Conclusa “Letteraltura”

27 Giu

Si è conclusa l’edizione 2011 di “Letteraltura”; mai come quest’anno si sono viste facce nuove in giro per Verbania. Quando penso al festival mi viene in mente l’immagine dello “shopping” culturale in cui la gente frequenta in negozi (gli eventi organiazzati qua e la per la città)  scegliendo tra le prosposte  ciò che più gli interessa.

Ci si incontra dunque un po’ come si faceva una volta, dal fruttivendolo, dal droghiere, dal salumiere, solo per pochi giorni all’anno e queste figure ormai scomparse sono il romanziere, il saggista, l’economista, il fotografo. Le nuove massaie siamo noi, i cittadini , ma anche i turisti, le facce nuove che non riconosciamo nel nostro girovagare per la città.

Ho tuttavia notato, per tutta la durata del festival una grande assenza, prolungata e imbarazzante, quella degli amministratori locali, A parte l’evento inaugurale, nel quale tutti sono venuti a fare il loro “compitino” per dire quanto sia importante la cultura, per un’offerta turistica diversiaficata, per la crescita del territorio … sottolineando il contributo … portando i saluti …  assicurando che non verrà mai a mancare il sostegno … fra le gente, che cammina da mattina a sera su e giù per i “negozi” gli amministratori locali non c’erano (a parte qualche sporadica mosca bianca, che il festival lo ha sempre frequentato).

Letteraltura può essere letta anche in questo modo, in termini di vicinanza e di distanza dai libri dalla lettura, dalla gente, dalle persone. Ci vediamo alla prossima edizione? A giudicare dalle promesse fatte sotto i riflettori certamente si.

TUTTE LE IMMAGINI DEL FESTIVAL LE TROVATE A QUESTO LINK 

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4 Risposte to “Conclusa “Letteraltura””

  1. or 28 giugno 2011 a 07:53 #

    Sono parte in causa e quindi cerco di fare un passo indietro e nessun commento sul Festival. Solo due considerazioni (che generalizzano):
    a) ci sono tanti segnali di enorme distanza fra gli amministratori locali, almeno i nostri, e i cittadini, i loro bisogni e soprattutto fra il presente delle scadenze elettorali ed un futuro sempre più difficile da immaginare ma rispetto al quali la nostra, del territorio, “classe dirigente” rinuncia persino a pensare. Non mi riferisco solo agli amministratori ma a tanti rappresentanti del mondo economico nel suo complesso, ad esempio. Proprio ieri in una discussione di lavoro ho usato il termine “melma indistinta”, per indicare l’assoluta mancanza di prospettiva di questi alla quale si contrappone invece una vitalità del “tessuto civile” con moltissime iniziative ed impegno che però fanno fatica anche a farsi vedere e percepire dai più, da chi non è direttamente coinvolto. Mentre adesso sarebbe importante per molti poter senire, immaginare, un altro, un modo diverso di fare e pensare
    b) in qualche caso il compitino è stato affidato a figure che non hanno ruolo di primo piano: e dietro c’è ahimè un moddo di interpretare la realtà in termini di occupazione : se lì i posti li faccio occupare agli amici bene, altrimenti, smonto baracca e burattini pur di riuscirci…

    un momento complicato, sarebbe importante per molti anche solo percepire la possibilità di un penare e fare diverso
    b) in realtà anche il compitino è stato affidato in molti casi a, per così dire, figure di
    secondo piano (mi riferisco ai ruoli, eh). Questo anche per i

    • or 28 giugno 2011 a 07:56 #

      Chiedo scusa: mentre scrivevo il commento lo schermo “ballava” e non riuscivo a vedere qullo che scrivevo. Ergo le ultime due righe di a) e l’ultima di b) andrebbero tolte.
      Certo che replicarsi da soli 🙂

      • Cirano 28 giugno 2011 a 08:11 #

        Ciao or, grazie ma forse puoi intervenire sul tuo commento.
        🙂

  2. Pescesenzabicicletta 30 giugno 2011 a 19:54 #

    Sulla mancanza di amministratori: poco male, la maggior parte non sarebbe neppure in grado di capire…. Poi sarebbero pochi quelli intervenuti perché’ interessati, quindi meglio lasciare posto al pubblico vero! su letteratura in s’è e’ una bella occasione, ci sono tanti stimoli, sono i quattro giorni nell’anno in cui ci si sente proprio in vacanza in un bel posto: vivace, stimolante, pieno di gente. come essere all’estero, praticamente!

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