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LA SOLITA “FUFFA”

31 Mar

A Milano direbbero che sono “il solito pirla”, m’illudo sempre che le cose possano cambiare, che siamo all’ultima spiaggia, con le spalle al muro, dunque è inevitabile un mutamento di passo.

Per questo motivo, anche se i provvedimenti strombazzati dal Presidente del Consglio di turno hanno i contorni nitidi dei paesaggi immersi nelle nebbie che favoriscono la maturazione del Culatello ho sperato che almeno le scadenze venissero rispettate.

Ho dunque atteso che maturassero i tempi previsti per l’emanazione del decreto attuativo art, 13 comma 24 DECRETO-LEGGE 23 dicembre 2013, n. 145 convertito con la legge 21 febbraio 2014, n. 9 altrimenti chiamato “Destinazione Italia”, vado a vedere sul sito del Ministero degli Affari Regionali e non trovo nulla.

Deluso, mando una mail all’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Ministero per avere informazioni … v’invito a fare altrettanto per scoprire com’è andata a finire. Per i più pigri riporto tra parentesi il messaggio di risposta automatica: (L’indirizzo di posta elettronica del destinatario non è stato trovato nel sistema di posta elettronica del destinatario. Non verranno effettuati ulteriori tentativi di recapito del messaggio. Controllare l’indirizzo di posta elettronica e provare a inviare di nuovo il messaggio oppure fornire il testo di diagnostica seguente all’amministratore di sistema.)

Per farla breve ho scoperto la vera direzione del provvedimento “Destinazione Italia”: il Maghreb! Altro che Unione Europea!!! Siamo veramente alla frutta.

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Bambini

19 Mar

LA FONDAZIONE

17 Mar

Cosa “Cirano” pensi delle Fondazioni Bancarie è poco rilevante, di certo non ne pensano bene Tito Boeri e Luigi Guiso, economisti del quotidiano economico on line “La Voce”. Sul tema si suggerisce di leggere questo articolo sul rapporto fra consiglieri delle Fondazioni e Politica.

Come “Cirano” mi limito a fare la “cronaca critica” di quanto è accaduto alcuni giorni or sono ad un incontro organizzato da una Fondazione (di derivazione bancaria) dedicato ai fondi europei per la ricerca e per il no profit.

Esordisce nella sua introduzione il Presidente della Fondazione leggendo un “pistolotto” su giovani, occupazione, formazione, sfida del Welfare di Comunità. Non sembra neppure presieda un Ente che fino a qualche tempo fa elargiva risorse a chi si approcciava al politico locale di riferimento, che siedeva nel Consiglio di Amministrazione! Spara bordate sul sistema della formazione professionale di cui dice essere orientato più nei confronti di chi progetta e offre corsi che non alla possibilità dei giovani di trovar lavoro.

Prende la parola l’esponente italiano al Parlamento Europeo, ringrazia e si “lecca” a dovere il Presidente e dice un gran bene dei fondi europei e del proprio lavoro in Europa che ha cotribuito a renderli più accessibili a tutti. Poi introduce il nuovo programma HORIZON 2020, 80 miliardi di euro nel periodo 2014-2020 destinato a progetti di ricerca di eccellenza, leadership industriale e sfide sociali. Il pubblico è soverchiato di informazioni generali, frammentarie eterogenee, molti sono rappresentanti di associazioni che stentano a redigere e a rendicontare un progettino per un bando della Fondazione si guardano intorno con sguardo bovino e assente! Non importa avanti con i numeri, le informazioni, le opportunità, in fondo quello che deve rimanere all’uditorio è che l’Europa è una sorta di albero della cuccagna e che noi (sara forse un caso che il prossimo 25 maggio ci saranno le elezioni?) siamo lì a portare le vostre istanze!

Si passano poi in rassegna i fondi a gestione indiretta, per i quali non è necessario presentare le domande a Bruxelles. Sono i soldi per i quali emettono i bandi le Regioni, si chiamano POR, FESR, FSE, Cooperazione Territoriale, tutte sigle che non dicono nulla a chi, come gran parte dell’uditorio, non sia un “addetto ai lavori”. Anche qui ci si dà dentro con i turibolo per incensare la propria Regione: ha speso tutti i fondi, i partecipanti a corsi di formazione professionale trovano lavoro entro 6 mesi …

E’ il momento del rappresentente in Italia dell’Unione, legge in maniera trasandata e svogliata gli appunti su un “piccolo” programma specializzato a gestione diretta e liquida la pratica.

In quattro e quattr’otto si chiude la riunione, il moderatore dà il “rompete le righe”, in un’atmosfera di fumo generale, vuoi per la quantità di informazioni dispensate in modo generico, “zippato” e su temi etereogenei, vuoi per tutto quel mulinare di turiboli carichi d’incenso, la gente non vede l’ora di raggiungere l’uscita per prendere un boccata d’aria fresca!

Chapeau!!

30 Nov

Ici, Imu, Trise con Tari-Tasi e Tuc. Ora Iuc! Il mio collega Maurizio è dirigente presso un comune, in mezzo a questo delirio, che purtroppo non è soltanto questione di acronimi cha commesso un errore. Una piccola differenza sulle cartelle dei nuclei familiari composti da due persone. Purtroppo riemettere nuove cartelle ha comportato una maggior spesa di circa 2000 euro.

Siccome  un solo esempio vale più di mille parole Maurizio ha chiesto che gli fosse addebitata la spesa sopportata dall’Amministrazione.

Maurizio è dirigente, ha uno stipendio dignitoso, ma in un comune di poche migliaia di abitanti la sua remunerazione è ben lontana da quella dei boiardi di stato che governano le amministrazioni centrali o regionali che beneficiano delgi stipendi più alti dell’area OCSE.

Maurizio ha voluto dare un segno, si è voluto assumere una responsabilità, ha insistito per marcare l’esigenza del cambiamento. A me piace pensare che sia un punto fermo su cui fare leva per cambiare il sistema.

Grazie.

Per conoscere il fatto specifico clicca qui

Per una approfondimento sulla centralità del ruolo e dell’autonomia del dirigente pubblico leggi questo contributo

ANTIFURTO PER CARTA IGIENICA

27 Nov

L’amministrazione pubblica presso la quale lavoro è in difficoltà. Stiamo vivendo un periodo difficile e bisogna fare dei sacrifici per far quadrare i conti. Insomma è tempo di “Spending review” anche in periferia.

Non avendo a disposizione un Carlo Cottarelli ci siamo arrangiati un po’ come potevamo scegliendo, credo un approccio “bottom up”, <da bottom (ingl.) = sedere> in altre parole abbiamo cominciato dalla carta igienica!

Ne circola sempre meno dei bagni dell’Ente e talvolta ci sono vere e proprie “interruzioni del servizio”.

Avendo buona memoria, sono tornato indietro al periodo in cui i miei figli erano alle elementari, anche lì mancava la carta igienica e in quel caso le maestre informavano i genitori con un “avviso” sul diario e subito si provvedeva mettendo un rotolo nella cartella. Una solerte bidella teneva il “magazzino” e informava le maestre quando era necessario un nuovo “avviso”.

Mi sono dunque portato la “vergine delle chiappe” da casa ma sono diventato vittima di discriminazioni di genere. Essendo in fatti in netta minoranza ed avendo, in quanto maschio, nella maggior parte dei casi, esigenze quantitative inferiori (in termini di lunghezza per intervento) il mio rotolo, pur senza insguire cuccioli di Golden Retriever o sfidare i condomini attaccato ai palloncini, dura di più.

P1010390Siccome c’è sempre qualcuno che pensa di risolvere i problemi con una scorciatoia (un po’ come il mio vicino di casa che per risparmiarsi la fatica di smaltire le pubblicità fa pulizia nella sua buca delle lettere infilandola nella mia) periodicamente qualcuno s’intrufola furtivamente nel bagno dei maschi (che uso praticamente quasi solo io in modo sistematico) e si frega il rotolo intero!

Non può essere diversamente perchè il rotolo sparisce senza lasciare traccia del “torsolo” di cartone, magari solo dopo un’oretta essere stato iniziato! La situazione è imbarazzante perchè, sebbene ormai mi premuri di controllare sempre se vi sia o meno la carta prima di “iniziare le operazioni”, quando mi accorgo del “furto  destrezza”, tecnicamente credo si chiami così anche se forse con “vigliaccheria” credo sia più indicato, devo rifare la sfilata nel corridoio a beneficio delle colleghe per prendere la “carta di riserva” che tengo nel cassetto della scrivania.

P1010392Ecco dunque perchè ho messo “l’antifurto”,  il rotolo me lo potranno “rubare” ugualmente ma tutti sapranno che è quello il rotolo del gabinetto dell'”amico di Gaber”. Perchè, ovviamente,  il cesso è sempre in fondo a destra!

SUSSIDIARIETA’ 2: cos’è veramente e di cosa ha bisogno per crescere

11 Ott

Seconda puntata del viaggio tra Amministrazione e sussidiarietà. Cercherò di spiegare in quali tematiche funziona meglio e di quali risorse e attenzioni ha bisogno per crescere e svilupparsi producendo utilità collettiva  senza distorcere i suoi fini originari … (cliccare sulle immagini per ingrandirle)scheda 13scheda 14scheda 15scheda 16scheda 17scheda 18scheda 19scheda 20scheda 21scheda 22

SUSSIDIARIETA’ 1: metodo e merito

21 Set

Si sta approssimando la tornata elettorale amministrativa, è tutto un fervore di contatti, candidature, programmi, promesse, che non mi ha mai appassionato, men che meno di questi tempi.

In passato sono stato “avvicinato” da questo o quello con annusamenti e ammiccamenti che hanno lasciato i miei interlocutori delusi, questa volta preferisco prevenirli: “Non sono disponibile a schierarmi”.

Tuttavia non vorrei che questa mia mancata disponibilità fosse scambiata per insensibilità verso le tematiche che riguardano la buona gestione della cosa pubblica, tutt’altro. A ciascuno il suo ruolo, i politici facciano i politici, i tecnici facciano i tecnici, la confusione (quando non un vera e propria “campagna acquisti”, come avviene in alcuni casi) fa solo danni.

Per dimostrare che sono sensibile al tema di una buona gestione dei beni comuni ho preparato una serie di slides, molto semplificate e, per quanto possibile, calate sulla realtà territoriale in cui vivo che riguardano il tema dell’amministrazione locale secondo il paradigma della sussidiarieta.

Le slides appariranno di tanto in tanto in tanto in questo blog inframezzandosi con altri temi di cui si occupa di consueto “Cirano” e saranno contraddistinte dalla parola “Sussidiarietà” nel titolo. Al termine della serie presenterò “credits” e articoli di approfondimento. Per ingrandire le immagini, cliccaci sopra. Buona lettura.scheda 1scheda 2

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