Dottor “Scotti” cosa “bruci”?

9 Giu

Negli ambienti giudiziari la notizia che il celebre “Dottor Scotti” (qui un omnimo)

fosse sotto inchiesta perche in una sua società, la Riso Scotti Energia, bruciava anziché solo la “lolla” del riso, anche rifiuti pericolosi era nota da tempo, almeno dalla fine dell’anno scorso. Stiamo parlando, secondo quanto contesta la Procura della Repubblica, di 21 milioni di euro versate indebitamente dal GSE (Gestore Servizi Elettrici)
Tuttavia, essendo il nostro Scotti uno dei maggiori inserzionisti pubblicitari i giornali, quelli che ne hanno parlato, lo hanno fatto nelle pagine centrali, dando poco risalto alla notizia.

La vicenda è uno specchio fedele del nostro Paese, in cui anche la stampa è forte con i deboli e debole con i forti, la Politica bada al proprio interesse particolare, pur sbandierando “il bene del Paese” e controlli pubblici sono carenti e in alcuni casi vengono “addomesticati” da funzionari corrotti.

La vicenda della Riso Scotti Energia mi ha fatto venire in mente un’altra italica  furbata sulle energie rinnovabili che ho raccontato in un “post” qualche tempo fa.

Si capisce dunque perchè in un Paese così, anche perchè chi, per coerenza scientifica è favorevole al nucleare come Margherita Hack dica di votare “SI” al referendum.

In soldoni, secondo l’autorevole astrofisiaca, il nucleare serve, è importante non abbandonare la ricerca, ma il Paese non è affidabile per leggerezza, incuria, intrallazzi, cricche, ecc…

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3 Risposte to “Dottor “Scotti” cosa “bruci”?”

  1. or 9 giugno 2011 a 09:22 #

    Ah Cirano. Questo è un periodo di ri-pensamento: molto privato. Perciò ad esempio, confesso che sarò ai seggi domenica ma pensando ad altro (a me e a tutti i miei crucci, purtroppo indicibili).
    Perciò, parlo di me. Qualche giorno fa alcuni imprenditori con i quali stavo lavorando mi hanno raccontato una storia. Buonicattivi, si chiama.
    Ci sono i buoni, imprenditori che si certificano, cercano di stare alle regole e poi si trovano ogni tre per due i controlli dell’Asl etc. in casa. Ci sono i cattivi, i vicini che scaricano illegalmente sotto gli occhi di tutti. Ci sono i buonicattivi: l’Asl. Che controllo te che sei buono, perchè se vado dal cattivo so che verrà fuori un casino. Sanzioni, sospensioni attività, lavoratori a casa (lasciamo stare le pressioni politiche e soprattutto gli accordi sottobanco, questi sono buonicattivi, non cattivi). Insomma: un problema che mi fa paura affrontare e gestire. Quindi, controllo i buoni. Ci sono i buonicattivi: gli imprenditori. Che vedono il loro vicino, ma non dicono nulla. Perchè se denuncio, so che verrà fuori un casino. Sanzioni, sospensioni di attività, lavoratori a casa (lasciamo stare i controlli che faranno anche a me, questi sono buoni e buonicattivi, non cattivi). Ci sono i buonicattivi: io, ad esempio. Che dovendo fare alcuni controlli, ho pensato, anzi ho deciso. Però a questa qui, quella grande, molto importante, il controllo glielo faccio solo su quella cosa li, che è a posto di sicuro. Perchè se vado su altro, potrei trovare – anche se spero di no e non ho elementi per saperlo prima – qualcosa che non va. E so che verrà fuori un casino. Sanzioni. Sanzioni? Beh, soprattutto un sacco di pressioni. Le sanzioni potrebbero esserci solo dopo avere affrontato quelle pressioni. Insomma: un problema che mi fa paura affrontare e gestire. Ma ai miei buoni ho dato la comprensione, sto provando ad immaginare qualche contro-azione per “difenderli” dai buonicattivi. E ho detto loro: i cattivi li dovete denunciare. Bisogna rompere questi schemi. Perciò, a tu per tu con la mia ipocrisia, ho pensato, anzi ho deciso. A questa qui, quella grande, molto importante, il controllo lo farò come per tutti gli altri: a campione (ed incrociando le dita). Diciamo che prendo coraggio,
    poco a poco eh. Però il male è questo. Non l’illegalità, ma l’ipocrisia, quella di tutti i giorni. La mia, anche.

    • Cirano 9 giugno 2011 a 17:52 #

      or: TI VOGLIO BENE!!! uno cento mille come te e questo Paese potrà cambiare!
      🙂

      • or 10 giugno 2011 a 08:53 #

        anch’io

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