FANNULLONI …

18 Giu

assenteismoLa notizia è recente, me ne occupo perchè si è diffusa “sotto casa” ma le cronache sono punteggiate da episodi di questo tipo, “parrebbe”, il condizionale è d’obbligo per non apparire forcaiolo,  (le indagini sono state lunghe dettagliate e corredate da tecnologie ed immagini a sostegno dell’impianto probatorio), che 5 dipendenti della Regione Piemonte, distaccati in un ufficetto periferico situato in una sorta di “paradiso terrestre” per non so far cosa, si assentassero dal loro posto di lavoro per due terzi del tempo. Tanto per darvi un elemento quantitativo “fuitine” dall’ufficio per, mediamente, 24 ore ogni settimana!

Spero vengano subito sospesi, in ogni caso ora inizierà un processo che durerà anni, si arricchirà strada facendo di perizie, rinvii, testimonianze e si chiuderà chissà quando, dopo che i 5 malviventi si saranno ricostruiti una nuova “verginità”, approfittando della nostra memoria da canarino.

Fortunatamente non andranno mai in carcere, del resto la galera, ad onta degli sforzi del nostro Cesare Beccaria, non rieduca nessuno! Si tratta di dipendenti pubblici tutti piuttosto “anzianotti” (del resto la media di età di un pubblico impiego che non assume più nessuno è attorno ai cinquant’anni) che invece del carcere dovrebbero sperimentare la perdita della sicurezza.

Dovrebbero infatti essere privati dello stipendio, immediatamente, ed essere lasciati, come un disoccupato qualsiasi, a ciondolare tra un Centro per l’impiego e un’agenzia di lavoro interinale, a cercare lavoretti a tempo determinato. Dovrebbero consumare il loro patrimonio (peraltro al meno in parte probabilmente illecitamente accumulato) spendendolo di anno in anno, fino ad arrivare alla pensione di vecchiaia che non sarà, inevitabilmente, quella sulla quale avevano contato!

Poi ci si dovrebbe occupare di redistribuire il lavoro che questi 5 facevano, basterebbero, viste le assenza, 2 impiegati, con un risparmio per il contribuiente, oppure si potrebbero collocare al loro posto soggetti “deboli” nel mercato del lavoro, si potrebbero aprire spazi per il collocamento mirato di lavoratori disabili, opportunamente sostenuti nello svolgimento delle loro mansioni quotidiane, tanto per dire loro, una volta tanto, che non sono figli di un Dio minore!

Da ultimo, ma non meno importante, la Regione dovrebbe farsi carico di capire come ciò è potuto succedere, di chi controllava il lavoro dei magnifici 5, di chi sono le responsabilità organizzative, di chi sapeva e ha fatto finta di niente, di quante decine e decine di sacche di inefficienza di questo tipo ci sono nell’organizzazione … ma questa è un’altra storia.

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