Province perse province “salvate”

24 Ago

Certo ad un presidente di una provincia che è stata appena “tagliata” dal decreto del Governo non deve molto piacere accorgersi che una provincia molto più giovane, come quella dei pipistrelli “BAT“, al secolo Barletta Andria e Trani, ha resistito ai rigori economici del momento.

Altrettanto dolore deve aver causato la circostanza secondo la quale altre province dalla “specificità  montana”,  come Belluno e Sondrio, sono state salvate dal “parametro territoriale” che che ne sancisce la sopravvivenza perché superiori a 3000 Kmq!

Non tutto è perduto però! Facendo leva sul 3, numero perfetto, si possono proporre emendamenti alla manovra in sede di conversione del decreto legge, eccone alcuni:

Si salvano tutte le province tripolari, costituite da tre nomi, così assieme a Barletta-Andira-Trani si salva anche Verbano-Cusio-Ossola

Per far fronte allo spopolamento montano si potrebbe trovare la quadratura del cerchio applicando la regola del “P greco” (moltiplicando per 3,14)  solo che nel caso specifico basterebbe moltiplicare per tre utilizzando il “P libico” e facendo arrivare tutti i disperati che scappano dall’Africa in tempo per il censimento 2011.

Giustificazioni a posteriori o, se vogliamo, “scientificamente” chiamarle “derivazioni Paretiane” ne troveremmo a mazzi. C’è solo da chiedersi ha senso? Non è forse meglio pensare ad un taglio netto, generalizzato ad un livello di governo ed ad una razionale distribuzione delle competenze?

In altri termini anche per la “nostra” provincia basterebbe una “secondo comma” come ha avuto modo di dirci qualche settimana fa Massimo Gramellini … e poi un terzo per Vercelli, un quarto per Biella, un quinto per Asti …

2 Risposte to “Province perse province “salvate””

  1. or 24 agosto 2011 a 07:38 #

    Un pò come quella che alle elementari
    suonava filastrocca: vassalli, valvassori, valvassini.
    Però sarebbe bello che qualcuno lo dicesse, forte e chiaro: anche senza secondo comma, non ci saranno risparmi veri, a meno di una vera e reale riforma amministrativa ed organizzativa (come dici tu) e soprattutto nella testa della maggior parte dei cittadini. Dovremmo chiedere ad alta voce serietà ed impegno e applicarli tutti i giorni.
    Come pensare che elimanando sulla carta piccoli comuni si “risparmi”? E 4 o 13 provincie, chi fra 2 anni e chi fra 3, lasciando i territori completamente allo sbando, governati da chi non avrà più alcuna legittimazione…
    Mah, siamo al “comma” profondo

    • Cirano 24 agosto 2011 a 19:51 #

      Stato comma-toso!
      🙂

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