”Ghost Workers”

21 Mag

Si chiama ”Ghost Worker” l’operazione della Guardia di Finanza che ha scoperto una truffa da 13 milioni di Euro ai danni dell’INPS.

Il raggiro, che coinvolge 3000 lavoratori “fantasma”, parecchie aziende agricole calabresi e una trentina di “organizzatori”, è un perfetto esemprio di win win strategy del crimine, un gioco in cui tutti ci guadagnano, eccetto l’istituto di previdenza pubblica (particolare peraltro trascurabile).

Funzionava così: i finti braccianti agricoli pagavano una “quota” affinchè venissero loro riconosciute le giornate di lavoro che danno diritto al trattamento previdenziale, assicurativo e l’indennità di disoccupazione, secondo il seguente tariffario: 700 euro per 51 giornate, 1400 euro per 102 giornate e 2100 euro per 153 giornate.

I datori di lavoro conniventi potevano scaricare dalle tasse i lavoratori “virtuali” e facevano lavorare nei campi, in condizioni spesso disumane, immigrati clandestini che pagavano in nero una miseria.

Gli organizzatori del raggiro (difficile pensare che non potessero contare su complicità di tipo politico-mafioso) si intascavano la mazzetta.

Ci guadagnavano tutti, in un gioco truffaldino in cui nessuno perdeva. Sarà forse questa la ragione per cui, benché coinvolgesse a vario titolo migliaia di persone, è andato avanti per parecchio tempo.

Quousque tandem!

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