L’accompagnatore di carrelli

20 Lug

Oggi un amico mi ha segnalato questo articolo apparso su “Repubblica” con le ennesime incontinenze verbali del Signor B. Per un po’ ho pensato di infiocchettarci su qualcosa poi mi sono detto … un ulteriore esempio negativo di un riccone megalomane che ha perso ogni freno inibitore e tutte le volte che apre bocca varca il limite della decenza, anche quando fa gli spot per l’università privata del fondatore del CEPU.

Ci vuole un esempio positivo e mi è venuto in mente questo racconto che mi ha fatto avere il mio amico “Otto”.  Spero che vi piaccia come è piaciuto a me.

Nel testo viene citato uno splendido libro di Carlo Maria CipollaAllegro ma non troppo” che contiene un mirabile saggio sulla stupidità umana. Ne ho parlato in un mio vecchio post, un libricino da non perdere!

“Aeroporto di Amburgo, primo pomeriggio del 23 settembre 2000. Sono di fianco alla scala mobile che sale nell’area di imbarco mentre aspetto le quattro ragazze della mia scuola che ho accompagnato nella settimana precedente ad Emden per un workshop internazionale (Germania, Austria, Italia, Russia) sulla figura dell’educatore svoltosi presso il locale l’Istituto professionale (Berufsbildende Schulen I).

Le ragazze sono in giro per l’aeroporto a far fuori gli ultimi marchi prima di imbarcarsi. Sfoglio un giornale mentre curo tre carrelli con i nostri bagagli. La coda dell’occhio mi fa percepire uno strano movimento nell’area alle mie spalle. Alzo lo sguardo e osservo uno strano turista – tra i 60 e i 65 anni – che, proprio di fronte a me e alla scala mobile, va a ad appoggiarsi alla balaustra delle scale che scendono al piano inferiore.

Ha l’aria tranquilla di chi sa che deve aspettare e passa il tempo ad osservare il via vai. Mi colpisce il suo abbigliamento che era certo quello del turista (forse un inglese, penso) ma con qualche incongruenza. Un po’ trasandato ma a suo modo di un’eleganza vecchia maniera. Pantaloni di velluto, scarpe larghe e scamosciate, un soprabito un po’ fuori stagione visto che quel fine settembre era ancora abbastanza caldo e un cappello di feltro grezzo, mi pare di ricordare verde. Al suo fianco, appoggiata, una borsa di plastica larga ed alta che sembra contenere uno o due pacchi.

Ad un certo punto, ero ritornato al mio giornale, lo intravedo muoversi celermente ma senza scomporsi nel correre. All’inizio non capisco, la borsa era rimasta al suo posto e vedo il nostro “turista” prendere un carrello abbandonato a fianco della scala mobile e sistemarlo nelle guide dell’apposito deposito. Naturalmente recuperando la moneta di due marchi.

Allora capisco. Il nostro è una sorta di “barbone snob”. Quello è il lavoro che si è inventato: recuperare i carrelli abbandonati e riportarli a loro posto con un guadagno netto di due marchi a carrello; e magari il recupero di qualche oggetto, rivista od altro dimenticati. Nella mezzora che segue sono altri quattro o cinque i carrelli abbandonati da viaggiatori frettolosi di imbarcarsi. Faccio mentalmente un rapido calcolo e penso che se la media è quella, il nostro può guadagnarsi almeno dai 10 ai 20 marchi all’ora.

Quando tornano le quattro ragazze, senza dare a vedere, spiego loro l’attività del nostro dirimpettaio. Decidiamo di abbandonare a nostra volta i tre carrelli, tanto le monete in banca non le cambiano e tra poco più di un anno si sarebbe passati all’euro.

Mentre stiamo salendo sulla scala mobile mi volto ed incrocio lo sguardo del nostro; ha un mezzo sorriso d’intesa. Ci siamo capiti.

29 giugno 2010. La giunta leghista di Montecchio Maggiore (già famoso per il caso della mensa comunale che aveva tenuto a pane e acqua i bambini non in regola con la retta) approva il regolamento di polizia urbana che all’art. 34, intitolato « Divieto dell’esercizio del mestiere girovago del cosiddetto “accompagnatore di carrelli della spesa” »– così recita: “È vietato su tutto il territorio comunale l’esercizio del mestiere girovago di “accompagnatore di carrelli della spesa”.Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria, da euro 25,00 ad euro 500,00.

Leggendo questa notizia segnalatami da Facebook la prima cosa che ho pensato è che alla definizione di Carlo M. Cipolla secondo cui gli stupidi sono coloro che riescono a recar danno contemporaneamente a se stessi e agli altri si potrebbe anche aggiungere: coloro che non si rendono conto del ridicolo del loro agire.

Mi è poi visivamente tornato alla mente l’Accompagnatore di carrelli di Amburgo. Nella scala di Cipolla è certamente un rappresentante dell’intelligenza umana: capace di perseguire allo stesso tempo il vantaggio proprio e quello altrui. Mettere al loro posto carrelli che sarebbero di intralcio ai viaggiatori traendone un non insignificante guadagno.

Chissà se è ancora al suo posto? Mi piace pensare che la sua scelta dell’aeroporto non fosse casuale o solo frutto dell’ingegno, ma una sorta di preparazione al suo grande viaggio. Me lo immagino in qualche paese esotico a godersi, con meritato riposo, i marchi (e poi gli euro) accumulati carrello dopo carrello. Alla faccia degli stupidi intolleranti che non sanno apprezzare varietà e diversità dell’essere e dell’agire umano.”

4 Risposte to “L’accompagnatore di carrelli”

  1. Gianluca 20 luglio 2010 a 06:58 #

    Ho avuto modo di conoscere diversi “barboni”. Quasi sempre si tratta di una scelta, difficile, ma uno modo di vivere. Come tale merita il rispetto da parte di tutti e uno dei più grandi errori è quello di “forzare” una certa elemosina.
    Poi ci sono anche persone sole, in difficoltà col lavoro, con disturbi vari. Persone che non hanno quell’intelligenza per ingegnarsi in qualche attività. In questo caso la nostra mano (non la nostra elemosina) deve essere sostegno per sganciarla appena la strada diventa più semplice.

  2. or 20 luglio 2010 a 07:43 #

    Mi piace il tuo commento Gianluca. Io invece confesso la mia paura: paura del bisogno che ti soffoca, della mano che non riesci più a sganciare. Paura, dell’immagine riflessa, di come potrei essere o diventare.
    (anche se forse bisognerebbe avere paura di chi fa addirittura delle norme per sancire non solo la propria totale mancanza di “intelligenza”, ma anche di fantasia, ironia, garbo)

  3. Cirano 20 luglio 2010 a 11:34 #

    Belli entrambi i commenti, vi ringrazio, sono riflessioni che arricchiscono il blog e lo rendono più “vivo”.
    🙂

  4. Giullare di Sassello 21 luglio 2010 a 08:49 #

    “Lasa sta che l’è roba de barbùn”, cantava sapientemente Jannacci. Già… il pregiudizio. Personalmente sono sempre stato combattuto tra due sentimenti contrapposti: il desiderio di carità ed il pregiudizio.
    Un’unica certezza: che il poveraccio sono io.

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