Archivio | ottobre, 2014

RIUSIAMO L’ITALIA

14 Ott

Mia nonna rivoltava le giacche, mia mamma metteva le toppe sui gomiti dei maglioni (all’inizio mi vergognavo un po’ ma poi sono diventate di moda).

Una volta i beni venivano usati, riusati, quindi usati di nuovo e oggi? Oggi usiamo e buttiamo, anzi costruiamo gli oggetti in modo tale che si debbano buttare trascorso un tempo programmato.

Per gli spazi è ancora peggio, gli immobili consumano il territorio, lo imbruttiscono, lo sottraggono al settore primario. Anche con il consumo degli spazi abbiamo esagerato, ne avevo parlato in un post del luglio 2010.

Il mio amico Giovanni ha fatto di più e di meglio, ha scritto un “road book” che parla di buone pratiche per il riuso degli spazi. Il libro è una cosa seria, non un rigurgito veterocomunista o anarchico, neppure un vezzo new age, altrimenti il “Gruppo 24 ore” non l’avrebbe sicuramente pubblicato. Dunque anche il sistema delle imprese si sta ponendo il problema di un “riuso” dei contenitori che non servono più alla produzione dei beni di consumo,  che sia al tempo stesso creativo ed efficiente. Da non perdere.

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TROVA LA DIFFERENZA

13 Ott

Politica e Sindacato, un sistema di “vasi comunicanti” che contribuisce a prosciugare il Paese: l’esempio dell’INPS.

Prima questo

https://www.facebook.com/video.php?v=10203808653954382

e poi se il fegato non vi si è completamente “spappolato”, questo:

http://www.iene.mediaset.it/puntate/2014/10/08/toffa-una-legge-venuta-male_8794.shtml

Quousque tandem

UN AGGIORNAMENTO DEL POST RIGUARDA LA VICENDA RETRIBUTIVO-PENSIONISTICA DI RAFFAELE BONANNI, SEGRETARIO GENERALE DELLA CISL, LA TROVATE QUI. Se questo succede al centro, sotto i riflettori delle cronache, immaginate cosa possa succedere nelle sterminate periferie dello Stato Borbonico!

Il tempo delle mele …

12 Ott

mostra pomologicaChi ama e coltiva le mele ha quasi terminato la raccolta, rimangono ancora sugli alberi le vecchie varietà tardive;

chi ama le mele, mai come quest’anno si è accorto che, con le piogge che non hanno mollato per tutta l’estate, la “ticchiolatura”  l’ha fatta da padrona;

chi ama le mele sa che nei millenni le piante si sono evolute adattandosi alle diverse condizioni pedoclimatiche;

chi ama le mele e abita nel “pisciatoio d’Italia” (un tributo che il territorio del Piemonte nordorientale deve pagare per essere così lussureggiante) sa che può incontrare alla mostra pomologica che si terrà da domenica 19 ottobre varietà locali che hanno imparato resistere alla ticchiolatura, coltivate da varetà umane che hanno imparato a resistere al “pensiero unico”.

Non perdetele!

PIOVE

11 Ott

” … Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove sui mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
sui ginestri folti
di coccole aulenti,
piove sui nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti …”

e i lavori non possono andare avanti … ma se becco D’Annunzio!!!

R Piove 1R piove 2

Scusate lo sfogo!

‘FANCULO I CONCORSI …

8 Ott

Riporto una parte dell’articolo di Luigi Olivieri apparso il 7 ottobre sul quotidiano economico on line “La Voce”:

La riforma della pubblica amministrazione prevede la possibilità per gli enti locali di assumere dirigenti a tempo determinato. Non è spoils system all’italiana, ma la possibilità di cooptare nelle amministrazioni esponenti di partito. Aggirando i tentativi di diminuire le cariche politiche. 

DUE DISPOSIZIONI “SOSPETTE”

Sarà un caso, ma mentre si riducono di qualche migliaia le poltrone politiche, per effetto della trasformazione delle province in enti di “secondo grado” e sembra si inizi a fare sul serio sul disboscamento delle società partecipate, da sempre approdo per posti politici di “sottogoverno”, nello stesso tempo aumentano le prospettive di una carriera politica con sbocco non necessariamente elettivo. Una prima chiarissima traccia si ha nel decreto legge del ministro Madia sulla pubblica amministrazione (Dl 90/2014, convertito in legge 114/2014). Il decreto, lungi dall’essere quella riforma “rivoluzionaria” annunciata, contiene due disposizioni utilissime per tracciare una via nuova alle aspirazioni politiche:
– la possibilità, per gli enti locali, di assumere dirigenti cooptati a tempo determinato, senza concorsi, fino alla soglia del 30 per cento delle dotazioni organiche, circa il triplo di quanto previsto nello Stato e di quanto fosse ammesso , fino a poco tempo fa negli stessi enti locali;
– la possibilità di assumere negli staff dei sindaci collaboratori a tempo determinato, retribuendoli come dirigenti, anche se privi della laurea, cioè del requisito per accedere alla qualifica dirigenziale.
Esattamente quello che occorre per garantire uno sbocco a chi si dedica a una vita di partito, ma non riesce ad accedere, poi, alle cariche elettive politiche o a nomine “manageriali” politiche, causa la loro riduzione di numero. Con la riforma della pubblica amministrazione, almeno negli enti locali, esponenti di partito laureati che non riescano a ottenere l’elezione o una nomina nelle partecipate, potranno trovare spazi più ampi per continuare la propria carriera partitica dentro i comuni, per altro garantendo alla forza politica di appartenenza risparmi sui costi, addossati all’ente, e piena fedeltà politica al sindaco che li nomina dirigenti a contratto. L’esponente di partito non laureato può comunque puntare a essere inserito nello staff del sindaco o dell’assessore, contando comunque su uno stipendio dirigenziale e su una gestione del “potere” sia pure per interposta persona. Una parziale mitigazione dell’espansione del ricorso alla dirigenza “cooptata” la riforma Madia l’ha prevista per la dirigenza regionale e la dirigenza professionale, tecnica e amministrativa degli enti e delle aziende del Servizio sanitario nazionale, in quanto la soglia degli incarichi a tempo determinato non dovrà superare il 10 per cento dei posti dirigenziali in organico, contro un’attuale percentuale media del 15 per cento.

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