DIVERSAMENTE VOLONTARI 2.0

22 Nov

Il volontariato è una risorsa per il nostro Paese, per qualsiasi Paese. Lo sanno bene le popolazioni colpite dalla recente calamità in Sardegna, così come tutti coloro che si trovano per qualche motivo in “difficoltà” più o meno croniche, generate da una società che tende ad amplificare gli squilibri anziché ammortizzarli.

Il volontarito dovrebbe aggiungersi ai servizi minimi (livelli essenziali) di assistenza che sono pagati dalle tasse e, pertanto, dovuti. Dovrebbe completare, arricchire le tutele, non essere l’unica tutela.

I “diversamente volontari” sono invece tutti coloro che “cavalcano l’altruismo” incanalandolo verso l’ottenimento del consenso, sono coloro che “occupano” l’associazionismo, facendosi vedere, elargendo contributi, orientandoli in modo discrezionale approfittando di una posizione, nella politica o nelle fondazioni bancarie (che poi sono la stessa cosa).

I recenti goffi tentativi di difendersi dalle accuse di aver intascato i soldi pubblici nella dotazione dei gruppi consiliari sta facendo emergere un nuovo tipo di “volontari”, o meglio di “diversamente volontari”, quelli 2.0. Cioè coloro che, (gli imputati sostengono disinteressatamente) ricevevano regalie e altre utilità, per fare i volontari per il movimento, come emerge in questo articolo del quotidiano “La Stampa” a proposito del recente scandalo in Regione Piemonte.

Così si danneggia ed infanga quella tensione ”personale, spontanea e gratuita” che anima le persone che veramente decidono di dedicarsi agli altri per fini di solidarieta

Art.2 Legge 266 del 1991: Attività di volontariato

1. Ai fini della presente legge per attività di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà.

2. L’attività del volontariato non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere soltanto rimborsate dall’organizzazione di appartenenza le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, entro limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse.

3. La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonome e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l’organizzazione di cui fa parte.

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