SE NON PUOI CONVINCERLI … CONFONDILI

20 Nov

Sul giornale economico on line la voce.info un’analisi sui costi della politica di Roberto Perrotti fa le pulci cui costi della Camera, dimostrando che, diversamente dalle dichiarazioni di facciata, le spese nel 2013 sono aumentate anziché diminuire.

La replica scomposta da parte  dell’on. Paolo Fontanelli, questore della Camera e dell’ufficio stampa di Montecitorio, non si è fatta attendere ma Perrotti ribatte punto per punto. La querelle specifica la potete trovare seguendo i link che vi ho indicato, a me interessa invece analizzare la tecnica del “nero di seppia”.

Quando i compiti, le responsabilità, i documenti, i conti, non sono chiari chi è abituato a “pescare nel torbido” (“pestare” direbbe un politico locale che va per la maggiore) ha buon gioco a confondere le acque. Esiste tutta un’area grigia, nella quale non penetrano i controlli o questi sono affidati a organismi “ammaestrati”, in cui il principio di “dover rendere conto” (del proprio operato, delle proprie spese, della propria moralità) è largamente eluso e difficilmente potranno squarciare il velo norme complesse, calate dall’alto indistintamente ad ogni livello di governo, applicate in modo ragioneristico per “mero adempimento”.

Di esempi ne potrei fare moltissimi, mi limito ad uno di strettissima attualità, i rimborsi spese ai gruppi politici di pressoché tutte le regioni (16 Regioni su 20 sono finite, una dietro l’altra, nel mirino della magistratura), erogati “sulla fiducia” con “pezze giustificative” quantomeno fantasiose e mai controllate, che hanno fatto fioccare inchieste per peculato, truffa e concussione. Complessivamente si tratta di un fiume di denaro, 47 milioni di euro secondo “Repubblica”, che hanno alimentato questa gestione “allegra”. Nell’elenco degli acquisti effettuati negli anni passati col denaro di rappresentanza, infatti, è finito davvero di tutto: dai profumi alle penne d’oro, dalla lap dance alle pecore, passando per il buffet a base di cornetti, paste secche e latte di mandorla offerto, dopo un funerale, ai parenti del caro estinto. Ma c’è stato perfino chi ha usato quei soldi per saldare la propria tassa sui rifiuti (sempre secondo”Repubblica”).

Anche la Regione Piemonte è finita nello scandalo, qui lo “scontrino selvaggio” ha visto il rimborso, inserite in note spesa a fine mese dai vari consiglieri, di cene al ristorante, viaggi, hotel, borse griffate, lingerie, tv, tagliaerba ed elettrodomestici e persino calze e mutande, il solarium e la colf!

Si passa adesso alla fase del “rinvio a giudizio”, indiscrezioni di stampa lo prefigurano a carico di 40 consiglieri sui 56 indagati, ora nel processo si tenterà l’ennesima operazione “inchiostro di seppia” perchè, se non si riscirà a “convincere” i giudici si proverà quantomento a confoderli cercando di ricondurre, con motivazioni fabbricate a posteriori, quelle spese a motivi “istituzionali” (o quantomeno istituzionabili).

Tutto ciò non sarebbe stato possibile se ci fosse stato , il sistema di controllo come quello previsto in Gran Bretagna nel quale i rimborsi devono essere tutti documentati. Il sistema è semplice e trasparente: il sito dell’ Independent Parliamentary Standard Authority  ha una pagina che dà accesso a ogni  singola ricevuta per ogni singola spesa di ogni singolo parlamentare: se applicata alle nostre regioni, questo sistema avrebbe evitato molti scandali.

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