Archivio | aprile, 2009

Tira una brutta aria …

27 Apr

La crisi economica mondiale ha innescato nei paesi occidentali (e non solo) tutta una serie di misure antirecessive. La spesa pubblica si è suddivisa in una pluralità di interventi, dal salvataggio delle banche al sostegno al reddito dei disoccupati, ma in molti paesi una fetta consistente degli aiuti ha riguardato interventi economici a tutela dell’ambiente.

Il rapporto “A Global Green New Deal”, redatto nell’ambito del programma ambiente dell’Onu (Unep), invita i governi a investire un terzo dei 2.500 miliardi di dollari, pari a circa l’1 per cento del Pil mondiale, previsti dai pacchetti di stimolo economico in misure volte a rendere “verde” l’economia, in modo da trasformare un problema (la crisi)  in un’opportunità (di sviluppo).

Molti paesi hanno varato misure fiscali a sostegno di misure “ecosostenibili”, in testa a tutti la Corea, che vi dedica l’81% degli interventi anti crisi, ma anche l’Unione Europea, Gli Stati Uniti, la stessa Cina hanno fatto la loro parte.

In questo quadro generale l’Italia destina solo l’1,3 % delle proprie misure anticrisi ad interventi “ecosostenibili” e lo fa mentre il parlamento continua ad insistere nella propria posizione “negazionista” rispetto alle responsabilità dell’uomo nei confronti dei cambiamenti climatici, ormai contro ogni evidenza. Per approfondimenti leggetevi questo articolo di Marzio Galeotti su lavoce.it.

A fronte di questa politica miope in campo economico ambientale il nostro Paese ha appena ospitato a Siracusa, dal 21 al 24 aprile, il vertice del G8 sull’ambiente. Da non perdere, fresco fresco, è il comunicato stampa di fine lavori.

Tira una brutta aria: aria di crisi, “aria fritta”, aria pesante. Per fortuna almeno sull’aria inquinata possiamo saperne di più utilizzando la rete: guardatevi questo sito che propone le “previsioni dell’aria”!

cirano7

Annunci

Leggere i bilanci degli Enti Locali … veramente

23 Apr

Si stanno avvicinando le elezioni amministrative e dunque è il momento più adatto per porci una domanda: siamo capaci di leggere il bilancio di un Ente locale?

Io questo lavoro dovrei saperlo fare per mestiere e confesso che per me la risposta sarebbe “NO”. Fin che si tratta di grandi aggregati tutto va bene, ma quando si passa ai particolari tutto si sfuma e sfugge, se poi si vuole comprendere cosa rappresentano veramente le poste contabili di capitoli, talvolta, descritti con nomi tanto “criptici” quanto “fantasiosi”, sembra di viaggiare in piena nebbia in Val Padana!

Per capire bene di cosa io stia parlando, si può partire da una domanda semplice, quale ad esempio: qual’è il costo annuo della frequenza di un bambino all’asilo nido? Si avrebbero in proposito delle risposte “contabili” molto diverse fra loro: nel Lazio infatti il costo è di 10.562 €, in Toscana di 5.406 € e in Lombardia di 4.293 € e ci siamo limitati al dato meramente contabile, senza prendere in considerazione la qualità del servizio offerto, gli orari, la formazione del personale, la cucina …

E’ come se, banalizzando forse un pochino per essere più chiaro ma senza andare troppo lontano dalla realtà, si trovassi il latte sullo scaffale del supermercato a 2,10 € a 1,20 € oppure a 1,00 €. Vi sembra possibile?

Sorprese come queste e molto altro ancora si possono incontrare nelle indagini sulla promosse da CIVICUM. Vale la pena di approfondire …

Indomabili vecchietti, come è andata a finire

20 Apr

L’odissea dei vecchietti terribili del basket si è “colata miseramente a picco” ieri infrangendosi in quel di Gressoney sui duri scogli di Scilla (Asti) e Cariddi (Aosta).

La giornata era cominciata male, con l’equipaggio orobico che, mancando un  bivio sulla destra, ha vagato nel mare d’asfalto della Vallé per molte e molte leghe.

Giunti tardi sul luogo convenuto, non si potevano affrontare i due impegni agonistici, entrambi di seguito al pomeriggio, a stomaco vuoto. I nostri eroi sono dunque finiti nella taverna con la volta a botte dell’ostessa Circe. La fanciulla, ammaliatrice, ha “stregato” metà degli atleti con il suo sorriso, stroncando gli altri col cuore foderato contro le arti magiche femminili, con la polenta concia!

In campo i nostri sono stati in partita solo per i primi tempi poi, con il baricentro ulteriormente abbassato dal cibo a pesare su gambe non più d’acciaio, le mani che non rialsciavano le stesse parabole felpate di Bologna che finivano in un tenero abbraccio con la retina di cotone ma si infrangevano su un coriaceo anello di ferro, si sono arresi.

Il ritorno tuttavia non è stato affatto mesto, caricato sugli scudi Antonio ferito, i guerrieri sono ripartiti per il fondovalle facendo tappa in un’oscura bettola a raccogliere i racconti delle mille battaglie si Qunto Decimo Fabio, forse l’ultimo di noi con la palla a spicchi, sicuramente il primo con la forchetta in mano e la favella pronta!

A fine maggio sarà dunque Cesenatico e non Rimini coi migliori, ma in fondo fa lo stesso, le partite sono scuse per trovarsi, far bisboccia e sentirsi ancora come bambini. Suonerà dunque ancora sulle rive del “Mare Nostrum” la campana tibetana del mistico “MarcoMirko” che chiamerà di nuovi i guerriei all pugna!

pict0075

A presto e grazie

INDOMABILI VECCHIETTI

11 Apr

Dopo l’inaspettato successo alla Coppa Italia over 40 di Bologna lo scorso mese di febbraio quella “sporca dozzina” di indomabili vecchietti tenta di nuovo il colpo, con le qualificazioni alle finali  del campionato italiano che si terrà a Rimini dal 30 maggio al 2 giugno.

overday_web1L’appuntamento è per  Domenica prossima 19 aprile 2009 al Palasport Sporthause – Loc. Tschoarde – Gressoney Saint Jean (AO) dove, in formazione rimaneggiata, essendo impossibile portare ai piedi delle Alpi i campioni perugini, pesaresi, faentini, lodigiani che hanno arricchito le file dell’esperienza bolognese.

Contiamo ancora sull’inossidabile pattuglia dei lanzichenecchi orobici, indomabili combattenti sotto le plance virtusine. Invece continuerà a mancare l’apporto dei “celestini V” ossolani, cioè coloro che fecero per viltà il gran rifiuto e che un Dante del basket avrebbe cacciato per questo nel canto III dell’inferno.

Altra novità riguarda il nome della squadra che per un problema di “tasse gara”, cioè per evitare il “taglieggiamento” da parte della Federazione Italiana Pallacanestro passa, dall’improbabile Verbania-Cantù, ad un più realistico Virtus Verbania.

Si giocherà con la formula “ammazza il vecchietto” che ci vedrà in campo al pomeriggio con due partite consecutive: alle 15,30 e alle 17,30. Sono previsti autobus speciali, attrezzati con clinica di rianimazione mobile, che partiranno da Verbania in mattinata.

Per gli ultimi aggiornamenti è possibile consultare lo specifico gruppo su faccialibro curato da Francesca.

Piano casa

8 Apr

Alla fine forse il “Piano casa” passerà, con l’accordo generale, anche quello delle Regioni, magari senza fare “troppi danni” ove la legislazione locale sappia contenere effetti potenzialmente devastanti e i controlli siano effettivi ed efficaci.

A proposito mi vengono in mente due notazioni una seria e una buffa; prima la seria.

Al di là dei contenuti il “Piano casa” rappresenta il paradigma del populismo berlusconiano. Si lancia un’iniziativa che rappresenta il trionfo della somma di tanti interessi particolari sull’interesse collettivo, dove ognuno può trarre un piccolo vantaggio immediato ed egoista. Se la proposta va in porto, superando le levate di scudi delle opposizioni, il dissenso di una parte dell’opinine pubblica sempre più sonnacchiosa, le imboscate della sua stessa maggioranza, il Premier incassa il suo successo. Ma anche se la proposta non passa lui vince lo lo stesso perché lui “quella cosa” avrebbe voluto farla, sono state “le sinistre” i “comunisti” ad impedirglielo!

La seconda notazione: ora che sul piano casa c’è l’accordo genereale dobbiamo riconoscere che il nostro Presidente del Consiglio ha fatto la prima cosa veramente di sinistra. Infatti nel momento più critico del confronto Silvio ha affidato le trattative al ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto che ha tirato fuori il provvedimento dalle “secche” in cui si era venuto a trovare. Per questo motivo si può parlare di un “Piano a Fitto”, nessun governo di sinistra c’era riuscito prima!

Nota: i guai giudiziari di Raffaele Fitto non hanno trovato insensibile l’attuale Ministro della giustizia Angelino Alfano. Ecco cosa ci racconta in proposito il giornalista Peter Gomez

P.S. La bozza del post era stata preparata prima del terremoto in Abruzzo. Parlare di casa ora ha un sapore un po’ amaro. Viene tuttavia a questo proposito in mente un riflessione: come mai in Giappone, paese in cui terremoti come quello dei giorni scorsi non sono una rarità, le case non crollano, non si hanno quasi mai notizie di morti, mentre da noi si deve assistere a queste tragedie in zone sicuramente sismiche!?! Perchè, accanto a costruzioni storiche, edificate, evidentemente senza alcuna nozione antisismica, vengono giù interi palazzi, relativamente nuovi, accanto ad altri che rimangono in piedi, subendo danni marginali? Pensiamo a questo, mentre ci apprestiamo a versare le solite lacrime di coccodrillo.

Per fare qualcosa di concreto, a questo proposito, rilancio anche dal mio blog la proposta pubblicata sul sito La voce.info al quale rimando per un approfondimento il lettori più attenti.

DEMOSTENE

2 Apr

Una lettera di T.C. “catturata dalla rete” ci racconta una storia che pare attualissima. Ve la ripropongo così come l’ho trovata.

“Pensavo a come sintetizzare i tempi che viviamo. E allora mi è tornato in mente Demostene. Con la speranza che nessuno di noi faccia la sua fine.
Demostene (Atene, 384 a.C. – Calauria, 322 a.C.) è stato un politico e oratore greco antico, grande avversario di Filippo II di Macedonia e uno dei dieci grandi oratori attici.
Uomo indubbiamente di parte, ma non certo ostile ai principi democratici, si scagliò contro la demagogia imperante nelle assemblee che stava portando la polis alla rovina. E, con Isocrate, lamentava che nelle assemblee non vi fosse «libertà di parola», se non per gli adulatori del popolo. Mentre le voci di coloro che parlavano per il bene della polis venivano sistematicamente coperte dallo «strepito» e dalla «rissa». Demostene rimproverava al popolo la sua dabbenaggine per essersi fatto spodestare dai «politici» di mestiere: quel popolo che un tempo era «padrone dei politici», ora è diventato loro servo, contento solo di partecipare agli spettacoli e alle feste che i suoi «padroni» organizzano. Tale stato di degradazione dipende non dal prevalere dei demagoghi, ma dal venir meno nel popolo dell’antica dignità e virtù: «In nessun caso» egli dice rivolgendosi ai suoi concittadini «sono gli oratori che vi rendono buoni o cattivi, ma voi loro… Giacchè non siete voi a desiderare quello che vogliono loro, ma, al contrario, sono le loro aspirazioni che si conformano a quelle che essi ritengono le vostre». Abdicando di fatto al proprio potere, il popolo aveva ridotto la democrazia ad una larva di se stessa. Era diventata cioè una democrazia parolaia, neghittosa e imbelle, dal momento che l’assemblea si era trasformata in una palestra di ciance, dove molto si blaterava e poco si decideva; e, per giunta, quel poco che di decideva, assai spesso non veniva nemmeno mandato ad esecuzione. Le discussioni politiche erano animate non dall’amore per la giustizia o dal desiderio di vedere rifiorire l’antica grandezza di Atene, ma dallo «spirito di contesa» o dalla brama di denaro. La politica era diventata un turpe mercimonio, al punto che era possibile vendere , «come al mercato», perfino «la concordia dei cittadini» o «l’ostilità contro i tiranni e i barbari». Le cariche pubbliche non erano più considerate come un servizio reso alla polis, ma come «strumento di arricchimento personale».
Il rovesciamento del governo, nell’agosto del 322, portò alla condanna di Demostene a morte e l’oratore ed i suoi dovettero fuggire. Demostene, raggiunto dalla polizia del macedone Archia a Calauria, nel tempio di Poseidone, dovette avvelenarsi per non cadere vivo nelle mani del nemico, nell’ottobre del 322.”