Il quasi anello dei Nibelunghi

12 Mag

Anello dei nibelunghiDi Nibelunghi, cioè di turisti tedeschi, sul Lago Maggiore ne scedono orde ogni estate, non usano più i cavalli selvaggi, domati dalla stirpe dei Burgundi, ma i potenti CV delle loro Volkswagen, Mercedes, Audi, sopra le quali montano leggeri cavalli a pedali, mossi dalle loro gambe: i velocipedi.
Da uno di loro al quale chiedevo perchè veniva in dalle nostre parti per una vacanza in bicicletta con la famiglia e non andava, ad esempio, sul Lago di Costanza che ha una ciclabile che circonda tutto lo specchio d’acqua, mi sono sentito rispondere che, d’estate sul loro lago c’è talmente tanta gente che non si riesce neppure a pedalare, allora vengono qui, anche se le piste ciclabili sono incomplete e, spesso, introvabili perchè mal segnalate.

Insieme a Rossana ho dunque inforcato la BEPA e siamo andati noi a cercarle le famose ciclabili.

Partenza

Partenza

Partiamo da Verbania, per l’esattezza dall’imbarcadero della frazione di Intra. Subito dobbiamo pedalare al bordo della statale 34, trafficatissima, scavalcando il ponte che la collega con la frazione di Pallanza.

piloni del vecchio ponte

piloni del vecchio ponte

In realtà un’alternativa metropolitana per camminatori e ciclisti si potrebbe realizzare con poca spesa, posando un passerella sui piloni, ancora intatti, di un ponte travolto dalla piena quando io ero bambino. Alla nostra sinistra lasciamo la spiaggia cittadina (quella che vedete sullo sfondo dove parcheggiano i camper, spacciata per “Zona degradata” per potere avere i soldi dalla Cominità europea per costruirci sopra un mega “Centro Eventi Multimediali”) potremmo passare attraverso lo splendido parco della biblioteca cittadina, invece no perchè anni fa ci hanno costruito un caserma dei carabinieri “vista lago” e la zona è “off limits”.

Biblioteca e Crabinieri

Biblioteca e Crabinieri

ciclabile sul lago

Proseguiamo dunque sulla statale fino a quando abbiamo la possibilità di girare a sinistra, lascando il traffico e imboccando la ciclabile tra Intra e Pallanza . A Pallanza la ciclabile s’interrompe ma senza grave danno perchè siamo in una zona in cui c’è solo movimento turistico e traffico locale. E’ solo dopo circa 2 km che, passata la frazione di Suna, arrivano i problemi perchè dobbiamo reimmetterci sulla statale 34.

P1000122

3 km di P.S. (Pericolo e Sofferenza) ma finalmente alle prime case della frazione di Fondotoce abbiamo la possibilità di varcare un ponticello di legno ed immetterci nei sentieri del locale parco Regionale che si estende attorno la foce del fiume Toce.  Risaliamo lungo la sponda del fiume, incontriamo prima canneti, poi vegetazione tipica di una zona umida e e qualche animale selvatico: cigni, anatre .. e lepri,

passaggio difficile di "Rossana"

passaggio difficile di “Rossana”

proseguiamo così, non senza qualche difficoltà a seguito delle recenti abbondanti piogge per  4 km passando sotto due ponti delle strade statali senza doverle attraversare. A un certo punto il sentiero si restringe, poi sparisce e siamo costretti a risalire sulla provinciale tra i comuni di Gravellona Toce e Mergozzo. La prima volta che siamo venuti da queste parti qui avevamo rinunciato, questa volta, assunte le necessarie informazioni, abbiamo sfidato un minaccioso cartello di “divieto di accesso”  e abbiamo imboccato la strada che porta l vecchio inceneritore; poco dopo, sulla destra, visibile solo per gli escursionisti più caparbi, un cartello indicatore della “Pista ciclabile”.

un cartello, finalmente

un cartello, finalmente

La pista è bella, larga circa un metro, peccato l’asfalto, avrei preferito un fondo più “ruspante” ma a “mangiarselo” ci penserà ben presto la gramigna, non essendo stato interrato, ai lati della pista, un cordolo di protezione

la gramigna invade la ciclabile

la gramigna invade la ciclabile

Si corre dolcemente fra la massicciata della ferrovia e la sponda del fiume (con un nostra netta preferenza per la seconda) un paesaggio che ricorda in alcuni tratti quello del Périgord, nel quale però la Dordogne, pullula di turisti ai quali vengono affittate le canoe. Quì il “deserto”; ne guadagna la tranquillità, meno l’economia!

passerella ciclabile sul fiume Toce

passerella ciclabile sul fiume Toce

Arriviamo con la pista a Candoglia, proprio nei pressi della “Fabbrica del Duomo” (quello di Milano), qui un ponte ciclabile, recentemente costruito, ci consente di attraversare il fiume ed arrivare nel comune di Ornavasso. Qui la pista si perde, dopo un breve giro ci porta al punto di partenza nei pressi del ponte.

Per il momento desistiamo, abbiamo già percorso oltre 20 km, dobbiamo conservare la batteria per il ritorno e per la salita verso casa, quasi tre km in salita, che ci “mangiano” tutte le nostre riserve di energia. Usciamo sul percorso della vecchia statale 33 del Sempione, solo qualche centinaia di metri per sorbire uno squisto gelato ecologico prodotto da un imprenditore “illuminato”, che oltre a fare un prodotto eccellente, ha pensato bene di coprire il parcheggio delle auto dei clienti in sosta con una tettoia di pannelli fotovoltaici: un servizio per loro e un guadagno per lui”.

parcheggio del gelataio solare

parcheggio del gelataio solare

Riprendiamo la marcia, al primo sottopasso della ferrovia imbocchiamo nuovamente la ciclabile quasi fino all’abitato di Mergozzo che da il nome al lago (da cartolina)

lago con il paese di Mergozzo sullo sfondo

lago con il paese di Mergozzo sullo sfondo

. Purtroppo non possiamo proseguire sulla sponda del lago, interdetto ai ciclisti, ma dobbiamo stare sulla provinciale per reimmetterci nella ciclabile all’altezza del campeggio. Se fossimo dei tedeschi (ossequiosi delle indicazioni) dopo  qualche centinaio di metri saremmo stati di nuovo ricondotti sulla provinciale, invece siamo latini e curiosi e ci siamo intrufolati in quello che sembrava solo il parcheggio di un ristorante, invece proprio da lì (non segnalata e dunque per pochi intimi) riparte la cilabile che ci conduce, lungo il canale che collega i laghi Maggiore e di Mergozzo, di nuovo fino all’abitato di Fondotoce. Da qui si può ritonare nel Parco fino al ponticello di legno che abbiamo attraversato all’inizio.

I più ardimentosi possono fare un’altra strada per il ritorno, ci costringe a 3 km di salita, ma ci consente di evitare i pericoli dell’orrenda statale 34 del Lago Maggiore. “Gambe dunque” verso il comune di Bieno! Tappa in cima alla salita da “Rosso Lampone” (ristoro agrituristico con frutti di bosco) e poi giù fino (quasi) alla frazione Trobaso di Verbania. Subito dopo il ponte, all’altezza di “Santino” se è estate vedrete parecchia gente che fa il bagno nelle frizzanti acque del torrente San Bernardino,

torrente San Bernardino

torrente San Bernardino

girate a destra e, se non volete fermarvi per un tuffo, proseguite per la ciclabile lungo il fiume, fino ad arrivare alla frazione di Intra da dove siete partiti.

Una Risposta to “Il quasi anello dei Nibelunghi”

  1. Krisi 13 maggio 2013 a 09:08 #

    Ma vi rendete conto del posto in cui vivete ?
    Lo ricordo sempre ad amici e parenti quando vengo su in “Paradiso”.
    Cercate di non costruire nulla e preservare la natura di un posto meraviglioso che solo andando in giro si può apprezzare appieno.

    Se vedemmu.

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