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7 Dic

Ho conosciuto Augusto, l’autore di questo post “tagliente sui tagli” un paio d’anni fa, per motivi professionali e siamo subito diventati amici; un passato da calciatore professionista, è l’unico che sia in grado di instillarmi il dubbio sul fatto che chi pratica basket possa non essere più avanti di chi gioca al calcio … uno sport che si fa con le mani è molto meglio di uno che si pratica con i piedi.

Augusto Sacchi pubblica per la rivista on line Personale News i suoi pezzi

Il cognome non è che sia troppo promettente: Cottarelli. Carlo Cottarelli, Commissario straordinario, del Governo Letta, per la spending review (in italiano: revisione della spesa). E, in effetti, visto l’andazzo generale, un po’ cottarelli – come nazione, dico – lo siamo per davvero.
Per la missione che gli è stata affidata (tagliare 32 miliardi di euro in tre anni dal bilancio dello Stato) era meglio se si fosse chiamato Svegliarini o Tenaci, oppure Forbici. Ecco, Carlo Forbici suonava meglio e sarebbe stato il tipico caso di nomen omen. Comunque, nome a parte, mi è simpatico. E mi sembra pure bravo. Sa quello che occorre fare, dove è necessario incidere, ha esperienza internazionale, è italiano ed ha accettato l’incarico prendendo meno di quello che era il suo stipendio al Fondo Monetario Internazionale. A rendermelo simpatico da subito, è stata la seguente dichiarazione “al Ministero dell’economia del Regno Unito di auto blu ne hanno una. Per il Ministro. Perché da noi dovrebbe essere diverso?”
Carlo (passo al tu), da quanti anni manchi dall’Italia? Tanti, eh? Si vede.
Al Ministero dell’Economia, le auto blu ce l’hanno pure gli uscieri che, peraltro, prendono uno stipendio pari a quello del Primo Ministro belga. Poi ce l’hanno i dirigenti, i capi di gabinetto, i Sottosegretari e, ovviamente, il Ministro. Da noi, anche l’ultimo Consigliere regionale del Molise (con tutto il rispetto possibile per il Molise), ha una tale montagna di benefit, prebende, fondi speciali, fondi per i gruppi, rimborsi spese, portaborse, diarie e stipendio che nemmeno te li sogni. Ed è da lì che bisogna partire. Inutile girarci intorno o far finta di nulla. Se non date l’esempio Voi, non sarete mai credibili. Se in una famiglia non si arriva a fine mese, non si può decidere – per prima cosa – di tagliare la quota mensile del figlio piccolo, che gioca a calcio. Poi si scopre che il padre pasteggia a champagne e tartufi e la mamma spende una svalangata di soldi (spesso inutilmente, visti i risultati) dall’estetista o dal chirurgo estetico o al corso di Zumba. Non sta in piedi. Tutti capiscono che non può essere così.
Carlo nostro, per prima cosa, deve tagliare i soldi della “casta”, o meglio, delle “caste”.
Subito e in modo incisivo. Poi, lo vai a spiegare, bene, all’opinione pubblica; metti tutto on line e lo vai a dire nelle sedi internazionali (e così lo spread cala di 100 punti in un giorno). A quel punto, i nostri politici saranno legittimati a tagliare tutti gli altri sprechi e le inefficienze della pubblica amministrazione. Che ci sono e sono pure tante. Sapendo che tagliare, non è facile, né agevole. Farlo, non è mai una “passeggiata di salute”. Dietro ad uno spreco, c’è una persona (una famiglia, un gruppo, un oligopolio) che ne beneficia. E quando gli andrai a spiegare che intendi tagliare il suo “gruzzolo”, lui farà tutte le obiezioni del mondo. Dirà che non è uno spreco, che sono “diritti acquisiti”, che sono “ben altri” i tagli necessari. Insomma, cercherà di resistere, pervicacemente. Come il barbiere di Montecitorio che ritiene equi e del tutto meritati, i 200.000 euro annui che prende per fare barba e capelli ai parlamentari. Cottarelli, se, veramente, hai il potere di fare i tagli, facci sognare. Proponi delle serie misure per eliminare il superfluo, le metti in bella calligrafia e le spieghi in TV. Non te le faranno mai passare (ma questo lo sappiamo in pochi…). Così, ti dimetti e torni al FMI. Mica si sta poi così male a New York…

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