8 febbraio 2010

Green E_comodi: anche Cirano aderisce alla campagna “M’illumino di meno”

Anche quest’anno la trasmissione di radio 2 “Caterpillar” organizza la giornata del risparmio energetico che va sotto un titolo che ormai conoscono tutti: “M’illumino di meno”.

E’ bello poter dire “ADERISCO” mantenendo una promessa. L’avevo detto durante la campagna 2009: “Installeremo i pannelli solari fotovoltaici”, ma io e Rossana ci siamo superati.

Oltre ai 4,14 kWh di picco, per una produzione elettrica annua stimata di 4470 kWh, abbiamo messo il cappotto alla casa, coibentandola con 10 di sughero biondo, cambiato la caldaia con una a condensazione e installato i pannelli solari termici, integrandoli con il riscaldamento a pavimento.

Dovevamo solo investire la liquidità per sostenere la domanda della Green Economy invece con quello che abbiamo chiamato pomposamente il “Mini Piano Obama” ci siamo indebitati (di nuovo)!

E’ per questo motivo che ora, dopo tante fatiche, ce ne staremo a casa a festeggiare con gli amici, comodamente seduti a tavola, la serata di “M’illumino di meno” senza dover camminare al freddo. Abbiamo già dato!

Lasciamo dunque che sia Renato a camminare per noi portando la torcia. potrebbe non sembrare ma il “ragazzo” è dotato:

4 febbraio 2010

LA SCHIENA DRITTA DI OBAMA

Quando penso al Dalai Lama mi viene in mente uno che ha la lebbra: tutti si dicono solidali con lui a parole ma lo tengono a distanza.

Il problema del rappresentante spirituale dei buddisti tibetani non è quello di essere malato ma quello di essere scomodo, di “stare sulle balle” ai cinesi, che non hanno più le pezze sul culo come quarant’anni fa ma rappresentano  appetito mercato per le economie occidentali.

Alla nel 2007 il Dalai Lama era stato in Europa per una serie di incontri;  il 23 settembra Angela Merkel l’aveva ricevuto con tutti gli onori alla Cancelleria tedesca, mandando a dire ai cinesi: “Decido io chi ricevere e dove”.

Il leader tibetano non ha avuto altrettanta fortuna  in Italia, era il momento in cui si doveva decidere della candidatura di Milano per l’expo 2015 e in ambienti politici e imprenditoriali meneghini si è fatto di tutto per non compromettersi. In nome della realpolitik delle relazioni con la Cina il Dalai Lama non è intervenuto in Parlamento né è stato ricevuto in via ufficiale in Vaticano.

E’ di questi giorni la notizia che la Svizzera è sui carboni ardenti della diplomazia con la Cina per via della disponibilità manifestata dal Canton Gura ad ospitare due ex detenuti di Guantanamo di etnia Uigura dimostratisi assolutamente estranei alle trame di Al-Quaida. Tutto ciò perché il popolo uiguro è “ribelle” all’egemonia cinese

Fortunatamente oltre atlantico non sono così codardi e, mandato al diavolo ogni servilismo economico nei confronti della tigre cinese, Obama non rinuncerà ad incontrare il Dalai Lama il prossimo 16 febbraio in occasione di una sua visita negli States.

1 febbraio 2010

Quella strana misura del P.I.L.

La misurazione del P.I.L. (Prodotto Interno Lordo) mi ha sempre stuzzicato. Secondo alcuni il PIL è la ricchezza prodotta in un dato periodo in un Paese, altri si spingono a definirlo un “indice di benessere”. Personalmente lo ritengo quantomai discutibile.

Alcune misure poi sono del tutto bizzarre come quella dei servizi non vendibili prodotti dal settore pubblico che non hanno un prezzo di vendita. In questo caso si potrebbe verificare il paradosso che più sono costosi (e inefficienti) e più fanno crescere il PIL.

Sul PIL come misura del “benessere” sono tornati i miei amici di NfA con un post che merita senz’altro una segnalazione.

In fondo rendere tutto non misurabile è un modo per non dover rendere conto a nessuno del proprio operato. Tanto meno alla stampa che invece di fare il cane da guardia della democrazia va in vacanza col potente di turno.

Buona settimana, la mia inizia con un modesto contributo alla crescita del PIL: per verniciare casa con ricorro a contributi professionali esterni ma faccio da solo comprando solo le pitture!

25 gennaio 2010

FINAL EIGHT DI COPPA ITALIA BASKET OVER 40

E alla fine “Bergania” il luogo che non esiste e che dovrebbe essere ogni luogo, ce l’ha fatta, è riuscita a strappare una piazza per la “Final Eight” di coppa Italia che si terrà a Bologna i prossimi 20 e 21 febbraio.

Due sono i gironi, denominati:

girone nero: Bazzano, Milano3, Forlì e Macerata

girone bianco: Napoli, Verbania, Gianni Group BO e San Severo

Noi saremo nel girone bianco o meglio nel girone “al calor bianco” in virtù dell’agonismo e dell’estrema competitività delle squadre in campo.

Personalmente spero di uscire tutto intero, per via di un equivoco, presto chiarito, scaturito a seguito di un mio pezzo sul torneo di Milano. Alla fine con gli amici di Napoli ci siamo proposti di siglare la pace di “Bacco e Mozzarella”, noi porteremo il vino, dai partenopei ci aspettiamo la “Bufala”, quella buona!! Sergio è avvisato!!!

P.S.  informazione per gli amici napoletani: Narciso, il nostro massaggiatore dei miracoli ci seguirà nella trasferta bolognese scortato da ingenti forze dell’ordine, per sventare ogni possibilità di rapimento. Eventuali prestazioni a favore degli avversari dovranno essere profumatamente compensate in mozzarelle dalle rotondità accattivanti.

19 gennaio 2010

Emission zero: senza riscaldamento

Senza volerlo, dopo aver staccato la caldaia per sostituirla (ricordo che ci vorrà una settimana per finire il lavoro) stiamo facendo da cavie umane per verificare la tenuta della coibentazione dell’immobile.

Lunedì 18 mattina abbiamo staccato il riscaldamento, terrò aggiornato questo post con le temperature rilevate ogni mattina attorno alle 6,00.

Ricordo che l’edificio è stato costruito in blocco di cemento cellulare “Ytong” da 30 cm al quale è stato recentemente applicato un cappotto di sughero biondo “Coverd” dello spessore di 10 cm. Il riscaldamento è del tipo a “pavimento radiante” quindi si mantiene ancora tiepido per alcune ore dopo che sia stata interrotta l’alimentazione.

TEMPERATURE REGISTRATE*

Martedì 19 gennaio  ore 6,10  temp.  interna 17,6   temp.  esterna  – 1,00

Mercoledì 20 genn. ore 6,12   temp. interna 17,2    temp esterna   – 2,00

Giovedì  21 gennaio ore 6,07  temp. interna 16,3    temp esterna   – 1,30

Venerdì 22 gennaio ore 6,11  temp. interna 15,6    temp esterna   – 2,00

* Preciso che le temperature vengono rilevate nel mio studio, diventato ormai “cucina da campo”, il altri locali la temperatura è più bassa perché sono quasi costantemente aperti per via dei lavori

GRANDE CONCORSO A PREMI: MA CHE FREDDO FA…

18 gennaio 2010

Emission zero: the wall

Delle mie due “creature” Alice è migratoria, Elena stanziale. Alice sarebbe sempre con la valigia in mano e, in questo momento, è da qualche mese dall’altra parte dell’oceano. A Elena invece i muri della casa danno sicurezza e quando,  come in questo caso, deve proprio farne a meno perché verranno abbattuti, vuole proprio salutarli, alla sua maniera …

Un modo allegro per dire che la prossima sarà una settimana “di fuoco” o meglio di freddo! Si stacca la caldaia e finalmente si monta quella nuova a condensazione che è un mesetto che staziona, ancora tutta imballata, in garage. Alla caldaia collegheremo 5 pannelli di solare termico integrati con la centrale termica attraverso un serbatoio “tank in tank“.

Per i materiali, dopo un’attenta ponderazione, ho scelto di affidarmi alla tecnologia di Viessmann, in grado di assistermi con prodotti all’avanguardia su tutte le fonti di energia. Sarà dunque Viessmann la caldaia, una Vitocrossal 300 a condensazione, i pannelli solari termici, del tipo Vitosol 200 F e il serbatoio che costituirà il “volano termico” dell’energia necessaria per scaldare gli ambienti e gli usi sanitari, Solarcell 1000 lt.

Non mi illudo affatto che il sole basti a scaldarmi d’inverno, anche se integrerò il calore che produce in un impianto del tipo  “a pavimento”, ma nella mezza stagione potrà certamente portare il suo piccolo contributo e poi anche se fosse un 5-10% l’energia solare termica che riesco a recuperare, perché non farlo, arrivati a questo punto non è una questione di convenienza economica ma di esempio: “Si può fare!” O, per dirla con l’abbronzato, “Yes we can!”

11 gennaio 2010

Térun e Négher

Per ritrovare l’”Unità nazionale” nel razzismo basta cambiare il destinatario della violenza collettiva, non più il “térun” ma il “négher”, questa è la via maestra per trasformare un partito “del nord” in un partito nazionale.

A Rosarno un paese senza istituzioni (il comune è commissariato per mafia) e senza Stato, dove la camorra la fa da padrona è in corso la rivolta di Spartacus.

Sono decine di miglia gli “Zombie” africani che si spostano al Sud per uno stipendio da fame in condizioni igieniche da paura, passando dalla raccolta del pomodoro in Campania, a quella dell’uva in Puglia a quella delle Arance in Calabria. Si muovono alla spicciolata, non visti da alcuno, per concentrarsi in branchi al soldo delle mafie che comandano un’economia sommersa e illegale.

Fanno, in condizioni da schiavi, lavori che non vuole fare più nessuno, perché sono sottopagati, senza regole, senza tutele, in altre parole illegali.  Poi, ogni tanto qualche nero “esagera”, perde di “docilità”, non la prende bene che gli sparino addosso. E’ accaduto ieri a Castel Volturno, oggi a Rosarno ad  opera della camorra e della ‘ndrangheta, allora è “rivolta di popolo”, caccia al “negro” non si sa quanto spontanea o quanto sobillata dai capibastone locali per liberarsi degli schiavi indisciplinati.

Lo Stato, fino a ieri estraneo alle regole, interviene con una “Task force”, Spartacus è sconfitto, ritorna la pace del malaffare e nella “caccia al negro” si ritrova l’”Unità nazionale” della vergogna!

ARTICOLO DI Gianantonio Stella su “Il Corriere” (molto bello)

VIDEO

Come vivono li “schiavi” di Rosarno

Rosarno, voci di cittadini e immigrati

4 gennaio 2010

E se finisse il petrolio?

Vi è mai capitato che togliessero l’acqua alla vostra abitazione? Di solito i tecnici dell’acquedotto avvisano se ci sono dei lavori sulla rete e noi possiamo mettere da parte l’acqua che ci serve per cucinare, lavarci la faccia e i denti, per insomma per i bisogni ( e con il termine “bisogni” intendo dire tutti i “bisogni”) primari di emergenza. L’acqua dopo qualche ora ritorna e con essa le nostre abitudini.

E se mancasse il petrolio e tutte le fonti energetiche fossili? Certo, non tutte d’un colpo, un po’ alla volta, preannunciate da un aumento incontrollabile dei prezzi. Allora è bene essere preparati, per non essere sopraffatti dai nostri “bisogni”, tutti i nostri “bisogni”. Sarebbe bene cominciare a fare pratica con concetti come “permacultura”, “resilienza”, transizione”. Un po’ alla volta senza farci del male, all’inizio tanto per sapere che esistono.

Chi fosse incuriosito e avesse 15 minuti di tempo potrebbe anche guardare questo video, è sottotitolato anche in italiano, basta cliccare sul tasto giusto.

31 dicembre 2009

Scusate se m’indigno per lo scudo fiscale

Siamo proprio un Paese “alla frutta”! E’ anni che i nostri governi promettono “mai più condoni” e poi ogni tanto ne tirano fuori uno dal cilindro per fare cassa. Non si capisce perchè i cittadini evasori debbano credere che in futuro non ci saranno più “opportunità”.

Si può discutere all’infinito se lo scudo fiscale abbia avvantaggiato o meno la malavita organizzata, i corrotti, i mafiosi. Di certo ha beffato gli onesti!

Proviamo a chiederci perché mentre paesi come gli Stati Uniti, la Germania e la Francia, danno la caccia agli evasori a colpi di intelligence, noi li gratifichiamo a suon di regali.

Fine dello sfogo e inizio dell’analisi razionale, che lascio ad un interessante articolo apparso su “Noise from Amerika”, il sito degli economisti italiani dall’altra parte dell’oceano. Buona lettura e buon anno.

28 dicembre 2009

Emission Zero: “Rossa come una sposa”

In realtà non è proprio rossa (colore vietato nel Paese dal ‘94, anno della discesa in campo dell’Unto) ma è un rosa-aranciato “albicocca”.

Ho voluto intitolare in questo modo il post perchè “Rosso come una sposa” è il titolo di un bellissimo romanzo di Anilda Ibrahimi che racconta la storia di una famiglia albanese e proprio un squadra di lavoratori del “Paese delle aquile” ha realizzato il cappotto nuovo della nostra casa.

Hanno lavorato per la ditta Coverd, con impegno e attenzione per giorni, finendo talvolta anche con il buio, cercando sempre di conciliare sempre i diversi interessi in campo: quelli del loro datore di lavoro e quelli della committenza, con il loro, che era quello di finire presto e bene.

Ci sono riusciti e ne sono particolarmente soddisfatto. Per questo li volevo ringraziare con questo post. Non deve essere facile lavorare lontani da casa, circondati dai pregiudizi (qualcuno è arrivato a dirmi che siccome da me lavoravano degli albanesi di li a qualche mese avrei ricevuto la visita dei ladri), faticando e pagando le pensioni di gente che in gran parte si è dimenticata di essere stata un popolo di emigranti, prima nelle Americhe e poi nelle miniere di Belgio, Francia e Germania.

Grazie gente albanese, ora anche la mia casa, dopo la mia libreria è “Rossa come una sposa”.