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POLITICAMETE SCORRETTO

20 Mar

Lo so, è “politicamente scorretto” ma io, il fascinoso Yanis Varoufakis, ministro greco dell’economia, l’avevo chiamato fin da subito “Vafankulis”, per quel misto di competenza e atteggiamento spavaldo, anticonformismo e frequentazione dei salotti buoni.

Immaginatevi quando è saltata fuori la storia del dito medio! Poco elegante ma reggeva il concetto secondo il quale se i governati di un Paese avevano “barato” le carte della partita con l’Unione, i governati non dovessero necessariamente patire la fame.

Un altro “Davide” che è pronto a sfidare “Golia”, tenendo testa a Merkel e soci! Il dito non c’è ma i contenuti non cambiano, in Europa sono sempre di più i Paesi che si stanno rendendo conto che non devono essere gli ultimi a pagare gli errori dei primi.

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Strategia della Macroregione Alpina

3 Dic

Sono reduce da una due giorni milanese nella quale è stata effettuata una consultazione degli stakeholders sulla strategia della macroregione alpina, un territorio che, a seconda dell’oratore di turno, riguardava un numero variabile di abitanti tra i settanta e gli ottanta milioni. Una “parata” politico-burocratica dove si è abusato di concetti quali “approccio bottom-up”, di “pilastri strategici”, di … “digital device”.

All’inizio ho pensato ad una “topica”, certamente volevano parlare del “digital divide” di cui soffrono le zone periferiche delle Alpi; invece probabilmente era un’adita metafora per fare cenno alla convivenza sotto lo stesso livello strategico di grandi città come Milano o Monaco e piccoli comuni, ad esempio Caprezzo o Pedesina.

Insomma un po’ come far convivere sullo stesso computer un hard disk da 6 Tera e una chiavetta USB da un Giga … o no!?!

‘FANCULO I CONCORSI …

8 Ott

Riporto una parte dell’articolo di Luigi Olivieri apparso il 7 ottobre sul quotidiano economico on line “La Voce”:

La riforma della pubblica amministrazione prevede la possibilità per gli enti locali di assumere dirigenti a tempo determinato. Non è spoils system all’italiana, ma la possibilità di cooptare nelle amministrazioni esponenti di partito. Aggirando i tentativi di diminuire le cariche politiche. 

DUE DISPOSIZIONI “SOSPETTE”

Sarà un caso, ma mentre si riducono di qualche migliaia le poltrone politiche, per effetto della trasformazione delle province in enti di “secondo grado” e sembra si inizi a fare sul serio sul disboscamento delle società partecipate, da sempre approdo per posti politici di “sottogoverno”, nello stesso tempo aumentano le prospettive di una carriera politica con sbocco non necessariamente elettivo. Una prima chiarissima traccia si ha nel decreto legge del ministro Madia sulla pubblica amministrazione (Dl 90/2014, convertito in legge 114/2014). Il decreto, lungi dall’essere quella riforma “rivoluzionaria” annunciata, contiene due disposizioni utilissime per tracciare una via nuova alle aspirazioni politiche:
– la possibilità, per gli enti locali, di assumere dirigenti cooptati a tempo determinato, senza concorsi, fino alla soglia del 30 per cento delle dotazioni organiche, circa il triplo di quanto previsto nello Stato e di quanto fosse ammesso , fino a poco tempo fa negli stessi enti locali;
– la possibilità di assumere negli staff dei sindaci collaboratori a tempo determinato, retribuendoli come dirigenti, anche se privi della laurea, cioè del requisito per accedere alla qualifica dirigenziale.
Esattamente quello che occorre per garantire uno sbocco a chi si dedica a una vita di partito, ma non riesce ad accedere, poi, alle cariche elettive politiche o a nomine “manageriali” politiche, causa la loro riduzione di numero. Con la riforma della pubblica amministrazione, almeno negli enti locali, esponenti di partito laureati che non riescano a ottenere l’elezione o una nomina nelle partecipate, potranno trovare spazi più ampi per continuare la propria carriera partitica dentro i comuni, per altro garantendo alla forza politica di appartenenza risparmi sui costi, addossati all’ente, e piena fedeltà politica al sindaco che li nomina dirigenti a contratto. L’esponente di partito non laureato può comunque puntare a essere inserito nello staff del sindaco o dell’assessore, contando comunque su uno stipendio dirigenziale e su una gestione del “potere” sia pure per interposta persona. Una parziale mitigazione dell’espansione del ricorso alla dirigenza “cooptata” la riforma Madia l’ha prevista per la dirigenza regionale e la dirigenza professionale, tecnica e amministrativa degli enti e delle aziende del Servizio sanitario nazionale, in quanto la soglia degli incarichi a tempo determinato non dovrà superare il 10 per cento dei posti dirigenziali in organico, contro un’attuale percentuale media del 15 per cento.

Continua qui …

Roma: da “Caput Mundi” a “Kaputt Italia”

6 Giu

In questo post ci metto solo il titolo, è “tragicamente gustoso” così com’è, uscito dalla penna di un esasperato Luca Massaccesi e pubblicato sul blog di “Officine Einstein”:

potete leggerlo seguendo questo link.

Ne manderò una copia anche ai miei amici svizzeri, vecchi e nuovi, perchè contiene una simpatica citazione che mi auguro possa tornarmi utile quando chiederò “Asilo Civile”.

Quando le donne sono peggio …

19 Apr
Candidate sindaco Cristina e Marchionini

Candidate sindaco Cristina e Marchionini

Sono crescito in mezzo alle donne, da bambino un po’ come tutti con la mamma e la nonna.

Da adolescente ho studiato le superiori in una classe prevalentemente femminile e come allenatore di basket, allenavo una squadra di coetanee nel campionato di Promozione.

Mio padre aveva un azienda nella quale chi lavorava era quasi esclusivamente di genere femminile … oltre al sottoscritto, naturalmente.

Dopo gli studi le mie colleghe sono sempre state quasi tutte femmine, quasi sempre migliori dei pochi maschi con i quali ho avuto a che fare.

Ho una moglie, due figlie, una cane e un gatto, anche queste femmine, le prime tre le adoro, le seconde le sopporto … rassegnato.

In questo blog ho più volte parlato di lavoro al femminile, di impegno femminile, di competenza femminile, l’ho sempre fatto con ammirazione, anche con un pizzico di invidia.

Siccome sono “Cirano” e “non perdono e tocco … ” non mi tiro indietro quando c’è da dir male anche delle donne. Dirò dunque che proprio non mi è piaciuto il passaggio elettorale delle candidate, a favor di giornalisti presso l’ex Casa di riposo nella quale sono temporameamente ospitati i profughi africani sbarcati a Lampedusa.

Lasciate questa espressione di un buonismo iconografico e peloso che non sopporto ai politici consumati, che continuino a consumarsi fino ad autodistruggersi, pensate a come costruire, non a mostrarvi, le donne si mostrano sempre, fin troppo, fate. Fate della concretezza il vostro segno distintivo.

LA SOLITA “FUFFA”

31 Mar

A Milano direbbero che sono “il solito pirla”, m’illudo sempre che le cose possano cambiare, che siamo all’ultima spiaggia, con le spalle al muro, dunque è inevitabile un mutamento di passo.

Per questo motivo, anche se i provvedimenti strombazzati dal Presidente del Consglio di turno hanno i contorni nitidi dei paesaggi immersi nelle nebbie che favoriscono la maturazione del Culatello ho sperato che almeno le scadenze venissero rispettate.

Ho dunque atteso che maturassero i tempi previsti per l’emanazione del decreto attuativo art, 13 comma 24 DECRETO-LEGGE 23 dicembre 2013, n. 145 convertito con la legge 21 febbraio 2014, n. 9 altrimenti chiamato “Destinazione Italia”, vado a vedere sul sito del Ministero degli Affari Regionali e non trovo nulla.

Deluso, mando una mail all’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Ministero per avere informazioni … v’invito a fare altrettanto per scoprire com’è andata a finire. Per i più pigri riporto tra parentesi il messaggio di risposta automatica: (L’indirizzo di posta elettronica del destinatario non è stato trovato nel sistema di posta elettronica del destinatario. Non verranno effettuati ulteriori tentativi di recapito del messaggio. Controllare l’indirizzo di posta elettronica e provare a inviare di nuovo il messaggio oppure fornire il testo di diagnostica seguente all’amministratore di sistema.)

Per farla breve ho scoperto la vera direzione del provvedimento “Destinazione Italia”: il Maghreb! Altro che Unione Europea!!! Siamo veramente alla frutta.

LA FONDAZIONE

17 Mar

Cosa “Cirano” pensi delle Fondazioni Bancarie è poco rilevante, di certo non ne pensano bene Tito Boeri e Luigi Guiso, economisti del quotidiano economico on line “La Voce”. Sul tema si suggerisce di leggere questo articolo sul rapporto fra consiglieri delle Fondazioni e Politica.

Come “Cirano” mi limito a fare la “cronaca critica” di quanto è accaduto alcuni giorni or sono ad un incontro organizzato da una Fondazione (di derivazione bancaria) dedicato ai fondi europei per la ricerca e per il no profit.

Esordisce nella sua introduzione il Presidente della Fondazione leggendo un “pistolotto” su giovani, occupazione, formazione, sfida del Welfare di Comunità. Non sembra neppure presieda un Ente che fino a qualche tempo fa elargiva risorse a chi si approcciava al politico locale di riferimento, che siedeva nel Consiglio di Amministrazione! Spara bordate sul sistema della formazione professionale di cui dice essere orientato più nei confronti di chi progetta e offre corsi che non alla possibilità dei giovani di trovar lavoro.

Prende la parola l’esponente italiano al Parlamento Europeo, ringrazia e si “lecca” a dovere il Presidente e dice un gran bene dei fondi europei e del proprio lavoro in Europa che ha cotribuito a renderli più accessibili a tutti. Poi introduce il nuovo programma HORIZON 2020, 80 miliardi di euro nel periodo 2014-2020 destinato a progetti di ricerca di eccellenza, leadership industriale e sfide sociali. Il pubblico è soverchiato di informazioni generali, frammentarie eterogenee, molti sono rappresentanti di associazioni che stentano a redigere e a rendicontare un progettino per un bando della Fondazione si guardano intorno con sguardo bovino e assente! Non importa avanti con i numeri, le informazioni, le opportunità, in fondo quello che deve rimanere all’uditorio è che l’Europa è una sorta di albero della cuccagna e che noi (sara forse un caso che il prossimo 25 maggio ci saranno le elezioni?) siamo lì a portare le vostre istanze!

Si passano poi in rassegna i fondi a gestione indiretta, per i quali non è necessario presentare le domande a Bruxelles. Sono i soldi per i quali emettono i bandi le Regioni, si chiamano POR, FESR, FSE, Cooperazione Territoriale, tutte sigle che non dicono nulla a chi, come gran parte dell’uditorio, non sia un “addetto ai lavori”. Anche qui ci si dà dentro con i turibolo per incensare la propria Regione: ha speso tutti i fondi, i partecipanti a corsi di formazione professionale trovano lavoro entro 6 mesi …

E’ il momento del rappresentente in Italia dell’Unione, legge in maniera trasandata e svogliata gli appunti su un “piccolo” programma specializzato a gestione diretta e liquida la pratica.

In quattro e quattr’otto si chiude la riunione, il moderatore dà il “rompete le righe”, in un’atmosfera di fumo generale, vuoi per la quantità di informazioni dispensate in modo generico, “zippato” e su temi etereogenei, vuoi per tutto quel mulinare di turiboli carichi d’incenso, la gente non vede l’ora di raggiungere l’uscita per prendere un boccata d’aria fresca!