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Fasce deboli e taglie forti

15 Apr

Grande successo per il torneo CSI che si è svolto sabato 12 aprile a Villadossola, anche noi del gruppo cestistico “Anzianotti” abbiamo fatto la nostra porca figura.

Suddivisi in due squadre, sopra e sotto l’asticella dei cinquanta, abbiamo conquistato le medaglie di bronzo e d’argento.

Il bronzo è andato a “Demi siècle” composta interamente da giocatori over 50. 12 anziani giocatori molto forti (una volta anche con la palla a spicchi ora più che altro nella taglia da 52 in su) dei quali solo 10 si sono presentati all’appuntamento in canottiera e pantaloncini corti.

Demi siècle volutamente fuori fuoco per nascondere i capelli grigi

Demi siècle volutamente fuori fuoco per nascondere i capelli grigi

Vinta la prima partita dopo un supplementare e persa la seconda contro coloro che sarebbero stati i trionfatori del torneo, i nostri over 50 si sono presentati alla finale per il 3 e 4 posto solo in 5 (tre avevano avuto dalla loro casa di riposo il permesso solo per il mattino, mentre altri due si erano attardati a pranzo presso l’agriturismo) di questi Cesare era zoppo per una “Vecchia” (non poteva essere altrimenti) ricevuta su un muscolo in occasione della seconda partita.

Gli avversari potevano essere i nostri figli, avevamo solo una possibilità: rallentare il gioco. L’abbiamo fatto, giocando “alla moviola” tutte le volte che avevamo noi la palla, ogni tanto buttando la coda dell’occhio per vedere se tornavano quelli dell’agriturismo. Con arrivo almeno di due cambi le cose sono andate meglio e sulla sirena finale eravamo ancora davanti di qualche punto agli increduli “ragazzini”.

La squadra “Under fifty”, detta anche “pari opportunità” è stata l’unica a schierare due donne (e che donne!) e soprattutto a tenerne sempre in campo una!

Under fifty

Under fifty

Vinte entrambe le partite del loro girone hanno ceduto soltanto con onore in finale con “Quelli del lago”, uno squadrone imbattibile!

Complimenti a tutti per aver dimostrato che quelle che comunemente sono ritenute “fasce deboli” sono invece una risorsa che dà il meglio di sé quando è necessario.

Alla prossima.

M5

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AAA BBB CCC

23 Gen

AAAnziani BBBaskettari CCCercasi per torneo non competitivo (per quanto possible)locandina torneo csiCercasi, dai pedi delle Alpi Orobiche alle pendici dell’Etna “mercenari a titolo gratuito” (colto l’ossimoro), almeno cinquantenni, per una squadra che abbiamo chiamato, con un pizzico di civetteria “Demi-siècle”.

  • E’ gradita massiccia presenza, confidenza con la palla a spicchi, accentuata bonomia, spirito collaborativo.
  • Sono tollerati depositi adiposi non particolarmente importanti, purchè non si concentrino attorno alle coronarie o all’interno delle carotidi.

Fatevi sotto dunque, le rotondità del pallone ambrato vi ricorderanno le chiappe sode di bellezze caraibiche, senza che per questo la vostra compagna ne sia contrariata, non perdete questa occasione!

Hei “Doc” stiamo dicendo anche a te, tu che la sera porti a pisciare i cani con lo stetoscopio che ti penzola fuori dalla tasca del giaccone, tu che hai tradito l’anello e il tabellone per una coppia di pedali ed un sellino che ti massaggia la prostatata, torna per una volta con noi, prova il brivido di essere nuovamente, almeno per un giorno, non più primario ma “comprimario”. In fondo ci basta anche panchinaro, ci servono i tuoi 2 metri per spaventare gli avversari durante il riscaldamento!

AUGURI CESTISTICI

1 Gen

Faccio i miei auguri cestistici agli amici del Bergania over 40 e a quelli del del basket anzianotti per un felice 2014 ricco di successi.

Colgo l’occasione per ricordare che hanno tratto il dado per la prossima avventura siciliana già tre campioni dello sport della palla a spicchi che hanno già prenotato il volo da giovedì 6  fino a lunedì 10 marzo.

Gli indomabili campioni rispondono ai nomi di Mario, MarcoMirko e Gianpiero, i tre impavidi in questione meritano una presentazione come si deve, sperando che altri si aggiungano anche solo per i fine settimana cestistico:

ALEA IACTA EST (post in codice per cestisti âgé)

8 Dic

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Sono sicuro che questo numero non vi dice nulla, invece dice molto! E’ la prenotazione del volo Easy Jet che parte da Milano Malpensa il 6 marzo e, superando lo stretto di Messina anzichè il Rubicone, ci porterà dall’ amico Sergio.

E’ un modo per ricordare Beppe che ci ha lasciati, che non massaggerà più con noi la palla a spicchi ma che è sempre nei nostri cuori. Dovevamo andarci ad ottobre ricordate? Poi non ce l’abbiamo fatta. Abbiamo rimandato in primavera e allora, per farvi trovare di  fronte al fatto compiuto, io MarcoMirko e le nostre rispettive compagne, abbiamo comprato subito il biglietto, abbiamo risparmiato e ci siamo tagliati alle spalle il ponte dei ripensamenti! Consiglio di farlo anche a voi, pagherete il biglietto circa 30 € a tratta e ad aspettarci ci sarà una Sicilia meravigliosa!

Il programma dettagliato è ancora da definire, anche se noi abbiamo deciso di girare un po’ la parte orientale dell’isola prima di fermarci gli ultimi due giorni sulle pendici dell’Etna in un agriturismo che Sergio prenoterà per noi! In questi due giorni non mancheranno una o due partitelle con una squadra locale.

Per chi vuole farsi con noi tutta la vacanza e magari condividere la stessa vettura, che non abbiamo ancora prenotato in modo tale da poterla adattare alle necessità, informiamo che partiamo da Malpensa il 6 marzo 2014 (giovedì)  con il volo delle 7,15 torniamo il 10 (lunedì) con il volo da Catania delle 15,40. Chi invece ha problemi di lavoro ma vuole lo stesso fare due tiri e quattro passi sull’Etna lo aspettiamo solo per il weekend.

P.S. certo che i francesi hanno classe, fa molto più figo “âgé” per un gruppo di cestisti su d’età, induce perfino nell’equivoco che “âgé” possa significare “benestanti”. E’ più sofisticato di “over quaranta”, figuriamoci di “anzianotti”! 

SPINGERSI AL LIMITE

12 Lug

Noi “vecchi” lo chiamiamo “mestiere” ed esiste in tutti gli sport di squadra. E’ quella tattica di spingersi fino al limite della regolarità tecnica, con una punta di furbizia, aiutandosi a sopperire in questo modo al venir meno di quel vigore che madre natura ci ha dato negli anni migliori.

Personalmente non ho nulla contro il “mestiere”, con il quale ho fatto durare la mia “carriera” agonistica fino cinquant’anni e ancora adesso non rinuncio a “cacciare la palla”, anche se i riflessi sono quello che sono e rischio di prendere le mani dell’avversario.

Il “mestiere” quando sei ancora agonista trova un controbilanciamento nell’arbitro: se esageri ti fischia, con 5 fischi puoi essere fuori!

Al campetto il controbilanciamento lo dobbiamo trovare noi stessi, per questo il fallo lo fischia chi lo subisce! Personalmente ci aggiungo sempre l’incoraggiamento all’avversario a non aver timore a chiamare un fallo se giudica la mia condotta non regolamentare (nei casi più evidenti, non lo faccio da solo).

Quando giochiamo con i giovani o con persone che solo occasionalmente si accostano al basket la nostra responsabilità nel saper dosare il “mestiere” a saperci autocensurare “furbizie” e “scorrettezze” (anche se condizionate dalla foga del momento) è ancora più importante, altrimenti chi gioca potrebbe essere autorizzato a pensare che tutto sia lecito.

Ci si vede giovedì, saluti.

M5

BASKET SINFONICO

17 Giu
"Bergana" giugno 2013

“Bergana” giugno 2013

Si è tenuta sabato la rentrée del “Bergania”. In riva al lago nella palestra del “Santa”, le componenti orobiche e lepontine del sodalizio cestistico si sono battute in una partita di “basket sinfonico” in tre tempi.

penetrazioneIl primo movimento “Allegro con brio” se lo sono aggiudicato i Lepontini che hanno sorpreso gli avversari con un inaspettato basket champagne. Anche più anziani del gruppo, come documentano le immagini, hanno sorpreso le difese orobiche con un “primo passo” in penetrazione dal sapore quasi adolescenziale!

La musica cambia nel secondo tempo “Largo” nel quale prendono il sopravvento le percussioni orobiche che rubano più di una palla ad un attacco “Allegro ma non troppo” e martellano una difesa, forzosamente tenuta a zona per contenere gli esuberanti fisici lanzichenecchi, con obici pesanti da montanga che sparano canestri da 3 tirando oltre la linea dei 6 metri e settantacinque.

Nell’ultimo movimento ci sono due partiture, quella verbanese è suonata con un “Adagio” è dunque uno “Scherzo” per i Berghem chiudere l’incontro a loro favore.

Concerto nel complesso assai gradevole dove le uniche note stonate sono state la mancanza dello storico coach Angelo, trattenuto da un anniversario di matrimonio e quella di Beppe, leader carismarico unanimemente riconosciuto dal gruppo, che ha dato forfait all’ultimo memento gettando Narciso nello sconforto!

Dopo una doccia e un paio di aperitivi (uno dei quali a casa di Lorella e Corrado che hanno ospitato nel loro B&B Giulio e Daniela)  l’incontro è ripreso alla casa del popolo di Suna, dove l’unica “nota stonata” è stata quella di una band molto rumorosa che tra un pezzo e l’altro si lamentava di non essere capita dalla critica (evidentemente non solo da quella)!

La domenica per pochi intimi passeggiata defaticante lungo la Linea Cadorna in localita “Morissolo” della quale si fornisce puntuale evidenza documentale.

Prossimo incontro a Tampere in Finlandia ai primi di settembre non possiamo mancare!

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A VOLTE RITORNANO …

31 Ott
Basket “anzianotti”

Ieri pomeriggio suona il cellulare, mi sorprendo perchè di solito rimane muto per settimane intere, dall’altra parte è Sergio un “vecchio” compagno di squadra di tanti anni fa, scappato da Verbania non appena è riuscito ad avere il trasferimento e tornato in Sicilia. L’avevo presentato in un post alcuni mesi or sono.

Sergio era in città, aveva alcuni giorni liberi ha preso un aereo ed è sbarcato a Malpensa per fare una salto nel luogo in cui ha insegnato per tanti anni. All’ora di pranzo si trovava a Suna, decide di andare a mangiare all’Antica osteria del Monterosso, il proprietario ha una fisionomia familiare, riconosce il lui la sagoma un po’ appesantita del mitico “Lucertola” indimenticata ala della locale squadra di basket.

Tra un piatto e l’altro affiorano vecchi ricordi e nuovi legami; “Lucertola” è il mio attuale fornitore di trote per l’acquaponica. Sergio si fa dare il mio numero di telefono, in pochissimi ce l’hanno, una chiamata e inizia un pomeriggio di “Amarcord” sportivo e non solo.

Prendiamo il caffè insieme, subito dopo Sergio, come si fa per ogni “resurrezione” che si rispetti, mi mostra le stigmate. Solleva il pantalone fino al polpaccio e quindi i mutandoni d’ordinanza che lo fasciano fino alle caviglie e scopre prima il taglio di circa 5 centimetri che gli hanno praticato una ventina di anni fa per rincorrergli il tendine di Achille che aveva ceduto di schianto. Poi fa la stessa cosa dall’altra parte per mostrare i postumi di analogo incidente avvenuto l’anno scorso; qui il taglio è lungo quasi una spanna e la convalescenza durata un proporzione.

Chi da bambino non ha mai giocato con una fionda; il Sergio cestista era così, generoso ed esplosivo, lanciava sé stesso oltre ogni ostacolo, ma le “fionde”, si sa, hanno quel difetto, con l’uso continuo si rompe l’elastico e quello di Sergio si chiama appunto tendine d’Achille.

Ora alla nostra “cavalletta del parquet” non rimane che tirare da fermo ma non ha perso l’attitudine a “fare squadra” e, soprattutto, “spogliatoio”. Si occupa di teatro con una compagnia amatoriale e occasionalmente fa da spalla a qualche esperienza professionale. Le sue spiccate qualità a creare il gruppo lo hanno condotto anche ad insegnare in una scuola sulle pendici dell’Etna, dove non c’è bisogno di forgiare grandi scienziati ma di interessare i ragazzi perchè non abbandonino gli studi. Questo Sergio lo sa certamente fare, oggi con il teatro, come sapeva trascinarci con il basket a vincere a fil di sirena  le partite che ci vedevano all’intervallo sotto di oltre venti punti. Nessuno di noi è diventato un campione ma molti sono uomini veri, che non si scoraggiano ai primi contrattempi oggi nella vita come allora in campo.

Mi rivolgo ora al gruppo di cestisti “Anzianotti” che leggono questo post, bisogna proprio organizzare una squadretta ed andare a trovare Sergio l’anno prossimo. Lui non tornerà più.
Nonostante, memore del freddo patito in tanti anni di “confino” sul lago, avesse calzato per l’occasione i vecchi mutandoni di lana e la maglia pesante a maniche lunghe, era troppo turbato del repentino calo di temperatura, dai 22 gradi dei dintorni di Catania ai 4 o 5 di queste parti. Eppoi i tendini di Achille li ha rifatti entrambi e, anche se qui l’hanno operato molto meglio, ora è a posto!