Le due “verità” sulla disoccupazione

3 Giu

Il dato ufficiale sulla disoccupazione nel nostro Paese parla di un valore intorno all’8,8 – 8,9 % per cento, al di sotto della media europea (si badi bene che la “media europea non è più una media a 15 stati “forti”, ma a 27).

Esiste però un altro dato, di cui nessuno parla e che non considera un peculiarità tutta italiana, quella dei “cassa integrati”, che a fini statistici sono equiparati agli occupati. Inoltre c’è un’altra categoria di persone, definiti “inoccupati” che, pur essendo in età lavorativa non cercano neppure più di lavorare, gente che, insomma, ha “perso ogni speranza”. Anche queste persone, che risiedono in particolare al Sud, non vengono calcolate fra i “disoccupati” ma da un punto di vista statistico vengono considerate persone che, per loro scelta, hanno deciso di non lavorare (casalinghe, benestanti, ecc…).

Il valore della disoccupazione nel nostro Paese che tiene conto di cassintegrati e inoccupati schizza al 15,8; ben oltre la media europea, come ci spiegano  in questo post  Giulio Zanella e Michele Bordin due dei “cervelli in fuga” di Noise from America.

Una volta che si hanno ben chiari questi riferimenti appare ancora più drammatico il fatto che il “tasso di disoccupazione giovanile”, cioè tra coloro che non possono ancora definirsi “sfiduciati”, schizza quasi al 30%. E’ pur vero che da un punto di vista di potere di spesa tutta questa disoccupazione è “mitigata” da forme di lavoro precario, nero, sommerso, che tuttavia scaricano sulla collettività le spese assistenziali oggi e quelle previdenziali domani.

Fino a quando reggerà il “Sistema Paese”?  Estote parati che se crolla di colpo il “cerone di plastica dell’ottimismo”, come è successo per la crisi, negata per oltre un anno al di là di ogni evidenza e poi scoppiata tra le mani all’improvviso, ne vedremo delle belle.

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Una Risposta to “Le due “verità” sulla disoccupazione”

  1. Il rasaerba 3 giugno 2010 a 08:41 #

    Il cassaintegrato và diviso in due categorie:
    a) cassa integrazione ordinaria
    b) cassa integrazione straordianaria
    la prima è si spera temporanea e “strategica” ne sà qualcosa il campione di produzione nazionale FIAT
    e cmq è di durata di solito limitata.
    la seconda più infida è purtroppo l’anticamera della mobilità e quindi della disoccupazione , ma fino a che non si trasforma in quello è ancora occupazione.
    in ogni caso la c.i.g è a tutti gli effetti un ammortizatore sociale che consente a chi ne beneficia di essere considerato un occupato.

    Altro discorso per questi “giovani non occupati” che io reputo soprattutto nella zona nord del paese gente che ha poca voglia di lavorare in quanto di lavoro per il momento basta cercarlo si trova , è chiaro che bisogna anche adeguarsi ….. e rischiare di fare anche lavori un pò più umili…

    Ciaooo

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