RACCOMANDATE IN SUCCESSIONE: un caso di stalking notarile internazionale

9 Nov

notaiSapendo che da un po’ di tempo a questa parte gli uffici postali sono per me fonte d’ispirazione, i notai mi stanno mandato raccomandate a raffica!

Gli “stalker notarili” hanno la loro base operativa all’estero, in Svizzera e precisamente nel Canton Ticino. Prima ce n’era uno solo, i più affezionati lettori del blog se lo ricorderanno, il dottor Hans Hochstrasser, ne avevo parlato in questo post, che ha avuto una coda tragicomica, ora si è aggiunto anche il notaio Fabrizio Ottaviani, con studio in Lugano.

Il motivo è sempre lo stesso l’eradità dell cugina di mia nonna, l’esito finale, per quanto mi riguarda non muta: “Non c’è trippa per gatti” (secondo un gergale notarile in voga a sud del Tevere) ma cambia il beneficiario, non più l’istituto Don Orione come indicato in un testamento del 1986 ma, dopo ampio rimuginamento durato vent’anni (e poi dicono che in pensione ci si annoia), lontani parenti che hanno avuto la lungimiranza di rimanere, ai primi del novecento, “dall’altra parte della ramina”.

L’occasione è stata comunque propizia per coltivare il passatempo preferito dalla mia famiglia di questi tempi: la frequentazione degli uffici postali. Questa volta è stato il turno di “Rossana” che aveva ben tre documenti da ritirare che, terminata la diaspora delle poste periferiche,  erano stati tutti “ricondotti ad unità” nel medesimo ufficetto a cento metri da casa nostra.

Ricapitolando: giacevano, in ostaggio di “Poste Italiane S.p.A.”, due raccomandate internazionali (gli “stalker” rossocrociati), una raccomandata ministeriale con la patente di mia figlia ricondotta dall’ufficio “B” all’ufficio “A”. Per tutte avevamo  l’avviso che era stato lasciato dal portalettere, nel caso della patente l’avviso era già stato a suo tempo compilato con la delega di mia figlia nei miei confronti affinchè io ritirassi il documento nell’altro ufficio postale.

  •  Rossana si presentanell’ufficio “A” ed esibisce gli avvisi.
  • L”impiegato le contesta che la delega di uno di questi era stata rilasciata a nome di “Cirano” e non di “Rossana” e che dunque lei non avrebbe potuto ritirare il documento.
  • Obietta la “fanciulla” che l’ufficio indicato sul tagliandino originariamente era “B” e non “A” e che lei si trovava lì perchè “B” non aveva la raccomandata dunque l’errore all’origine era delle poste.
  • Riprende l’impiegato (che qualche giorno addietro aveva avuto modo dire a “Rossana” di essere stato compagno di scuola di “Cirano” e, quindi,  la situazione familiare non doveva essergli del tutto estranea) dicendo che la titolare della raccomandata avrebbe dovuto produrre una nuova delega nei confronti, questa volta, di “Rossana”.
  • La parola torna di nuovo a “Rossana” che, prima di replicare, tira un bel sospiro. Pensa che “Sarmi” non sia l’amministratore delegato di “Poste Italiane”, un tizio che prende un bonus annuo di milioni di euro ma la voce di un verbo con inflessione romanesca: “S’armi de pazienza, signora”! Quindi giù a spiegare che la figlia è via per motivi di studio, che sarebbe tornata solo dopo qualche settimana, che non voleva pagare la giacenza per colpa di un errore delle poste …

Alla fine l’impiegato molla la presa (e le relative raccomandate) ma lo fa con l’atteggiamento di chi “chiude un occhio, fa un favore” mettendo la vittima di un disservizio nella condizione di dover pure “ringraziare”. Comunque, talmente preso nella parte di dover chiudere un occhio, il nostro mini burocrate da sportello si stava persino dimenticando di consegnare un documento a “Rossana”; pensando infatti che la raccomandata del notaio svizzero fosse una sola, rispetto alla quale il postino aveva lasciato due avvisi, stava consegnando solo una busta. Invece, purtroppo,  erano proprio due, giusto per giustificare il titolo del post!

FINE DELLA “TRILOGIA DELLE POSTE” DALLA PROSSIMA SI PARLA D’ALTRO!

2 Risposte to “RACCOMANDATE IN SUCCESSIONE: un caso di stalking notarile internazionale”

  1. bisa 10 novembre 2013 a 13:14 #

    Per motivi di lavoro mi reco quasi settimanalmente all’ufficio postale di Pallanza. Le lunghe e interminabili code alle quali oramai mi sono rassegnata mi permettono di osservare uno spaccato d’umanità alquanto variegato fra gli addetti agli sportelli che oramai non sono neppure più in grado di guardare negli occhi gli utenti di fronte a loro. Sinceramente “li vedo e li piango”

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