Conoscete Ahmadreza Djalali?

11 Feb

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Ahmadreza Djalali è un ricercatore iraniano di 45 anni, esperto di Medicina dei disastri e assistenza umanitaria presso l’Università del Piemonte Orientale di Novara. Djalali è stato arrestato dai servizi segreti mentre si trovava in Iran per partecipare a una serie di seminari nelle università di Teheran e Shiraz. Dal 25 aprile 2016 è in carcere e rischia la pena di morte.

Djalali è accusato di “spionaggio” e potrebbe essere condannato a morte. Le autorità giudiziarie non hanno ancora formalizzato un capo d’accusa né hanno stabilito la data del processo. L’ufficio del procuratore generale considera il suo avvocato non idoneo a gestire il caso in quanto non compare negli elenchi della procura.

Lo scorso dicembre, le autorità iraniane hanno fatto forti pressioni su Djalali affinché firmasse una dichiarazione in cui “confessava” di essere una spia per conto di un “governo ostile”. Quando ha rifiutato, è stato minacciato di essere accusato di reati più gravi. Per protesta, Djalali ha iniziato uno sciopero della fame che continua tuttora e che sta compromettendo la sua salute: ha già perso 20 chili, ha avuto due collassi, ha la pressione bassa e forti dolori ai reni.

Non conosco di persona Ahmadreza Djalali ma ho amici che lo conoscono perchè lavorava e viveva Novara, vicino a noi, hanno dunque avuto modo di frequentarlo, di lavorare e di percorrere con lui un pezzo di strada.

Salviamo Ahmadreza Djalali, firma e diffondi l’appello!

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L’U.R.P difensivo

3 Feb

Innanzitutto, è bene dirlo, l’Azienda Sanitaria si è scusata per aver tirato un pacco a non so quanti pazienti paganti sabato  21 gennaio. Il fatto lo avevamo raccontato qui.

Lo ha fatto con una lettera della “SOC Affari Generali Legali e Istutuzionali” all’interno della quale è incardinata la “SOS Organi Organismi Collegiali Protocollo URP Ufficio Stampa” come ben evidenziato nell’intestazione del documento, debitamente protocollato, eccolo:

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Si è trattato, evidentemente, di un  “difetto di comunicazione” che ha generato un “disguido”. Vorrei rispondere che altrettanto evidentemente se ne sono accorti tutti, difficile pensare alla deliberata volontà di concentrare un certo numero di persone sofferenti in un unico punto al sabato pomeriggio!

Cosa rimane da questa vicenda ad un cittadino che, pur avendo preso coscienza di quanto la pubblica amministrazione di questo Paese sia inemendabile, non si rassegna ad essere “bue”? Vediamolo per punti:

  • Che mentre l’URP dell’Azienda Sanitaria impiega quasi un mese a risponderti (dal 9 gennaio al primo febbraio) la mail “info” di una ONLUS di Gallarate ti risponde in due ore.
  • Che la mail della ONLUS ti dice in tre righe come può risolvere il tuo problema mentre la lettera del servizio pubblico arriva con tanto di protocollo, dopo che sei stato costretto a strillare in rete la tua patologia e quindi sei diventato una “caso”.
  • Che la mail della ONLUS si concentra sul tuo problema, mentre la lettera dell’ASL, ti dice che non è tenuta ad offrirti il servizio, pur essendo inserito nei LEA regionali e altrettanto fanno gli ospedali pubblici nelle vicinanze.
  • Che i tempi di risposta fissati in 30 giorni (comodi per chi offre il servizio e non per chi lo riceve, un po’ come gli orari di certi treni che sono obbligati a prendere solo i pendolari) sono stati rispettati.
  • Che l’azienda Sanitaria pubblica impiega almeno tre persone, lo si vede dalle sigle in basso a sinistra che hanno contribuito alla redazione della lettera (CM/MNbz), per fare quello che dalla ONLUS è uscito con due righe su un tablet dal medico stesso, probabilmente in una pausa tra un paziente e l’altro.

A trarre le considerazioni finali, senza voler scendere in particolari tecnici che non interessano i lettori del blog, ci aiuta Wikipedia che spiega così l’obiettivo degli URP:  “di agevolare i rapporti tra ente pubblico e cittadini (singoli e associati), garantendo il diritto d’accesso agli atti e favorendo la trasparenza amministrativa. Si potrebbe dire che questi uffici sono la “prima linea” delle pubbliche amministrazioni. Gli URP aiutano il cittadino ad orientarsi nella pubblica amministrazione e a trovare le risposte delle quali ha bisogno. Per il suo carattere fortemente “relazionale” il personale dell’URP deve essere specializzato e fortemente motivato.” Questa vicenda mi ha fatto incontrare una nuova struttura burocratica quella dell’URP difensivo che si contrappone all’URP dialogante contenuto nello spirito della norma.

 

RICHIESTA, PROTESTA, PROPOSTA

28 Gen

foto_intervista-2Recentemente ho avuto necessità di alcune prestazioni sanitarie per un problema ricorrente. Si tratta, manco a dirlo trattandosi del blog di “Cirano” di insufflazioni nasali che rientrano nei LEA della Sanità con il codice 20.8. La mia ASL non le rende più come qualche tempo fa pagando il semplice ticket ma scopro che le posso ottenere in “libera professione intramoenia”, ho la fortuna di essere “solvente” e prenoto la prestazione a pagamento.

Il problema non viene superato al primo trattamento, dunque prenoto una seconda seduta e, contemporaneamente mi rivolgo all’ Ufficio Realzioni con il Pubblico dell’ASL con questa domanda:

Buongiorno, mi chiamo ” …” sono un cittadino del VCO. Periodicamente nel periodo invernale ho necessità di ricorrere all’intervento di cui all’oggetto classificato con il codice 20.8. Per l’esattezza ho necessità di effettuare insufflazioni tubariche con il metodo di Politzer. Tempo fa ricevevo la prestazione prima a Verbania, poi a Domodossola poi mi hanno detto che la prestazione non era più disponibile e devo rivolgermi alla libera professione intramoenia. Poichè con tale modalità il costo dell’intervento è passato da poco più di 40 €  a 65 € e dal momento che ho rilevato che la prestazione in parola è presente nella tabella dei Lea regionali, chiedo se l’ASL VCO fornisce tale prestazione e dove e, qualora non erogasse la prestazione in argomento, se la prestazione sia disponibile all’ASL di Novara o Borgomanero. Ringrazio per una sollecita risposta.

Dall’URP nessuna risposta, scrollo le spalle come qualunque cittadino italiano ormai rassegnato alle inefficienze e alle scortesie della P.A. e prenoto il secondo intervento a pagamento. C’è un gran “traffico” di malattie da raffreddamento in questa stagione ed ottengo l’appuntamento solo dopo 5 giorni, sabato alle 15,00. Mi presento giorno ora e luogo concordato e non c’è nessuno. Iniziano ad arrivare i pazienti prenotati, uno ogni quarto d’ora dopo di me ma il medico non si vede, lo facciamo chiamare dalla portineria e non risponde … Tutti pazienti paganti lasciati nell’atrio dell’ospedale senza alcuna informazione con l’imbarazzo del portiere che continuava a tentare di chiamere un telefono sordo e muto. Alle 16,00 me ne vado. Tornato a casa contatto nuovamente l’URP con questo nuovo messaggio:

Lo scorso 9 gennaio ho inviato il messaggio che trovate qui sotto all’URP di Codesta ASL, ho avuto dal sistema conferma di recapito pur non avendo avuto conferma di lettura. Risposta, neanche a parlarne! Non avendo risolto ancora il mio problema di salute mi sono dunque risoluto a prenotare una nuova visita a pagamento per poter ottenere la prestazione sotto specificata che prima mi somministrava il poliambulatorio a Domodossola e che in realtà ora mi somministro da solo, potandomi pure la bottiglia dell’acqua di Tabiano da casa! L’appuntamento era per oggi alle 15,00, a pagamento, con la dottoressa …. presso il poliambulatorio A del presidio ospedaliero di Pallanza. Il medico non si è presentato! Ho atteso fino alle 16,00 si sono presentati tutti i pazienti programmati ogni quarto d’ora, tra i quali una coppia con un bambino, ma il medico né si è presentato, né ha telefonato per avvisare che tardava o che non sarebbe potuta venire, né si è fatto trovare al telefono dal portinaio che avrà provato a chiamarla per 20 volte. E’ possibile che in barba alle relazioni con il pubblico non rispondiate neppure questa volta alla mia mail ma vi voglio assicurare che non demorderò, nell’eventualità di un reiterato silenzio mi rivolgerò all’URP di Regione Piemonte ed eventualmente al ministero della Sanità. Intanto per il mio problema mi rivolgerò alla sanità lombarda, con buona pace per la mobilità passiva.

Dal momento che però la prestazione era pagata (e la bottiglia d’acqua di Tabiano procurata -sic!-) ho chiesto a mia moglie che lavora all’ASL di sentire lunedì stesso se era possibile avere la prestazione. La risposta, comprensibile, per certi versi, è stata che io avevo contattato l’URP “lamentandomi” (il riferimento era al primo contatto) e siccome l’ASL non erogava questo tipo di prestazione, per non creare un vantaggio al medico che la rendeva intramenia la prestazione non sarebbe stata più erogata. Questo all’interno della loro organizzazione, peccato che di ciò non è stata fatta parola al paziente, magari tramite l’URP (dal 9 gennaio, data del mio primo contatto con l’URP al 16 gennaio data della prenotazione del secondo intervento, ci sarebbe stato tutto il tempo)  e neppure al CUP che ha accettato la mia prenotazione dandomi appuntamento per sabato 21. Inutile dire che non abbiamo ricevuto né scuse né motivazioni per il “pacco” collettivo all’appuntamento del sabato precedente. Solo un’annotazione in calce alla prenotazione che riporto per dovere di cronaca.post021

Rassegnato ho pensato che la “farsa” fosse finita ma quando ho ricevuto una comunicazione a casa martedì mattina con la quale mi annunciavano che l’appuntamento tradito di sabato 21 sarebbe stato spostato a sabato 4 febbraio non ho resistito e ho scritto ancora all’URP, ben consapevole che sarebbe stata ancora una mail senza risposta:

Mentre attendo ancora una risposta da questo ufficio che dovrebbe essere deputato alle relazioni con il pubblico la vicenda delle insufflazioni codice 20.8 sta volgendo alle comiche finali. Ieri, 23 gennaio, mia moglie si reca presso l’ambulatorio della dottoressa … per chiederle conto del fatto che sabato non si è presentata alla visita prenotata in data 16 gennaio presso il CUP dell’ospedale di Verbania (né per me né per gli altri pazienti programmati ogni quarto d’ora, ne ho incontrati almeno altri tre, avendo aspettato invano per un’ora) non solo non riceve alcuna scusa, ma neppure una spiegazione le viene consegnata una nota di credito  per il rimborso di quanto ho pagato, unitamente ad una annotazione che riporto letteralmente: “La prestazione non viene più erogata dalla nostra ASL. Pertanto non può essere erogata neppure in libera professione. Chiedo che al pz. venga rimborsato integralmente quanto pagato” (seguono data timbro e firma) La vicenda poteva sembrare conclusa se non che oggi chiama a casa qualcuno (CUP?) e trovo la comunicazione che, non risultava esserci nessuno in lista per sabato 21 e pertanto la dottoressa non c’era, per questo motivo mi hanno spostato la prestazione al 4 febbraio. Rispondo a voi perchè possiate riportare al medico (visto che con il pubblico non vi rapportate): NO GRAZIE, HO GIA’ DATO! In Regione Lombardia ho ottenuto subito la prestazione: l’ho richiesta via mail, mi hanno risposto dopo un’ora, c’era posto il giorno stesso al costo di 25 € a trattamento. Resto ancora in fiduciosa attesa di una vostra risposta.

Ora sto benissimo e posso provare a trarre da questa vicenda pesonale alcune considerazioni di carattere generale, lo farò appoggiamdomi ai concetti di “Exit” e “Voice” elaborati dal sociologo Hirschman che spiega le delusioni e i coinvolgimenti degli individui.

In una prima fase, forse perchè oltre che cittadino sono pubblico dipendente e vorrei poter essere orgoglioso del lavoro che faccio, ho ho avuto un approccio di “Voice” facendo una richiesta ed offrendo un occasione di tenere un comportamento virtuoso (indicarmi delle alternative) che mi avrebbe soddisfatto e mantenuto “fedele”. Nella seconda ho messo in atto un comportamento di “Exit” cioè di “defezione” allontanandomi dall’erogatore del servizio e parlandone pure male! In questo modo però, generalizzando il fenomeno, si da spazio alla marginalizzazione del servizio pubblico che potrà costruire anche gli ospedali più belli del mondo ma che se all'”hardware” non unisce anche un “software” di qualità non potrà mai offrire un servizio soddisfacente.

L’invito dunque è quello di coltivare il rapporto, mettere in campo tentativi di dialogo con i fruitori dei servizi, un dialogo strutturato che non sia lasciato alla singola iniziativa dell’operatore pubblico. La P.A. in generale presenta una situazione “balcanica” in cui spesso, per una forma di manifestazione del tutto casuale, splendidi esempi di dedizione camminano fianco a fianco a situazioni di degrado e di trascuratezza che sono quelle che alla fine prevalgono nell’immaginario collettivo.

Per creare situazioni di “Loyalty”, la terza componente della tripartizione Hirschmaniana, ben vengano dunque iniziative di conoscenza che possono costituire la base per una “proposta” come recita il titolo del post, (anch’esso tripartito). Colgo dunque l’occasione per invitarvi a rispondere al questionario che trovate qui.

 

Offri asilo ad una americano …

9 Nov

Stamane mi alzo presto, leggo i giornali in rete e mi assale un moto di sgomento, Trump è in testa alle elezioni! Diciamocelo veramente, nessuno di noi se lo aspettava, certo, nessuno di noi italiani, per quanto ben allenati da vent’anni di Berlusconi che avrebbero dovuto farci capire che tutto è possibile.

Non se lo aspettavano neppure borse asiataiche che in questo momento stanno andando a picco, non se lo aspettava neppure l’attuale presidente degli States, che si è affrettato a dire “Non importa cosa succederà, domani sorgerà il sole” (se ha detto una coglionata del genere significa proprio che è rimasto ammutolito dalla sorpresa).

Eppure dovevamo aspettarcelo, i segnali, a saperli leggere, c’erano tutti. L’aveva capito prima di tutti Giorgio Gaber, in tanto profetico quanto gustosissimo monologo anticipatore:

Comunque vada a finire, il risultato è ancora in bilico, non è il momento di stare a guardare, gli americani non sono tutti come Trump, è giunto il momento di mostrare il grande cuore degli italiani, offri anche tu asilo ad un americano!

P.S per i veri intenditori di Gaber c’è anche la prima versione dello stesso pezzo, con il testo: https://www.youtube.com/watch?v=x0QbKcWZm7U

A proposito del Papa e dei gatti … condivido questo post

16 Mag

Una volta mi ferii gravemente a un braccio. Mia madre aveva da poco venduto la sua auto, una Ford bianca su cui avevo imparato a guidare e mio padre era fuori. Non c’era nessuno che potesse portarmi all’ospedale, e già allora l’ambulanza arrivava non prima di mezz’ora, il tempo sufficiente per andare in ipovolemia e […]

via Cani, gatti e vicini: il Papa in un turbine di polpette e ragù — Giardinaggio Irregolare

TU CHIAMALE SE VUOI … CONNESSIONI

30 Apr

Eh si, fanno trent’anni, chi l’avrebbe mai detto … si parte da un’idea, una scintilla, un colpo di genio, un paio di persone, si mettono insieme, poi da cosa nasce cosa, si vedono i frutti di un lavoro.

All’inizio pochi ci credevano, cosa sarà mai … tutto in sordina, senza clamore, senza pompe magne, un fatto per pochi intimi …

Poi le cose si fanno serie, prendono piede … allora tutti a dire che bella cosa, allora non siete solo due matti, non è un fuoco di paglia!

Poi con il passare del tempo non se ne può più fare a meno, non si può più tornare indietro, o meglio si potrebbe ma ci perderebbero tutti, si aprirebbero ferite difficili da rimarginare, perchè tenere aperta la comunicazione è importante!

Ma, cosa avete capito … quale anniversario di internet, stiamo parlando del matrimonio di “Cirano” e “Rossana”. Pisa??? Ma quale Pisa, certo siamo andati in Toscana ma erano le terme di Saturnia!

Meno male che c’è Battisti.

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Ci siamo conosciuti che eravamo poco più che bambini

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Siamo riusciti a superare momenti difficili …

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… pagandone le conseguenze

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Abbiamo saputo costruire il nostro futuro

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Sono arrivate nuove soddisfazioni

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Siamo ancora insieme a percorrere la nostra strada

 

TOMPOMA

22 Mar

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Nella rubrica “Promo mai prono” di questo blog avevo già parlato di TOMPOMA, la “Ferrari” delle stampelle, inventata da Renato Brignone, che ha trasformato una sua necessità quotidiana in un prodotto di stile oltre che di comfort.

Ricordate gli occhiali? Negli anni sessanta erano spessi come quelli di “Mister Magoo” e chi era costretto a portarli era preso in giro dai compagni di classe, ora sono un segno distintivo, un tratto alla moda e molte imprese italiane hanno costruito la propria fortuna su questo oggetto/accessorio.97ff066e3b5e65e53ee376f85ac97dfd

Ora vorrei mettervi a conoscenza di una nuova iniziativa del marchio TOMPOMA, che è quella di lanciare un campagna di crowdfunding (suona meglio in inglese che nell’italiano “raccolta fondi”) per estendere la registrazione mondiale del brevetto.

A differenza degli occhiali sono pochi coloro che hanno bisogno delle stampelle (per fortuna) e la penetrazione del prodotto sul mercato di chi può permetterselo è più lenta, anche se costante, ma c’è anche chi non può acquistare le “Tompoma”, pur avendone estremamente bisogno. A queste persone potete pensare voi, con “Emergency” potete regalare le tompoma a chi, pur avendone necessità, non potrebbe mai comprarsele. Si parte da 5,00, una somma alla portata di tutti e la donazione non richiede formalità.

Una volta che il brevetto sarà registrato sul mercato USA potrà essere la stessa Tompoma a continuare quello che voi avete reso possibile, vendendo a chi può permetterselo per donare a chi ne ha bisogno.

TOMPOMA: livella le differenze

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