Di Ciclomotori, Burocrazie, Reti, Tasse e … cambiamento!?

1 Feb

C’era un tempo in cui tutti andavano in giro, “chiome la vento” (sic!) su quei cavalli moderni della libertà che chiamiamo “motorini”.

Diversi anni fa è venuto il momento, prima, di riporre le chiome (leggi casco), poi di rendere rintracciabili i destrieri. Per questo secondo “adempimento” veniva lasciata libertà di acquistare il “targhino” (con pochi euro) oppure, pagando un po’ di più, ti avrebbero dato un targa vera e propria.

Quasi tutti, a meno che non avessero un mezzo omologato per due posti allora optarono per il targhino trapezoidale.

Dopo qualche anno “contrordine ragazzi” tutti i motorini devono essere dotati di targa, per averla tre bollettini di conto corrente postale:

  • € 12,92 acquisto targa
  • 9,00 diritti
  • 29,24 imposta di bollo

Per ognuno dei quali occorreva pagare 1,80 € alle poste!  TOTALE: 56,56, a cui va aggiunto il tempo perso in coda. (mi ero già occupato dellla questione in questo post)

Una volta ricevuta la targa bisognava darne comunicazione all’assicurazione che provvederà all’annotazione della modifica sul certificato di copertura. Finito? NO!

Viene il momento di rinnovare il bollo, mi reco in posta come tutti gli anni, faccio la mia bella coda e quando giunge il mio momento mi dicono che da quando hanno inserito le nuove targhe non si può più pagare il bollo in posta. Rimango di sale, non impreco solo perchè gli impiegati non ne hanno nessuna colpa ma covo un risentimento sordo nei confronti di questa pubblica amministrazione sprecona ed inefficiente.

Il gran finale arriva ora …

Mi reco all’ACI, ieri ultimo giorno utile per pagare il bollo con i numeri di targa dei due motorini, gli stessi che ho sempre utilizzato per annotare cui bollettini di conto corrente postale. Mi dicono che per pagare presso di loro non serve la targa ma il numero di telaio del mezzo e che il termine del 31 gennaio, come si direbbe in gergo è “ordinatorio” e non “perentorio”, cioè, essendo quella del motorino una tassa dovuta per la circolazione e non per il possesso, bisogna pagarla prima di riprendere a scorazzare per le strade pubbliche (in pratica queta Primavera a gelo finito).

E qui si accende la “lampadina dell’evasore” che è dentro ciascuno di noi … se la tassa è dovuta solo per la circolazione, se nessuno controlla il bollo perchè non è più necessario esporre il tagliando come una volta, se ad un eventuale controllo informatico, come avviene per le auto, io posso rispondere “l’ho sempre tenuto in garage”, perchè dovrei pagare il complicatissimo balzello?

Vado allora con la mente lontano questo medioevo fiscale, questo feudalesimo amministrativo e penso agli illuministici princiapi amministrativi delle imposte enunciati  nel 1776 da Adam Smith in un’epoca in cui i computer, la telematica, le reti non erano state neppure immaginati.

Caro Monti, non ce la faremo mai! Non rimarremo attaccati all’Europa, scivoleremo un un sconfortante Maghreb. Il tuo decreto semplificazioni, sta già per essere scomposto in 23 provvedimenti attuativi e poi in mille circolari, note, direttive, quindi in migliaia di impiegati ottusi,  milioni di eccezioni, casi particolari, scappatoie ecc… ecc…

Vuoi vedere  che alla fine avrà ragione Daniele Silvestri in versione “economista”!?!

Annunci

Una Risposta to “Di Ciclomotori, Burocrazie, Reti, Tasse e … cambiamento!?”

  1. Krisi 1 febbraio 2012 a 11:28 #

    Ha ah ha ha ha mio caro Cirano mi fai proprio ridere.

    …e non hai mai provato a fare la patente della moto da Privatista ? Dipende in linea di massima dalla provincia e quindi magari in province più “illuminate” della mia (GE) si riesce anche a sopravvivere alla mafia delle “Scuola Guida”. Qui, puoi presentarti da privatista ma devi avere la tua moto o almeno trovare un povero cristo che, sotto la sua completa responsabilità, ti affidi il suo mezzo. Se per caso stendi un pedone o fai dell’altro durante la prova su strada, a te non fanno nulla e il tuo “amico” va in galera. Quindi uno normale dice: va be, spendo qualche soldino (palanca) e mi affitto il mezzo per il giorno della prova.
    NOOOOOOOOOOO. Non si fa. Per affittare il mezzo devi avere la patente ecc. ecc.

    La cosa bella però e che mi fa inorridire è la seguente. Quando vai all’ufficio preposto e presenti tutte le tue belle carte igieniche da privatista, non ti dicono nulla, te ne accorgi dopo, quando cerchi di procurarti un mezzo per fare la prova.
    Nota bene: sebbene abbia cercato in rete tutte le documentazioni, abbia letto e riletto tutti i forum sull’argomento, sono caduto lo stesso nel tranello. Infatti questa regola sul mezzo vale solo nella provincia di GE. Poi scopri che nella provincia di SV, qualche metro di distanza, queste regole mafiose non ci sono e ti puoi tranquillamente presentare con un mezzo affittato per quel giorno.
    Ecco a cosa servono le province.

    Indaga Cirano indaga…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: