Tutta una questione di testa …

26 Mar

In casa nostra, quando ci si ritrova, è tutta una questione di testa: ci si confronta, si discute, ciascuno esprime la propria opinione, da sempre ma ancor di più da quando siamo tutti “dottori” in qualcosa!

Il confronto ci arricchisce, ci stimola, ci sazia, ci appaga. E’ sempre stato così fin da quando le ragazze erano piccole, quello che segue è un colloquio fra me e Alice quando aveva quatro anni:

Papà: “Alice, dove hai il sentimento?”

Alice: -Risponde indicando la testa e dicendo-  “Nel cervello!”

Papà: “Ma il tuo cervello è grande o piccolo?”

Alice: “Grandissimo”

Papà: “E a cosa ti serve il cervello?”

Alice: “A fare le capriole sul pavimento!”

Ma le prove, dove sono le prove direte voi di questa famiglia così cerebrale? In cui la testa è al centro della relazione, facile dirlo, se poi non ci sono le prove!!!

Le prove ve le fornisco subito:

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scattata questa mattina nel box doccia

P.S. e pensare che io sono calvo e amo fare il bagno.

CINEMA A DUE EURO … MA ANCHE NO!

4 Mar

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Prosegue per altri tre mesi la lodevole iniziativa del Ministreo della Cultura del cinema a due euro il mercoledì. Peccato che nella nostra città, più di una volta, fossero esposti in quel giorno un paio di film di “mostri spaccatutto” ed un fantasy per bambini.

Esistono però delle alternative, almeno una delle quali adatta alle famiglie e che può stimolare nei nostri bambini un alto tasso di creatività. Vediamo per primo il film che non sarà nella nostra sala:

locandina

Si tratta di un film documentario di Elisa Amoruso che vede tra gli interpreti anche la nostra Rady, all’anagrafe Radoslava Petrova, anima e motore della Cooperativa “Bio e Mare” che ci fornisce il pesce fresco. Eccola al centro della scena:22511_orig

Vabbeh il film, almeno nelle sale a Verbania non lo vedrete, ma possiamo almeno farvi vedere il trailer, una sorta di augurio per la prossima festa dell’8 marzo.

Quanto ad un’alternativa creativa per i ragazzi vi presento “Badabàu”, un laboratorio creativo dove la fantasia è di cartone:16819394_1355298531206301_6450039346218609402_o

Se dunque per i vostri ragazzi cercate qualcosa più originale che non farli ingozzare di popcorn unti in una sala al buio, siete avvisati!cinema_famiglia-id23238

 

 

 

Progetto Serena, ovvero, un altro modo di “star sereni”

16 Feb

PREMESSA: questo post è sinceramente autentico, anche se può apparire in qualche modo “restitutorio”, dopo che avevo parlato male della mia ASL qui e qui. Credetemi non lo è, più volte, anche da questo blog, mi sono trovato a parlare di una pubblica amministrazione “balcanica” dove ad un passo da chi lavora bene e fa il suo dovere, spesso anche di più, convive pressapochismo, approssimazione, menefreghismo, ecc …

Oggi voglio parlare di un bel servizio dal nome complicato “Sigmoidoscopia preventiva” che è reso più accattivante dal suadente nomignolo di progetto “Serena”. colonscopia1

Giunto ad un’età in cui è venuto il momento di guardarsi dentro, fare dei bilanci, prepararsi a dei cambiamenti, personali, professionali, familiari, mi sono trovato anche ad affrontare un momento in cui sia qualcun’altro a “guardarti dentro”, giusto per scongiurare che tu non abbia il tempo di mettere in atto quei cambiamenti tanto attesi.

Fuor di metafora mi sono trovato per la prima volta, non senza un certo imbarazzo, disteso su un lettino per effettuare l’esame diagnostico per verificare che non ci siano problemi al colon retto. Ho preso contatto con un’équipe medica molto professionale che ha saputo mettermi a mio agio e sostenermi negli inevitabili momenti di difficoltà che questo esame comporta. Gentili, solerti, prodighi di spegazioni, i sanitari hanno fatto in modo che anche io in qualche modo partecipassi all’esame, senza subirlo passivamente (ad onta della posizione).

Alla fine per dirla sempre in metafora ho forse perso un pochino della mia “innocenza” ma ne ho guadagnato certamente in salute, giacché è stato intercettato e immediatamente rimosso, un minuscolo polipino grande quanto un grano di miglio. Tra una decina di giorni, effettuato l’esame istologico, saprò se ho vinto un “secondo giro di giostra” in cui si andrà più in alto o se basta così!

 

Conoscete Ahmadreza Djalali?

11 Feb

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Ahmadreza Djalali è un ricercatore iraniano di 45 anni, esperto di Medicina dei disastri e assistenza umanitaria presso l’Università del Piemonte Orientale di Novara. Djalali è stato arrestato dai servizi segreti mentre si trovava in Iran per partecipare a una serie di seminari nelle università di Teheran e Shiraz. Dal 25 aprile 2016 è in carcere e rischia la pena di morte.

Djalali è accusato di “spionaggio” e potrebbe essere condannato a morte. Le autorità giudiziarie non hanno ancora formalizzato un capo d’accusa né hanno stabilito la data del processo. L’ufficio del procuratore generale considera il suo avvocato non idoneo a gestire il caso in quanto non compare negli elenchi della procura.

Lo scorso dicembre, le autorità iraniane hanno fatto forti pressioni su Djalali affinché firmasse una dichiarazione in cui “confessava” di essere una spia per conto di un “governo ostile”. Quando ha rifiutato, è stato minacciato di essere accusato di reati più gravi. Per protesta, Djalali ha iniziato uno sciopero della fame che continua tuttora e che sta compromettendo la sua salute: ha già perso 20 chili, ha avuto due collassi, ha la pressione bassa e forti dolori ai reni.

Non conosco di persona Ahmadreza Djalali ma ho amici che lo conoscono perchè lavorava e viveva Novara, vicino a noi, hanno dunque avuto modo di frequentarlo, di lavorare e di percorrere con lui un pezzo di strada.

Salviamo Ahmadreza Djalali, firma e diffondi l’appello!

L’U.R.P difensivo

3 Feb

Innanzitutto, è bene dirlo, l’Azienda Sanitaria si è scusata per aver tirato un pacco a non so quanti pazienti paganti sabato  21 gennaio. Il fatto lo avevamo raccontato qui.

Lo ha fatto con una lettera della “SOC Affari Generali Legali e Istutuzionali” all’interno della quale è incardinata la “SOS Organi Organismi Collegiali Protocollo URP Ufficio Stampa” come ben evidenziato nell’intestazione del documento, debitamente protocollato, eccolo:

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Si è trattato, evidentemente, di un  “difetto di comunicazione” che ha generato un “disguido”. Vorrei rispondere che altrettanto evidentemente se ne sono accorti tutti, difficile pensare alla deliberata volontà di concentrare un certo numero di persone sofferenti in un unico punto al sabato pomeriggio!

Cosa rimane da questa vicenda ad un cittadino che, pur avendo preso coscienza di quanto la pubblica amministrazione di questo Paese sia inemendabile, non si rassegna ad essere “bue”? Vediamolo per punti:

  • Che mentre l’URP dell’Azienda Sanitaria impiega quasi un mese a risponderti (dal 9 gennaio al primo febbraio) la mail “info” di una ONLUS di Gallarate ti risponde in due ore.
  • Che la mail della ONLUS ti dice in tre righe come può risolvere il tuo problema mentre la lettera del servizio pubblico arriva con tanto di protocollo, dopo che sei stato costretto a strillare in rete la tua patologia e quindi sei diventato una “caso”.
  • Che la mail della ONLUS si concentra sul tuo problema, mentre la lettera dell’ASL, ti dice che non è tenuta ad offrirti il servizio, pur essendo inserito nei LEA regionali e altrettanto fanno gli ospedali pubblici nelle vicinanze.
  • Che i tempi di risposta fissati in 30 giorni (comodi per chi offre il servizio e non per chi lo riceve, un po’ come gli orari di certi treni che sono obbligati a prendere solo i pendolari) sono stati rispettati.
  • Che l’azienda Sanitaria pubblica impiega almeno tre persone, lo si vede dalle sigle in basso a sinistra che hanno contribuito alla redazione della lettera (CM/MNbz), per fare quello che dalla ONLUS è uscito con due righe su un tablet dal medico stesso, probabilmente in una pausa tra un paziente e l’altro.

A trarre le considerazioni finali, senza voler scendere in particolari tecnici che non interessano i lettori del blog, ci aiuta Wikipedia che spiega così l’obiettivo degli URP:  “di agevolare i rapporti tra ente pubblico e cittadini (singoli e associati), garantendo il diritto d’accesso agli atti e favorendo la trasparenza amministrativa. Si potrebbe dire che questi uffici sono la “prima linea” delle pubbliche amministrazioni. Gli URP aiutano il cittadino ad orientarsi nella pubblica amministrazione e a trovare le risposte delle quali ha bisogno. Per il suo carattere fortemente “relazionale” il personale dell’URP deve essere specializzato e fortemente motivato.” Questa vicenda mi ha fatto incontrare una nuova struttura burocratica quella dell’URP difensivo che si contrappone all’URP dialogante contenuto nello spirito della norma.

 

RICHIESTA, PROTESTA, PROPOSTA

28 Gen

foto_intervista-2Recentemente ho avuto necessità di alcune prestazioni sanitarie per un problema ricorrente. Si tratta, manco a dirlo trattandosi del blog di “Cirano” di insufflazioni nasali che rientrano nei LEA della Sanità con il codice 20.8. La mia ASL non le rende più come qualche tempo fa pagando il semplice ticket ma scopro che le posso ottenere in “libera professione intramoenia”, ho la fortuna di essere “solvente” e prenoto la prestazione a pagamento.

Il problema non viene superato al primo trattamento, dunque prenoto una seconda seduta e, contemporaneamente mi rivolgo all’ Ufficio Realzioni con il Pubblico dell’ASL con questa domanda:

Buongiorno, mi chiamo ” …” sono un cittadino del VCO. Periodicamente nel periodo invernale ho necessità di ricorrere all’intervento di cui all’oggetto classificato con il codice 20.8. Per l’esattezza ho necessità di effettuare insufflazioni tubariche con il metodo di Politzer. Tempo fa ricevevo la prestazione prima a Verbania, poi a Domodossola poi mi hanno detto che la prestazione non era più disponibile e devo rivolgermi alla libera professione intramoenia. Poichè con tale modalità il costo dell’intervento è passato da poco più di 40 €  a 65 € e dal momento che ho rilevato che la prestazione in parola è presente nella tabella dei Lea regionali, chiedo se l’ASL VCO fornisce tale prestazione e dove e, qualora non erogasse la prestazione in argomento, se la prestazione sia disponibile all’ASL di Novara o Borgomanero. Ringrazio per una sollecita risposta.

Dall’URP nessuna risposta, scrollo le spalle come qualunque cittadino italiano ormai rassegnato alle inefficienze e alle scortesie della P.A. e prenoto il secondo intervento a pagamento. C’è un gran “traffico” di malattie da raffreddamento in questa stagione ed ottengo l’appuntamento solo dopo 5 giorni, sabato alle 15,00. Mi presento giorno ora e luogo concordato e non c’è nessuno. Iniziano ad arrivare i pazienti prenotati, uno ogni quarto d’ora dopo di me ma il medico non si vede, lo facciamo chiamare dalla portineria e non risponde … Tutti pazienti paganti lasciati nell’atrio dell’ospedale senza alcuna informazione con l’imbarazzo del portiere che continuava a tentare di chiamere un telefono sordo e muto. Alle 16,00 me ne vado. Tornato a casa contatto nuovamente l’URP con questo nuovo messaggio:

Lo scorso 9 gennaio ho inviato il messaggio che trovate qui sotto all’URP di Codesta ASL, ho avuto dal sistema conferma di recapito pur non avendo avuto conferma di lettura. Risposta, neanche a parlarne! Non avendo risolto ancora il mio problema di salute mi sono dunque risoluto a prenotare una nuova visita a pagamento per poter ottenere la prestazione sotto specificata che prima mi somministrava il poliambulatorio a Domodossola e che in realtà ora mi somministro da solo, potandomi pure la bottiglia dell’acqua di Tabiano da casa! L’appuntamento era per oggi alle 15,00, a pagamento, con la dottoressa …. presso il poliambulatorio A del presidio ospedaliero di Pallanza. Il medico non si è presentato! Ho atteso fino alle 16,00 si sono presentati tutti i pazienti programmati ogni quarto d’ora, tra i quali una coppia con un bambino, ma il medico né si è presentato, né ha telefonato per avvisare che tardava o che non sarebbe potuta venire, né si è fatto trovare al telefono dal portinaio che avrà provato a chiamarla per 20 volte. E’ possibile che in barba alle relazioni con il pubblico non rispondiate neppure questa volta alla mia mail ma vi voglio assicurare che non demorderò, nell’eventualità di un reiterato silenzio mi rivolgerò all’URP di Regione Piemonte ed eventualmente al ministero della Sanità. Intanto per il mio problema mi rivolgerò alla sanità lombarda, con buona pace per la mobilità passiva.

Dal momento che però la prestazione era pagata (e la bottiglia d’acqua di Tabiano procurata -sic!-) ho chiesto a mia moglie che lavora all’ASL di sentire lunedì stesso se era possibile avere la prestazione. La risposta, comprensibile, per certi versi, è stata che io avevo contattato l’URP “lamentandomi” (il riferimento era al primo contatto) e siccome l’ASL non erogava questo tipo di prestazione, per non creare un vantaggio al medico che la rendeva intramenia la prestazione non sarebbe stata più erogata. Questo all’interno della loro organizzazione, peccato che di ciò non è stata fatta parola al paziente, magari tramite l’URP (dal 9 gennaio, data del mio primo contatto con l’URP al 16 gennaio data della prenotazione del secondo intervento, ci sarebbe stato tutto il tempo)  e neppure al CUP che ha accettato la mia prenotazione dandomi appuntamento per sabato 21. Inutile dire che non abbiamo ricevuto né scuse né motivazioni per il “pacco” collettivo all’appuntamento del sabato precedente. Solo un’annotazione in calce alla prenotazione che riporto per dovere di cronaca.post021

Rassegnato ho pensato che la “farsa” fosse finita ma quando ho ricevuto una comunicazione a casa martedì mattina con la quale mi annunciavano che l’appuntamento tradito di sabato 21 sarebbe stato spostato a sabato 4 febbraio non ho resistito e ho scritto ancora all’URP, ben consapevole che sarebbe stata ancora una mail senza risposta:

Mentre attendo ancora una risposta da questo ufficio che dovrebbe essere deputato alle relazioni con il pubblico la vicenda delle insufflazioni codice 20.8 sta volgendo alle comiche finali. Ieri, 23 gennaio, mia moglie si reca presso l’ambulatorio della dottoressa … per chiederle conto del fatto che sabato non si è presentata alla visita prenotata in data 16 gennaio presso il CUP dell’ospedale di Verbania (né per me né per gli altri pazienti programmati ogni quarto d’ora, ne ho incontrati almeno altri tre, avendo aspettato invano per un’ora) non solo non riceve alcuna scusa, ma neppure una spiegazione le viene consegnata una nota di credito  per il rimborso di quanto ho pagato, unitamente ad una annotazione che riporto letteralmente: “La prestazione non viene più erogata dalla nostra ASL. Pertanto non può essere erogata neppure in libera professione. Chiedo che al pz. venga rimborsato integralmente quanto pagato” (seguono data timbro e firma) La vicenda poteva sembrare conclusa se non che oggi chiama a casa qualcuno (CUP?) e trovo la comunicazione che, non risultava esserci nessuno in lista per sabato 21 e pertanto la dottoressa non c’era, per questo motivo mi hanno spostato la prestazione al 4 febbraio. Rispondo a voi perchè possiate riportare al medico (visto che con il pubblico non vi rapportate): NO GRAZIE, HO GIA’ DATO! In Regione Lombardia ho ottenuto subito la prestazione: l’ho richiesta via mail, mi hanno risposto dopo un’ora, c’era posto il giorno stesso al costo di 25 € a trattamento. Resto ancora in fiduciosa attesa di una vostra risposta.

Ora sto benissimo e posso provare a trarre da questa vicenda pesonale alcune considerazioni di carattere generale, lo farò appoggiamdomi ai concetti di “Exit” e “Voice” elaborati dal sociologo Hirschman che spiega le delusioni e i coinvolgimenti degli individui.

In una prima fase, forse perchè oltre che cittadino sono pubblico dipendente e vorrei poter essere orgoglioso del lavoro che faccio, ho ho avuto un approccio di “Voice” facendo una richiesta ed offrendo un occasione di tenere un comportamento virtuoso (indicarmi delle alternative) che mi avrebbe soddisfatto e mantenuto “fedele”. Nella seconda ho messo in atto un comportamento di “Exit” cioè di “defezione” allontanandomi dall’erogatore del servizio e parlandone pure male! In questo modo però, generalizzando il fenomeno, si da spazio alla marginalizzazione del servizio pubblico che potrà costruire anche gli ospedali più belli del mondo ma che se all'”hardware” non unisce anche un “software” di qualità non potrà mai offrire un servizio soddisfacente.

L’invito dunque è quello di coltivare il rapporto, mettere in campo tentativi di dialogo con i fruitori dei servizi, un dialogo strutturato che non sia lasciato alla singola iniziativa dell’operatore pubblico. La P.A. in generale presenta una situazione “balcanica” in cui spesso, per una forma di manifestazione del tutto casuale, splendidi esempi di dedizione camminano fianco a fianco a situazioni di degrado e di trascuratezza che sono quelle che alla fine prevalgono nell’immaginario collettivo.

Per creare situazioni di “Loyalty”, la terza componente della tripartizione Hirschmaniana, ben vengano dunque iniziative di conoscenza che possono costituire la base per una “proposta” come recita il titolo del post, (anch’esso tripartito). Colgo dunque l’occasione per invitarvi a rispondere al questionario che trovate qui.

 

Offri asilo ad una americano …

9 Nov

Stamane mi alzo presto, leggo i giornali in rete e mi assale un moto di sgomento, Trump è in testa alle elezioni! Diciamocelo veramente, nessuno di noi se lo aspettava, certo, nessuno di noi italiani, per quanto ben allenati da vent’anni di Berlusconi che avrebbero dovuto farci capire che tutto è possibile.

Non se lo aspettavano neppure borse asiataiche che in questo momento stanno andando a picco, non se lo aspettava neppure l’attuale presidente degli States, che si è affrettato a dire “Non importa cosa succederà, domani sorgerà il sole” (se ha detto una coglionata del genere significa proprio che è rimasto ammutolito dalla sorpresa).

Eppure dovevamo aspettarcelo, i segnali, a saperli leggere, c’erano tutti. L’aveva capito prima di tutti Giorgio Gaber, in tanto profetico quanto gustosissimo monologo anticipatore:

Comunque vada a finire, il risultato è ancora in bilico, non è il momento di stare a guardare, gli americani non sono tutti come Trump, è giunto il momento di mostrare il grande cuore degli italiani, offri anche tu asilo ad un americano!

P.S per i veri intenditori di Gaber c’è anche la prima versione dello stesso pezzo, con il testo: https://www.youtube.com/watch?v=x0QbKcWZm7U