Da Detroit alla Pianura Padana

7 Lug

Dire Detroit negli States è dire automobili, molto più di quando non sia la stessa cosa in Italia per Torino. Detroit è la città dell’auto, è cresciuta con l’auto, si è arricchita con l’auto, è invecchiata con l’auto e  … sta morendo con l’auto.

Il tasso di disoccupazione a Detroit supera il 28%, in un paese come gli Stati uniti in cui la mobilità sociale è molto accentuata, al pari di quella delle persone, Detroit si sta spopolando i suoi abitanti sono scesi dagli oltre due milioni degli anni ’50 a 790.000, interi quartieri stanno diventando  luoghi spettrali: un recente articolo su “Repubblica” parla di “case coi vetri rotti, le porte sfondate, i tetti pericolanti, i garage incendiati, uno scenario di distruzione violenta, come se un esercito straniero si fosse fatto largo coi tank e i lanciafiamme” .

Il sindaco di Detroit ha compreso che se la città vuole sopravvivere deve “ridurre la sua impronta ambientale”, restringersi al pari dei suoi abitanti, riqualificare alcune parti del suo territorio e riconvertirne altre, rinaturalizzando l’ambiente.

In che direzione sta lavorando il sindaco Dave Bing, ex campione di basket (sarà un caso?)  e industriale siderurgico  potete leggerlo nell’articolo di “Repubblica” che vi consiglio. In questo post io vi voglio invece parlare della Pianura Padana.

Nella regione più fertile del nostro Paese, che è costituito per il 40% da montagne, si sta assistendo ad una vera e propria “capannonizzazione selvaggia” del territorio. Suoli dalla fertilità massima in una scala da 1 a 8 vengono “mangiati” a ritmi impressionanti per costruire capannoni industriali che, con ogni probabilità, rimarranno vuoti.

Quasi ogni paese ha la sua “zona industriale” un po’ per far cassa con gli oneri di urbanizzazione un po’ per questioni di “prestigio” o nella speranza che capannone facesse rima con occupazione.

Una devastazione che non ha eguali in altri paesi europei. Non i Germania dove negli anni ’90, ministro dell’ambiente una certa Angela Merkel, gli insediamenti immobiliari sono stati ridotti ad un quarto da 130 a 30 ettari al giorno! Non in Francia, dove le aree industriali sono state concentrate in alcune limitate zone del territorio, attraverso consorzi di amministrazioni locali, per preservare la tipicità del paesaggio agricolo anche con funzioni di fruizione turistica.

“Il suolo minacciato” è la storia di una devastazione tanto irresponsabile quanto silenziosa raccontata in un film di Nicola dall’Olio, a metà tra il documentario ed il racconto a più voci.  Chissà se col mio amico Uezzo, geniale ma poco pratico, riuscirò ad organizzare una presentazione.

“Fra la via Emilia al West” cantava Guccini nel 1984, il West era il mito americano per gente di balera, la via Emila un’umanità ruspante e genuina che va scomparendo. Rimangono, per entrambi, scatole vuote di cemento, scheletri inutili che di cui oltre oceano hanno colto la consapevolezza necessaria per imboccare una via d’uscita e che da noi continuano a moltiplicarsi in omaggio al falso mito americano della produzione e del consumo senza limiti.

AVVISO AGLI AMICI VICINI PER ORGANIZZARE UNA VISIONE DEL FILM: per provare ad organizzare la visione del film io e Uezzo vorremmo sapere con che numeri abbiamo a che fare. Mandatemi dunque con un commento al post o una mail la vostra “manifestazione d’interesse” per poterci organizzare. Saluti.

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10 Risposte to “Da Detroit alla Pianura Padana”

  1. or 7 luglio 2010 a 07:24 #

    Diciamo 1 in rappresentanza dell’intera famiglia. Ma non il sabato o la domenica sera…
    Sulle città ex manifatturiere usa ed i loro (spesso ex sportivi) sindaci e su molto altro , consiglio ” La sfortuna non esiste” di Mario Calabresi.

    • Cirano 7 luglio 2010 a 16:03 #

      Bene, informerò tutti con lo stesso mezzo. Stay tuned!

    • Cirano 7 luglio 2010 a 16:07 #

      Ero alla presentazione del libro a “Letteraltura” se mi dici che ne vale la pena corro a comprarlo. L’incontro è stato molto bello.

  2. mufasa 7 luglio 2010 a 08:06 #

    noi ci siamo…almeno due, il terzo fa volume me non conta 🙂
    p.s. sumpre con Uezzo si sta organizzando per fare un cortometraggio su una leggenda di montagna, e ci sarebbe un eventuale spazio per inserire una storia/racconto breve (vera o verosimile) di abbandono della montagna…si accettano contributi.

    • Cirano 7 luglio 2010 a 16:04 #

      Ne parliamo …

  3. orietta 7 luglio 2010 a 14:31 #

    io e Prem ci possiamo venire compatibilmente con i miei turni.

    • Cirano 7 luglio 2010 a 16:05 #

      Vi terrò informati, stesso mezzo. Stay tuned!

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  1. Invito con sgabello « Io non perdono e tocco - 22 luglio 2010

    […] con sgabello Salta ai commenti Vi ricordate il post di lacune settimane fa “Da Detroit alla Pianura Padana”? Vi parlavo, tra l’altro, di un documentario sul consumo del suolo. Con Uezzo faremo una […]

  2. RIUSIAMO L’ITALIA | Io non perdono e tocco - 15 ottobre 2014

    […] Per gli spazi è ancora peggio, gli immobili consumano il territorio, lo imbruttiscono, lo sottraggono al settore primario. Anche con il consumo degli spazi abbiamo esagerato, ne avevo parlato in un post del luglio 2010. […]

  3. RIUSO e RIUTILIZZO | Akuadulza - 15 ottobre 2014

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