SCORRETTEZZE

23 Nov

Uso farina di sacco altrui per sparare sulla Croce Rossa ma dovete ammattere che, trattandosi dell’ex Ministro Brunetta, il bersaglio è bello piccolo, talvolta meschino (insomma avrò pure qualche merito anche io, non foss’altro che la mira).  Il sacco è quello di Giulio Zanella e l’occasione me la dà un suo post pubblicato su NfA, eccolo:

Proprio mentre il ministro della PA stava facendo le valigie assieme al governo di cui ha fatto parte, la Ragioneria Generale pubblicava il Conto Annuale 2010. Come ogni anno posso quindi aggiornare il monitoraggio delle assenze dei dipendenti pubblici sulla base dei dati ufficiali di tutte le amministrazioni pubbliche (tutte le puntate precedenti della saga sono recuperabili dal post dell’anno scorso). Risultato: sul fronte della riduzione delle assenze dei dipendenti pubblici il ministro Brunetta lascia la PA esattamente come l’ha trovata, checché ne dicano le sue indagini.

Figura 1. Giorni di assenza retribuita per dipendente, Pubblica Amministrazione

assenze2011

(fonte: Ragioneria Generale)

La figura parla da sola, e non c’è bisogno di aggiungere molto. Procedo quindi sinteticamente.

Fatto 1. La serie delle assenze retribuite per malattia (punti rossi) mostra un trend lineare decrescente dal 2003. Se escludiamo il 2007 e il 2009 (anni in cui ci sono state “normali” deviazioni sopra e sotto il trend, rispettivamente) i punti dal 2003 al 2010 sono praticamente perfettamente allineati. Se c’è un “effetto Brunetta” dal 2008 in poi è indistinguibile dal trend preesistente.

Fatto 2. Ammettiamo che ci sia un “effetto Brunetta” sulla assenze retribuite per malattia – ammettiamo cioé che in assenza delle norme Brunetta il trend si sarebbe appiattito al valore del 2006 a partire dal 2008. Allora c’è anche un effetto “frega Brunetta”, perché le altre assenze retribuite per ragioni diverse dalla malattia (punti blu, che naturalmente escludono le ferie) sono aumentate tanto quanto si sono ridotte quelle per malattia, un effetto sostituzione che ho discusso nei post precedenti della serie. Infatti, nel 2010 i giorni medi di assenza retribuita complessivi (punti neri) erano praticamente identici a quelli del 2007 — quando al ministero della PA c’era Luigi Nicolais.

Conclusione. Brunetta non solo non ha fatto nulla di quanto aveva detto di fare per cambiare la PA (vedere qui, qui, e qui) ma anche sul fronte della riduzione delle assenze dei dipendenti pubblici (uno dei principali punti sui quali si è speso come ministro) non c’è traccia delle mirabolanti riduzioni che egli continua a reclamare. Per quanto riguarda le assenze retribuite per malattia, a fine dicembre 2010, quando i fatti erano quelli rappresentati nella figura qui sopra, il report mensile del ministro concludeva (grassetto dal testo originale):

A due anni e mezzo dall’approvazione della L. 133/08, la riduzione media annua delle assenze per malattia procapite dei dipendenti pubblici è pari a circa -35%

Beh, si dà il caso che la vera cifra fosse -17% nel caso più favorevole al ministro e 0% nel caso più probabile considerato il trend sottostante (che può essere cambiato nel 2008, certo, come ha fatto nel 2003, ma sembra appunto improbabile vista la dinamica 2003-2007). Quale fosse il valore scientifico di queste indagini mensili lo lascio giudicare a voi. Per quanto riguarda invece le assenze complessive (escluse le ferie) retribuite, già nel 2010 i giorni di assenza per dipendente pubblico pagati dai contribuenti erano al livello del 2007: fa circa 0%.

Corollario. C’avevo ragione. Brunetta me ne ha dette di tutti i colori, inclusa l’accusa più infamante per chi fa ricerca di professione. Ma c’avevo ragione. Oggi mi prendo questa modesta soddisfazione.

Amen.

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