L’U.R.P difensivo

3 Feb

Innanzitutto, è bene dirlo, l’Azienda Sanitaria si è scusata per aver tirato un pacco a non so quanti pazienti paganti sabato  21 gennaio. Il fatto lo avevamo raccontato qui.

Lo ha fatto con una lettera della “SOC Affari Generali Legali e Istutuzionali” all’interno della quale è incardinata la “SOS Organi Organismi Collegiali Protocollo URP Ufficio Stampa” come ben evidenziato nell’intestazione del documento, debitamente protocollato, eccolo:

urp025

Si è trattato, evidentemente, di un  “difetto di comunicazione” che ha generato un “disguido”. Vorrei rispondere che altrettanto evidentemente se ne sono accorti tutti, difficile pensare alla deliberata volontà di concentrare un certo numero di persone sofferenti in un unico punto al sabato pomeriggio!

Cosa rimane da questa vicenda ad un cittadino che, pur avendo preso coscienza di quanto la pubblica amministrazione di questo Paese sia inemendabile, non si rassegna ad essere “bue”? Vediamolo per punti:

  • Che mentre l’URP dell’Azienda Sanitaria impiega quasi un mese a risponderti (dal 9 gennaio al primo febbraio) la mail “info” di una ONLUS di Gallarate ti risponde in due ore.
  • Che la mail della ONLUS ti dice in tre righe come può risolvere il tuo problema mentre la lettera del servizio pubblico arriva con tanto di protocollo, dopo che sei stato costretto a strillare in rete la tua patologia e quindi sei diventato una “caso”.
  • Che la mail della ONLUS si concentra sul tuo problema, mentre la lettera dell’ASL, ti dice che non è tenuta ad offrirti il servizio, pur essendo inserito nei LEA regionali e altrettanto fanno gli ospedali pubblici nelle vicinanze.
  • Che i tempi di risposta fissati in 30 giorni (comodi per chi offre il servizio e non per chi lo riceve, un po’ come gli orari di certi treni che sono obbligati a prendere solo i pendolari) sono stati rispettati.
  • Che l’azienda Sanitaria pubblica impiega almeno tre persone, lo si vede dalle sigle in basso a sinistra che hanno contribuito alla redazione della lettera (CM/MNbz), per fare quello che dalla ONLUS è uscito con due righe su un tablet dal medico stesso, probabilmente in una pausa tra un paziente e l’altro.

A trarre le considerazioni finali, senza voler scendere in particolari tecnici che non interessano i lettori del blog, ci aiuta Wikipedia che spiega così l’obiettivo degli URP:  “di agevolare i rapporti tra ente pubblico e cittadini (singoli e associati), garantendo il diritto d’accesso agli atti e favorendo la trasparenza amministrativa. Si potrebbe dire che questi uffici sono la “prima linea” delle pubbliche amministrazioni. Gli URP aiutano il cittadino ad orientarsi nella pubblica amministrazione e a trovare le risposte delle quali ha bisogno. Per il suo carattere fortemente “relazionale” il personale dell’URP deve essere specializzato e fortemente motivato.” Questa vicenda mi ha fatto incontrare una nuova struttura burocratica quella dell’URP difensivo che si contrappone all’URP dialogante contenuto nello spirito della norma.

 

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Una Risposta to “L’U.R.P difensivo”

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  1. Progetto Serena, ovvero, un altro modo di “star sereni” | Io non perdono e tocco - 16 febbraio 2017

    […] in qualche modo “restitutorio”, dopo che avevo parlato male della mia ASL qui e qui. Credetemi non lo è, più volte, anche da questo blog, mi sono trovato a parlare di una pubblica […]

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