Un altro mattone (pardon Martone) alla corte di Brunetta

30 Nov

Mi aggancio subito sul post di ieri sulla CiVIT del presidente Antonio Martone per informarvi che, questa volta l’autorevole quotidiano economico “Italia Oggi”, a pagina 7 di sabato 27 novembre, ci dà conto dell’incarico conferito al figlio di Antonio, Michel Martone, dal Ministro Brunetta.

Il prof Martone Junior, per un importo di 40 mila euro, ha ricevuto un incarico di durata annuale per  “La valutazione dei problemi giuridici della digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche di Paesi terzi”.

Grazie Ministro, ne sentivamo veramente il bisogno!

Ma la singolare analogia fra i curricula professionali dei due Martone mi induce ad accennare ad un altro fenomeno tutto italiano quello della mobilità sociale. Il nostro è uno dei paesi europei nei quali livello di istruzione o tipo di lavoro riflettono spesso quelli ottenuti dai padri. Nel caso dei Martone padre e figlio l’analogia è veramente impressionante.

Lo studio, riportato in un articolo di Maria De Paola in un articolo per “La voce.info” ci dice, tra l’altro, che in Italia, il 44 per cento dei padri architetti ha un figlio laureato in architettura, il 42 per cento dei padri laureati in giurisprudenza ha un figlio con il medesimo titolo di studio. Dati simili si riscontrano per i farmacisti (41 per cento), per gli ingegneri e i medici (39 per cento) e anche per i laureati in economia e statistica (28 per cento).

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23 Risposte to “Un altro mattone (pardon Martone) alla corte di Brunetta”

  1. or 30 novembre 2010 a 10:00 #

    Che orrore!
    Ma il mio pensiero va a loro, i padri. Dell’articolo de “lavoce”, mi impressiona il ruolo dei papa’: sembrerebbe (con tutti i limiti dell’indagine che tra l’altro “copre” un’area geografica e non l’Italia) che l’influenza delle madri sia nulla. Acc! Quanti sforzi inutili! In effetti sembra che su di me “pesi” di più l’avversione al rischio materna che l’imprenditorialità paterna (studi e professione, lontani da entrambi). E’ fuori tema, ma mi piacerebbe sapere per quanti è davvero così fondamentale la preferenza del padre, anzichè di uno qualsiasi o entrambi i genitori. Sulla mobilità sociale il discorso è complesso. Abbiamo avuto anni di fortissima mobilità – i mitici sessanta/inizio settanta – e negli ultimi 20 anni si sono alzati i muri. Sembra che l’ascensore sociale funzioni in modo strano: da un lato, è difficile prendere quello che ti porta su. Dall’altro, è facile scendere due o più piani più sotto rispetto alla partenza. Molte professioni, spesso a medio/alto contenuto intellettuale, hanno perso prestigio agli occhi della comunità. Per lo più, quindi, anche “valore economico”. Es. gli insegnanti, dalle elementari in su: rimangono i prof. universitari, che si tengono ben stretto potere e giochi di potere. Tempo fa, con raccapriccio, durante un incontro di lavoro che vedeva una folta rappresentanza di insegnanti delle superiori mi ha sorpreso il mio pensiero che “dopotutto, sono solo insegnanti”. Infatti: non sono imprenditori di successo, finanzieri, star di qualche cosa. Sono la prima laurea in famiglia, ho un lavoro “stabile” e pubblico più che discretamente remunerato: eppure il mio papà figlio di muratore e muratore pure lui è partito da una cascina senz’acqua per tirare su: un’impresa che ha dato lavoro, una bella casa, una bella casa di vacanze, università etc. per la prole. Io invece non sono tanto lontano dal “mio/suo” blocco di partenza: anzi, sono un pò un gambero. In più abbiamo tanti circoli chiusi, tanti amici di amici: il sole24 di ieri denunciava che i raccomandati – i manager raccomandati – sono un problema anche per le imprese private.

    • Cirano 30 novembre 2010 a 17:47 #

      Gli insegnanti, quelli buoni e quelli cattivi lasciano dentro di noi un segno indelebile, quanto sarebbe più ricca la nostra società se i nostri insegnanti avessero lasciato, ognuno a suo modo, un segno +
      🙂

  2. Giullare 30 novembre 2010 a 17:25 #

    Rimango dell’idea che la miglior versione di Brunetta è quella dei Ricchi e Poveri

    • Gianluca 4 dicembre 2010 a 19:32 #

      Faccio presente che per te il Brunetta era un idolo.
      Era colui che ha sconfitto i fannulloni della pubblica amministrazione.
      Era colui che finalmente toglieva i privilegi ai lavoratori pubblici.
      Ed ora è solo una canzone?

      • Cirano 4 dicembre 2010 a 20:29 #

        Ma doooove?!?
        Ha avuto solo il pregio di portare avanti alcuni temi legati al merito e ai premi, solo che lo ha fatto “all’italiana”, cioè col trucco.
        Non saremo mai un paese civile!!!
        😦

  3. michela 6 dicembre 2010 a 11:51 #

    Sputtanamento gratuito? no grazie..
    per questo Vi consiglio la seguente lettura: http://www.michelmartone.org/risposta-di-michel-martone-all%E2%80%99interrogazione-parlamentare-del-senatore-pietro-ichino-415.html,
    dove il professore rende conto ai suoi studenti dell’incarico a lui conferito dal Ministro Brunetta.

    • Cirano 7 dicembre 2010 a 06:20 #

      Ho fatto una replica collettiva con un nuovo commento.

  4. una studentessa 6 dicembre 2010 a 12:11 #

    io sono stata una studentessa del prof. Martone, che ha seguito tutte le sue lezioni di diritto del lavoro e diritto sindacale e posso assicurarvi che , al di là di quanto mi abbia insegnato, sia molto di più del “figlio di” dipinto sul web in questi giorni… io non capisco perchè prima di dare giudizi così affrettati non si cerchi di capire se la verità sia solo quella sbandierata in quest’articolo..per facilitare la ricerca ai nuovi moralizzatori vi invito a consultare il blog del professor Martone, e leggere la sua risposta alle accuse che gli sono state rivolte in questi giorni…forse dopo alcuni giudizi non saranno più così perentori
    http://www.michelmartone.org/

  5. Sara 6 dicembre 2010 a 12:22 #

    Io ho seguito le lezioni del Prof. Martone e invito tutti, prima di formulare giudizi, a leggere la sua risposta all’interrogazione parlamentare del Senatore Ichino sul sito http://www.michelmartone.org.
    Mi domando se l’infangare il suo nome non sia solo un pretesto per alimentare il clima di battaglia politica di questi ultimi tempi…..

  6. Ciro 6 dicembre 2010 a 17:48 #

    Ragazzi, ma ci rendiamo conto della deriva culturale del nostro paese? Ci rendiamo conto che oggi, pur di far notizia, si è giunti a giudicare come un “peccato originale” un rapporto di parentela? Siamo consapevoli che le vere anomalie del nostro Paese continueranno a restare nell’ombra? O, viceversa, siamo davvero tutti convinti che sia una consulenza lo scoglio invalicabile che il nostro paese deve fronteggiare? Piuttosto, una notizia del genere fa tanto rumore per il perverso gusto dell’italiano medio ad indignarsi al bar e a gridare con gli amici allo “scandalo” dinanzi ad un buon bicchiere di birra. E’ appena il caso di snocciolare, infatti, pochi ma, questa volta, fondati dati su ciò che del nostro paese dovrebbe preoccuparci : un evasione fiscale pari a ben 100 mld di dollari l’anno e un debito pubblico pari al 4,7% del Pil (cfr. 44° Rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese). Non lasciamoci ingannare. Per ogni maggiore chiarimento, vi invito a leggere la risposta del prof. Martone su: http://www.michelmartone.org

  7. Ciro 6 dicembre 2010 a 18:22 #

    Il tuo commento è in attesa di moderazione

    6 dicembre 2010 alle 5 48 pm
    Ragazzi, ma ci rendiamo conto della deriva culturale del nostro paese? Ci rendiamo conto che oggi, pur di far notizia, si è giunti a giudicare come un “peccato originale” un rapporto di parentela? Siamo consapevoli che le vere anomalie del nostro Paese continueranno a restare nell’ombra? O, viceversa, siamo davvero tutti convinti che sia una consulenza lo scoglio invalicabile che il nostro paese deve fronteggiare? Piuttosto, una notizia del genere fa tanto rumore per il perverso gusto dell’italiano medio di indignarsi al bar e di gridare con gli amici allo “scandalo” dinanzi ad un buon bicchiere di birra. E’ appena il caso di snocciolare, infatti, pochi ma, questa volta, fondati dati su ciò che del nostro paese dovrebbe preoccuparci : un evasione fiscale pari a ben 100 mld di dollari l’anno e un debito pubblico pari al 4,7% del Pil (cfr. 44° Rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese). Non lasciamoci ingannare. Per ogni maggiore chiarimento, vi invito a leggere la risposta del prof. Martone su: http://www.michelmartone.org

  8. Mario 6 dicembre 2010 a 19:55 #

    Non conosco il prof. Martone e, dopo aver letto i primi commenti, mi stavo indignando, pensando si trattasse dell’ennesimo episodio di nepotismo.
    Sono poi andato a leggere la risposta del prof. Martone sul proprio sito, da voi suggerita, e ho avuto la conferma di come le cose non siano mai, o quasi mai, come appaiono, o come i detentori della comunicazione vorrebbero fare apparire.
    Mi sono documentato, e ho avuto modo di riscontrare, con piacere, che Michel Martone non è un “figlio di”; ma è da diversi anni uno dei più giovani professori ordinari italiani, ricopre incarichi di prestigio, è avvocato, ha pubblicazioni numerose e riconosciute a livello accademico.
    Insomma, più che un raccomandato, sembra una giovane che, caso raro, ha saputo mettere a frutto i suoi talenti, anziché avvitarsi sul dilagante (anche se, talora, comprensibile) vittimismo dei nostri giorni.

  9. Cirano 7 dicembre 2010 a 06:19 #

    AGLI STUDENTI DEL PROF. MARTONE
    Ho ricevuto una serie di commenti, tutti provenienti dal medesimo IP, probabilmente dell’Università in cui gli studenti prendono le difese del proprio professore. Mi sembrano tutti genuini, tranne forse quello di Mario che, pur commentando dal medesimo IP, dice di non conoscere Martone ma ne plaude al prestigio e ne difende l’onore.

    Sono lieto che gli studenti seguano il proprio professore e lo difendano sono ancor più lieto che il professore sia giovane e brillante (sono stato, anni fa allievo di un giovane prof. Mannaheimer e mi sarei battuto per lui ad ogni costo).

    Il punto è un altro, è giusto che chi ha un mestiere e lo fa per giunta bene ve ne aggiunga altri? Perchè tra tanti professori di diritto proprio lui? Perchè non affidare la ricerca ad una qualificata Università, una di quelle che stanno morendo strangolate per mancanza di fondi?

    Venendo al “merito” della risposta di Martone Junior mi vengono in mente altre osservazioni:
    1) se Martone ha cominciato a collaborare a giugno 2009 con il ministero diretto da Brunetta pur in assenza di uno specifico contratto, a che titolo l’ha fatto? Se il tema della collaborazione fosse stata la ricerca su «La valutazione dei problemi giuridici della digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche di Paesi terzi», non essendovi alcuna urgenza avrebbe potuto tranquillamente potuto attendere la formalizzazione dell’incarico, se i contenuti della collaborazione fossero stati altri allora la ricerca è solo un “pretesto” per la remunerazione di prestazioni rese su altri temi.
    2) Nessuno ha detto che Martone Senior sia indagato per la vicenda P3, magari avrebbe dovuto selezionare meglio gli inviti a cena. Che poi la 150 non si applichi alla Presidenza del CdM e al ministero della Funzione Pubblica è (purtroppo) vero, infatti guardate cari studenti come viene incentivato il personale dipendente: https://iononperdonoetocco.wordpress.com/2010/04/14/quando-le-regole-non-si-applicano-allarbitro/
    3) al punto 3 Martone rispondendo a proposito dell’entità del suo compenso ci svela che l’importo è di tipo “risarcitorio”, facendoci sapere che “Dal Giugno del 2009 ad oggi, ogni mia giornata lavorativa è regolarmente cominciata alle 8.30 nell’ufficio del Ministro, proseguendo con riunioni, incontri, discussione di testi legislativi, richieste di pareri e consigli secondo le necessità del Gabinetto. Così, tra le tante cose, mi sono occupato ANCHE di “digitalizzazione ed informatizzazione del settore pubblico” solo per questo sono stato pagato, aggiungerebbe Cirano maliziosamente, infondo era giusto che ci andassi un po’ con la mano pesante!
    Credo che per voi studenti sarebbe assai più interessante conoscere il risultato pratico della consulenza, per poterne apprezzare il “valore” e non conoscerne solo il costo.

  10. antonio 7 dicembre 2010 a 11:10 #

    Caro Cirano,

    Tu dici che Michel Martone e Antonio Martone hanno lo stesso curriculum.
    Tuttavia, a me risulta che Antonio Martone e’ giudice da 44 anni mentre Michel Martone e’ avvocato e professore universitarioa.
    Mi domando cosa sarebbe accaduto se il prof.Martone sarebbe stato giudice.

    • Cirano 7 dicembre 2010 a 13:13 #

      Fosse Antonio, fosse!!!
      Se sarei al tuo posto studiassi!!!
      🙂

  11. c. 7 dicembre 2010 a 11:56 #

    L’esattezza, evidentemente, non è una virtù di cui Cirano sia pieno.
    Tanto per cominciare, mi sembra davvero singolare che si parli di analogia dei curricula visto che Antonio Martone è un magistrato e Michel Martone è professore ordinario e avvocato.
    Come dire, se si tratta dello stesso tipo di lavoro, allora, con lo stesso grado di approssimazione, io e Naomi Campbell siamo gemelle omozigote.
    Ma è ancora più sorprendente che Cirano si domandi se è giusto che “chi ha un mestiere e lo fa per giunta bene ve ne aggiunga altri”. C’è forse un limite sancito in Costituzione?
    Perché a me sembra che la Costituzione dica, tutto al contrario, che lavorare e contribuire SECONDO LE PROPRIE POSSIBILITà E LA PROPRIA SCELTA al progresso materiale e spirituale della società sia, insieme, un dovere e un diritto di ciascuno.
    Come dire, se un prof. avv. non può lavorare nel gabinetto della Funzione Pubblica, con lo stesso grado di approssimazione, una cameriera non può fare anche la baby sitter. Mi sembra un’idea strampalata.

  12. c. 7 dicembre 2010 a 12:02 #

    Cirano si domanda pure: “perchè tra tanti professori di diritto proprio lui?” Ma scusi, ma replicarle è facile: perché non lui?
    Mi sembra che il prof. Martone abbia tutte le conoscenze e competenze richieste dalla natura dell’incarico.
    E poi, se lo Stato, a fronte di 40.000 mila euro dovesse ricevere più di quello che gli era dovuto, potrebbe per ciò ravvisarsi un danno danno erariale o un fatto immorale? Sarebbe ben strano.

  13. Anonimo 7 dicembre 2010 a 12:33 #

    Mi permetto un’osservazione, indotta soprattutto dal commento di Ciro. Non mi sento di fare commenti al bar con gli amici, non mi sembra che il clima di questo blog sia il qualunquismo . Ammiro – e invidio – chi ha energie e “testa” che regala agli altri, donando con entusiasmo le proprie esperienze, i propri pensieri e magari i prori errori. Ciro, secondo me i rapporti di parentela e amicali sono troppo spesso anomalie, non sintomi: anomalie come quelle che citi.
    Se il prof. Martone è bravo come dicono i suoi studenti, fantastico: ne abbiamo bisogno. Ma i suoi studenti non hanno nulla da osservare sul contenuto della consulenza? Per giustificare un incarico “ingiustificabile” seppure lecito, noi della pa ne facciamo di invenzioni! Ma a voi davvero “la valutazione dei problemi giuridici etc..” non vi fa venire dubbi sulla sua utilità e valore?

  14. c. 7 dicembre 2010 a 14:08 #

    A me sembra che, proprio in tempi di crisi economica, la digitalizzazione delle p.a. sia più che utile. Assicura, infatti, risparmi notevoli e una maggiore efficienza della macchina statale.

    • or 9 dicembre 2010 a 12:03 #

      Dei Paesi terzi?
      il mio commento precedente era “anonimo”, sorry

  15. antonio 7 dicembre 2010 a 14:23 #

    Cirano,

    E’facile prendere in giro ma perche’ non rispondi?

    Correnti calamo, su un blog, si possono commettere imperfezioni che neanche meritano rilievo.
    O tu sei uno che, come del resto hai gia’ dimostrato, cerca di nascondere la sostanza dietro la forma?

    • Cirano 7 dicembre 2010 a 17:28 #

      Non perdo tempo con i Troll, del resto se assolvi le tue “imperfezioni” e condanni a priori le posizioni degli altri perché dovresti avere bisogno di un interlocutore? Buoni studi.
      🙂

  16. Fausto Baiocco 11 agosto 2012 a 15:15 #

    Non h0 letto niente dei commenti, e poco anche dell’articolo, ma che c’è di strano? Così piace agli italiani. Addirittura la percentuale di quei padri che hanno un figlio con lo stesso mestiere sale paurosamente in altri settori di attività. Contadini 60%, Operai 70%, Manovali 80%, Disoccupati (o in cerca di 1^ occupazione) 90%. Una logica c’è: alla gente piace molto l’attività del proprio papà. E non vuole saperne di altri mestieri. Siamo una nazione libera, no? Libera di scegliersi la propria schiavitù! E allora cosa, c’è da ricriminare? Brunetta è più bravo di me? Martone junior è più bravo di me? … Ma…? … Una domanda: a che serve l’art.3, c. 2 della costituzione?
    Chiedo aiuto! Sto tentando di fare questo elenco in (http://descrittiva2.blogspot.it/2012/07/federigo-enriques-ed-eredi.html), c’è qualcuno che mi da una mano?

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