Quark, la natura e la bellezza …

17 Lug

Se non sono troppo stanco (tenete conto dell’ora alla quale mando le mail e siate comprensivi nei giudizi) amo vedere il programma “Quark” in televisione, mi piacciono particolarmente i documentari di natura e di animali.

L’altra mattina recandomi al lavoro in bicicletta mi sono imbattuto nell’area della riserva regionale di Fondotoce nella lotta al terreno tra una gazza ed un falco. Uno strano virus che chiamerò “INAIL” che ha mandato al mio cervello un messaggio in base al quale se sono uscito di casa per andare a lavorare sono “al lavoro”, mi ha impedito di smettere di mulinare le gambe di fermarmi rimanendo a vedere com’è andata a finire! Ora me ne pento amaramente e mi toccherà aspettare che una scena del genere venga catturata da qualche documentarista e riprodotta in TV.

Quante occasioni del genere perdiamo perchè non sappiamo uscire dalle nostre routines quotidiane?

La riflessione che ho riportato mi è stata suggerita da un pezzo di Luca Massacesi che riporta l’esperienza di uno dei più grandi violinisti al mondo, inascoltato suonatore di Bach nella metropolitana di Washington. Eccolo:

Washington: un uomo si siede in una stazione della metro ed inizia a suonare il violino; è un freddo mattino di gennaio. Suona sei pezzi di Bach per circa tre quarti d’ora. E’ l’ora di punta e in questi 45 minuti scorrono davanti al violinista migliaia di persone, la maggior parte delle quali  sulla strada per andare al lavoro.

Dopo appena un paio di minuti un uomo di mezza età notò il musicista che suonava. Rallentò il passo, si fermò per alcuni secondi e, poi, si affrettò per non essere in ritardo sulla tabella di marcia. Alcuni minuti dopo, il violinista ricevette il primo dollaro di mancia: una donna tirò il denaro nella cassettina e senza neanche fermarsi continuò a camminare. Pochi minuti dopo, qualcuno si appoggiò al muro per ascoltarlo, uno sguardo all’orologio, e ricominciò a camminare. Finalmente un ascoltatore attento, un bambino di tre anni. Sua madre lo tirava, ma il ragazzino si fermò a guardare il violinista. Alla fine l’esercizio della forza, la madre lo tirò con decisione ed il bambino continuò a camminare girando la testa tutto il tempo. Questo comportamento fu ripetuto da diversi altri bambini. Tutti i genitori, senza eccezione, li forzarono a muoversi.

Nei 45 minuti in cui il musicista suonò, solo sei persone si fermarono e dedicarono alcuni minuti, anche meno di un minuto, ad ascoltare la melodia. Circa una ventina gli diedero dei soldi, ma continuarono a camminare normalmente. Raccolse 32 dollari.

Quando finì di suonare e tornò il silenzio, nessuno se ne accorse. Nessuno applaudì, nè ci fu alcun riconoscimento.

Nessuno lo sapeva ma il violinista era Joshua Bell, uno dei più grandi musicisti al mondo. Suonò uno dei pezzi più complessi mai scritti, con uno Stradivari del valore di 3,5 milioni di dollari. Due giorni prima che suonasse nella metro, Joshua Bell fece il tutto esaurito al teatro di Boston. I posti costavano una media di cento dollari. A conclusione del concerto un migliaio di persone applaudirono alzandosi con una standing ovation di un paio di minuti: un tempo interminabile.

Questa è una storia vera. Una storia americana come si capisce dal parametro inserito sia per il valore dello Stradivari che per il prezzo medio del concerto. Gli Stati Uniti sono semplici: la cultura americana ti giudica e giudica tutto in base al valore economico.

L’esecuzione di Joshua Bell in incognito nella stazione della metro fu organizzata dal quotidiano Washington Post come parte di un esperimento sociale sulla percezione, il gusto e le priorità delle persone.

La domanda era: «In un ambiente comune ad un’ora inappropriata: percepiamo la bellezza? Ci fermiamo ad apprezzarla? Riconosciamo il talento in un contesto inaspettato?».

Questa reale favola urbana o fiaba underground ci permette di fare diverse considerazioni.

La prima riguarda la qualità della vita individuale e i valori prioritari che regolano una società. La scansione del tempo ha vinto sulla bellezza della melodia.

E questo ci pone di fronte ad una domanda su cui riflettere:

«Se non abbiamo un momento per fermarci ed ascoltare uno dei migliori musicisti al mondo suonare la miglior musica mai scritta, quante altre cose ci stiamo perdendo?».

7 Risposte to “Quark, la natura e la bellezza …”

  1. Uezzo 17 luglio 2013 a 08:27 #

    questa mattina ho perso 1’35” del mio prezioso tempo per leggere le cazzate che scrivi all’alba. Che però sono vere….

    • Cirano 19 luglio 2013 a 11:40 #

      Ieri pomeriggio sono passato dalla chiesetta sotto casa tua, ho perso metà del mio prezioso olfatto annusando i tuoi asini … verissimi anche loro!🙂

  2. luciano 17 luglio 2013 a 11:25 #

    ogni mattina mi concedo una passeggiata sul lungolago di pallanza prima di “rinchiudermi nella gabbia/negozio”….con ritmo lento (fondamentale!).
    Paesaggio uguale ma quadro diverso ogni giorno con attori alati o pinnati degni del national geografic.
    Percorso curativo, yogistico, spirituale chiamalo come vuoi ,ma se poi mi trovi sul lavoro con il sorriso e la disponibilità ad ascoltare tutti, adesso sai perchè!
    Ogni tanto prenditi il tempo che dedichi al computer al mattino, per pedalare meno velocemente ed aver la possibilità di fermarti anche un minuto se serve
    noi avremo meno post “saggi” ma tu ci guadagni😉

    • Cirano 19 luglio 2013 a 11:36 #

      Rispondo solo oggi (e faccio bene) mi sono alzato alle 5,15. E’ vero che devo partire ma non finivo più con i lavori in giardino! Ma col cavolo che ho il tempo di filosofeggiare guardando la natura!!!

  3. Anonimo 18 luglio 2013 a 15:06 #

    Hai proprio ragione. Anche io durante la settimana lavorativa molto poco mi godo del mondo che mi circonda perchè sono sempre molto concentrata sul fatto che lavorando devi stare sempre sul “teso”. Non ti godi la serata perchè tanto sai che devi alzarti per andare a lavorare , quando torni dal lavoro non ti concedi distrazioni perchè devi, devi, devi,……e il sabato e la domenica, uno stress infinito per cercare di fare cose diverse e divertenti che mai riesci a fare. Bisogna davvero cogliere l’attimo e guardarsi bene intorno ogni momento. Grazie della bella riflessione.
    P.S. Che bravo che vai al lavoro in bici anche se “assistito”

    • Cirano 19 luglio 2013 a 11:41 #

      🙂

  4. Pescesenzabicicletta 19 luglio 2013 a 21:13 #

    Ascoltare col cuore. Fermarsi. Ascoltarsi. Quanti musicisti eccezionali ci perdiamo perché siamo presi dai nostri pregiudizi e dalle gabbie che ci costruiamo con grande perizia?

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