A volte si leggono delle cose che, se non fossero scritte da economisti di fama nazionale, su un serissimo periodico on line potrebbero sembrare completamente folli, inventate, fantascientifiche, bislacche, assurde.
In Sicilia, la maggior parte degli appalti sotto la soglia comunitaria di 5.150.000 sono assegnati per sorteggio! Il meccanismo è un po’ cervellotico ma è ben spiegato in un articolo apparso di recente sul quotidiano economico on line “La voce”.
- 7,3151% è infatti la percentuale di ribasso, precisa al quarto decimale, praticata nell’offerta dalle oltre 200 ditte partecipanti in media od ogni gara e, come se non bastasse, il sorteggio cui si giunge a seguito dell’identico ribasso è, citando le parole de “La voce”: “con l’eccezione degli uffici regionali per l’espletamento gare d’appalto, i cosiddetti Urega, spesso effettuato senza che gli imprenditori interessati siano informati ufficialmente sulle sue modalità: tempo, luogo, procedure”.
Pensate che in questo stesso Paese esiste una norma che, a prescindere dall’importo del lavoro, fornitura o del servizio, impone al committente pubblico di farsi rilasciare dall’INPS o dall’INAIL il cosiddetto DURC (Dichiarazione Unica di Regolarità Contributiva). Si tratta in pratica di compilare una richiesta informatica, sulla base di dati forniti dall’azienda, cui fa seguito una risposta che dice se il contraendo è in regola con il pagamento dei contributi.
In sé la cosa non è affatto sbagliata, se la consultazione e la risposta avvenissero on line in tempo reale. Purtroppo la risposta arriva per lettera raccomandata entro 30 giorni dalla richiesta. Immaginate i costi in termini di tempo e danaro per affidamenti di forniture di poche centinaia di euro, in linea strettamente teorica anche poche decine!
E in Sicilia affidano gare per oltre 5 milioni di euro per sorteggio!?!?! Siamo un Paese schizzofrenico.

Lo stile consiste nel dipingere sdraiati con le gambe a penzoloni in basso o in alto schiacciate contro il muro, il vasetto della vernice va tenuto sul petto, con la tecnica detta “delle otarie”. In questo modo in un solo momento si creano due opera d’arte una “concreta” sul muro davanti all’”artista” l’altra “astratta” rappresentata dell’artista stesso alla fine del processo creativo!
Il live painting è iniziato con il cosiddetto “periodo marrone”, per distinguerlo dagli ancor per poco più famosi “periodi rosa è blu” di Picasso. Il risultato è dunque notevole tanto su legno, quanto su uomo: sul primo materiale se ne apprezza il rigore delle linee e l’uniformità del colore, sul secondo la casualità del tocco e la plasticità del supporto.

COME E’ ANDATA A FINIRE (volevo scrivere “epilogo” ma così fa più “Gabanelli”): la casa sembra Beitut alla fine degli anni settanta ma in meno di mezza giornata le soglie sono state tolte e i telai rimontati. Durante l’operazione abbiamo dovuto procedere ad uno sfratto coattivo con procedura d’urgenza nei confronti di un formicaio che aveva trovato un insediamento ideale tra il falso telaio e le fessure del muro in cemento cellulare, ma nulla ci ha potuto fermare!
L’impianto è stato montato in un paio di giorni di lavoro intenso da Andrea e Daniele, eccoli al lavoro tra venerdì e sabato scorsi. Qualche giorno in più, di norma tra una settimana e 45 giorni per avere il collegamento alla rete elettrica e iniziare la produzione, ma alle scartoffie ha pensato tutto Flavio.
Eccoli qua i pannelli, costati una fortuna, brillare inutili sotto uno splendido sole ottobrino in attesa del collegamento alla rete.
Oggi sarò al lavoro con un paio di calzini turchesi, chi sa chi c’è sotto al “Cirano” del blog, venga pure a trovarmi, vedrà se non è vero. Sono lieto che un’iniziativa analoga l’abbia presa 
Prendo a prestito il titolo di un
Purtroppo non siamo ancora riusciti a piazzare i pannelli dell’impianto solare fotovoltaico, prima dei quali è necessario, oltre alla coibentazione, inserire un tavolato di legno, stendere un secondo strato di carta traspirante e quindi i listelli sui quali andranno ad appoggiare le tegole.

