Archive | dicembre, 2014

UN MINESTRONE!

31 Dic

Quando si usa il termine “un minestrone” lo si utilizza spesso in senso figurato, talvolta con qualche accento negativo. Io ve ne parlo nel senso letterale del termine, quello fatto di spinaci, fagiolini, coste zucchine, carote, porri, zucca, fagioli borlotti e piselli.

Per l’esattezza si tratta di un minestrone catartico in grado di traghettare Cirano e Rossana, dalle pesanti libagioni natalizie al rinnovamento alimentare che verrà intrapreso con il nuovo anno.

Un vero rito di passaggio dunque, che ha il suo momento culmine in una sera fredda d’inverno, ma che in realtà dura tutto l’anno e affonda le radici nella bella stagione.

Funziona così: si inizia in primavera con i piselli e gli spinaci, dopo aver mangiato i primi, teneri e dolcissimi, talvolta anche crudi, di solito la passione si affievolisce, i pisellini ingrossano, gli zuccheri si trasformano in amidi, le foglie dello spinacio s’inspessiscono e diventano un po’ più coriacee. E’ il momento del congelatore! Ciascuna verdura viene congelata separatemente nel suo contenitore.Verdure separate primo piano       Con l’estate si fa lo stesso con le zucchine, i fagiolini, le carote, quando ne abbiamo talmente tanti che ci escono dagli occhi li congeliamo e lo stesso facciamo con le verdure autunnali, biete,  porri e la zucca. Per quest’ultima, quando ne apriamo una la cuciniamo in mille modi e alla fine c’è n’è ancora per farne mille cubetti da minestrone!

Un discorso a parte merita il fagiolo borlotto, “il re del minestrone”, che coltiviamo prevalentemente per lo scopo. Il fagiolo è una verdura ricca, dà un sapore magico alla pietanza; nel minestrone di “Capitan Findus” e dei suoi fratelli agroindustriali, per trovare i fagioli di deve fare una “caccia al tesoro” in quello di Cirano e Rossana i borlotti occhieggiano dappertutto, ti sorridono e ti saltano in bocca, legando le altre verdure con il loro magico sapore morbido.

Una sera d’inverno quindi, dopo essersi assicurati che la temperatura sia vicina allo zero e aver indossato una giaccavento pesante, usciamo sul terrazzo con tutti i contenitori delle verdure congelate separatamente Verdure separateed iniziamo a mischiarle in un grosso catino. Prima si mettono le verdure più pesanti e ricche di acqua, quelle che, congelando, si riuniscono in un solo blocco di ghiaccio.verdure pesanti Queste vanno letteralmente prese “a legnate” con un grosso cucchiaio di legno, solo cosi si staccano nei mille pezzettini in cui sono state tagliate. Via via entrano nella bacinella tutte le verdure,

fagiolini

fagiolini

il re del minper ultimi gli spinaci che, gelidi, nel mescolarsi con gli altri ingredienti, si rompono in mille pezzettini.

spinaci in foglia

spinaci in foglia

Il risultato finale è quello che vedete:Minestrone

Ora il minestrone è pronto per essere messo nei sacchetti e riposto nel congelatore. prontoCi accompagnerà fino alla prossima estate, cotto in un attimo e buonissimo. Sempre pronto a contendersi la scena con sua sorella “Ribollita” di cui vi parlerò un’altra volta, ideale compagnia nelle giornate fredde d’inverno.

P.S.

Significato alternativo di “Catarsi”: “Darsele di santa ragione” secondo Flavio Oreglio

IL BLOG NEL 2014 … auguri per il 2015

30 Dic

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 17.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 6 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Fotovoltaico: annus horribilis

20 Dic

Puntuale con il solstizio d’inverno arriva il tradizionale appuntamento con il bilancio dell’impianto fotovoltaico.

Il 2014 è stato una anno tremendo per il mio impianto fotovoltaico, un anno che potrei chiamare di “carestia solare”. Insomma ha piovuto sempre!!!

La produzione annuale, che mi era stata prospettata al momento dell’acquisto dell’impianto in 4.470 kWh (dato medio) e che per quattro anni era stata anche superiore, è crollata a 2.857 kWh! Assestandosi ad un totae complessivo, su 5 anni di impianto, di 23.745 kWh.

Per raggiungere questo pessimo risultato non è bastato il cattivo tempo, ci ho messo anche del mio, non accorgandomi che un temporale aveva fatto saltare due fusibili di protezione e, dunque, l’impianto è rimasto, chissà per quanto tempo, senza poter produrre. Per questa mancanza devo solo recitare il mea culpa!

CONTROLLO FORMALE

7 Dic

Recentemente, non è la prima volta, sono stato sottoposto al “controllo formale” della mia dichiarazione dei redditi. Il controllo in questione consiste nell’andare presso la locale Agenzia delle Entrate con tutti gli incartamenti relativi ad una dichiarazione degli anni precedenti e farli spulciare da un occhiuto impiegato delle imposte.

Esiste anche la possibilità di adempiere al controllo attraverso una procedura informatica: non fate la coda ma dovete scannerizzare e salvare un formato PDF tutto il pacco degli scontrini della farmacia, ricevute dell’affitto dell’appartamento per la frequenza universitaria delle ragazze e dei contratti relativi, estratti conto dai quali risultino i versamenti alle ONLUS, prescrizioni all’uso di dispositivi sanitari (lenti) e compagnia cantante.

Quest’anno per la prima volta la lettera dell’Agenzia delle Entrate non è stata mandata solo al contribuente, ma anche al CAF, dunque da questo mi sono recato per primo (un po’ come avvalersi del beneficio di escussione). Hanno cercato di dirmi che potevo avvalermi della procedura “Civis” dell’Agenzia, ma ho risposto che “avevo già dato l’anno precedente” e che ora ci avrebbero dovuto pensare loro (pagati da me e dallo Stato per fare il servizio).

Hanno fotocopiato ogni cartiglio, fino all’ultimo scontrino che, per fortuna loro, “Rossana” aveva precedentemente provveduto ad incollare ben disteso su fogli A4 e questo è il risultato: img311

Leggete bene la lettera, che giro contorto per dire che la dichiarazione “è regolare“. Gli avevano forse assegnato l’obiettivo strategico di riempiere tutto il foglio bianco con la comunicazione? Anche la firma è un “capolavoro” “Il direttore dell’UT su delega del Direttore provinciale” quasi Il Megadirettore Galattico Duca Conte Balabam, personaggio immaginario della saga letteraria e cinematografica di Fantozzi.

Strategia della Macroregione Alpina

3 Dic

Sono reduce da una due giorni milanese nella quale è stata effettuata una consultazione degli stakeholders sulla strategia della macroregione alpina, un territorio che, a seconda dell’oratore di turno, riguardava un numero variabile di abitanti tra i settanta e gli ottanta milioni. Una “parata” politico-burocratica dove si è abusato di concetti quali “approccio bottom-up”, di “pilastri strategici”, di … “digital device”.

All’inizio ho pensato ad una “topica”, certamente volevano parlare del “digital divide” di cui soffrono le zone periferiche delle Alpi; invece probabilmente era un’adita metafora per fare cenno alla convivenza sotto lo stesso livello strategico di grandi città come Milano o Monaco e piccoli comuni, ad esempio Caprezzo o Pedesina.

Insomma un po’ come far convivere sullo stesso computer un hard disk da 6 Tera e una chiavetta USB da un Giga … o no!?!