Se i nuovi arrivati se ne vanno …

13 Set

Riporto, quasi integralmente, un post apparso sul blog noiseFromAmericKa che mi ha molto colpito, è lo specchio del declino di un Paese:

Se i nuovi arrivati se ne vanno…

Negli utlimi giorni:

  • Matin mi è venuto a salutare
  • Mohamad ha venduto casa
  • Aziz ha rilasciato una procura per vendere un’auto
  • Olga ha sciolto una società.

Chi sono questa persone, direte voi, e perchè ce ne parli ?

E’ presto detto:

Matin è un bengalese, lavora in una fabbrica di suole per scarpe, in Italia da quasi venti anni, due figli, uno dei quali andava nella stessa classe del liceo scientifico di mio figlio 

– Mohamed è nato in Marocco, ha sposato una italiana, ha aperto una macelleria halal

– Aziz è nato in Pakistan ed  ha tre figli uno dei quali gioca a calcio con mio figlio più piccolo  e  la cui conoscenza della formazone della Juve è certamente migliore dell’hurdu dei suoi avi. 

E con ciò  ? –  direbbe il lettore giustamente irritato.

Ebbene:

– Matin, dopo sei mesi di cassa integrazione, mi è venuto a salutare perchè si trasferisce  a Londra con tutta la sua famiglia 

– Mohamed ha venduto la casa comprata sei anni fa, perchè ormai non riesce più a pagare il mutuo, ha trovato lavoro in Germania e va a vivere da un suo cugino che è già lì e guadagna bene

–  Aziz faceva il mutatore per una società che è appena fallita, ha dato procura ad un amico per vendere l’auto che tanto a Bristol, dove si trasferisce, non gli serve

– Olga se ne va  a Monaco di Baviera e raggiunge il marito che lì guadagna quasi il doppio di quello che prendeva qui da noi 

Queste persone, hanno una cosa in comune: sono tutti cittadini italiani. Matin lo è diventato lo scorso anno, Mohamed ed Olga da un paio di anni, Aziz ha appena fatto il giuramento. Nell’arco di una generazione, hanno vissuto la parabola da immigrati, a cittadini, a emigrati “di rimbalzo”. Naturalmente, queste storie non hanno alcuna scientificità statistica, si tratta di aneddoti e nulla più, ma quattro vicende simili in un mese, sono forse il segnale di una tendenza nell’Italia declinante. Come ha risposto Matin, alla mia domanda banale su cosa avrebbe fatto a Londra: “il lavoro si trova, non è un problema”. Una frase sempre più difficile da ascoltare qui da noi.

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