RIUSIAMO L’ITALIA

14 Ott

Mia nonna rivoltava le giacche, mia mamma metteva le toppe sui gomiti dei maglioni (all’inizio mi vergognavo un po’ ma poi sono diventate di moda).

Una volta i beni venivano usati, riusati, quindi usati di nuovo e oggi? Oggi usiamo e buttiamo, anzi costruiamo gli oggetti in modo tale che si debbano buttare trascorso un tempo programmato.

Per gli spazi è ancora peggio, gli immobili consumano il territorio, lo imbruttiscono, lo sottraggono al settore primario. Anche con il consumo degli spazi abbiamo esagerato, ne avevo parlato in un post del luglio 2010.

Il mio amico Giovanni ha fatto di più e di meglio, ha scritto un “road book” che parla di buone pratiche per il riuso degli spazi. Il libro è una cosa seria, non un rigurgito veterocomunista o anarchico, neppure un vezzo new age, altrimenti il “Gruppo 24 ore” non l’avrebbe sicuramente pubblicato. Dunque anche il sistema delle imprese si sta ponendo il problema di un “riuso” dei contenitori che non servono più alla produzione dei beni di consumo,  che sia al tempo stesso creativo ed efficiente. Da non perdere.

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