Felicità e decrescita

25 Dic

Sarà un Natale “camicia”, un Natale “maglione” o un Natale “accappatoio”, penso che se mia suocera avesse più fantasia, nel corso di tanti anni, sarei riuscito ad arrivare a dodici regali diversi così da arrivare a formulare una sorta di previsione oroscopica degli auguri!

Chi mi conosce sa che odio gli auguri alle feste comandate, così come odio i consumi, il Natale è una congiunzione astrale che riesce a far combaciare nello stesso giorno entrambe le sfighe!

Provo ad articolare un ragionamento cercando di evitare di essere “palloso” (l’umore indotto dalla giornata, devo dire non aiuta). Immaginate che io abbia finito la legna per il camino e la debba tagliare, passa di qui un amico, veniamo sul discorso e lui mi dice: “Invece che tagliarla con la motosega, ho appena comprato una bella circolare, ti va se domenica gli diamo un colpetto insieme?” Questo non è un regalo? E per giunta un momento in cui ne avevo veramente bisogno?

Immaginiamo che io vada da questo o da un altro amico e vedendo le piante in giardino mi accorga che hanno bisogno di essere potate perchè perchè è evidente che chi le ha curate non sa farlo. Mi rendo disponibile la prima bella giornata di gennaio. Questo non è un regalo?

Certo, in entrambi i casi, e in mille altri esempi che potrei fare, non abbiamo mosso di un “pilu” il PIL, ma sicuramente abbiamo avuto modo di riconoscerci un una cortesia e di essere, senza danaro, senza obblighi, senza pesi e contrappesi, più felici.

Che il PIL non misuri la felicità se ne era accorto anche Kennedy nel 1968, ma poi le cose hanno preso un’altra strada …

Oggi, forse, per un insieme di cause, legate all’inquinamento, al riscaldamento globale, al picco del petrolio, stiamo prendendo coscienza che la vera ricchezza non è nel consumo ma nella solidità nella sincerità delle relazioni. Stanno nascendo movimenti, come quello delle “Transition Towns” che ci fanno ben sperare per il futuro. Leggete in proposito questo bellissimo articolo di Deborah Rim Moiso anche i media nazionali ne cominciano a parlare, ecco la puntata di Report sui “Consumi difettosi”.

E ora Buon Natale … tutto l’anno!

Postfazione serale:

 


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5 Risposte to “Felicità e decrescita”

  1. Lakeside 28 dicembre 2010 a 15:19 #

    L’antidoto agli ecessi natalizie arriva dall’inghilterra (o forse da più lontano, chi sa). Si chiama Secret Santa e funziona cosi: gli adulti di una famiglia decidono di comune accordo che fra di loro non fanno regali invece c’è un sorteggio dove ognuno di loro pesca un nome di un’altro, un nome che rimane segreto. Ognuno poi fa un solo regalo alla persona pescata. Ognuno ha un regalo a natale, ma ad ognuno è risparmiato il tempo, la fatica e il soldi “sprecato” se dovessi cercare e comprare regali per tutti.

    Per noi funziona…

  2. imagopovi 28 dicembre 2010 a 16:43 #

    Mi trovi perfettamente d’accordo. Lasciami segnalare ai tuoi lettori alcuni di questi movimenti:

    -Il Movimento per la Decrescita Felice di Pallante.
    -Il Movimento Zero di Massimo Fini.
    -Le idee di Ivan Illich e Serge Latouche.
    -Il sito http://www.dePILiamoci.it.

    E ve ne sono molti altri. Che qualcosa cambi in tempi brevi ne dubito. Ma molti stanno mettendo in dubbio l’universalità del modello consumistico-capitalistico occidentale, e questo è il primo passo per pensare di costruire alternative che restituiscano all’uomo un rapporto più sano con se stesso e con la natura.

  3. or 29 dicembre 2010 a 11:11 #

    D’accordo su tutto.
    D’accordo, abbiamo dato il nostro contributo alla de-forestazione (i libri per gli amici, che fantasia eh, ma scelti con cura), alla plastificazione (2 dicosi 2 regali plasticosi erano proprio proprio nella lista di babbo natale), ma ci abbiamo provato almeno con i gds, gli acquisti on line, i giocattoli fatti in casa (soddisfazione alta, gradimento dell’estensore lista di babbo natale prossima allo zero..). Però segnalo sin d’ora che per gli ultimi gg. del 2010, tutto il 2011 e Natale 2011, lavori di potatura (o almeno i consigli) e ortocultura, baby sitteraggio, english conversation (for adults and toddler), ricette di minestroni etc. etc. sono e saranno in cima alla mia wish list (ok, ci sono anche le scarpine da cenerentola tacco 12, ma conta?) Tanti auguri!

    • Cirano 29 dicembre 2010 a 14:34 #

      La cultura non è merce, i vostri libri sono sempre intelligenti e graditi! Se avete bisogno per le potature sono a casa la prima settimana di gennaio, ma, sentiamoci, non è il caso di dirlo “Urbi et Orbi”.
      🙂

      • or 31 dicembre 2010 a 08:40 #

        Gracias! Ci sentiamo, intanto auguri auguri auguri.
        Però dissento: i libri sono merci e la differenza fra le merci è solo quantitativa e non qualitativa. Lo so, il marxismo è vetero, ma anche io.
        Urbi et orbi, sono una signora di mezza età.

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