OLTRE IL CATERRADUNO

6 Lug

All’inizio era solo il “Caterraduno”, ritrovo annuale per tutti gli ascoltatori della popolare trasmissione “Caterpillar” di Radio 2, Senigallia tutti gli anni ci accoglieva e noi partecipavamo agli eventi proposti da un programma intelligiente e graffiante, condotto da persone straordinarie, degli “antidivi” dal cuore grande.

Filippo Solibello tra il pubblico per una diretta della trasmissione

Le cose hanno incominciato a cambiare da quando abbiamo conosciuto Luana, ricercatrice universitaria innamorata del proprio territorio. passione che riesce a trasmettere agli ospiti del suo B&B “Casa Fuori Casa”.

E’ Luana che lo scorso anno ci ha fatto conoscere l’azienda agricola di Mario Lucchetti ed il suo “Lacrima di Morro d’Alba”, da quest’anno siamo stati portatori anche delle richieste degli amici che l’avevano assaggiato.

Quello che invece ancora non conoscevamo è il calore di Augusto, che ci ha ospitato nella sua casa di Numana e accompagnati con il gommone lungo le meravigliose scogliere del Conero fino ad Ancona.

Ad aspettarci, appollaiati sulle strepitose “due sorelle”, c’erano due gabbiani, una vera immagine “da cartolina” che l’azienda di soggiorno riserva solo per gli ospiti di riguardo!

A completare il panorama, la sera del rientro dalla prima gita in barca, si sono messi il Sole e la Luna, apparsi insieme al tramonto per contendersi lo sfondo delle bianche scogliere che si gettano nel mare.

Ha concluso la serata una cena al ristorante “La Torre”, con una splendita vetrata a picco sul porto di Numana.

Siamo ripartiti per Senigallia sabato nel pomeriggio, non potevamo perderci la tradizionale asta per Libera che si svolge al “Caterraduno”, singolare esempio di come la fantasia posa mettersi al servizio della generosità. E’ qui forse che si è sentita più forte al mancanza del dottor Cirri che, per motivi di salute, non è potuto intervenire quest’anno alla manifestazione.

Siamo ormai in prossimità della via del ritorno, non senza prima passare per la salumeria ittica di “Morendo Cedroni” il “bistellato” Michelin della ristorazione che ha messo a disposizione il suo staff per la cena per 1000 persone organizzata da “Caterpillar” dal titolo “Primo non sprecare”. Si chiama “Anikò”, come si pronuncia “ogni cosa” in dialetto locale, con quella grafia straripante di “K”  del linguaggio giovanilista che avvicina la lingua di Dante al finlandese.

Da “Anikò” ci siamo preparati per ospitare 14 amici per la finale dell’europeo: sugo alle vongole (lo stesso servito nel ristorante bistellato) bresaola di tonno e sgombro affumicato. E’ andata bene solo la cena, la partita sapete com’è finita!

Partiti dunque, piccola tappa da Marco a caricare ancora un po’ di pesche e a “pulire” le piante dalle ultime albicocche per fare la marmellata ed eccoci qua a scrivere questo post a qualche giorno di distanza. Prima tra i ritardi accumulati nell’orto e gli impegni nella trasformazione della frutta non sono riuscito a trovare il tempo.

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