IL PASTICCIACCIO DELLA ZTL TORINESE …

16 Lug

Per lavoro mi capita, abbastanza spesso per la verità, di recarmi nella “Capitale Sabauda”, di solito lo faccio con l’auto di servizio, che ha il permesso di accedere alla ZTL, saltuariamente, quando l’auto aziendale non è disponibile, mi reco a Torino con la mia auto e da quando ho una vettura “full electric” posso beneficiare della cosiddetta “esenzione a posteriori”.

Non è stato facile capire come funziona ma alla fine ce l’ho fatta! E’ “semplice”, dopo l’accesso basta compilare l’apposito modello di “giustificazione” allegando i seguenti documenti:

  • Carta d’identità
  • Libretto di circolazione
  • Assicurazione
  • Certificato di proprietà

Operazione non del tutto agevole e del tutto incurante che le verifiche sulla documentazione da allegare oggi possono essere fatte, anche in modo automatizzato, a partire dalla targa del veicolo, regolarmente dichiarata nel modello di domanda e peraltro rilevata dagli strumenti che monitorano varchi!

L’accesso alla ZTL ovviamente non esime dal pagamento del parcheggio che va dai 2,00 a 2,50 € all’ora!

Nel mese di maggio tutto bene, non fidandomi della Pubblica Amministrazione italica ho tuttavia chiesto un cenno di riscontro della ricezione della mail e degli allegati mi è stato risposto in questo modo: “non è prassi di quest’ufficio dare informazioni in merito gli inserimenti in ZTL”. Su questo punto mi limito ad osservare che non sarà certo “prassi” ma sarebbe “cortesia”, ma è del tutto evidenti che nei confronti dei “sudditi” la cortesia non è prevista, lo sarebbe invece nella relazione con i cittadini!

Mi è andata bene dunque una volta e ho dunque osato “sfidare la sorte” una seconda ma non ho avuto altrettanta fortuna perché ho ricevuto questa comunicazione:

“Buongiorno, siamo spiacenti di informarla che la sua richiesta è stata respinta.

Si informa che la sperimentazione relativa al transito in ZTL, delle auto Elettriche Pure (G.C. num. mecc 2008 02233/119 del 12/06/2018),  si è conclusa il 27/06/2019 , pertanto siamo impossibilitati a procedere ad autorizzare i transiti successivi a tale data…”

Sinceramente non mi sono accorto che la possibilità di accesso deliberata dalla giunta avesse una scadenza, sono certo che da qualche parte ci sarà stato scritto, con gli stessi caratteri delle clausole vessatorie delle assicurazioni! Sarò costretto a pagare la contravvenzione, me ne farò una ragione, la considererò come l’ennesima tassa pagata all’inefficienza del sistema Paese. Ma non posso non chiedermi perché oggi che si fa un gran parlare di “big data” non si potesse prevedere l’invio massivo agli utenti del servizio di un avviso sulla scadenza dell’agevolazione!

Va notato che l’azienda pubblica di trasporti GTT, che esercita il servizio di “cane da guardia” per conto del Comune, si affretta a prendere le distanze con la seguente excusatio non petita: “Ricordiamo che le Esenzioni a Posteriori sono Disciplinate dalla Città di Torino e GTT non ha facoltà di andare in deroga” nessuna facoltà di deroga ma certo un minimo di dovere di efficienza!

Nel mese di maggio mi sono registrato per accedere all’area corrispondente alla ZTL di Francoforte e di Bruxelles, ho trovato indicazioni chiare, anche in lingua inglese, senza la scadenza della “mozzarella” della sperimentazione in salsa torinese! Mi piacerebbe sapere quanti turisti stranieri sono stati capaci di superare il sistema ad ostacoli inventato dall’amministrazione comunale di Torino e soprattutto quanti si sono tenuti aggiornati alle scadenze previste dalla “G.C. num. mecc 2008 02233/119 del 12/06/2018″ (SIC!)

Morale: ecco spiegato il significato “criptico” della locuzione “esenzione a posteriori” … significa “ESENZIONE CON IL CULO!”

La vicenda ha una coda … perché grazie alla indicazione di Tony Musone nel gruppo FB della Kona sono venuto a sapere che il nuovo Codice della Strada regolamenta l’accesso dei veicoli elettrici alla ZTL, mi sono dunque rivolto all’URP del Comune di Torino così:

Sono stato avvisato da GTT che la mia richiesta di accesso a posteriori alla ZTL è stata respinta perché la sperimentazione relativa al transito in ZTL, delle auto Elettriche Pure (G.C. num. mecc 2008 02233/119 del 12/06/2018), si è conclusa il 27/06/2019.
Pagherò la sanzione non ricorro perchè non ho tempo e sto perdendo la fiducia nelle istituzioni di quello che una volta era il “Belpaese”, volevo solo segnalare che l’art 7 del nuovo Cds, al comma 9 bis recita: “Nel delimitare le zone di cui al comma 9 i comuni consentono, in ogni caso, l’accesso libero a tali zone ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida.”
Come cittadino mi sono tuttavia preso la libertà di esprimere tutto il mio disappunto in rete! https://iononperdonoetocco.wordpress.com/2019/07/16/il-pasticciaccio-della-ztl-torinese/

L’amministrazione s’impegna a rispondermi entro 30 giorni, il 16 agosto vi farò sapere!

Annunci

OPINIONI DI UN PROFANO *

9 Giu

Prendo a prestito il titolo di un romanzo di Heinrich Böll e rispolvero il mio vecchio blog per raccontare la mia esperienza di un viaggio di oltre 2000 km sulla Kona elettrica.

Non si tratta di un racconto da “addetto ai lavori” come dichiaro nel titolo, né per gli addetti ai lavori, pertanto nella pagina FB dedicati alla Kona elettrica, già “ammorbata” da 14 post dal titolo “TRASLOKONA”, metterò solo un link.

 

PREMESSA

La premessa rimanda un po’ ai contenuti del romanzo che, sia pure in un’altra epoca storica, siamo nella Germania uscita fiaccata dalla seconda guerra mondiale racconta l’ipocrisia del vivere quotidiano. Anche noi oggi sosteniamo l’ipocrisia del “vivere sostenibile”. Si parla spesso di “Sostenibilità” senza adottare comportamenti concreti, quotidiani, coerenti e consequenziali. Io e “Rossana” stiamo provando a farlo anche se, come dicevano la “macchiette” della seconda metà degli anni settanta: “Cioè cazzo, viviamo le nostre contraddizioni!” 

Abbiamo cominciato oltre dieci anni fa affrontando il tema del “vivere sostenibile” intervenendo sulla nostra casa con il programma “Emission zero“, certo non sto lì a farla troppo lunga, chi fosse interessato può seguirlo qui. Siamo poi passati al tema dell'”alimentazione sostenibile”, senza “derive talebane” (le squisite “porcherie” poco salutari che abbiamo mangiato in una settimana tra Germania e Belgio è lì a dimostrarlo) ma facendo in modo di aumentare la nostra produzione di cibo sano affiancando all’orto tradizionale la coltura acquaponica (ecco spiegato lo pseudonimo che uso su facebook). Da ultimo è arrivata la “mobilità sostenibile”, dolcemente, prima con due biciclette elettriche (senza “aiutino” non avremmo mai potuto superare i 2,5 km in salita che dobbiamo percorrere per raggiungere la nostra abitazione), poi il motorino, e quindi la nostra Kona.

Non abbiamo mai avuto la passione per le auto e di conseguenza non vi abbiamo mai investito del danaro, per farlo su un veicolo elettrico abbiamo dovuto anche vincere l'”ansia da ricarica” che attanagliava soprattutto “Rossana”. Ho trovato un grande alleato nel mio ortopedico che, oltre a salvare il mio menisco sinistro (a causa del quale un anno fa ho dovuto smettere di giocare a basket) mi ha seguito nell’idea che il cambio automatico fosse l’ideale per il “menisco dell’anziano”, dunque perché non l’auto elettrica!

 

IL VIAGGIO

Abbiamo la Kona da oltre un mese ma è la prima volta che la usiamo intensamente … e quanto intensamente! Occasione è stato il trasloco di nostra figlia Elena che da Francoforte, lavorava presso la BCE dove si occupava di HR, si è spostata a Bruxelles per assumere un incarico presso un’altra banca, sempre nel campo delle Risorse Umane. In quasi due anni di Germania, preceduti da un Erasmus in Norvegia Elena aveva accumulato una quantità impressionante di oggetti, dovevamo dunque essere preparati! Abbiamo comprato un paio di barre porta tutto e ci siamo fatti prestare una “bara” che avremmo montato sul tetto ma che, per tutto il viaggio di andata, abbiamo tenuta nell’abitacolo.

In tutto abbiamo percorso 2155 km, dei quali alcuni con il portapacchi montato, si possono notare nella cronologia il consumi della giornata del 29 maggio e dal 2 giugno in poi, più contenuti e quelli degli altri giorni in cui avevamo montato il portapacchi. In tutto abbiamo fatto 8 ricariche, di cui solo 3 a pagamento, delle altre 4 gratuite (DC 50kWh) ed una compresa nel prezzo della camera presso il B&B.

LA MACCHINA

Devo richiamare il titolo del post, non sono un esperto di automobili, ho guidato fino al 2019 un auto diesel comperata nel 2003, poi, dopo 385 mila chilometri, per evitare che mi lasciasse all’improvviso (per me andava ancora benissimo), l’ho cambiata con un’altra a benzina poco più di 90 mila km che una zia di mia moglie non guidava più.

Che posso dirvi dunque, che non vi abbiano già detto i siti e giornali specializzati. La Kona è incredibilmente comoda, sorprendentemente scattante, goduriosamente risparmiosa, ispira simpatia, quando ci vedeva fare “il pieno” alle colonnine la gente si avvicinava incuriosita. Il cambio automatico è un toccasana per il menisco mediale interno del mio ginocchio sinistro, logorato più dalla frizione del mio “camion” diesel che non da 38 anni di basket agonistico e altri 10 di pratica amatoriale. Comodissimo il cruise control adattivo, per me è una novità ma mi dicono che ora quasi tutti ce l’hanno! Se devo trovargli in difetto (che non sia imputabile alla mia ancora scarsa confidenza con gli strumenti di bordo) è il rumore della freccia direzionale. Un ticchettio lento e noioso, invece che brillante ed allegro come quello della mia utilitaria di servizio, ma qui siamo più nel campo delle “patologie” dei conducenti più che in quello dei difetti delle macchine!

CONCLUSIONI

Che dire dunque, una bella esperienza, che fa venire voglia di viaggiare! Pensavo che avrei affrontato l’acquisto l’anno prossimo, andando in pensione (nessuna quota 100, lavoratore precoce con la Fornero) ma sono tanto affaticato e per certi versi “scoraggiato” da questo ultimo anno di servizio che ho fatto l’acquisto quasi d’impulso e sono entusiasta a tal punto che fino al mese scorso quando andavo in piscina per tenermi in forma dopo l’abbandono del basket contavo sempre 62 vasche, l’età in cui andrò in pensione, ora sono diventate 64, i kW della Kona, lo trovo più “elettrizzante”.

Buona mobilità elettrica (presto) per tutti.

#DIVERSAMENTETRAMVATO ovvero che fine ha fatto il TOTORENATO

7 Giu

Si ferma al 2,72 % la corsa di Renato alla poltrona di Sindaco di Verbania. Esprimo il mio parere personale, ma la sua campagna mi è piaciuta: originale, coraggiosa, trasparente, così come mi sono piaciuti i suoi 5 anni di apposizione, passati a lottare contro la “Palude”, infine mi sono piaciuti i modi e i mezzi comunicativi.

Mi spiace per i giovani, che erano il centro del programma della lista, alcuni dei suoi compagni di viaggio li ho conosciuti, ragazzi in gamba, sinceri, con voglia di fare. A loro dico di non abbattersi, i loro “numeri” che sono quelli della passione e della competenza, non certo quelli elettorali, li potranno far valere in altri campi e altri momenti. Io sotto questo profilo sono fortunato perché ho un sindaco Giovane, riconfermato, con una maggioranza “bulgara” che sta facendo molto bene per il suo comune!

Ma veniamo al “TOTORENATO” che avevo lanciato qualche settimana fa, hanno votato in 22, esprimendo percentuali che vanno dal 1 al 99%, chi ha vinto? Sua sorella Silvia alla quale va il premio agricolo che avevo messo in palio: ho giusto pronto carico di piselli, è stagione, sono dolcissimi se passa subito a riscuotere!

Per Renato in fondo sono contento, ha un’azienda da mandare avanti, un figlio giovane al quale ha trasmesso un esempio di passione civile e una splendida baita in montagna nella quale spendere le proprie energie e passioni personali.

Ai 453 elettori che hanno creduto nel progetto di “Una Verbania Possibile” possiamo sempre consigliare di consolarsi ascoltando il graffiante programma su Rai Radio 2 con Giovanni Veronesi e Massimo Cervelli.

AquaPhonic Wishes

25 Dic

Stressati dalle feste? Glicemia e colesterolo continuamente minacciati da cappone, capitone e panettone? Sognate uomini glabri e muscolosi invece in questo periodo vi perseguitano pancioni barbuti vestiti di rosso?

Siete solo a metà di quella striscia artificialmente colorata che chiamano “festività natalizie” ed è proprio qui, quando il tutto sembra destinato ad un’irrimediabile fine, che, come un pit stop ristoratore, come il “gong” del round per un pugile che sta per essere “suonato”, come la “fatina” della favola che, pur non potendo rimediare all’irreparabile, almeno ci mette una pezza, arrivano  gli auguri di “Akuadulza”.

Auguri perche possiate rilassarvi, tirare il fiato, quando non addormentarvi per qualche tempo, per risvegliarvi con un bacio di principe … finalmente azzurro! Quell’azzurro di acqua e cielo dentro il quale e sotto il quale crescono pesci e verdure con il metodo di coltivazione acquaponico.

L’allevamento nelle terre alte

25 Giu

logo

Lo dichiaro subito, si tratta di un post della serie “Promo mai prono” nel quale “Cirano”, rispondendo a logiche proprie, senza alcuna pretesa né tantomeno subordinazione, propone iniziative che gli stanno a cuore. Questa volta il cuore è proprio “cuore di padre”, perché Alice sabato primo luglio presenta la sua tesi in uno dei luoghi dove questa è nata.

Si tratta dell’alpe Devero una delle località in cui, per il master in sviluppo sostenibile presso l’Università di Utrecht, ha sviluppato il tema dell’Economia d’alpeggio nei parchi naturali dell’Ossola.

Devero presentazione tesi

Rispetto all’esposizione durante la sessione di laurea sarete avvantaggiati, Alice parlerà in italiano e non in inglese, ma vi perderete le facce rapite degli spettatori che, abituati a mucche (lo so che si dice vacche!) tutte uguali in un paesaggio tutto piatto e uguale, quello piatto dei Polder, non si immaginavano che ci fossero animali “agili ed epici”   spinti d’estate a monticare i paesaggi, per gli olandesi incantati, delle Alpi.

 

LA SINISTRA E’ IN GINOCCHIO

18 Mag

ginocchio003

Quella che vedete qui sopra è la sinistra, praticamente “a pezzi”, solo che la mia sinistra ora è in mano a un buon ortopedico, quell’altra, intendo dire di sinistra, a chi è in mano?

PARADISO E INFERNO

23 Apr

Lo direste che Paradiso e Inferno sono distanti poche centinaia di metri? Eppure è così, siamo a Verbania, cittadina turistica in riva al Lago Maggiore, il paradiso si chiama Villa Taranto ed è un orto botanico di fama internazionale 7af78b4960ec353dc45bd8ef4865fb24

178-imgA poca distanza, incastonato nel bel mezzo di un quartiere popolare, c’è questo siringhe e batteriasiringhe2

In entrambi i posti ci sono delle serre, purtroppo un po’ diverse fra loro

Un gruppo di cittadini vorrebbe che l’inferno diventasse un orto civico, sottoponendolo al gradimento popolare in una votazione organizzata per scegliere alcuni progetti da realizzare, ma l’Amministrazione comunale si è opposta con motivazioni che paiono pretestuose.

Nel paradiso ci vengono i turisti, pagano un biglietto e hanno il diritto di lustrartsi gli occhi per poche ore, nell’inferno ci stanno i cittadini, pagano le tasse e ci staranno tutta la vita.

Firma la petizione

Fai ora la tua passeggiata dall’Inferno al Paradiso, bastano una decina di minuti:

Ecco cosa vedono “gli angeli” quando guardano “Paradiso” e “Inferno” di Verbania

paradiso

Google maps mostra una parte del parco di Villa Taranto

Inferno

Google maps mostra il riquadro di terreno che si vorrebbe dedicare agli orti con la vegetazione che sta “mangiando” quello che rimane delle serre

Ricordati di firmare la petizione